Diario di Bordo da Parigi (4)

di - 26 Maggio 2013

da Parigi, Alessandro Nizegorodcew

Oggi nessun problema con la Metropolitana e, anzi, è necessario iniziare questo diario di bordo con un passo indietro. Non poteva tutto andare così male con cibo, spese, metropolitane bloccate, ecc. Ieri sera cena per due in un ristorante in zona Pantheon. Il totale doveva essere di circa 60-70 euro, così a occhio. E’ arrivato un conto, palesemente errato, di 29 euro. Siccome sono magnanimo ho lasciato 35 euro e sono andato via. Questo perché il filetto di San Pietro era di buon livello…

Ma torniamo ad oggi, torniamo al tennis. Non riesco a vedere un 15 che sia uno di Sara Errani, che sbriga la pratica Rus in pochissimi minuti. Qualche scambio di Soeda-Sousa (per il quale dovrebbero pagarmi, il giapponese sulla terra vale il numero 500 Atp e Sousa tira pianissimo) e poi un rapido pranzo (barbecue discreto al ristorante giornalisti).

L’obiettivo è infatti quello di vedere due allenamenti in particolare, in attesa di Seppi-Mayer (che totalizzerà la mia giornata in seguito!): Wawrinka-Paire e Bolelli-Lacko. Lo svizzero non sembra star male anche se fisicamente non è al top della forma. Molto divertente il match di allenamento giocato con il francese, tra battute e colpi di alta scuola. Simone Bolelli anche non sta male. Con il rovescio lascia andare i colpi senza alcun problema; sul diritto si vede che non forza al 100% (cosa normalissima dopo un infortunio al polso di tale portata) e probabilmente il movimento del colpo è leggermente influenzato dal recente infortunio. Difficile fare ipotesi sul suo attuale reale valore in campo, ma è già positivo rivedere Simone in campo.

Dovrebbe essere il momento di Andreas Seppi, impegnato sul campo numero 3 contro l’argentino Leonardo Mayer. Non hanno ancora terminato il loro match Hlavackova e Pavlyuchenkova. La russa, sospinta dopo ogni punto dagli incoraggiamenti di coach Martina Hingis, riesce alla fine a spuntarla 6-4 al terzo.

Entrano in campo Seppi e Mayer. La mia posizione in curva è pressoché perfetta. Il match dell’altoatesino è una sofferenza inaudita. Mayer gioca un bel primo set e riesce a portalo a casa al tie-break. Andreas gioca male, quasi sempre corto e poco incisivo al servizio. Si vede lontano un miglio quando un giocatore è in sfiducia. “Piano piano sto provando a venirne fuori” – spiegherà poi Seppi in conferenza stampa. “Quando dovrei essere aggressivo mi ritrovo invece mezzo fuori più lontano dalla riga di fondo. Ho cercato di fare le cose facili, senza rischiare con lungo linea complicati visto che non mi entravano soluzioni decisamente più semplici.” Torneremo alle parole dell’azzurro tra poco, veniamo al match. Andreas sale di livello quel che basta per andare avanti due set a uno, complice anche un Mayer in vena di regali. Nel quarto Seppi ha la chance di servire per il match sul 6-5, ma sul 30-30 commette un errore di diritto a campo aperto non da lui (ma, potremmo dire, “non da chiunque”) e nel tie-break scompare dal campo. Mayer va avanti ad alti e bassi. Seppi appare impotente nel primo caso e poco convinto nel secondo. Nel quinto Andreas va sotto di un break ma impatta sul 4-4 e Mayer, nel decimo gioco, regala un paio di non forzati di diritto e un italico doppio fallo di un metro! Il punto finale è però splendido: attacco profondo di Mayer e pallonetto millimetrico di rovescio di Seppi che si lascia andare ad una giusta e fragorosa (ma composta, come gli è solito) esultanza, quasi inginocchiandosi a terra. Una vittoria in un primo turno del Roland Garros in quasi 4 ore contro Leonardo Mayer potrebbe sembrare un risultato qualsiasi e agli occhi dell’osservatore inesperto è in effetti così. Ma in momenti di crisi vera e propria come quella che Andreas sta attraversando, anche una vittoria del genere può risultare mentalmente fondamentale. Mercoledì se la vedrà con Blaz Kavcic, in un match certamente alla portata.

La prima domanda che mi sento di fare in conferenza stampa a Seppi è: “Possiamo riassumere questa vittoria con: poco tennis, tanto cuore?” Andreas non si nasconde dietro ad un dito: “Sicuramente sto giocando male ma ho sempre lottato. Anche contro Lu a Nizza, giocando una partita negativa, ho tentato di rimanere attaccato all’incontro. Il problema è stato il modo in cui ho perso, perché contro Haas e Fognini sulla terra ci possono stare le sconfitte, ma certamente non nella maniera in cui sono giunte.” Qualche gesto di stizza di troppo, sempre comunque molto pacato come è nel suo stile. “Per le situazioni di gioco e il nervosismo che poteva derivarne, avrei potuto reagire ancor peggio… Direi che sono rimasto tranquillo”

Mentre mi appropinquo alla sala stampa mi vedo sugli schermi l’ultimo game di Llodra-Darcis, partita che ha regalato (come da applausi uditi durante Seppi-Mayer) grande spettacolo. Ma oggi è solo il primo giorno di main draw, domani si riparte…

 

 

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