Diario di bordo da Andria: qualificazioni

di - 23 Novembre 2015

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di Daniele Sforza

Ci sono tanti modi per passare una domenica pomeriggio di novembre, ma quando sei appassionato di tennis e hai un torneo di buon livello vicino casa, la risposta su dove trascorrere gran parte della giornata è semplice. E così, per il terzo anno consecutivo mi sono presentato al Palazzetto dello Sport in Viale Germania, nella città di Andria (che con Trani e Barletta forma la provincia cosiddetta BAT) per il consueto (ormai siamo a 3 edizioni di fila) appuntamento tennistico, l’ultimo Challenger dell’anno (insieme a quello asiatico di Toyota) che chiude la stagione per la maggior parte dei tennisti e regala gli ultimi punti per raggiungere il main draw (o le qualificazioni) degli Australian Open.

Dopo un pranzo abbondante (come immaginerete, se avrete seguito i miei diari precedenti, non mangeremo nulla fino a sera), accompagnato dal solito terzetto (formato mio fratello e due amici appassionati, Giovanni e Antonio) , mi sono spostato verso la cittadina dell’entroterra barese in modo da assistere ai tre match programmati nel pomeriggio sul centrale: Dalla Valle-Pavic, Grigoriu-Galovic e Virgili-Bauvy.

Il viaggio scorre veloce con discussioni che, come spesso accade, vertono su calcio e tennis… Si parte dall’Inter e poi si passa al tennis citando Dalla Valle, fino ad arrivare a Quinzi (tanto si parla sempre di lui) e Virgili e in breve, dopo un primo tentennamento per arrivare a destinazione (ci affidiamo ai ricordi degli anni passati), ci ritroviamo al Palasport.

Arriviamo nel momento clou del primo set, Pavic è avanti per 4 giochi a 3 e Dalla Valle è chiamato a servire nell’ottavo gioco (questo è un game decisivo, dirà mio fratello, con tanto di gufata). Puntualmente Enrico non viene aiutato dal servizio, serve solo seconde, mette un doppio fallo e si ritrova 0-40. Riesce in qualche modo (un regalo di Pavic in risposta) a portarsi 30-40 ma poi perde le misure su un rovescio e subisce il break, che, come accade nella maggior parte dei casi in questi match indoor, porta Pavic a servire per il set e a chiudere, sfruttando il suo servizio, con il punteggio di 6-3.

Il secondo set sembra seguire l’andamento del primo, Dalla Valle continua a faticare al servizio e nei turni di risposta può poco contro i servizi del suo avversario. È bravo a rimanere attaccato al match nel terzo gioco del secondo set, quando annulla due palle break con uno schema di servizio, dritto e volée. Lotta su ogni punto e spesso si ritrova a rete a chiudere con ottime volée e grazie a questo riesce a rimanere attaccato al match ritrovandosi 4-3 e 15-30 sul servizio di Pavic. Peccato che quando si trovi in difficoltà, il croato segni un paio di ace o servizi vincenti su cui nulla può l’italiano. Tenuto a 0 il servizio sul 5-4, sul 15-15 arriva il punto del match e forse anche della giornata. Enrico fa tutto bene, risponde bene, scambia con il croato e spinge ritrovandosi a rete a chiudere il punto… Può chiudere su un pallonetto non altissimo ma, pensando uscisse, lascia scorrere la palla per poi quando tocca terra provare il tweener. Enrico si ferma, si gira e fa un tweener vincente, creando un passante incrociato sul croato che nel frattempo era arrivato a rete. Standing ovation del pubblico (devo dire un buon numero per un secondo turno di qualificazioni, visto che le tribune laterali sono abbastanza piene) e tanti applausi. Puntuale arriva l’ace di Pavic che pareggia sul 30-30, ma poi arriva un punto contestato. Dopo uno scambio durissimo, Pavic fa una smorzata, Dalla Valle corre velocissimo e ci arriva (rischiando il doppio rimbalzo ma toccando la pallina due volte). Pavic si lamenta con l’arbitro per questo tocco, ma lui non ne vuole sapere e regala all’italiano la possibilità di chiudere il set. Arriva l’ennesimo servizio vincente, ma grazie ad un errore di dritto durante lo scambio, Dalla Valle si ritrova con un altro set point e mancato questo chiuderà al successivo, grazie ad una buona discesa a rete. Il match sembra a questo punto volgere in favore dell’italiano che sembra avere chance per la vittoria finale. Nel secondo gioco arriva sul 30-30, ma anche in questo caso arrivano due ace del croato a chiudere il game. Nei game successivi ci sarà poca lotta, quasi tutti i game sono tenuti facilmente da entrambi fino al 4-4 (l’unica eccezione si ha sul 3-3 quando Dalla Valle chiude ai vantaggi il suo game di servizio). Il match finisce qui, Pavic è bravo in due punti, muovendosi bene sugli attacchi del suo avversario e regalandosi due chance di brekkare. Manca la prima, ma alla seconda non perdona, passando l’italiano sceso a rete. Inutile dire che poi, chiamato a servire per il match, il croato non ha concesso nulla e chiuso la pratica.

