Elias e Rufin, vittorie classe ’90

di - 23 Ottobre 2012

di Guido Pietrosanti

Anche il circuito challenger volge alla fine della stagione 2012 con una programmazione un po’ bizarra. Se infatti il circuito principale si svolge ormai esclusivamente sui tappeti europei indoor, gli unici tornei challenger della settimana si sono disputati in sud america e sulla terra rossa.

In Brasile, a Rio de Janeiro ha vinto un giovane portogese, Gastao Elias, tra i migliori della sua classe (1990) fin da juniores, ma incapace poi di fare ulteriori miglioramenti fino alla scorsa stagione, quando con una serie di buoni risultati è riuscito a raggiungere la posizione numero 172. Questa stagione Elias aveva iniziato piuttosto bene, raggiungendo la finale nel challenger di San Paolo a gennaio, ma non era riuscito a dare continuità a quel risultato, perdendo spesso ai primi turni, con l’eccezione del torneo di Caltanissetta dove Gastao è riuscito a raggiungere ancora una volta la finale. Questa volta, al terzo tentativo, il portoghese è riuscito finalmente ad aggiudicarsi il primo titolo challenger della sua carriera, sconfiggendo l’esperto serbo Boris Pashanski in finale per 63 75 e migliorando il suo best ranking, portandolo al numero 141. Elias ha vinto il primo torneo future nel 2007, all’età di 17 anni e ne sono dovuti passare ben 5 prima che riuscisse a trionfare in un challenger, a conferma delle sempre maggiori difficoltà per i giovani di emergere già al livello challenger. Un percorso simile a quello di Elias è stato quello del semifinalista di Rio, l’argentino Guido Pella, anche lui classe 90 molto promettente da junior (ha vinto il Bonfiglio nel 2008), capace di vincere il primo future nel 2008, ma incapace poi di raggiungere posizioni di classifica importanti fino a quest’anno. Grazie alla semifinale a Rio, anche Pella migliora il suo best ranking, raggiungendo al posizione numero 117 e proponendosi come una delle rivelazioni della stagione 2012.

In Argentina, a Villa Allende,  vittoria del francese Guillaume Rufin, anche lui classe 90 e anche lui top 10 junior nel 2008. Rufin, 107 del ranking atp e già vincitore di un challenger in Brasile nel 2009, ha sconfitto in finale in Argentina lo spagnolo Javier Marti, classe 92 e numero 174 del ranking, battuto nettamente per 63 62. Ai quarti di finale in Argentina si sono visti anche altri giovani di casa di belle speranze, come Guido Andreozzi (classe 91), e Renzo Olivo (classe 92) oltre ad Andrea Collarini, argentino fino a 2 anni fa che gioca oggi per gli Stati Uniti. Insomma una settimana positiva per i giovani del circuito challenger. Anche se a ben guardare, i giovani che sono riusciti ad arrivare in fondo nei tornei di questa settimana, non sono giovanissimi ma sono ormai giocatori di 22 anni, con diversi anni di professionismo alle spalle. L’anno prossimo, a 23 anni, alcuni di loro passeranno a giocare quasi stabilmente nel circuito maggiore, ad un’età che fino a poco tempo fa rappresentava spesso un punto di svolta nella carriera di un giocatore, mentre ormai, sempre con maggiore frequenza, rappresenta semplicemente l’ingresso nel tennis che conta.

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