Novità FIT: Ecco il Coaching per i Giovani!

di - 26 Marzo 2012


(Foto Adelchi Fioriti)

di Alessandro Nizegorodcew

Ne avevamo parlato a lungo nel corso di alcune discussioni qui su Spazio Tennis. Era stato il presidente del CR Lazio Fabrizio Tropiano a proporre, durante una diretta radiofonica, la possibilità del Coaching per i tornei giovanili (Clicca QUI per leggere l’articolo, risalente al 23 gennaio 2011). Il consiglio federale ha approvato una modifica al regolamento che darà la possibilità ai ragazzi dall’under 10 all’under 16 di ricevere consigli in campo. Sarà possibile solamente a fine set e sarà consentito esclusivamente a tecnici o maestri nazionali. Qui di seguito potete leggere la notizia apparsa sul sito ufficiale della Federtennis:

“Importante novità nel programma di sviluppo e crescita del tennis giovanile. Il Consiglio Federale ha infatti deciso, nella riunione del 16 e 17 marzo scorsi, di introdurre una modifica al regolamento che consentirà, ai giocatori appartenenti ai settori giovanili dall’Under 10 all’Under 16 di ricevere istruzioni in campo. Potranno farlo, però, esclusivamente gli insegnanti con la qualifica di maestro o tecnico nazionale durante le pause intercorrenti la fine di ogni set.

La FIT è la prima federazione a sperimentare questa innovazione. Si tratta infatti di una novità che sino ad ora era adottata solo nei tornei del circuito WTA e che verrà sperimentata nel 2012 nelle tappe osservate del Circuito giovanile FIT e nelle fasi nazionali dei Campionati individuali giovanili, per poi entrare a pieno regime l’anno prossimo in tutti i tornei giovanili.

I giocatori interessati, pertanto, potranno decidere di avvalersi di tale possibiltà già nella prossima tappa del Circuito giovanile FIT in programma dal 31 marzo all’8 aprile. Per far ciò, all’atto del pagamento dell’iscrizione e dell’esibizione della tessera FIT, dovranno dichiarare al Giudice arbitro le generalità del proprio maestro o tecnico nazionale, e saranno tenuti a versare una quota federale aggiuntiva, stabilita simbolicamente in 1 euro.”

A questo punto la palla passa a voi per commentare questa notizia. Mi raccomando, come sempre, vi invito a d esprimervi con toni pacati e, soprattutto, costruttivi.

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92 commenti

  1. bogar67

    Buona settimana a tutti, 🙂
    a me non cambia nulla questa novità, anzi dal punto di vista risultati giovanili la peggiorerà ma non fa nulla!

  2. Maurizio

    La ritengo una buona idea, con la condizione che entrambi i contendenti abbiamo a dispozizione il maestro, allargherei inoltre il discorso anche agli istruttori di 1 livello i quali seguono spesso gli under rispetto a maestri e tecnici nazionali.

  3. darione

    Contrario al 1000 per 1000, i nostri ragazzi sono già bamboccioni, non avevano certo bisogno di questa iniziativa. E quando poi inizieranno a fare sul serio, che non avranno più lo zietto accanto cosa succederà?

  4. pulsatilla

    Sono d’accordo con Maurizio: la estenderei anche agli istruttori.

    Il coaching è importante perchè i tornei under non sono altro che tappe successive di uno sviluppo maturativo del tennista. Non si tratta di rincuorare quando si è sotto di punteggio.
    il punto è che l’apprendimento tattico deve essere svolto per il 90% in incontri ufficiali. ma se il bambino sbaglia e non c’è nessuno che lo corregga, come si fa a migliorare?

  5. Massimiliano pace

    Mi sembra un pochino strano il permettere di parlare solo a msestri e tecnici federali, un pochino come era la questione dei rimborsi a giocatori under meritevoli solo se il loro maestro era federale ed in regola con i pagamenti delle quote.
    Mio figlio gioca, io non ho la qualifica di maestro federale, e ne vado fiero , visto che anche chi non sa tenere la racchetta in mano ,con i vari corsi attuali potrebbe arrivare ad essere onorato di tale qualifica, sono però stato classificato B1 ho fatto il coach internazionale ad un discreto livello nella WTA……….peccato non potrò dare consigli a mio figlio.

  6. Stefano Grazia

    E se uno, ricco, il Maestro ce l’ha e l’altro, povero, ha solo quello sfigato di suo padre?
    Ha ragione Maurizio: possibilita’ di Coaching SOLO ED ESCLUSIVAMENTE se entrambi i contendenti hanno il Maestro…oppure, non capisco la discriminazione… cosa hanno paura, i Maestri, che se il loro protetto perde da uno consigliato da un mad max qualsiasi, qualcuno potrebbe pensare che…. Si sentirebbero sminuiti? Hanno paura di perdere clienti? Boh, io queste cose non le capisco … e mi trovo sempre a pensare a John Wayne in Un Dollaro d’onore (se uno e’ davvero tanto in gamba, non deve sentire il bisogno di dimostrarlo…)
    In America questo non succede…in certe competizioni e’ possibile , prima dell’eventuale terzo set, scambiare due chiacchere col proprio coach, chiunque esso sia: maestro, genitore,amico o anche uno che passava di li’ per caso …E infatti nel suo libro Patrick McEnroe ricorda che il piu’ grande consiglio nella storia del tennis glielo diede suo padre, li’ per li’ non se ne accorse ma ripensandoci e nella sua veste di Capo dell’USTA nonche’ ex capitano di Davis Cup, continua a citarlo in varie interviste…cosa gli disse dunque suo padre, che non faceva il coach ed era un avvocato, prima di ritornare sul campo per il terzo set? Fai quello che hai fatto durante il set che hai vinto, non fare quello che hai fatto durante il set che hai perso ….

  7. cataflic

    annosa questione, io però non vedo che senso abbia “liberalizzare” a rate.
    Se vuoi che ci sia il coaching, dici subito che tutti lo possono fare ed in qualsiasi momento.
    Maestro, papà o turista, tra un punto e l’altro, alla fine del set….
    Perchè se io mi metto di fianco al campo e tra un game e l’altro grido “devi giocargli lo schema xy sul dritto” il giocatore deve firmare un modulo di “disconoscimento coach” per non essere multato ?
    boh??

