Niente Sinner, Cobolli e Musetti non al meglio, Arnaldi eliminato da Griekspoor, eppure l’Italia c’è sempre: per ora ci pensa Luciano Darderi a rappresentare gli azzurri in Nord America, raggiungendo i suoi secondi quarti di finale a questo livello al Masters 1000 del Canada 2026. La vittoria in rimonta per 4-6 6-3 6-4 contro Nuno Borges ha reso la settimana a Montreal veramente interessante: ai quarti di finale Darderi affronterà uno tra Arthur Rinderknech e Brandon Nakashima, entrambi ottimi top 30, ma da affrontare sentendosi almeno alla pari.
Il match
Tutti e due sono partiti bene al servizio, riuscendo a dominare il proprio game sia con la prima che con la seconda. L’andamento degli scambi è stato equilibrato e avvincente, perché il gioco dei due è asimmetrico: la diagonale di rovescio era controllata dal portoghese, discorso diverso quando Darderi poteva colpire di dritto. L’equilibrio si è rotto solo grazie alla difesa e la risposta di Borges, autore di un primo set di livello alto, efficiente ed efficace. Un primo parziale in cui l’italiano non ha sbagliato molto, ma abbastanza da far cominciare il secondo set con la pressione addosso.
La tipica carica che solitamente accende il motore di Darderi è comunque venuta fuori, producendo un break dopo 5 occasioni nei primi due game del secondo set. Così facendo è diventato solo il secondo a rubare la battuta a Borges nel torneo dopo Aleksandar Kovacevic al primo turno, a dimostrazione del livello al servizio del portoghese questa settimana. La reazione dell’italiano è stata importante, e soprattutto intimorente. La decisione con cui Borges (più del doppio dei vincenti di Darderi nel match) chiudeva velocemente i suoi punti ha cominciato a calare, dando energia all’avversario, che non vedeva l’ora di poter scambiare in modo sempre più fisico. Portando sapientemente il pubblico a suo favore, Darderi è riuscito a dominare il finale di terzo set anche col carattere, mancato a Borges nella chiusura del punto sulla palla break persa sul 5 pari.
Vittoria importante e non casuale
Per Darderi si tratta del decimo quarto di finale in stagione (6 vittorie e 3 sconfitte), e il a livello 1000 in carriera e dell’anno dopo gli Internazionali d’Italia 2026 (dove fece semifinale): oltre a questi due tornei non aveva mai raggiunto nemmeno gli ottavi di finale a questo livello. Per altro, essendo questi due Masters ‘consecutivi’ nel loro calendario di categoria, l’italiano è in un parziale di sette vittorie e una sola sconfitta nelle ultime 8 partite in un Masters 1000.
I suoi grandi miglioramenti sono ormai evidenti anche sulle superfici veloci, provati anche dagli ottavi di finale raggiunti all’Australian Open 2026, dal terzo turno a Wimbledon 2025, e soprattutto dal fatto ha già vinto più partite sul cemento quest’anno (7) che nell’intera stagione 2025 (6), e mancano ancora diversi mesi sulla stessa superficie.
Sfruttare le condizioni
Le superfici in cemento non sono tutte uguali. Quella di Montreal sembra piuttosto lenta e sensibile al top spin, non quanto quella (unica) del Masters 1000 di Indian Wells, ma simile. Si tratta di condizioni più veloci di una terra battuta, come indicato dai vari CPI (i court pace index calcolati da ATP, Tennis Abstract e Court Speed tra gli altri) ma che tendono comunque a premiare giocatori più tattici o resistenti, come Luciano Darderi.
Il Masters 1000 del Canada fa eccezione anche da questo punto di vista, perché propone un’alternanza di velocità oltre che di città. Dopo l’edizione saltata per la pandemia nel 2020, il cemento di Toronto è stato sempre più veloce (le vittorie di Medvedev, Sinner e Shelton lo testimoniano), quello di Montreal più lento. Lo statunitense campione in carica si trova infatti nella strana situazione di dover difendere un titolo in condizioni completamente diverse da quelle dell’anno precedente, mentre Darderi sa che in queste condizioni può esprimersi al massimo.