Davis: Diario di Bordo da Torino (1)

di - 1 Febbraio 2013

da Torino, Alessandro Nizegorodcew

La sveglia del venerdì mattina per Torino non è delle più semplici, soprattutto se hai chiusa la valigia la sera (notte) prima alle ore 2 circa. La sveglia, dicevamo, suona alle ore 6 spaccate. Rapida doccia e taxi in direzione stazione tiburtina, Italo mi aspetta. Piccola parentesi legata a Italo e Trenitalia: il solo fatto che non esista più un monopolio sul trasporto ferroviaria permette molte più occasioni e con 100 euro a/r mi ritrovo in prima classe. Provo a dormire ma non riesco e allora decido definitivamente di svegliarmi guardando una puntata di Fringe (sto vedendo le ultime puntate dell’ultima serie, chi provasse ad anticiparmi la fine riceverà una chiamata dalla polizia postale!).

Arrivo a Torino intorno alle ore 12.15 e mi dirigo all’albergo. Il “mio” tassista raggiunge l’hotel ma è costretto a fermarsi prima di una sbarra con una ulteriore macchina davanti. Il “mio” tassista suona e insulta l’automobile davanti, dalla quale esce un incredulo e arrabbiato a sua volta Romano Grillotti. Warning per lui…

Entro in albergo in zona Lingotto e chi vedo come prima persona in assoluto? Il presidente Angelo Binaghi a colloquio con Vincenzo Martucci! Salgo in camera e mi riposo circa 7 minuti prima di incamminarmi verso il Palavela. Il tempo di un toast alle 13.30 lungo la strada e sono pronto a ritirare l’accredito stampa.

Arrivo in sala stampa e saluto amici e colleghi (alcuni sono sia amici che colleghi, altri solo colleghi…). Citandone alcuni (sicuramente dimentico qualcuno a cui chiedo in anticipo scusa): Max Grassi, Enzo Anderloni, Roberta Lamagni, Daniele Azzolini, Marco Caldara, Federico Ferrero, Marco Mazzoni. Ma è tutto pronto per Paolino. Porto il pc in tribuna stampa e inizio a scrivere il “live” del match. Paolo perde facilmente il primo set e tutti, in tribuna e sui vari social network, disintegrano a parole il tennis di Lorenzi e la scelta di Barazzutti. Detto che anche io avrei avuto i miei seri dubbi a scegliere tra Lorenzi e Bolelli, dati entrambi in ottima forma, mi è parso assurdo parlare di un match finito dopo 20 minuti. Anche perché Paolino era parso visibilmente emozionato e teso. Nel secondo e nel terzo Paolo tira fuori tutto e vince due set eccezionali. Purtroppo non basta perché Cilic alza, e di molto, il livello del servizio e del gioco da fondo (alcuni rovesci vincenti di controbalzo eccezionali) portando a casa il match.

Continuo a combattere su facebook con chi riesce a parlare male di Lorenzi e mi reco in conferenza stampa ad ascoltarlo. Non c’è molto da chiedere, Paolo spiega tutto in pochi minuti. La domanda più interessante è del collega Guido Monaco di Eurosport (che ho avuto il piacere di conoscere “dal vivo” quest’oggi) sulla possibilità o meno di attaccare di più sulla seconda avversaria nel quinto set.

Vado a seguire l’inizio di Seppi. Sento una voce straniera dietro di me. Marco Caldara mi guarda: “C’è un ospite internazionale”. Mi giro. Dietro di noi Marin Cilic “incuffiato” che commenta la sfida tra Dodig e Seppi (foto di apertura).

E’ il momento di tentare di agguantare un qualsiasi cibo ed è allora che si materializza (mentre sono al telefono) una splendida visione: mortadella! Il tempo di finire la telefonata, però, e al mio arrivo tutto è finito… Il cameriere però mi da una speranza: “forse torna!” Attendo impaziente perché la fame, in piedi dalle 6 solamente con un toast nello stomaco alle 19, è davvero troppa! Arriva. Mangio. Sta giocando Seppi. Primo set in scioltezza 6-2, poi Dodig inizia a giocare tennis champagne e vince il secondo al tie-break. Nel terzo Seppi breakka sul 5-4 e conquista il set. Esultanza insolita. Saltello, urlo, corsetta! La Davis fa strani effetti… Seppi comunque si complica un po’ la vita ma porta a casa il punto dell’1-1. Domani si riparte…

Mi fermo qui per oggi anche perché in albergo il wi-fi costa 20 euro al giorno e non mi sembra il caso!

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