  8. Monet

    quando mio figlio aveva 10 12 anni e giocava i torneini junior baby,in quelli piu importanti andavo con l’allora suo maestro,ma alla fine ero io che lo ”cocciavo”,cosi come il 99% degli altri daddy,quindi stafano non è questione di essere ricchi o meno è solo questione di aver la presunzione di conoscere il ragazzo meglio del maestro e saperne qualcosina di tennis ,e io quella questione ”ce l’ebbi”.:)

  9. Monet

    ps : il coaching non è mai finito,anche nei MS e negli Slam se ci fai attenzione cè il coach che in certi momenti del match indica o a gesti o tramite un altro la cosa migliore da farsi.ricordo quando si giocava in italia che caperchi invece di parlare in italiano a fabio gli diceva cosa fare in spagnolo

  10. Muziek

    Grandissimo papà Mc! Pare una scemenza, ma in tempi lontani faccio il primo turno con uno più grande di me di 5 anni (io ne avevo 13 o forse 14). Amavo Borg e mi piazzo a fondo campo, dopo 45 minuti sono sotto 6/3 e non ci capisco nulla. Mi trasformo in Mc e faccio 6/1 in meno di mezzora. Cosa faccio nel terzo? Torno a fondocampo ovvio… L’idea di far intervenire solo i maestri della federazione è talmente assurda da diventare un ulteriore indicatore di quanto siano bravi e seri in FIT….

  11. atti

    D’altronde il coaching (maestro- –genitore-parente) è cmq difficile da contingentare in Italia… ci saranno molte “interpretazioni” della regola….

    E non so se tutte in ottica di spiegare per migliorare come mi pare sia l’obbiettivo, ma bensì semplicemente finalizzate per portare a casa quel match !!!

    Vabbe, inventata una nuova scusa quando si perde…
    “Ho perso ma l’altro aveva il coaching e io no !!!”

  12. Nikolik

    Bravo Atti, sono completamente d’accordo con te!

    Sarà solo uno dei mille altri alibi per la sconfitta che voi Genitori tirerete fuori.

    Ma non ti preoccupare: questa riforma solleverà così tanti problemi, casini e proteste, che l’anno prossimo la aboliranno senz’altro.

  13. cataflic

    e il coaching mentale, tipo ” giocagli così…perchè è tristo che puzza su quel colpo ed è totalmente insicuro tanto che da adesso in poi non ne metterà più una dentro!”
    ? magari condito con un ” di sicuro il maestro non ha lavorato bene e gli ha insegnato tutto sbagliato”, così ci scappa anche la scazzottata tra maestri….

  14. Monet

    io non so quanti padri scrivono qui dentro,ma chiedo ,onestamente chi è il papà che andando a vedere un incontro del figlio non ha mai cercato di ”aiutarlo a vincere”?….anche se dopo anni mi accorgo che forse ero un patetico e che alla fine ero solo contento se vinceva……

  15. nunziovobis (Mad Max del sud)

    grande Monet, ieri torneo del gigetto di mia figlia, tutti i padri a cocciare le figlie, pazzesco, io forse avrò detto 200 volte le parole “stai calma e spingi “, ma è piu forte di me, a stare zitto proprio non ci riesco.

  16. Jho

    Io saro’ un sognatore ma ritengo che il coach non influisca di una virgola l’andamento di una partita almeno in ambito under e sopratutto in ambito circuito FIT dove i valori sono decisamente evidenti
    Chi è piu’ forte vince con o senza coach e chi e’ piu’ scarso torna a casa con il coach..

    Saluti

  17. Agatone

    Io ogni tanto faccio qualche torneo di 4a categoria e quando incontro dei ragazzini se c’è qualcuno che li consiglia sono contento. Più consigli hanno più vanno in confusione, cercano di fare un po’ quello che gli viene detto, un po’ quello che sono capaci, se sbagliano la colpa è di chi li ha consigliati. Non cercano più da soli vie d’uscita ma aspettano consigli.
    Insomma, confusione.

  18. atti

    Nikolik, mi stupisco di te….
    Il coaching c’era, c’è e ci sarà sempre……..a tutti i livelli.
    Poi per vincere e diventare o no campioni non è certo questo il problema…..

    Anche con la regola del coaching non cambierà nulla, i + forti avranno “casualmente” anche i migliori coach a livello giovanile che li sapranno consigliare…
    Difficile che un coach in gamba perda il suo tempo con un ragazzino scarso.

    tira tu le conclusioni in prospettiva….

  19. alex farol

    concordo con Agatone. Torneo di quarta, classico che incontri il ragazzino di belle speranze (sogni), e anche per me diventa più facile ogni consiglio che passa. vanno in confusione, e in effetti sembra che facciano di tutto per far capire al “consigliere” che non sanno mettere a frutto ciò che gli viene detto. Però questo è solo u rovescio della medaglia, in fondo sarà anche un modo per conforntarsi direttamete in campo, almeno poi si potrà commentare finita la partita. Insomma che cambia? lo fanno già

  20. bogar67

    Anche io saro’ un sognatore, nel mio caso obbligato per una questione di soldi 🙂 🙂 e di una figlia testa di coccio 🙂 ritengo che il coaching in gara non influisca di una virgola sull’andamento in generale di una prospettiva di carriera anzi la reputo questa novità deleteria mentre non condivido la tesi di Jho, credo che che fino under 12 max 13 anni dello stesso livello, suggerimenti al momento giusto possano cambiare l’esito di una gara.

  21. dario

    ma soprattutto ..senza entrare nel merito.. come disitinguo un tecnico..un maestro.. un istruttore … io sono Tecnico Nazionale ma non ho un distintivo.. una card di riconoscimento… per cui…agli occhi di un esterno…potrei essere chiunque… dobbiamo andare sul sito e leggere nel database???

    se mi sono perso qualcosa mi scuso in anticipo..

    dario Bellino

  22. bogar67

    @dario
    immagino…., ti informi se è stato pagato dall’avversario un euro in più all’atto di iscrizione al torneo per avere questa possibilità del coach e chiedi al GA chi sia lo scienziato-maestro che usufruirà di questa opportunità con il proprio o propria allieva.
    Per chi è genitore normale non la vedo così’ triste, la soddisfazione di vedere il figlio o la figlia vincere sarà doppia 🙂 🙂

  23. bogar67

    Per chi è genitore normale non la vedo così’ triste, la soddisfazione di vedere il figlio o la figlia vincere sarà doppia, come a dire anche se svantaggiato dal non avere nessun suggeritore mio figlio ha vinto uguale vuole dire che era proprio più forte!! 🙂 🙂

  24. Giorgio il mitico

    Ma il tennis cosa deve diventare ? Forse un qualcosa per creare posti di lavoro ? Capisco anche che in Italia il partito più imbattibile di tutti sia quello delle mamme premurose.

    Già sono abbastanza isterici i nostri pargoletti….però un momento magari qualche montatello smette di giocare….avremo qualche aspirante fenomeno in meno.

    Certo, considerando che tanti paparini e mammine vogliono che il sangue del loro sangue si alleni non prima delle 16, a costoro magari l’innovazione va bene !

    Comunque voglio essere buono ed in linea con i “desiderata” dei capi per cui :”VIVA IL MAMMISMO !”

  25. Giorgio il mitico

    x Maurizio

    senti, che ne dici di mettere in campo anche il Padre spirituale ?

  26. Giorgio il mitico

    x Pulsatilla (ma chi sarai, sarai mica uno del governo dei tecnici ?)

