“Ho avuto modo di parlare con Carlos Alcaraz, ma non abbiamo discusso approfonditamente del suo problema fisico, poiché è un argomento molto privato. È un grande peccato non avere lui e Novak Djokovic in questo torneo: sono due tra le stelle più grandi del tennis e la loro assenza fa una grande differenza”. Jannik Sinner è rimasto l’unico Top 3 presente al Masters 1000 di Madrid 2026. Per l’altoatesino si tratta di una ghiotta occasione da non sprecare: se dovesse vincere, andrebbe a segno per il quinto 1000 consecutivo, diventando il primo e unico nella storia a riuscire in tale impresa.
Quanto trapela dalle sue dichiarazioni direttamente dalla Caja Mágica è che l’obiettivo in testa è uno solo: “Il mio piano per questo torneo è, ovviamente, quello di giocare e cercare di performare nel miglior modo possibile, affrontando la situazione giorno dopo giorno. Sono qui per dare il massimo e vedremo come andrà”.
Impossibile, però, per il numero 2 del tabellone non menzionare il Roland Garros, ultimo titolo Slam che manca nella bacheca dell’azzurro: “Nella mia mente so che l’obiettivo più importante resta il Roland Garros e stiamo lavorando per massimizzare la preparazione, per essere nella forma migliore in quell’occasione”.
Le condizioni di gioco e il rapporto con il pubblico
Jannik ha poi sottolineato le differenze tra il torneo di Madrid rispetto agli altri eventi su terra della stagione: condizioni di gioco più uniche che rare, condite da un pubblico sugli spalti tra i più caldi del tour. “Giocare qui è molto particolare, a causa dello stile unico richiesto dall’altitudine e dal vento che, a volte, si fa sentire, rendendo il gioco molto difficile. Credo che ogni diverso tipo di campo in terra battuta possa aiutarmi a migliorare come giocatore e questo di Madrid è sicuramente uno dei più impegnativi, poiché bisogna sapersi adattare costantemente a seconda dell’avversario. I tifosi qui sono molto appassionati e il legame che si crea con il pubblico rende speciale giocare in questo ambiente. Credo di avere un buon rapporto con la Spagna, favorito anche dalla bella amicizia che mi lega ad Alcaraz fuori dal campo”.