Decido di non fermare il croato, non felicissimo visto che nel match, come spesso accade su questi campi, ci sono state chiamate dubbie (e come dargli torto, avendo osservato il match) e mi fermo con Enrico, che avevo già intervistato un mese fa. Queste le sue parole. “Sono contento per la partita di oggi, sicuramente il risultato già dice che è stata una partita decisa su pochi punti. Nel terzo ero anche stato sempre sopra, anche se non avevo un break, 3-2, 4-3… Lui però gioca bene, specie su queste superfici, può dire la sua e per questo sono soddisfatto e penso di aver fatto un’ottima partita.

Mi parla anche del game decisivo nel secondo set. “Sì, il 4-5 nel secondo set è stato un game importante, dopo un mio attacco mi ha fatto un pallonetto e lì, sono arrivato in quel modo ed è stato davvero un bel punto…” E del doppio tocco citato in precedenza: “Io posso dire che ho colpito la pallina due volte con la stecca e poi l’ho tirata di là in qualche modo.

Un parere anche sui campi, visto il cambio di superficie rispetto allo scorso anno. “Brescia era un campo velocissimo mentre qui, tornando dopo l’esperienza dello scorso anno (quando era ancora più veloce di Brescia), ho trovato un campo abbastanza lento e con un rimbalzo abbastanza alto e sono rimasto sorpreso, detto questo ovviamente abituandosi ci si può giocare bene.

Enrico conclude affermando: “Questo è il mio ultimo torneo, ringrazio la federazione per quest’ulteriore opportunità e dopo questo tornerò a casa per poi riprendere la preparazione.

Neanche il tempo di chiudere l’intervista che Galovic e Grigoriu sono già in campo. Il match è divertente, soprattutto per merito del rumeno che, come si vede fin da subito, si dimostra un vero doppista. Ottimo servizio e diverse volée pregevoli a cui si aggiungono le innumerevoli smorzate che fanno spostare da una parte all’altra l’italo-croato. Quest’ultimo invece, vista anche la statura, serve benissimo e fa buchi sul campo soprattutto con il dritto. Ne esce un buon match, chiuso 6-3 6-4 da Galovic (in controllo, se non per lo 0-30 nell’ultimo game di servizio, chiuso con 4 punti consecutivi) e che magari poteva anche finire diversamente visto che il rumeno è stato costretto a chiamare il fisioterapista ad inizio primo set e si vedeva come non fosse al top della condizione fisica.

Fermo anche Viktor che dichiara: “Sono partito malissimo perché mi sembra abbastanza lento questo campo, e rispetto a Brescia è un’altra storia. Nei primi giochi mi sono incartato da solo, poi sono andato avanti grazie al servizio, ho risposto meglio dal settimo game in poi e così mi sono trovato avanti nel punteggio.

Il suo prossimo avversario sarà Lorenzo Sonego, che ha vinto in mattinata. “Ho visto giocare Lorenzo ma non l’ho mai affrontato. Lui è molto solido, sbaglia davvero poco e perciò dovrò fare tanti vincenti contro di lui.