    Sto pensando di fare questa proposta al Ministero della Pubblica Istruzione : “Quando uno dei nostri pargoletti viene interrogato da quel “cattivaccio” di insegnante gli si deve affiancare un COACH COLTO nella materia in cui si è interrogati perchè lo guidi lungo la difficile e perigosa strada dell’apprendimento scolastico.”

    Non rido per non piangere.

  27. Giorgio il mitico

    x tutti

    scasate la mia crassa ignoranza, ma nella tanto decantata Francia, modello cui si ispira la FIT (mi pare di avere ascoltato qualche pezzo grosso dire così), come fanno ?

  28. Giorgio il mitico

    x la FIT

    propongo di rendere obbligatorio il superamento di test di preparazione atletica per i convocati in Nazionale in tutte le categorie, ciò che manca in Italia è la preparazione atletica, questo tipo di obbligo avrebbe come CONSEGUENZA di eliminare ogni eventuale chiacchiericcio sulle convocazioni e la successiva scelta dei titolari,ed inoltre, COSA ANCORA PIU’ IMPORTANTE, costringerebbe i nostri aspiranti campioncini e campioni a CORRERE sul serio, altrimenti possono darsi all’ippica, sport equestre dove è noto a tutti (perlomeno lo spero) che a correre a più non posso è il cavallo !

    Caro A. Nizegorodcew, come vedi sono SUPERCOSTRUTTIVO nei miei interventi.

  29. Bene, questa si è una di quelle iniziative che fanno crescere il movimento agonistico…

    Per Giorgio
    Preparazione fisica? Ma te ci tot mat!!! Quella è fatica!!!! Vuoi mettere a migliorarsi stando seduto sulla panca e facendosi dire cosa fare dal maestro (Nazionale, mi raccomando…)?!?

    Non avete capito il senso della cosa: è il modo più geniale per far pagare 1 € in più per i tornei 🙂

    Post 31 da appendere in bacheca…

  30. Giorgio il mitico

    Regolamento di Tennis approvato dalla International Tennis Federation.

    Appendice III

    Paragrafo 2 – Obiettivi

    Comma 2.1- Lettera D) Favorire la leale competizione.

    Secondo il comune buon senso, è rispettato l’obiettivo di “Favorire la leale competizione” nel caso in cui capiti che si affrontino due giocatori di cui uno con coach ed uno senza coach ?

    Aspetto una risposta adeguata. Grazie.

  31. Claudio Pistolesi

    Ma se ad esempio si da un consiglio sul servizio che pero’ riguarda sia la prima che la seconda palla scatta la tariffa doppia di due euro? Mi spieghi Alessandro ?

  32. bogar67

    quoto Giorgio il mitico
    preparazione atletica come test di accesso alle convocazioni delle selezioni regionali e nazionali giovanili, è una cosa che ho già scritto. In questo modo si darebbe ancora più importanza al preparatore atletico nei circoli e nelle scuole tennis.

    Il problema di fondo anche nella preparazione atletica subentra è il mammismo, tennis sport per lo più per figli di papà, bimbi abituati ad avere oltre la mamma anche la colf a casa, la nintendo ds e wii, la s3, il suv dove stare comodi, le scarpe hogan, il ristorante di lusso, l’hotel 4/5 stelle per le trasferte, la scuola privata a pagamento ed il coach personale, chiaro che poi se gli si chiede di fare 60/90 minuti intensi di atletica dove devi sudare gli viene un pò più difficile, manca la fame!!.

  33. A mio modestissimo pare il coaching, d ogni genere e grado, snatura il nostro sport. E’ nella natura del tennis che due persone si affrontino su un campo da da soli, senza l’aiuto di nessuno e che lo facciano senza mezzi, mezzucci e via discorrendo.
    Piuttosto che aiutare i ragazzi in campo mentre giocano, perchè non ci prendiamo l’abitudine di fare insieme il giorno prima della partita il game plan insieme e studiare l’incontro PRIMA? Troppo lavoro, vero? Se vogliamo istituzionalizzare il coaching, giacche ci stiamo, aggiungiamoci anche il technical time out come si fa nekl basket, o come si fa nel cricket anche la pausa del te ……. Poi però non scandalizzatevi se Nadal supera i 20 secondi di pausa tra uno scambio e l’altro perchè questo sarebbe il male minore!!!!!!!!!!

  34. Tex

    Si potrebbe fare una tariffa “a consiglio”; per incentivare si può fare anche 3 consigli al prezzo di 2.

  35. Mammager

    E perchè non anche il carnet da 10 consigli, l’abbonamento mensile, quello trimestrale con overgrip in omaggio 🙂
    La partita è un momento di verifica. Se ci aggiungi “l’aiutino” è come farsi interrogare col libro aperto. Per apprendere esistono già i match-play, no?

  36. prince

    Cmq fare ogni tanto una regola che consenta di contenere i costi…la fit proprio non riesce a farla (non è per l’euro in più anche se non capisco pago già il maestro e devo pure pagare un euro in più, cmq ritengo questa innovazione non giusta, se io posso spendere per il maestro al seguito sono avvantaggiato rispetto all’avversario mamma o padre munito) e….dove sono finiti i rimborsi che c’erano lo scorso anno nei tornei di macroarea? E poi adesso pare che i tornei di Macroarea previsti la prossima settimana si debbano concludere entro il giovedì…doppi turni per tutti perchè ci sono le qualifiche dei TE che si sovvrappongono…ma diamine pensarci prima? Come lo scorso anno con i campionati Regionali (qualifiche per i nazionali) nella stessa data del TE a Roma. Ma chi fa il calendario tornei queste cose non le guarda?

  37. fede

    Per Giorgio il Mitico:
    In Francia non mi risulta esista il coaching a livello under cioè equivalente ad “embrione giocatore”. Lo sport agonistico viene offerto agli atleti a parità di condizioni e nell’ottica semmai di far risparmiare risorse alle famiglie.
    Risorse da spendersi nella fase post embrionale…

  38. pulsatilla

    esistono strutture dove nella quota mensile è compreso l’accompagnamento ad un certo numero di tornei (e relativo coaching). a me sembra un’idea giusta perchè pensare che si possa costruire un tennista solo con l’allenamento quotidiano è sbagliato.
    l’allenamento rappresenta il 50% nella costruzione di un tennista. l’altro 50% è dato dall’attività agonistica nei tornei.

    qualcuno ha parlato di “aiutino”, è stata fatta dell’ironia…
    non si riesce ad entrare nel merito della discussione vera, cioè come si costruisce un tennista e se il coaching in questo contesto sia utile oppure no.
    per me sì, può essere utile.
    giova ricordare che stiamo parlando di bambini, bambini che approcciano i tornei con un’emotività a volte fuori controllo. quando si è in preda alle emozioni si perde la lucidità.
    e allora avere un istruttore, un maestro o semplicemente un genitore ( a patto che sia equilibrato e che capisca di tennis…) che tracci un’analisi razionale dell’andamento del match suggerendo qualche variante, a mio modesto avviso, può essere istruttivo. naturalmente nella logica che i tornei under servono per costruire il giocatore, a prescindere dal risultato.

    ha ragione federico di carlo sull’utilità del game plan, che secondo me andrebbe fatto anche dopo la partita, anche in caso di vittoria, per abituare il ragazzino ad analizzare fasi di gioco, strategia e tattica.

