Diario da Brescia: Brown e Vanni alla grande ed il video della SpazioTennis Cup

di - 19 Novembre 2015

Vanni

di Michele Galoppini (@MikGaloppini)

collaborazione di Giulia Rossi e Stefano Berlincioni

Ieri sera dopo l’ottima pizza che vi avevo preannunciato nel diario della giornata di ieri, ho fatto davvero fatica a guidare verso casa. Ero talmente stanco che se avessi potuto avrei dormito in macchina parcheggiato da qualche parte. Di conseguenza, la scelta principale e più importante della giornata di oggi era quella di dormire senza che il cellulare cominciasse a vibrare con la sua sveglia, ed infatti sono riuscito ad alzarmi addirittura alle 11:30.

Prima cosa, prima che mi dimentichi, è ricordarvi la SpazioTennis Cup di cui vi avevo parlato ieri nel diario. Ebbene, il promesso video riassuntivo è pronto e pubblicato, e potete godervelo qui sotto

Pranzato, docciato e profumato e mi sono diretto verso il Centro San Filippo, dove oggi i match cominciavano fortunatamente alle 14:30, dandomi tutto il tempo per ricaricare le pile. Ovviamente ho evitato di avvicinarmi all’autostrada: dopo i disastri di ieri, meglio proprio nemmeno considerare l’idea di prendere la A21 e quindi ho scelto la normalissima e stavolta vuota statale.

Oggi è il giorno in cui resterò del tutto solo soletto nella sala stampa del Trofeo Città di Brescia. Gli ultimi due compari di SpazioTennis rimasti sono Alessandro Nizegorodcew e Luca Fiorino, ed alle 17 hanno la FrecciaArgento che li porterà a Roma, ma prima è tempo del primo quarto di finale di giornata, quello tra Mirza Basic e Marco Chiudinelli, col primo forse favorito per il tennis espresso fino ad ora, nonostante l’attuale classifica sia molto cattiva nei suoi confronti, tale da metterlo quasi duecento posti sotto il 24enne bosniaco.

La tattica base è molto simile per entrambi. Si sono affidati innanzitutto al servizio, che su questa superficie così veloce può, se il braccio è preciso, consegnare tanti punti diretti; entrambi hanno giocato costantemente da fondo campo, tirando forte, piatto e generalmente poco angolato, per poi prendere pian piano gli angoli con l’avanzare dello scambio alla ricerca del vincente, con qualche sortita a rete spesso caratterizzata da smash a chiusura o volée semplici a campo aperto. Entrambi hanno espresso miglior tennis con il dritto rispetto al rovescio e quindi le due diagonali sono risultate equilibrate, permettendo al match di avere tanti scambi divertenti e ben giocati, seppur generalmente non troppo lunghi. C’è stata anche molta tensione, prima da parte di Basic e poi da parte di Chiudinelli, mentre il match stava a quest’ultimo sfuggendo pian piano di mano.

Basic, appunto, è entrato in campo molto teso ed ha trovato modo di lamentarsi con chiunque e di qualsiasi cosa nel giro di pochi game, sembrava quasi che il mondo gli stesse cadendo addosso e che tutti fossero contro di lui. La tensione del bosniaco gli ha giocato così un brutto scherzo ed il veterano Chiudinelli non si è certamente fatto sfuggire il momento. Un break di differenza ed il primo set vola nelle mani dello svizzero per 6-3. Nel secondo Basic si dà una calmata e c’è pieno equilibrio: il bosniaco serve per primo ed obbliga lo svizzero a rincorrere costantemente e punto su punto entra in testa a Chiudinelli, che perde l’aplomb iniziale e mostra qualche crepa. Il risultato è un tiebreak giocato abbastanza male dal 34enne amico di Federer e la partita gira. Basic porta il quarto di finale al terzo set e pochi game dopo si procura anche il break decisivo. 3-6 7-6 6-4 il risultato, che porta il bosniaco in semifinale e ad una vittoria dal suo best ranking.

È tempo come detto di salutare boss Ale e Luca e di riportarli in stazione a prendere il treno. Il rientro è poi traumatico (abbiamo ormai tutti capito che questa settimana la fortuna col traffico non è dalla mia parte…): coda infinita per ritornare al palazzetto, parcheggio gigantesco pienissimo in ogni suo piccolo spazio e coda infinita per uscire dal parcheggio intasato da ignoranza e rimbambimento puri degli autisti presenti, fino a trovare un piccolo posto a circa un chilometro dal campo centrale del San Filippo. Che pazienza.

Nel frattempo scompaiono sia Chiudinelli che Basic e quindi spero di ritrovare più tardi il bosniaco per qualche parola post match almeno. In ogni caso è già in campo Luca Vanni, ultimo azzurro rimasto in tabellone, che sfida il pericolosissimo Norbert Gombos.

Luca anche oggi scende in campo concentratissimo e fa subito sentire la sua presenza al giovane slovacco. Entrambi i servizi viaggiano da far paura, entrambi da fondo tirano stilettate davvero complicate da gestire ed entrambi, Luca compreso, riescono a coprire discretamente bene il campo in difesa. La differenza la fa la quantità di pazienza che i due giocatori mettono in campo: l’azzurro è concentrato e preciso e paziente, Gombos al contrario è un disastro nel momento in cui serve metterci la testa per chiudere il punto e gestire al meglio gli scambi complicati. Inoltre, lo slovacco appare spesso infastidito e più di una volta si rivolge al giudice di sedia o tira occhiatacce memorabili a quelli di linea.

