Alexei Popyrin guarda al 2026: “Se la mia mente è pronta, ho il livello per stare dove voglio”

Lapo Castrichella
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Alexei Popyrin - Foto Leonardo Ramirez/Eyepix Group/Shutterstock

È tornato a parlare Alexei Popyrin ai microfoni dell’organizzazione del Brisbane International, facendo un bilancio lucido e sincero di un 2025 complicato, ma soprattutto raccontando la determinazione e la motivazione con cui si avvicina alla stagione 2026. Un anno fa, l’australiano arrivava ai tornei di casa con aspettative altissime, forte del primo titolo Masters 1000 vinto a Montreal nel 2024 e dello splendido quarto turno allo US Open 2024, impreziosito dalla vittoria su Novak Djokovic. Le premesse, almeno inizialmente, sembravano quelle giuste anche nei primi mesi del 2025.

Nel corso dell’anno, però, il percorso si è fatto più tortuoso. Accanto a momenti positivi, come il passare sempre più tempo con la compagna e futura sposa Amy Pederick, sono arrivate anche difficoltà importanti: risultati altalenanti, la separazione dallo storico coach Xavier Malisse e soprattutto un infortunio alla schiena che lo ha tenuto fermo per diversi mesi, incidendo non solo sul rendimento ma anche sul piano mentale.

L’importanza della famiglia

Popyrin si è presentato a Brisbane con uno spirito diverso, rigenerato da una preparazione intensa ma soprattutto da una off-season più lunga del solito trascorsa a Dubai, la più estesa dai tempi del Covid.Sono fortunato perché parte della mia famiglia vive a Dubai e anche alcuni familiari della mia fidanzata sono riusciti a venire per festeggiare il Natale”, ha raccontato. “È stato fantastico passare un po’ di tempo a casa con le persone a cui voglio bene. Rispetto all’anno scorso mi sento diverso: più riposato, più positivo, più entusiasta. È una sensazione che mi piace molto”.

Wimbledon, il punto più basso

Il punto più basso della scorsa stagione resta la sconfitta al primo turno di Wimbledon contro Arthur Fery, allora oltre la 400 esima posizione del ranking. Un passaggio chiave nella riflessione personale dell’australiano. “Credo che tutto sia iniziato a Wimbledon. Ho attraversato un momento di difficoltà, poi mi sono preso qualche settimana per staccare. Quando sono tornato stavo bene, ma è arrivato l’infortunio”, ha ricordato. “Al rientro non mi piaceva più viaggiare, mentalmente ero un po’ giù. Avrei voluto restare a casa, ma ho dovuto spingermi da solo. A fine stagione ho parlato con il mio team e ho detto chiaramente che nel 2026 voglio fare le cose in modo diverso“.

Il 2026 come nuovo inizio

Appena poche ore dopo l’arrivo in Australia, al termine di un viaggio intercontinentale, Popyrin era già in campo per allenarsi, segnale evidente della voglia di rimettersi subito al lavoro. Una spinta necessaria anche per rilanciare la classifica, dopo aver chiuso il 2025 al numero 54 del mondo, nonostante a giugno fosse stato a ridosso della top 20. “Se la mia mente è pronta, penso di avere il livello per stare dove voglio, ha spiegato. La preparazione è andata sorprendentemente bene e il modo in cui sono arrivato a questa settimana mi fa sentire davvero fiducioso. Spero di riuscire a mantenere queste sensazioni per tutto l’anno”.

La chiave è un cambio di mentalità, dentro e fuori dal campo: più spazio alla vita personale, più equilibrio tra tour e momenti lontani dal tennis. Viaggiare con la famiglia aiuta. Non credo che i tennisti riescano a vedere la propria famiglia quanto vorrebbero, io compreso”, ha aggiunto. “Sono fortunato perché qui ho mia sorella e i suoi figli, non li vedevo da un anno intero. Mi sento bene e voglio dimenticare il passato”.

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