  39. prince

    Cmq ci sono già le competizioni a squadre dove il maestro segue la partita vicino al giocatore e lo consiglia ed è contro un altro giocatore anche lui munito di maestro, ma in un torneo under non tutti (molto pochi) hanno il maestro al seguito io credo che ci sia una disparità evidente in sede di incontro. Cmq vedremo già a questo macroarea come andrà.

  40. fede

    Per Prince
    Perchè non si sono più i rimborsi per i vincitori ed i migliori del Macroarea come l’anno passato? Con la benzina a 2€ al litro… e poi la Federazione ci tiene che i ragazzini osservati facciano i tornei di Macroarea !
    E’ sbagliato…. è una iniziativa da ripristinare nell’interesse comune !

  41. Se un bambino affronta un torneo con un’emotività fuori controllo il problema sta altrove e non si risolve con il coaching. Se anche fosse, la partita è un ottimo strumento per far capire al bambino che l’emotività va controllata (e credo che il compito di persone come Di Carlo sia, fra l’altro, di insegnare questo) altrimenti non si ottengono risultati. Se interviene sempre qualcuno che fa il lavoro al posto tuo dov’è la crescita? E non mi si venga a dire che dipende dall’età e che i bambini sono piccoli e menate del genere: quando si instaura un rapporto embrionale poi si va avanti anni a dire che son piccoli e io mi sono rotto di “bambini” di 10 anni CHE NON SANNO ALLACCIARSI LE SCARPE E DI GENITORI CHE RISOLVONO IL PROBLEMA CON SCARPE CON LE STRIP! Quando cavolo devono crescere questi ragazzi? Qual è l’età giusta perchè camminino un po’ da soli? Quando è troppo tardi e vengono superati da coetanei stranieri che di pappa pronta ne hanno avuta assai meno?
    “La FIT è la prima federazione a sperimentare questa innovazione”. Chissà come mai! Forse gli altri sono così rinc…ti che non ci hanno pensato?!? Visti i risultati degli altri non mi sembra proprio….

  42. prince

    X Fede, lo scorso anno era presente sul sito della federazione un modulo di richiesta contributo (200 euro a torneo) per i partecipanti fuori regione che arrivavano almeno nei quarti nei tornei osservati e almeno nelle semifinali in quelli non osservati, i contributi richiesti lo scorso anno sono puntualmente arrivati a fine 2011. Fino ad oggi il modulo non è più presente, speriamo che sia una dimenticanza…magari verrà finanziata con l’euro in più richiesto per il coaching 🙂

  43. fede

    Prince:
    Grazie della informazione sulle modalità dei rimborsi.

    Per Alessandro Nizegorodcew:
    si potrebbe cortesemente sapere se esistono già i moduli per i contributi ai tornei di macroarea 2012 e dove scaricarli?
    Ringrazio anticipatamente, cordiali saluti.

  44. barbara

    Secondo me vanno distinte le fasi ed i modi.
    Quando incominciano è assolutamente normale vedere genitori, maestri (pochissimi) e pubblico consiglairli, è accettato di buon grado da tutti ed è anche utile, spesso non sanno neanche le regole ed il coaching è veramente all’acqua di rose.
    Fatto come avviene nei campionati a squadre, al cambio di campo e senza essere invasivi, aiuta perchè permette di costruire un pò di tattica ed incominciare a valutare l’avversario.
    Quello che non sopporto sono le continue ingerenze, il telecomandare il pupo o il chiamare le palle al posto dei ragazzi.
    Il coaching a gioco fermo, al cambio di campo lo accetto e lo trovo anche utile il resto no, certo non vale limitarlo ai maestri perchè non tutti possono permetterselo.

  45. Mammager

    Pulsatilla,
    l’ironia si faceva per l’euro da pagare per autorizzare il coaching. Mi ha ricordato in qualche modo le ‘indulgenze’ pagate alla Chiesa :). Ho scritto ‘aiutino’ proprio perchè ritengo che non sia un vero e proprio aiuto; spesso, come qualcuno ha scritto, si crea solo confusione nel piccolo giocatore. Al contrario ritengo che il coaching possa fare la differenza nel tennis professionistico e non lo ritengo corretto.
    Concordo infatti pienamente con Federico di Carlo quando afferma che un qualsiasi intervento esterno snatura questo sport, dove la lotta non è solo dritti e rovesci, ma scelte tattiche, tenuta mentale. Il maestro ha altre sedi in cui insegnare tutto ciò al suo allievo, durante la partita può solo verificare quanto è stato recepito, quali sono i gap da colmare. Il maestro di mio figlio chiede sempre ai suoi allievi come è andata la partita, anche quando vi ha assistito, per sentire il loro punto di vista. E ciò che mi ha sempre affascinato è come parla loro: ‘alla pari’, in privato, come se si trattasse di una confidenza delicata tra i due componenti di un’unica squadra.
    Davide,
    mi hai tolto le parole di bocca. Anche se talvolta è dura sopprimere l’istinto materno che porta noi mamme, ad agire in ‘automatic mode’ per semplificare le difficoltà dei nostri cuccioli!

  46. mauromaestroconi

    …non serve a niente senza vera cultura sportiva.Cercare di “teleguidare” positivamente un allievo mentre gioca è mera illusione, sicura confusione e pressione esercitata.Ci si dovrebbe confrontare molto dopo il match o cmq ben conoscendo i tempi di rilassamento dell’atleta, a quattrocchi ed in serenità.Sia in caso di sconfitta che in caso di vittoria.Altro discorso, credo, per i professionisti.

  47. pulsatilla

    Davide,
    nessuno ha detto che il coaching deve risolvere il problema dell’emotività, quello non te lo risolve nessuno, nemmeno Federico di Carlo. Forse mi sono spiegato male. Io parlo di apprendimento tattico.
    Qualcuno dice che deve essere fatto dopo la partita, a bocce ferme. Anche a bocce ferme, sono d’accordo. Come sono d’accordo anche prima della partita. Ma durante la partita a mio parere può essere più istruttivo.
    Sono d’accordo con chi dice solo al cambio campo, altrimenti si genera solo confusione.

    Barbara,
    tu hai detto quello che volevo dire io. Grazie.

