Diario di Bordo da Parigi

di - 22 Maggio 2013

da Parigi, Alessandro Nizegorodcew

Il sole splende su Parigi, così come il freddo gelido che accompagna la mia prima giornata al Roland Garros. Arrivo al circolo per l’accredito stampa. Insieme ad una collega cinese mi reco in sala stampa e le illustro brevemente l’impianto da buon Cicerone. E’ la mia seconda volta ma mi sento già un grande esperto. E vengo anche premiato dalla t-shirt del Roland Garros in regalo. Avrei voluto chiedere il nome e la testata per cui lavora la collega cinese per inserirla nel diario ma ho poi desistito pensando alle ore che avrei passato nel tentativo di intuirlo. Ma avremo in questo diario un altro straordinario protagonista stranieri…

Si parte con il match Dentoni-Voskoboeva. L’incontro non ha molta storia con la kazaka che con il diritto fa letterlamente i buchi per terra. Corinna si salva durante i propri turni di servizio ma quando va a rispondere non riesce mai a tenere profondi i colpi. Le risposte sono spesso corte e Galina Voskoboeva, chiamata “Gal” dal suo team, dal centro con il diritto è incontenibile. Dall’esterno l’impressione è che la nostra dovrebbe tentare maggiormente di aprire gli angoli ma la partita scivola via senza sussulti. 62 63 Voskoboeva. Dopo di lei lotta di più e spreca tanto Maria Elena Camerin, superata 64 64 dalla Vogt, giocatrice del Liechtenstein.

E’ tempo di risolvere qualche problema di connessione in sala stampa e di mangiare qualcosa. Il ristorante per i giornalisti aprirà solamente sabato e mi tocca quindi recarmi dal paninaro. Hot Dog + Pepsi = 8 euro. Dopo il mio economico e nemmeno così irresistibile pranzo mi appropinquo al campo numero 10 dove sta per iniziare Filippo Volandri opposto al tedesco Julian Reister. Ho commentato e seguito Reister al Rai Open e tecnicamente è molto molto forte. Servizio buono, diritto potente e rovescio ad una mano splendido. Per caratteristiche forse avversario peggiore non può esserci per Filo, che non riesce a sfondare sulla diagonale sinistra. Il primo set è molto spettacolare e divertente: tantissimi colpi vincenti, smorzate, passanti, vincenti tirati da ogni parte del campo. Volandri subisce il break ma lo recupera. Sul 5-5 arriva forse il momento chiave del match. Volandri gioca un gran punto e va 0-15 su servizio Reister. Si gioca poi un punto tiratissimo, che il toscano conclude con un colpo vincente che termina out di due dita. Purtroppo Reister recupera e chiude breakkando Filippo grazie a tre errori del toscano.

Lascio Volandri perché sta iniziando il match di Nastassja Burnett con la turca Buyukakcay. Prima del match vengo a sapere che “Asia” ha avuto la febbre alta tutta la notte. Da super ottimista inizio ad essere dubbioso. Il primo set però, giocato sotto un bel sole (a tratti anche caldo), vede la romana dominare il campo. Chiuso 6-2 il primo parziale arriva la rimonta turca. La Buyukakcay sale addirittura 5-1. Si fa rimontare sul 5-4 con palla del 5-5 ma alla fine chiude portando il match al terzo. “Asia” prova a dare tutto nei primissimi giochi e sale 4-2, ma si vede che non è la stessa Burnett ammirata a Roma. Fa fatica, molta fatica, certamente debilitata dall’influenza. Lotta sempre, non molla, ma alla fine capitola 7-5 dopo aver avuto, nel game precedente, la palla del 6-5 in proprio favore. Ma la partita si segnala per altri due fattori, altri due protagonisti indiscussi della gara. Nella foto qui sotto Asia che lotta con il coltello tra i denti, ma viene sconfitta da febbre e avversaria.

1) Un appassionato francese di origini turche, affitta-camere a Parigi, che si innamora della Burnett chiamandola dopo ogni punto Monnalisa. “Brava Monnalisa, sei bellissima” è solo una delle tante frasi lanciare con amore verso l’azzurra. “But my favourite player is Schiavone” ribadisce poi. Il simpatico amico franco-turco tifa però per l’avversaria di Asia e dopo aver intrattenuto me per un’ora si sposta, per fortuna (era però realmente simpatico, non sono del tutto ironico), a chiacchierare con una coppia di messicani. Nello stesso istante in cui arriva al campo Flavio Cipolla, che sarà domani l’ultimo baluardo del tennis italiano in qualificazioni qui a Parigi. Mi dice che ha giocato un buon match ieri con Ginepri e che sta finalmente ritrovando i suoi colpi dopo un inizio di stagione alquanto complicato.

2) Can Uner, ex coach del turco Ilhan e allenatore oggi della Buyukukcay. E’ il secondo grande protagonista della giornata. Esulta come un forsennato, è carichissimo dopo ogni punto. Tanto che Cipolla accanto a me esclama: “Se fa così dopo ogni punto, dopo il match point entra in campo urlando?” Qui sotto la foto. Da sottolineare come l’urlo di Can Uner sia comunque decisamente meno fastidioso delle grida della sua allieva, simili per intensità e cattiveria ai velociraptor di Jurassic Park.

L’ultimo match che vorrei vedere è Schwartzman-Duckworth, ma il campo 10 non è avvicinabile. Mi metto dunque a scrivere organizzando nel frattempo le mie ferie estive. E tempo di prenotare il traghetto per la Sicilia. E farlo dal gelo parigino è un motivo in più di gioia…

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