Vola Kuznetsov, bene Matteo Viola

di - 27 Settembre 2012

di Guido Pietrosanti

Ancora una settimana ricca di tornei challenger, disputati soprattutto sulla terra battuta. Il più ricco si è giocato a Stettino, in Polonia dove il rumeno Victor Hanescu ha sconfitto lo spagnolo Inigo Cervantes in finale per 64 75. Per Hanescu, numero 58 del ranking, ma capace di raggiungere la posizione numero 26 nel 2009, si tratta della seconda vittoria consecutiva dopo quella della settimana scorsa a Banja Luka. Buona anche la finale dello spagnolo Cervantes, non uno degli spagnoli più quotati del circuito, ma pur sempre capace di raggiungere la posizione numero numero 143 del ranking a soli 23 anni. Secondo turno per Alessandro Giannessi, fortunato ad approfittare del ritiro di Volandri al primo turno.

A Trnava in Slovacchia ennesima vittoria stagionale dell’ormai consacrato giovane russo Andrey Kuznetsov, già vincitore la settimana scorsa del torneo di Todi e capace di sconfiggere in finale a Trnava il rumeno Adrian Ungur per 63 63. Kuznetsov raggiunge grazie a questa vittoria la posizione numero 91 del ranking, assicurandosi cosi il main draw agli Australian Open del prossimo anno. E visto il livello di gioco espresso dal 21enne russo, c’è da scommettere che non lo rivedremo spesso nel circuito challenger nel corso del 2013. Tra gli azzurri, Walter Trusendi si è arreso al secondo turno dopo aver passato le qualificazioni, mentre Matteo Viola ha raggiunto la semifinale dove è stato fermato da Ungur, ancora un po’ troppo forte e un po’ troppo completo per Matteo. Bisogna comunque riconoscere a Viola la serietà, la professionalità e la lucidità nel cercare di completare il suo bagaglio tecnico. Il servizio è molto migliorato rispetto allo scorso anno, mentre il dritto, suo tradizionale punto debole, è ormai un colpo solido e sicuro. Inoltre, colpisce l’atteggiamento in campo di Matteo, molto più aggressivo rispetto agli anni scorsi, a cominciare dalla risposta al servizio che esegue ormai sempre ben dentro il campo, per cercare di sfruttare le sue doti di reattività e rapidità. Forse proprio grazie a questi cambiamenti, Viola è riuscito quest’anno a giocare molto meglio sulle superfici rapide di quanto non avesse fatto fino ad ora. Ha anche migliorato moltissimo il suo ranking di doppio, specialità nella quale servizio e risposta sono spesso decisivi. La giovane età gli permette di poter ancora pensare di aggiungere tasselli al suo gioco, stando però sempre attento a non dimenticare i suoi tradizionali punti di forza, e cioè la regolarità e la tenacia, caratteristiche che lo hanno portato nei primi 200 del ranking atp e che saranno sempre parte del suo DNA tennistico.

A Campinas, in Brasile, bella vittoria dell’argentino Guido Pella (121 atp) che sembra avere finalmente trovato la sua giusta dimensione, dopo diverse stagioni passate fuori dai primi 300 giocatori del mondo, nonostante le grandi aspettative che si avevano su di lui dopo la vittoria al Bonfiglio del 2008. In Brasile Pella ha sconfitto in finale per 64 60 il brasiliano Leonardo Kirche 27enne con una modesta carriera alle spalle, ma capace in questa stagione di arrivare a ridosso dei primi 200.

Infine ad Izmir, in Turchia, vittoria dell’esperto russo Dmitry Tursunov, classe 82, vincitore per 76 67 63 dell’ucraino Illya Marchenko. Grazie a questa vittoria Tursunov torna alla posizione numero 100 del ranking, mentre Marchenko si riporta al numero 197. Buona semifinale per il classe 89 americano Steve Johnson, capace di passare dalla posizione numero 636 di fine 2010 all’attuale 168. Johnson in Turchia ha sconfitto tra gli altri un’altra promessa del tennis a stelle e strisce, quel Denis Kudla, classe 92, che aveva iniziato la stagione 2012 con ottimi risultati, senza poi riuscire a confermare in pieno le aspettative, nel corso della stagione. La posizione numero 158 che occupa attualmente è comunque una delle migliori classifiche che un under 20 abbia in questo momento.

 

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Un commento

  1. PELABROC

    A luglio ho visto sia Viola che Trusendi ad Umago,l’impressione è quella di ragazzi molto seri ed umili, che affrontano ogni avversario con la dovuta concentrazione, sembra scontato, ma spesso sia a livello più basso che nei top100 non succede.

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