Giustino e i crampi: perché quei tre game persi in 5′?

di - 11 Settembre 2014

giustino crampi

di Alessandro Mastroluca

Non è il punteggio che rende memorabile la partita tra Lorenzo Giustino e il ventenne spagnolo David Vega Hernandez. Non è la vittoria dell’iberico, numero 478 del mondo, per 76(4) 67(7) 76(4) dopo 3 ore e 22′. Sono i 5′ in cui l’azzurro si ritrova da 3-1 a 3-4 nel terzo set, vittima di un fortissimo attacco di crampi.

Andiamo con ordine. Giustino cade a terra, sofferente, dopo aver completato il break del 3-1. E’ chiaro che si tratta di crampi, ma il regolamento vieta la possibilità di un medical time-out per crampi. Per cui, se il medico certifica che il giocatore soffre solo di crampi può trattarlo esclusivamente nei 90 secondi del cambio campo. Il regolamento ATP stabilisce un massimo di due interventi, anche non consecutivi, durante i cambi campo.

Ma perché Giustino, che dopo circa 5′ riesce a rialzarsi, si ritrova sotto 4-3? Non c’entra il complotto iberico, la coincidenza di una partita giocata in Spagna contro un avversario spagnolo. Non c’entra nemmeno la questione del tempo, non perde i game per l’equivalente di una time violation. Torniamo al regolamento, precisamente al capitolo 7, regola 22, comma P4:

 A player who has stopped play by claiming an acute medical condition, but
is determined by the Physiotherapist and/or tournament doctor to have muscle
cramping, shall be instructed by the Chair Umpire to resume play immediately.
If the player cannot continue playing due to severe muscle cramping, as determined
by the Physiotherapist and/or tournament doctor, he may forfeit the
point(s)/game(s) needed to get to a change of end or set-break in order to receive
treatment.

Quindi, Giustino è costretto a perdere il primo game, dal 3-1 al 3-2, solo perché viene portato dalla linea di fondo, dove è in preda al dolore, a bordo campo per poter ricevere il primo trattamento. Passati i 90 secondi, Giustino ancora non è in condizione di riprendere il gioco. Ha davanti due strade: o si ritira, ma non vuole. O sfrutta anche il secondo trattamento di un minuto e mezzo cui ha diritto in base al regolamento. Ma se il fisioterapista determina che il giocatore non è in grado di tornare in campo al termine del tempo consentito, all’avversario vanno assegnati tutti i punti e i game necessari fino al successivo cambio campo.

Ecco perché Giustino si è ritrovato sotto 4-3, perché ha richiesto cure più lunghe per potersi riprendere dai crampi, e scaduti i 90 secondi del primo injury break ha dovuto perdere i due game perché si arrivasse al successivo cambio campo.

L’azzurro, alla ripresa del gioco, ha anche salvato un match point nel decimo gioco, anche con l’aiuto di Vega che non ha trovato di meglio che piazzare una palla corta a tre metri della rete, con rimbalzo altissimo su cui perfino un Giustino menomato è arrivato con tutta tranquillità. Poi sul’1-1 nel tiebreak decisivo, Vega è andato a sbattere sulla postazione del giudice di linea mentre tentava un recupero. Il pathos è continuato con il tennista napoletano che allunga 4-2 ma incappa in cinque errori gratuiti consecutivi.

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