Alla fine è solo un break a favore dell’azzurro in entrambi i set a decretare la differenza decisiva ed a chiudere i conti. 6-4 6-4 il risultato finale, per un Vanni apparso in ottima forma, capace di non farsi mai brekkare da un tutto sommato buon Gombos e soprattutto capace di far trasparire una facilità di gioco e una concretezza disarmanti. Il prossimo avversario, Sijsling, che ha vinto il match di cui vi darò cronaca nelle prossime righe, dovrà stare molto più che allerta…

Queste le dichiarazioni dell’azzurro dopo il suo match. “Ti posso dire che oggi è stata una partita strana, nel senso che lui tira veramente molto ma molto forte però lo vedevo sempre di fretta, anche ai cambi campo, più di imporre il mio gioco è stato un po’ più tamponare la sua foga di chiudere il punto subito. In effetti ho fatto dei bei punti che mi sono venuti facili, diciamo che sto bene fisicamente grazie anche alla fisioterapia: è un periodo in cui gioco molto quindi in particolare alleno i muscoli delle gambe con parecchio stretching. Devo ringraziare in particolare i fisioterapisti qui  a Brescia.” La superficie veloce aiuta di certo i colpi e soprattutto il servizio di Vanni, ma ha anche il suo lato negativo, infatti “durante l’anno a livello Atp è impossibile trovare superfici così, mentre a livello Challenger si possono contare non su cinque ma su tre dita di una mano. Sicuramente io sono avvantaggiato col servizio ma come vedi qui tutti servono sopra i 200km/h ed essendo io molto alto faccio più fatica a rispondere.” Anche oggi, Luca è stato travolto da una marea di ragazzini che a fine match hanno richiesto infiniti autografi e foto. “Certamente, mi dico sempre che sono stato io il piccolo prima di loro. Mi fa molto piacere ci starei tutta la sera, come mi è capitato in alcuni tornei, quando posso lo faccio anche se a un certo punto devo venir via per forza! È un piacere enorme, capisco la loro euforia perché io stesso l’ho vissuto da ragazzino.

Igor Sijsling, come dicevo, è il terzo semifinalista del torneo, dopo aver battuto colui che è il finalista dell’edizione scorsa, Farrukh Dustov, uzbeko ma italiano di adozione, nonché poliglotta e perfetto nell’italiano. Una bruttissima partenza di Dustov lo ha messo immediatamente nei pasticci, ma a parte gli errori dell’uzbeko, tutti i meriti vanno assegnati all’olandese, che era testa di serie numero 1 lo scorso anno ma fu eliminato da Berrer al primo turno. Sijsling ha giocato un match perfetto sotto molti punti di vista, ha sbagliato davvero pochissime palle, ha coperto la rete con intelligenza ed efficacia ed ha dosato perfettamente la potenza dei suoi attacchi, risultati precisi e spesso non rintuzzabili dal povero Dustov. In due set, il match si è chiuso 6-3 6-4.

Queste le sue brevi dichiarazioni mentre tentava di scappare in doccia: “Ho giocato solidamente, rispondendo aggressivamente e facendolo muovere parecchio, in modo da portarlo a commettere tanti errori. Così ho acquistato sempre più sicurezza. L’anno scorso ho perso un brutto match contro Berrer, ma quest’anno ho giocato bene e sono davvero contento di aver vinto tre match di fila. Penso che la superficie sia leggermente più lenta rispetto allo scorso anno e questo aiuta certamente il mio gioco.” Poi, rispetto al match di domani aggiunge “Cerco di non pensarci troppo, so solo che è un buon giocatore, ha un solido servizio e un’ottima risposta quindi sarà di sicuro una partita davvero dura.

Infine, l’ultimo match di giornata, quello tra Dustin Brown ed Ilya Marchenko è stato il più spettacolare di tutti, grazie ad un buon Marchenko ma soprattutto ad uno stellare Brown, impressionante per l’altissimo livello di gioco che ha espresso durante tutto il match, tale da disintegrare ogni trama di gioco che l’ucraino ha tentato di imbastire invano.  Un match che rende all’improvviso il tedesco il favorito per la vittoria finale, almeno per quanto si è visto oggi. Divertente è da segnalare che tra i giornalisti in sala stampa, sono stato l’unico a dare Brown vincente prima del match, e quasi prendo del pazzo… beh, beccatevi questa!

Tra i tanti punti spettacolari, certamente il migliore è stato quello che ha dato a Dustin Brown il secondo break di vantaggio nel secondo set: una volée complicata in tuffo su un passante niente male dell’ucraino. La volée è risultata strettissima e peraltro vincente, scatenando tutto il palazzetto finalmente discretamente riempito. Potete vedere la magia nel tweet del collega Stefano Berlincioni, qui sotto.

Purtroppo non abbiamo le parole di Dustin, fuggito di corsa in doccia e poi non più recuperato. Ad ogni modo, sono però riuscito a recuperare Basic, prossimo avversario del tedesco, intento a guardare il match e che si è concesso per qualche letterale secondo. “Ho giocato molto bene oggi nonostante un inizio complicato in cui ero un po’ teso. Nel secondo poi ho alzato il livello, ho giocato meglio, ho servito meglio, sono stato più aggressivo ed ha funzionato.” E non appena gli chiedo del suo prossimo avversario, lo sguardo diventa particolarmente preoccupato: “Eh… sta giocando un match grandioso ed ha quasi vinto. Con un Brown così sarà difficilissima, spero non finisca come l’anno scorso proprio qui a Brescia, quando persi di un soffio al terzo. Darò il mio meglio ovviamente.

Vedremo domani. Per stasera è tutto!

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