    Volevo aggiungere solo una cosa.
    Il maestro è un professionista ed è giusto che sia pagato. Ma trovo scorretto che in una scuola di agonismo si faccia pagare solo l’allenamento quotidiano, svincolato da tutto il resto. Non ha senso. E’ come se a uno studente di inglese il prof insegnasse solo la grammatica e per fare conversazione chiedesse altro denaro.

  48. Giorgio il mitico

    sentite un po’ : i nostri piccoli fenomeni “cocciati che più cocciati non si può”, quando andranno all’estero in privato o come rappresentanti delle nostre squadre Nazionali si troveranno avvantaggiati o svantaggiati dal non potere fruire del consiglio del coach come nel frattempo si saranno abituati in Italia ?

    E’ ovvio che saranno SVANTAGGIATI in modo colossale con tutte le conseguenze negative del caso.

    Costa tanto dire che questa decisione è sbagliatissima ?

  49. fede

    Secondo me la decisione del coaching nei tornei under è sbagliata, così come è PROIBITA, mi risulta, nei tornei TE ed ITF.

    Suggerisco invece di continuare ad incentivare i ragazzini dei Macroarea giocati fuori regione con un indennizzo a seconda del piazzamento in tabellone, così come la Federazione ha fatto nel 2011.

  50. tc monza

    certo che la federtennis è una fucina di idee e innovazioni mirabolanti……, adesso si che uscirà il giocatore top 10 che aspettiamo da tempo….. uno o due consigli a prezzo modico e via verso wimbledon.
    un saluto a Bogart che scrive un po meno ultimamente….peccato

  51. pulsatilla

    “un saluto a Bogart che scrive un po meno ultimamente….peccato”

    questa è proprio velenosa…

  52. pulsatilla

    “Al contrario ritengo che il coaching possa fare la differenza nel tennis professionistico e non lo ritengo corretto.”

    mammager,

    non sono per niente d’accordo con te.
    secondo te se Federer ieri avesse avuto il coaching sarebbe servito a qualcosa?
    Il coaching è più utile per gli under e deve essere fatto da persone equilibrate e competenti, che insegnino a “leggere” la partita e a cercare le contromisure. In seguito, con la crescita, saranno giocatori indipendenti che potranno in futuro a loro volta fare coaching.
    Non capisco nemmeno perchè chi ha avuto una bravo coach deve essere per forza un bambino viziato.

  53. pulsatilla

    tc monza

    della federazione non parlo più, non vorrei costringere il bravo alessandro a chiudere anche questa discussione. qualche volta è meglio parlare del sesso degli angeli, è più rilassante.

  54. Agatone

    Non so nulla di Federazione ma la mia impressione è che abbiano voluto certificare e in qualche modo sanzionare una situazione che già esiste. Come dire, non riusciamo a togliere il coaching che evidentemente fanno in molti allora regolamentiamolo e facciamo pagare un euro a chi lo fa.

  55. bogar67

    @tc monza
    Ciaooooooooooo 🙂 🙂
    non scrivo più perchè mi occupo di altro e poi appena ho osato prendere la difesa della FIT sono spuntati i barbaricini e qualcuno anonimo mi ha anche scritto che devo vergognarmi per una posizione che avevo preso 4 anni prima quando ancora non sapevo nulla di tennis,
    non è che adesso ne sappia di più 🙂 🙂
    Continuate a scrivere, quando si tratta di genitori e figli vi leggo sempre!

  56. Mammager

    Pulsatilla post 59,
    sicuramente no, non gli sarebbe servito. Ma il tennis non è solo Federer. Credo che molti professionisti trarrebbero vantaggio da un suggerimento al momento opportuno semplicemente perché grazie alla loro esperienza sarebbero in grado di concretizzare l’aiuto. Bene, io trovo questo non corretto, toglie tra l’altro qualcosa alla bellezza di questo gioco, just you and me, babe, scriveva Stefano Grazia.
    E’ solo la mia opinione, naturalmente!
    ‘Insegnare a leggere la partita’
    parole sacrosante, ma durante le partite di allenamento, che si devono svolgere con gli avversari più diversi. Il torneo è un momento di verifica dello stato dell’arte ma anche un momento di crescita della capacità di decidere in maniera indipendente. Proprio in un’ottica a lungo termine.
    Sul ‘bambino viziato’ mi sono persa qualcosa o mi sono espressa male o semplicemente non ti riferivi a quanto ho scritto io.
    Io sono d’accordo con Davide quando scrive che se qualcuno fa le cose al posto tuo non cresci, e che talvolta è difficile frenare l’istinto che ti porta ad aiutare la tua creatura anche quando sai che è sbagliato. Ma appunto, è sbagliato e nello specifico del gioco del tennis è meglio imparare quanto prima a distinguere i due momenti completamente differenti: i match-play, i punti con vincoli, gli schemi provati in allenamento con tutte le spiegazioni ed i suggerimenti del caso da una parte, LA PARTITA DI TORNEO da soli dall’altra.
    Tutto ciò non ha nulla a che vedere coi vizi.

  57. @Mammager
    Semplificare le difficoltà ai figli è doveroso per un genitore. Giusto che i genitori siano presenti e sostengano i figli, affiancandoli nelle difficoltà e aiutandoli a superarle. E’ sostituirsi ad essi che è sbagliato, perchè così facendo non saranno mai in grado di facela da soli. Dopo 12 anni passati sui campi di diversi sport ho un campionario di “orrori” da poter scrivere un libro (semi)comico

    @Pulsatilla
    Insegnare tennis significa preparare un ragazzo ad affrontare le difficoltà del tennis, siano esse tecniche, fisiche, mentali. Se io tecnico devo formare un futuro giocatore professionista devo, il prima possibile, abituarlo alle difficoltà che troverà in quell’ambito. Se nella fase di formazione intervengo con il coaching quando nel professionismo ciò non è consentito siamo proprio sicuri che si tratti di un buon modo di insegnare? A meno che si decida di istituzionalizzare il coaching anche fra i professionisti. Diverso è in uno sport come il calcio, dove l’allenatore può dare consigli dalla panchina a tutti i livelli. Io, quando allenavo i giovani calciatori, dalla panchina limitavo al minimo qualunque consiglio, tecnico o tattico che fosse. Era una mia scelta, non so se giusta o meno. Mi piaceva l’idea che in certe situazioni i miei ragazzi fossero in grado di camminare con le proprie gambe. La partita è una verifica di ciò che si è appreso (o non si è appreso) in allenamento: se gli faccio tenere il libro aperto e leggere quello che c’è scritto come faccio a verificare l’apprendimento?
    Comunque il senso delle mie parole voleva essere differente: io faccio il preparatore fisico, non il maestro, per cui posso sviluppare una mia idea sul coaching ma con minor competenza di altre figure. Credo che il coaching sia sbagliato, ma se i Pistolesi, i Caperchi, i Fanucci e i Rianna dovessero sostenere il contrario (motivando le loro osservazioni, ovviamente) sarei prontissimo a cambiare idea.
    Il quesito vero è questo: con tutti i problemi STRUTTURALI che abbiamo nella formazione agonistica cosa si spera di ottenere con un provvedimento di questo genere?
    Che fine ha fatto la favola del preparatore fisico obbligatorio in ogni scuola tennis? E i controlli sulla veridicità delle autocertificazioni dei circoli per ottenere le diverse qualifiche previste dalla nuova classificazione delle scuole tennis?
    Qualcuno sta facendo qualcosa per redarre un progetto di preparazione fisica per i nostri ragazzi (sul modello di quello che esiste per la formazione tecnica…)?
    Ci sono almeno 100 cose più importanti (e probabilmente più utili) del coaching per far crescere la qualità della nostra formazione agonistica…per quanto riguarda il mio campo le mie proposte e osservazioni le ho fatte…. ottenendo zero risposte (andava bene anche un “ma che stron….te dici?” 😉

