Jannik Sinner è il favorito per il Masters 1000 di Madrid 2026: inutile girarci attorno. Con la cancellazione dal torneo di Novak Djokovic e, soprattutto, di Carlos Alcaraz, l’altoatesino si ritrova a essere l’unico Top 3 in tabellone: un’occasione unica per scrivere l’ennesima pagina di storia del tennis. Se Jannik dovesse trionfare, sarebbe il primo e unico giocatore a vincere cinque Masters consecutivi (serie iniziata al 1000 di Parigi dello scorso anno). In vista del suo esordio alla Caja Magica, previsto per venerdì 23 aprile (orario e campo da definire) contro il francese Benjamin Bronzi, l’azzurro ha rilasciato un’intervista al quotidiano spagnolo El Mundo.
Jannik dentro e fuori dal campo
Dentro e fuori dal campo, Jannik ha sempre lo stesso atteggiamento artico, freddo e serioso. Non altro che una maschera artificiale volta a nascondere molto di più: “Fa parte del mio metodo. È il mio modo di rimanere il più concentrato possibile in campo. So di non fare molti gesti al pubblico, ma è il modo che ho trovato per competere. Amo giocare a tennis. Non gioco perché devo: gioco perché mi piace, anche se non sempre lo mostro. E fuori dal campo mi godo davvero la vita e le persone che amo. Mi sento più fortunato per la famiglia che ho, per gli amici che ho e per la squadra che ho che per i miei titoli”.
Da poco sbarcato ufficialmente su YouTube con il suo canale, Sinner ha pubblicato sulla piattaforma momenti privati e retroscena inediti, mostrandosi al pubblico per la prima volta in altre vesti. “Non appartengo alla generazione di TikTok. Se ho bisogno di distrarmi durante un torneo, chiamo un amico, gioco alla PlayStation o guardo semplicemente YouTube per un po’. Mi piace guardare video lunghi che trattano diversi argomenti, dalla scienza alla geopolitica fino a temi più approfonditi. Il mondo sta cambiando così tanto ed è importante essere informati su tutto. Guardo spesso anche interviste o vlog di altri atleti e volevo condividere anche le mie esperienze”.
Il rapporto con Alcaraz
Tornando sui temi caldi della settimana nella capitale iberica, Jannik ha ammesso come l’arcirivale (e amico) Carlos Alcaraz sia una fonte di motivazione imprescindibile in ogni torneo. E quanto la sua mancanza, in questo Madrid Open, abbia un suo peso: “Il tennis ha bisogno di Carlos, e anch’io ho bisogno di vederlo in campo. Questa è la verità. È un po’ diverso quando non c’è. Vederlo infortunato non è quello che voglio e spero che torni il prima possibile. Spero soprattutto che sia al Roland Garros. Ma questo è il tennis. Spero che le nostre carriere siano molto lunghe: a volte salterò qualche torneo e a volte lo farà lui. È così che funziona lo sport”.
Un rapporto con il murciano che si coltiva anche fuori dal campo, senza eccessi. “Ovviamente non parliamo di tutto, ed è normale. Non discutiamo di argomenti personali. Parliamo di cose generali ed è sempre bello passare del tempo con Carlos. È una persona molto gentile, lo è sempre stato. Ma ci sono alcune cose che entrambi preferiamo tenere per noi”.
In costante evoluzione
Fondamentale, per rimanere ad alti livelli, è la capacità di adattarsi ed evolversi nel gioco: aspetto che Jannik ha curato meticolosamente nell’ultimo anno. “Come tennista cerchi sempre di migliorare e puoi sempre imparare cose nuove. Lo fanno tutti, non solo io. Anche chi è in fondo alla classifica può giocare molto bene e ogni piccolo dettaglio può fare la differenza. Ad esempio, negli ultimi mesi ho lavorato molto sul mio servizio: mi sono concentrato su quello e continuo a farlo. L’evoluzione deve sempre continuare: non c’è un traguardo finale”.
E sulla sconfitta al Roland Garros dell’anno scorso proprio con il numero 2 del mondo, l’azzurro di certo non può dirsi contento, ma sottolinea come anche dalle sconfitte si possono trarre degli insegnamenti: “La sconfitta è sempre un’opportunità per vincere. È chiaro che non posso pensare sempre in modo positivo ed essere felice: mentirei se dicessi di sì. Ma la cosa più importante nello sport è capire cosa è successo e andare avanti. È fondamentale. Hai guadagnato molto se riesci a dimenticare velocemente i pensieri negativi. So che tutto dipende da come ti senti: se ti senti bene, se non hai problemi fuori dal campo, è un po’ più facile ribaltare le sconfitte”.