Rilascia infine un pensiero sulla stagione. “Non sono contento, poteva andare molto meglio, ho fatto meno tornei rispetto allo scorso anno a causa anche di alcuni problemi di salute in primavera però sto giocando sempre meglio, quindi va bene e speriamo di vincere più partite. Per il prossimo anno, tutto quello che viene va bene.

E così arriva l’ultimo match di giornata, quello che vedrà protagonista l’italiano dall’immenso talento, Adelchi Virgili. Se devo essere onesto, c’è una grossa differenza tra i due giocatori e questo si vede fin da subito, Adelchi sembra in discreta forma e regala spettacolo come suo solito. Dritti a velocità supersonica, smorzate, contropiedi, esprime tutto il suo repertorio anche se rimane falloso in alcune occasioni. Tra i tanti capolavori, c’è il punto del giorno, questa volée-no-look in pallonetto sul pallonetto del suo avversario. Qualcosa che non vedi tutti i giorni sul campo da tennis. Adelchi crea e disfa, ma senza difficoltà chiude con un 6-3 6-2 che non lascia sconti al francese Bauvy.

Adelchi, come molti sanno non ama le interviste, vorrei tenerlo per ore ma lui è categorico: “Due domande, altrimenti vado già via (ride).” Accetto e, nelle righe seguenti, troverete le dichiarazioni di Adelchi.

Mi sono sentito abbastanza bene, per me era il primo giorno, lui aveva già giocato ieri quindi aveva un match sulle gambe in più. Il campo è poi diverso rispetto allo scorso anno, più lento, le palline sono pesanti, bisogna adattarsi. Devo dire che però mi piace, permette di giocare un po’ di più rispetto a quanto succedeva lo scorso anno… certo anche quello mi piaceva però, anche per il pubblico è più bello vedere gli scambi.”

Gli chiedo come mai abbia giocato in doppio in questa stagione. “Ho giocato in doppio perché grazie a Matteo Volante e Maurizio Riva avevo possibilità di avere qualche wild card, e così ho giocato, mi sono divertito e anche perdendo posso dire che abbiamo avuto diverse chance per vincere i match. Ho giocato in doppio anche in condizioni non molto buone ma l’importante era mantenere la giusta mentalità. I programmi si fanno a fine stagione, io ho saltato un po’ la prima parte di stagione e quindi la mia stagione dovrà essere un po’ più lunga.

Giovanni infine aveva notato le tre bottigliette poste vicino alla panchina di Adelchi e per questo ci siamo chiesti se fosse un caso o meno. Adelchi con la solita ironia risponde: “Se divento pure superstizioso poi me butto giù (ride).”

Foto di rito con Adelchi e poi decidiamo di lasciare il Palasport, pronti nei prossimi giorni a raccontarvi i match del tabellone principale. Domani non ci sarò, quindi appuntamento a martedì e spero di tenervi compagnia abbastanza in questa settimana!

© riproduzione riservata

Un commento

  1. Andi

    Bel resoconto , Daniele. Eppure ad Andria c’è qualcosa che mi risulta strano : la presenza in tabellone di un giocatore completamente inadeguato. Già perché l’americano Nicosia non ha mai vinto una partita , neppure in una quali di un ITF ed è stato battuto quest’anno da Valentino (! Una terza o 2.8) , forse il miglior risultato è aver tolto un Game (sul 6-0 5-0 ? ) a Trevisan…..Quindi o Daniele (o Alessandro N.) mi dicono che ci sono motivi di famiglia (parente del direttore del circolo?) oppure non sarà vero quello che ho letto qua e là , cioè che si è tranquillamente comprata un WC . E va bene, ma è regolare? è nel bilancio del torneo ? Quanto costa ? oppure si fa , lo sanno tutti ma non si può dire e non si potrebbe fare ? Sarà pure una cosa minima però , non so perché ma mi è venuto in mente Trusendi e l’inflessibile TIU e la severità a sproposito…. Ed allora forza Trusendi . Ma magari mi è sfuggito qualcosa ed i miei sono solo cattivi pensieri , mi scuso con Andria e Nicosia.

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