  58. Muziek

    Ma voi siete sicuri che l’apprendimento non si possa verificare anche con l’allievo che tiene il libro aperto? E’ solo per dire che il parallelo con il “mondo reale” secondo me non tiene. Nel mondo reale non c’è questa forma di agonismo sportivo a meno che tu non voglia scegliertela. Mi serve che il ragazzo (figlio, studente, compagno) impari il necessario non serve che batta il compagno di scuola che se è più bravo pazienza. Non so bene come si possa trasferire il concetto ad un campo da tennis ma io trovo sicuramente curioso l’atteggiamento verso i ragazzi di 10 anni, subito orientati verso il professionismo, cioè verso una vita che, forse l’ho già detto, io non vorrei per mia figlia. Ma forse è questa la differenza, mi pare che qui si sia orientati a costruire il campione, ma davvero vale questo prezzo che a me sembra così alto?

  59. Mammager

    @Muziek
    Si apprende col libro aperto (match di allenamento) e si verifica quanto si è appreso col libro chiuso (match ufficiale). Questo a prescindere dal livello di agonismo. Anch’io trovo esasperato un certo tipo di inquadramento in un bambino di 10 anni… sia umanamente che al fine di perseguire l’obiettivo del professionismo, perchè il rischio che una volta raggiunta l’adolescenza molli è alto. Ma stando a leggere biografie ed aneddoti vari sui campioni, parrebbe che la strada da percorrere sia proprio quella.
    Il punto è, per un genitore, verificare periodicamente (gli interessi dei ragazzi cambiano velocemente come il cielo di marzo) se è quello che il proprio figlio vuole veramente (facile solo a dirsi!), al di là di quello che dice di volere. Perchè la passione non conosce fatica, nè privazioni.
    Giovanotti canta ‘la vetta più alta è quella che non scalerò’…. é meglio la delusione di non aver raggiunto l’obiettivo o il rimpianto di non averci creduto? Io voto per la prima a vita. Vuoi mettere le emozioni lungo il percorso?

  60. pulsatilla

    Nelle parole di mammager intuisco il timore che suo figlio incontri un avversario con il coach al seguito.

    mammager, vorrei rassicurarti. vedrai che non ne incontrerà molti e a volte è anche controproducente, vista la qualità circolante dei maestri, per cui in fondo a tuo figlio potrebbe derivare paradossalmente un vantaggio.

    Muziek,
    non ho capito il tuo post 66. L’essenza dello sport, a tutti i livelli e a tutte le età, consiste nel superamento del proprio limite (o quantomeno nel tentativo del superamento). Se fossi un maestro di agonistica e avessi un bambino che vuole imparare solo il necessario, io lo abbandonerei. d’altronde il mondo è pieno di maestri che vanno a caccia di quelli che si accontentano. in percentuale pagano di più e hanno meno esigenze, che tradotto significa meno rottura di scatole per il maestro.

  61. Massimiliano pace

    Scusate ma non ho letto tutti i post, forse altri hadde detto questo: ma se TUTTI e dico TUTTI i coach a livello professionistico comunicano in un modo o nell’altro con i propri giocatori ripeto PROFESSIONISTI, come si può dire che l’aiutare un under a capire il momento della partita non sia un aiutarlo a crescere a livello agonistico???????

  62. Mssimiliano Pace,
    questo è come dire che in un paese in cui Taaaaaaaanti evadono le tasse, chi le paga è fesso. ……… Non ribaltiamo la natura delle cose!!!!! Se la legge sul coaching c’è, va rispettata ed applicata e l’esempio deve essere preso dai giocatori che la rispettano, non da quelli che la infrangono!!!!!

  63. pulsatilla

    FdC,

    hai stravolto il senso del post 69, rileggi ancora:

    “…come si può dire che l’aiutare un under a capire il momento della partita non sia un aiutarlo a crescere a livello agonistico???????”

  64. Muziek

    Mah pulsatilla volevo dire cose meno complicate o forse un po’ più ampie. Qui date per scontato che il “meglio” sia l’avviamento all’agonistica nell’ottica del sacro graal dell’ingresso nei primi 10. Siccome stiamo parlando di bimbi (so che hai ragione mammager, qualche biografia l’ho letta anche io, anche se non è il mio genere francamente) temo che gli interessi siano (in generale, quindi il tutto andrebbe approfondito) “contrastanti”. Sono ragionevolmente sicuro che al bimbo di dieci anni non può importargliene meno di vincere Wimbledon o che se gli importa ora non gli importerà tra dieci minuti o tra due giorni, poi gli importerà di nuovo ecc. ecc. A partire da questo il mio personale graal non è certo Wimbledon ma quello che è meglio per lui. In quello divergo radicalmente da FDC: qualche sia la cosa migliore per il bimbo cosa fanno nei tornei professionisti non può (e secondo me non dovrebbe a nessuno, ma mi sa che qui non trovo tanti consensi…) importarmene meno. Serve il discorso al cambio di campo al bimbo per divertirsi meglio e di più? Allora si faccia. Non serve (in riferimento a quegli obiettivi di cui prima)? Allora lasciamo stare. Ovviamente quello che sembra senza un briciolo di senso (sono molto curioso di conoscere l’argomento a favore) è far fare questo ai maestri e basta (fra l’altro ai maestri FIT, pare di capire). Fra le tante altre cose voglio proprio vedere un bimbo al cambio di campo con il suo bravo coach e l’altro solo in una sedia col papà nelle tribunette che lo guarda implorante. Ma questo è discorso che riguarda le buone cose della FIT…. (a proposito pulsatilla io il pezzo poi l’ho fatto ovviamente non uso il blog per fartelo avere, ma dimmi dove posso spedirtelo e lo farò volentieri. Fra l’altro ho fatto il piccolo miracolo di non fare arrabbiare – non troppo almeno – le parti in causa…)
    Ah, dimenticavo la questione del maestro. Credo che tu abbia ragione, nel senso che il maestro pigro tenderà a scegliere il ragazzino/padre che non ha come obiettivo della vita il palco reale di Wimbledon (più lo scrivo più mi sembra davvero piccola come speranza per il/la proprio/a bimbo/a) ma quello con cui passare del tempo insieme. Che sia meno proficuo… mah, va a sapere.
    Mi sovviene un’altra cosa per mammager e correggo un po’ il mio “hai ragione”. Perché se ci penso meglio vorrei vedere anche le biografie di quelli che non sono riusciti ad emergere e di cui non si parla mai. Se esiste una correlazione tra la vita sprecata (iperbole, anche se…) fin dai primi anni di vita e il successo dovremmo trovare migliaia di bimbi che hanno buttato i propri anni dietro una racchetta e poi senza arte né parte sono stati costretti a fare i precari. Niente di male a fare i precari, anzi. Ma una cosa è farlo dopo aver avuto un’adolescenza normale altro, credo, farlo dopo ore e ore buttate nei campi di tennis. Insomma, cautela con le correlazioni. Volevo scrivere un post di due righe e guarda com’è finita….

