Coppa del Mondo di Tennis su Carrozzella

di - 18 Giugno 2008

di addicted2tennis

Si è da poco conclusa l’edizione 2008 della Invacare World Team Cup di Wheelchair tennis, svoltasi a Cremona dal 9 al 15 giugno sui campi della Canottieri Baldesio & Bissolati.
Un evento dalle proporzioni gigantesche sotto tutti i punti di vista: organizzativo, sportivo, sociale, ma soprattutto umano. Per tutti quelli che l’hanno vissuta direttamente o indirettamente, un’esperienza che rimarrà impressa indelebile nella mente e nel cuore. Ma cos’è il wheelchair tennis?
Il wheelchair tennis, o tennis su carrozzina, è uno degli sport più praticati dai disabili e anche uno dei più spettacolari e avvincenti da vedere. Le regole sono pressoche identiche al tennis normale, con un’unica sostanziale differenza: la palla può fare fino a due ribalzi, e il secondo rimbalzo può avvenire anche fuori dal campo. La World Team Cup è una competizione a squadre che può essere tranquillamente equiparata ad un mondiale vero e proprio. I tabelloni sono divisi per categorie, Maschile World Group 1, Maschile World Group 2, Femminile, Junior e Quad.
I Quad sono i tetraplegici, ovvero gi atleti affetti da handicap anche agli arti superiori.
Curioso il fatto che nelle categorie junior e quad possono sfidarsi anche uomini contro donne.
Ogni tie (sfida tra due nazioni) è composto da due singolari e un doppio.
Si è giocato nella splendida cornice dei circoli Canottieri Baldesio e Canottieri Bissolati, che hanno dimostrato entrambi di essere all’altezza della situazione per ospitare un evento di questa portata.
I numerosi volontari, dai raccattapalle agli addetti al bar e ristorante, hanno avuto un ruolo determinante nell’ottima riuscita della manifestazione, come anche i 22 ufficiali di gara provenienti da tutta Italia diretti dal supervisor ITF Massimo Morelli e dall’assistant referee Francesco Nardi.
Si sono giocati una quantità impressionante di match, ma la macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione riuscendo a portare a termine tutti gli incontri, sebbene in alcuni giorni si sia finito ben oltre le dieci di sera. Per quanto riguarda le nazioni vincitrici, segnaliamo il successo della Svezia nel World Group 1 Maschile, che in finale ha inflitto un perentorio 2-0 ai più quotati francesi, mentre nel World Group 2 c’è da registrare il successo della Gran Bretagna, che nel doppio decisivo ha avuto la meglio sul Belgio. Successo scontato per le Olandesi nel tabellone femminile, che vantano nelle loro file la n.1 del mondo Esther Vergeer, imbattuta da 330 incontri, la n.2 Korie Homan, la n.3 Jiske Griffioen e la n.4 Sharon Walraven. All’Olanda anche il titolo Junior, grazie alla vittoria per 2-0 in finale contro la Gran Bretagna, detentrice del titolo, e quello Quad, vinto a sorpresa contro la corazzata statunitense guidata da Nick Taylor (un vero fenomeno: gioca su una carrozzina elettrica e per servire, non potendo usare la mano destra per lanciarsi la pallina, se la lancia in aria col piede) e dal n.1 del mondo David Wagner.


Durante tutta la settimana Cremona è stata protagonista di una serie di eventi legati alla manifestazione, come la splendida cerimonia di apertura tenutasi nella Piazza del Municipio alla presenza di alcune autorità locali e di tutti gli atleti, nonchè del Presidente CIP Luca Pancalli.
Giovedì pomeriggio si è tenuto a Palazzo Trecchi il Convegno Internazionale Invacare “Sport, disabilità, senso della vita: vincere il match più importante” e sabato sera la Cena di Gala a S. Maria della Pietà, ospite di eccezione, Gianluca Vialli, che fa parte del Comitato d’Onore del torneo.

E’ davvero ammirevole la dedizione con la quale tutti gli atleti hanno affrontato i loro incontri. Vedere giocare a tennis, anzi vedere giocare BENE a tennis persone senza una, a volte due gambe, è davvero la dimostrazione che nella vita se si ha la forza d’animo e la volontà di ottenere un risultato o un obiettivo, niente o quasi è impossibile. E vedere la gioia di vivere negli occhi di questi ragazzi più o meno giovani, ti trasmette una forza e una vitalità impossibili da descrivere a parole. Solo chi c’era può capirlo ed è forse il regalo più bello che tutti i volontari e gli addetti ai lavori hanno ricevuto da queste persone. “Proud to be here“, orgogliosi di essere qui. Ce l’avevano scritto sulle magliette organizzatori, raccattapalle, camerieri, uomini dei campi…mai slogan di una manifestazione fu più azzeccato di questo.

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