Una settimana sulle montagne russe
Il percorso di Lione ha messo alla prova Musetti, che ha ritrovato il proprio miglior tennis proprio nell’ultimo atto del torneo: “La cosa più bella che possa accadere è sorprendersi di se stessi, e questa settimana è accaduto più volte. In questa stagione ho vissuto tanti momenti difficili, anche recentemente, tra infortuni e altre situazioni che mi hanno creato problemi. Ogni volta che cercavo di tirare fuori la testa dall’acqua, c’era qualcosa che me la ributtava sotto”.
Il toscano ha descritto una finale affrontata con una condizione diversa rispetto ai giorni precedenti: “Una settimana da montagne russe. Prima di scendere in campo sentivo dolori in ogni parte del corpo. Una volta iniziata la finale, invece, è andato tutto bene e ho giocato il mio miglior tennis. Ho avuto lo spirito da lottatore in questi giorni, un atteggiamento sempre positivo. In finale ero estremamente rilassato, ora nella mia testa c’è un mix di emozioni difficile da spiegare”.
La scelta di Mager
Al fianco di Musetti ci sarà anche nel 2027 Gianluca Mager, suo cognato e amico di lunga data. Una scelta che il carrarino rivendica, nonostante le critiche ricevute per aver puntato su una figura vicina alla propria cerchia personale. “So che sono stato accusato di rimanere nella comfort zone, ma sono profondamente convinto che la scelta giusta sia questa: Tartarini più Mager. Sarà questo il team per il 2027“.
Il rapporto con Mager va oltre il legame familiare e si fonda sulla fiducia costruita negli anni. “Io e Gianluca parliamo molto, è una delle persone con cui mi sono aperto di più in questi anni. Il mio carattere non va tanto in quella direzione, ma so che su di lui posso contare. Mi serviva qualcuno che avesse una visione più da giocatore, e Gianluca si è appena ritirato. È una scelta che mi dà serenità e stimoli”.
Il ricordo del ritiro contro Djokovic
Musetti è tornato anche sul ritiro ai quarti di finale dell’Australian Open 2026 contro Novak Djokovic, quando era avanti di due set. Un episodio che ha lasciato il segno nei mesi successivi, prima che il lavoro mentale gli permettesse di guardare oltre. “Nei mesi successivi a quel match ho riconosciuto, in varie interviste, di aver accusato il colpo, non riuscendo a togliermi l’infortunio dalla testa. Ho compreso pian piano, commettendo errori e anche ripetendoli, di non poter cambiare in alcun modo ciò che è accaduto in Australia. Credo sia sbagliato cancellare quella partita, va accettata seppur con rammarico. Ora lo sguardo va al futuro, sperando di giocare di nuovo match così importanti”.
Anche il servizio, uno dei colpi su cui sta lavorando da tempo, ha mostrato segnali incoraggianti: “È difficile lavorare su un colpo quando ci si fa male così spesso. Ci lavoro da sempre, e già negli Stati Uniti sentivo che stava tornando a buoni livelli”.
L’obiettivo Coppa Davis
Con Jannik Sinner fuori dai giochi per le Final Eight 2026 di Coppa Davis (dal 24 al 29 novembre a Bologna), Musetti guarda al finale di stagione senza sottrarsi alle responsabilità con la nazionale. Prima, però, ci sarà bisogno di recuperare le energie dopo una settimana particolarmente impegnativa. “Jannik non ci sarà, ma il tennis italiano ha tanti giocatori molto forti. Vedremo come si svilupperà il finale di stagione, ovviamente cercherò di dare il mio contributo. Adesso devo pensare a riposarmi in vista dell’ATP 500 di Vienna“.