  65. Pulsatilla,
    il mio intervento è chiarissimo: se la regola del tennis dice che il coaching è vietato e qualcuno si ostina ad usufruirne, i vari Tomic così’ come i vari Nadal per non menzionare tutti gli altri che infrangono la regola, devono essere puniti così come da regolamento. Punto.
    Per me, e ribadisco per me, lo scopo ultimo di un bambino a 10 anni in mezzo al campo è quello del divertimento e di verifica. Se il ragazzino si guarda spaesato per cercare conforto o aiuto tra gli spettatori, fuori dal campo vuol dire che gli è stata inflitta già la sua punizione, vuol dire che ha già ricevuto la sua buona dose di condizionamento e che non sta li per crescere e migliorare. Sta in mezzo al campo per vincere. Il danno è già stato fatto.
    Ed il coaching non fa altro che esasperare e peggiorare la situazione, sia che provenga da un maestro, ed ancora peggio da un genitore.
    Un giocatore di tennis deve essere in grado di prendere molte decisioni ed assai velocemente su un campo da tennis. E nel prendere queste decisioni deve essere autonomo ed averne piena fiducia e totale responsabilità. E come in tutte le cose si comincia a farlo da piccoli.
    Il coaching non è altro che un surrogato, un sostituto per questa incapacità. E più lo portiamo avanti in un giocatore e più creiamo dipendenza. Spesso trattiamo e presupponiamo che i ragazzi siano degli imbecilli e degli incapaci. Dal mio punto di vista non c’è niente che forgia il carattere come l’esperienza di prima mano. La necessità aguzza l’ingegno.
    Il fatto è che i bambini vengono messi sul campo solo perchè hanno preso delle lezioni di tecnica e qualche volta quando va bene di atletica. Non gli si da la quasi assoluta cognizione tattica e mentale. Ma per ovviare a questa mancanza, non rivoltiamo le regole del gioco a nostro piacimento, non accomodiamoci le cose all’italiana maniera. Rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo come si deve dando ai bambini un’offerta di insegnamento ed avvicinamento allo sport completa!!!!!

  66. Mammager

    Pulsatilla,
    niente è più lontano dal vero 🙂 Nessun timore! Posso dirti invece che ho assistito personalmente a partite di campionato a squadre under, dove il coaching è permesso ai cambi di campo: assolutamente inutile, se non controproducente. Ritengo sia tanto meno utile quanto più si abbassa l’età dei giocatori, perchè come già detto, i piccoli non sono in grado di concretizzare i suggerimenti. Per il resto si è espresso benissimo FdC nel post 73.
    Muziek,
    ‘la vita sprecata’ è quella di coloro che non hanno fatto, sperimentato, goduto, appreso dagli errori, amato e lottato per ciò che amavano. E mi fermo qui, perchè sull’argomento sono già stati scritti fiumi di parole 🙂

  67. pulsatilla

    mammager,

    immaginavo che la tua posizione avesse come punto di partenza aver visto qualche match. la rispetto, ma non la condivido. potrei risponderti che negli stessi campionati a squadre under ho visto dei coaching fatti da persone equilibrate e competenti che hanno cambiato il volto del match. non fraintendermi però. la vittoria ottenuta con l’aiuto del coaching al cambio campo per me ha un valore relativo. quello che conta invece è far apprendere al bambino (e sul campo l’apprendimento è diverso e se vuoi te lo spiego anche dal punto di vista scientifico, la memoria emozionale ha uno spessore ben diverso da quella razionale…) che rinunciare alla lamentela facile, respirare e cercare la concentrazione può essere molto redditizio. imparato questo, si passa ad uno step successivo (non quello del: alza la palla! palletta!), i primi rudimenti di tattica, se accorcia entra e veloce con i piedi chiudi il punto e se sbagli va bene lo stesso, se la palla è profonda vai indietro e gioca difensivo con una palla arrotata ma profonda, se esce non importa etc…
    bisogna insegnare a fare le cose giuste. a volte basta una parola. a volte le parole nemmeno servono (è il caso di Samuele Ramazzotti per esempio, che gli vuoi dire a uno così?).
    generalizzare ci porta verso l’errore anche in questo caso. ogni bambino è un mondo a sè e non esiste una ricetta valida per tutti.
    immagino che al Trevisan di qualche anno fa il coaching lo avrebbe fatto innervosire ancora di più.

  68. pulsatilla

    Muziek,

    visto che ti interessi di politica federale. c’è un articolo molto interessante su Ubit.
    fiumi di denaro pubblico che scorrono dentro anfratti sconosciuti.
    ma c’è da stupirsi nell’italietta pizza-mandolino?

  69. L’ho appena letto….secondo me Pulsatilla hai capito male!
    Se dei deputati fanno un’interrogazione su una gestione economica dubbia è perchè sperano di imparare nuovi trucchi su come si ruba 🙂

  70. Giorgio il mitico

    ….è di una solare evidenza che il coaching sia un passo indietro per i giovani tennisti, ALTRA COSA è avere un coach che affianchi il giovane e promettente tennista, che lo aiuta a leggere gli errori commessi, che lo prepara ad affrontare le future partite, ecc.

    Comunque, caro Pulsatilla, non ho trovato risposte adeguate al mio post 36 dove ricordo che il regolamento cita come obiettivo da perseguire “….la leale competizione”.

    Se si affrontano due giocatori di cui solo uno con coach, è rispettato il principio della leale competizione ?

    Penso di no.

    Cosa succede alla psiche del “cocciato” se perde la partita nonostante i consigli ?

    Il maestro del “cocciato” che perde rischia il proprio posto ?

    Se l’avversario (non cocciato) di un avversario “cocciato”, fa reclamo perchè ritiene violato il concetto di leale competizione (di cui al regolamento della federazione internazionale) cosa succede alla regolarità dei tornei ?

