Carlos Alcaraz si è fermato solamente al terzo turno nel Masters 1000 di Miami 2026 contro un Sebastian Korda in forma smagliante. Un primo set dominato dallo statunitense, con il sette volte campione Slam visibilmente appannato e, a tratti, furioso per il suo livello di tennis. Sistemate le cose nel secondo parziale, Carlos è poi definitivamente crollato al terzo.
Per l’iberico è la seconda sconfitta da numero 1 del ranking contro un giocatore fuori dalla Top 35 (Korda n.36). La prima risale al 2022, contro David Goffin, all’ATP 250 di Astana.
La sfida con Korda
Nella conferenza stampa tenuta dopo la sconfitta, lo spagnolo si è complimentato con il rivale per la prestazione:
“È stata una partita difficile. Credo che Sebastian sia stato incredibile oggi, ha giocato una grande gara. Ci sono stati molti momenti combattuti di cui semplicemente non ho approfittato e penso che lui sia stato migliore in quei punti cruciali. È stata quella la chiave del match, quindi congratulazioni a lui, se lo merita”.
E, nonostante la disfatta, ha analizzato a mente fredda gli aspetti positivi della sua partita: “Ho giocato una buona sfida, tutto sommato. Direi che si è trattato di alcuni dettagli, di alcuni momenti in cui lui ha giocato alla grande. Sebastian ha giocato davvero bene, a un livello altissimo. Con il mio team abbiamo parlato un po’ e analizzato ogni fase del gioco: cosa ho fatto di buono e cosa meno. Direi che quello su cui mi stavo allenando l’ho fatto molto bene; c’erano un paio di cose per cui, nei tornei precedenti, non mi sentivo a mio agio e, in questo torneo, ho iniziato a sentirmi sempre meglio. Quindi penso che il processo sia stato positivo, nonostante la sconfitta di oggi, e sento di essere ancora sulla strada giusta”.
La gestione della pressione
Alcaraz si è poi soffermato sulla questione di giocare sotto pressione, specificando quanto possa incidere sia per lui – essendo il numero 1 del mondo e il tennista “da battere” – sia per gli avversari, più liberi e con meno aspettative sulle spalle: “È ovvio che, quando sei numero 1, tutto sembri più facile in termini di pressione per gli avversari che giocano contro di me. Sento che loro hanno più da vincere che da perdere in questi match ed è per questo che, in alcuni momenti, o per quasi tutta la partita, giocano senza pressione. Io, al contrario, cerco solo di giocare al meglio. Ma è evidente che i giocatori che affronto non sentono la pressione che solitamente avrebbero contro altri avversari”.
E, per Carlos, gestire avversari sempre pronti a dare il 100% rimane un aspetto su migliorare: “So che tanti avversari che incontrerò d’ora in poi giocheranno così e devo farmi trovare pronto. Come ho detto, anche se lui stava giocando sopra il suo livello normale, io ero lì a lottare. Devo guardare la cosa da questo punto di vista e, per i prossimi match, pensare che giocheranno così ma che avrò comunque le mie chance. Cercherò di giocare meglio nei momenti importanti per non lasciarli in partita e spingerli ancora di più al limite”.
Stagione sul rosso alle porte
Ora è tempo di riposo, sì, ma la stagione sul rosso è alle porte e per Carlitos inizierà un vero e proprio tour de force per la difesa del primato in classifica (tutto, ovviamente, dipenderà anche dai risultati di Jannik Sinner): “Non so quanto riposo e quanti giorni liberi mi concederà il mio team, ma so che sarà subito tempo di tornare in campo. La stagione sulla terra battuta è dietro l’angolo e ci sono tornei molto belli che sono entusiasta di giocare. La mia mente ora è rivolta a prendermi qualche giorno di riposo per resettare la testa, ricaricare le batterie ed essere pronto e in forma per la stagione sulla terra”.