Vika promossa con riserva

di - 23 Giugno 2014

Viktoria Azarenka

 

di Giovanni Cola

D’accordo che il test non può essere definito dei più probanti, ma l’impressione fornita da Victoria Azarenka, al ritorno sul palcoscenico Slam nel suo primo turno di Wimbledon, è stata confortante. L’avversaria, la croata Mirjana Lucic-Baroni, semifinalista ai Championships nel lontano 1999, non l’ha comunque impegnata a tal punto da rendere definitiva la promozione della giocatrice bielorussa. I meccanismi vanno ancora ben oliati, soprattutto al servizio e negli scambi prolungati. Per Vika tuttavia ci sono buoni motivi per essere ottimista, il problema al piede sinistro pare essere completamente alle spalle. Un infortunio che l’ha fatta soffrire già durante gli Australian Open, non consentendole di disputare quasi tutta la prima parte di stagione. Lo score 6-3 7-5 lascia trapelare un match abbastanza combattuto soprattutto nella seconda frazione, quando la Lucic ha avuto a disposizione anche un set point, non trasformato, che avrebbe potuto allungare pericolosamente la partita per l’ex n.1 del mondo.

All’Azarenka è bastato in ogni caso mantenere elevata la concentrazione, senza spingere troppo sull’acceleratore, per portare a casa l’incontro. Positiva pure la sua ritrovata mobilità negli spostamenti laterali. Sicuramente un passo avanti dopo l’eliminazione della scorsa settimana dal torneo di Eastbourne per mano della nostra Camila Giorgi. Difficile rispondere alla domanda sul dove possa arrivare Vika  in questa edizione di Wimbledon. Francamente non crediamo possa competere per il titolo, ma un approdo alla seconda settimana sarebbe un obiettivo minimo realistico, da cui poi riuscire a porre le basi per la risalita. Intanto però  le insidie arriveranno già dal prossimo turno con la temibile serba Jovanovski che ha tutti gli elementi per poterle complicare non poco il cammino.

“La parte più difficile del mio recupero – ha spiegato Vika in conferenza stampa – è stato il fatto di non sapere esattamente quando sarei potuta tornare a giocare. La riabilitazione proseguiva sostanzialmente giorno dopo giorno ed è stato particolarmente estenuante in special modo sotto l’aspetto psicologico. Mi è mancato tanto anche il supporto del pubblico e l’atmosfera con le sensazioni che si provano quotidianamente in campo. Ho voluto lasciarmi alle spalle anche i pensieri negativi legati ai problemi fisici che mi avevano costretto al ritiro lo scorso anno. Oggi tutto è andato per il verso giusto”.

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