“Non mi concentro sul ranking. La classifica è solo una conseguenza di ciò che fai in campo. Voglio continuare a lavorare e a divertirmi“. Marta Kostyuk conquista a Madrid il primo titolo WTA 1000 della carriera e supera Mirra Andreeva 6-3 7-5, trasformando un torneo a lungo complicato in una svolta personale e sportiva. “Vincere qui è incredibile. Ho sempre avuto un pessimo bilancio qui fino allo scorso anno, quindi è molto emozionante”, racconta, in conferenza stampa, l’ucraina, che legge il successo come il frutto di una settimana affrontata senza ossessioni: “Volevo godermi questa partita il più possibile, a prescindere dal risultato. Questo è l’obiettivo che ho raggiunto e per me vincere è solo un bonus”.
In finale Kostyuk impone subito pressione, serve con continuità e resta lucida anche quando Andreeva prova a rientrare nel secondo set. “Volevo iniziare la partita mettendole pressione. Oggi servo molto bene”, spiega. La russa alza il livello, si procura due set point, ma Kostyuk non cambia piano: “Entrambi i set sono stati molto equilibrati. Può andare in qualsiasi modo, ma sono molto felice di chiudere questa partita in due set”.
Il titolo pesa anche per il percorso che lo precede. Kostyuk torna agli anni in cui i risultati ottenuti da adolescente diventano un carico difficile da sostenere: “All’inizio di quest’anno ho detto al mio team che finalmente sentivo che i risultati ottenuti quando avevo 15 anni non pesano più su di me. Per molti anni ho vissuto con tutti che si aspettano grandi risultati. Avere risultati così importanti da così giovane è quasi una maledizione”.
Nel cammino dell’ucraina resta centrale anche la madre, prima allenatrice e figura di riferimento. “Cresco allenata da mia madre. Non è mai facile uscire da quel rapporto“, dice Kostyuk, che la ringrazia per il lavoro svolto prima della stagione sulla terra.
E guardando a Roma e a Parigi aggiunge: “Torno alle basi e a ciò che mi fa vincere qui questa settimana. Spero di stare bene, è l’unica cosa che conta”.