    Caro Pulsatilla, non so chi tu sia (anche se comincio a farmi un’idea precisa ed un giorno dirò il perchè) e ti dirò che ti comprendo e ti capisco nell’insistenza a fare l’avvocato di una causa persa, e poi siamo in democrazia e pure le opinioni più sbagliate meritano rispetto ed è giusto che siano discusse per essere poi cestinate per il bene tennistico dei ragazzi-e.

  71. Massimiliano pace

    X F d C
    Prima parli di divertimento, e sono pienamente in accordo con te, poi parli di giocatore con decisioni autonome , forse non ti riferisci sempre ad un under 10/12, mentre io si.

  72. Massimiliano,
    La proposta è di estendere il coaching dagli under 10 fino agli under 16. Si tratta per tanto di un intervento molto generalizzato che abbraccia molte tipologie di giocatori. Ed è per questo che non mi sono riferito alla sola categoria degli under 12. A 16 anni, Nadal e dopo di lui Quinzi, giocano già tornei ITF, e le ragazze sono spesso ancora più precoci…..
    Rimango comunque dell’avviso che quando un giocatore è in campo, a qualsiasi età, se la deve sempre e comunque cavare da solo. Deve imparare ad attingere alle proprie risorse e non far affidamento su quelle altrui. Il coaching è un surrogato.

  73. simone

    sono esterrefatto, parlo da ex arbitro di sedia e giudice arbitro, ma parlo principalmente da genitore di una bambina di quasi 11 anni, con tanta passione (entrambi) ma per il momento poche possibilità di avere un maestro sempre con lei ai tornei (magari), tranne ovviamente quel poveretto di un papà che però non potrà dire nulla alla figlia, in nessun momento della partita (non è detto che sia una cosa negativa), mentre magari quella di fianco avrà il personaggio di turno che entrerà in campo e le spiegherà come giocare.(sempre che serva e sia utile)
    a questo punto dovrò spiegare a mia figlia che o lei non è abbastanza brava x avere un coach o che molto semplicemente da umili lavoratori non possiamo permetterci di pagarlo.
    E’ l’ennesima sciocchezza che i ns Capi FIT commettono, si chiama semplicemente discriminazione, ma siamo veramente certi che un maestro riesca a trasmettere qualcosa di più positivo di quello che potrebbe trasmettere un genitore?
    allora creiamo la regola che il coaching lo si può utilizzae solo da una determinata fascia di reddito in su, anzi che il tennis possa essere giocato solo da un certo reddito in su…..o forse questa cosa c’è già????

  74. leo caperchi

    ma scusate perchè discutiamo tanto di cose che non faranno nessun giocatore????non sono queste le cose che faranno la differenza,non cambia nulla.Queste sono le piccole voglie di invenzione di qualche dirigente che pensa che per fare i giocatori bisogna inventare il tennis…invece che far le cose normali che fanno tutti ogni giorno …per tanti giorni.Non siamo di fronte a jnessuna svolta epocale le cose da fare (tanto lavoro con strategia pluriennale e chiarezza di obiettivi finali) sono altre non stiamo li a dare più importanza del dovuto a cose …che non fanno i giocatori.Se non lo fà nessuno ci sarà un motivo…forse non è un nodo cruciale per fare giocatori?….:) meglio sorridere.

  75. Mammager

    Pulsatilla post 75
    tutto ciò che scrivi viene insegnato giornalmente in allenamento durante i match-play. Il maestro ti illustra anche la probabile condizione emozionale del tuo avversario oltre che le possibili contromisure che adotterà.
    Esperienza campionati a squadre: ovviamente la mia opinione è condizionata da quello che è il mio vissuto, che è assolutamente poca cosa e quindi da prendere per quello che è, solo un’opinione che accetto di cambiare se mi si dimostra il contrario.
    Altra cosa è
    1)l’aspetto etico: è leale ricevere coaching? No, perchè difficilmente avrai una situazione di pari opportunità sulle due panchine.
    2) l’aspetto formativo: funge alla creazione del giocatore che mira al professionismo? Ho i miei dubbi e mi pare di essere in buona compagnia 🙂
    Samuele Ramazzotti: ad avercene come lui almeno due o tre per regione! 🙂

  76. Già, Leo…meglio sorridere.
    Qualche mese fa qualcuno mi accusò di criticare in modo poco costruttivo. Così decisi di scrivere qualche punto su cosa si dovrebbe fare in ambito di preparazione fisica: cose concrete, come il monitoraggio atletico dei migliori di ogni provincia e la redazione di linee guida nazionali sulla pf. Risultato: due commenti (forse tre…). Neanche la soddisfazione di sentirmi dire “hai scritto dieci righe piene di cazzate!” NIente di niente….poi arriva il genio di turno con questa cagata del coaching e tutti, io compreso, a sciolinare osservazioni e commenti.

    Già, il nostro movimento funziona al contrario: parli di proposte serie e concrete e non frega un c…o a nessuno, poi spari due minchiate e…
    Meglio sorridere…

  77. Agatone

    Per Davide: se puo consolare secondo me il numero di commenti non è un indice di giustezza di quello che viene scritto ma semmai a volte il contrario. Se io scrivessi che Hitler è stato un buon politico probabilmente sarei commentato con centinaia di post, se scrivessi che Ghandi è stato un grande politico ne riceverei penso molti meno.

  78. nico

    ma qua chi e che dice che bisogna fare chissa che cosa per diventare giocatori buoni?? si devono fare le cose semplici ma ricordate gente che il coach bravo è anche quello fa notare una cosa semplice ma che nessuno se ne accorge…

  79. A farle le cose semplici…..il problema è che da noi non si fa nulla per migliorare il livello di formazione agonistica

  80. nico

    ma il problema è che tanti non hanno davvero la passione per farlo e se l’allievo vince allora tutti grandi siamo appena uno perde e li che si vede se il coach ci rimane veramente male e cerca di fare qualcosa per cambiare oppure se non fa niente tanto codsa gliene frega…

  81. Questa settimana Macroarea a Ravenna “Coppa delle Viole”: tabellone molto interessante! Chi fa un salto lo dica, così ci si prende un caffé insieme…e si risolve qualche anonimato 🙂

    Tu Alessandro mandi qualcuno a resocontare?

  82. mimmo

    Lasciamo stare il mondo come sta. C’e’ gia’ tanta confusione ai tornei giovanili figuriamoci con il coaching. E poi pedagogicamente e’ piu’ formativo dare delle dritte prima del match, vedere come se la cava in campo da solo e dopo il match fare l’analisi e l’autoanalisi con l’allievo.
    P.s. Sono d’accordo con Giorgio il mitico sulla preparazione atletica, ma il discorso dei test mi sembra da prova invalsi. Propenderei piu’ sulla valutazione umana visto che il tennis e’ uno sport di situazione e non puo’ essere codificato in tempi e misure

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