Tiafoe, il giovane istrione che fa sognare gli Usa

Tiafoe Washington

di Federico Mariani

L’inizio della stagione sul cemento americano, partita la settimana scorsa ad Atlanta e che ci accompagnerà fino a Flushing Meadows in settembre, è sempre capace di portare una ventata di freschezza al tennis mondiale. Tramite la concessione di wild card, gli organizzatori di questi tornei presentano al mondo del tennis talenti sempre più giovani che altrimenti difficilmente avremmo potuto vedere in altri tornei dall’altra parte dell’oceano.

Nella notte appena trascorsa ha fatto il suo esordio a livello Atp Francis Tiafoe, un personaggio molto particolare nonché una grande speranza per il tennis Usa di domani. Tiafoe è giovanissimo, classe ’98, ed insieme ai suoi coetanei Kozlov e Mmoh, oltre che Rubin e Fritz (rispettivamente di due e un anno più grandi), rappresenta il futuro di un tennis a stelle a strisce che deve assolutamente rilanciarsi a livello maschile vista la carenza odierna (al momento c’è il solo Isner a tirare la carretta e non si tratta certo di un campione assoluto) e la scarsa qualità delle generazioni nate tra il ’90 ed il ’93.

Torniamo ora a Tiafoe ed al suo esordio di ieri. Il sorteggio lo ha messo di fronte a Donskoy, modesto giocatore che vive ai margini dei primi cento del mondo e che lo precede di oltre mille posizioni nel ranking. Tiafoe ha perso in due set (doppio 6-4 lo score), ma a ben vedere ha suscitato ottime impressioni tra il pubblico pagante schierato totalmente dalla sua parte, ed anche tra i telespettatori che sono rimasti alzati fino a tarda notte per seguire le sue gesta con molta curiosità (il match è stato proposto in diretta da Supertennis).

 

I genitori di Tiafoe, così come il ragazzo, provengono dalla Sierra Leone ed hanno cercato fortuna negli Stati Uniti quando Francis era ancora molto piccolo. Si sono stabiliti nel Maryland, a College Park, dove papà Constant ha ottenuto un lavoro come custode dello Junior Tennis Champions Center. L’approdo al tennis per il piccolo Francis e suo fratello gemello Franklin è stato praticamente automatico. Francis inizia a giocare piccolissimo: già a quattro anni aveva in pugno la sua prima racchetta. Quando ne ha compiuti otto, le sue qualità hanno indotto i genitori ad assumere come suo coach Mikhail Kuznetsov, che si rivelerà una guida paterna sia per Francis che per Franklin aiutandoli anche dal punto di vista economico.

Vedendolo giocare ora balza subito agli occhi il rovescio bimane che riesce a tirare con una facilità ed una violenza francamente disarmanti, un vero spettacolo. Per il resto, invece, sono più discutibili sia il servizio (movimento molto “personale”) che il diritto la cui troppo ampia apertura ne penalizza l’efficacia. Chi lo conosce bene, però, dice che la sua più grande forza risiede nella personalità che mette nel campo da tennis. Tiafoe viene dipinto, infatti, come un istrione capace di trarre molte energie dal pubblico col quale instaura un rapporto piuttosto diretto per tutta la durata del match. Vista la giovanissima età è chiaramente obbligatorio esprimere giudizi con estrema cautela, ma se lavorerà sodo su servizio e diritto e manterrà viva questa sana “follia”, potremmo avere un futuro personaggio molto interessante nel palcoscenico del tennis mondiale.

Per ora la vittoria più importante centrata da Tiafoe è l’Orange Bowl conquistato lo scorso dicembre in finale sull’altra promessa Usa Stefan Kozlov (agli ottavi di finale ha strapazzato anche il nostro Baldi), ma gli anni importanti per lui saranno i prossimi due. Tra le prospettive future del ragazzo non dovrebbe figurare l’ipotesi college (e la conseguente militanza in NCAA) per proiettarsi direttamente nel mondo professionistico. Una strada, che a quanto sembra seguiranno sia Kozlov che Mmoh, tanto ambiziosa quanto rischiosa, ma che potrebbe premiare il talento di questo ragazzo molto dotato e divertente.

Leggi anche:

    None Found