Diario di Bordo dalla… Quinzi Mania

di - 19 Luglio 2013

da Recanati, Matteo Maria Milanese

Dopo una bella settimana trascorsa a San Benedetto per il Challenger da 30.000$ svoltosi sui campi in terra rossa del CT Maggioni, decido di andare a Recanati per gli ottavi di finale del torneo che si svolge sui campi in cemento dello storico Circolo Tennis Guzzini. Giornata di giovedì in cui è previsto l’interessantissimo match serale fra il romano Flavio Cipolla e il nuovo idolo delle folle (e non esagero) Gianluigi Quinzi, fresco vincitore del torneo di Wimbledon Juniores.

Arrivo intorno alle 17.00 al circolo dopo mezz’ora di autostrada giusto in tempo per vedere l’ultimo spezzone di match fra il gigante francese Albano Olivetti e l’italo-australiano, con un’improbabile acconciatura, Dane Propoggia. Avanti un set ed un break, il francese dal grande servizio e dall’ottimo gioco di volo ha dovuto salvare una sola palla break dal 4-2 del secondo set, stranamente con un ace, per portarsi a casa l’incontro e raggiungere i quarti di finale.

Dopo essermi sistemato sugli spalti, incominciano il riscaldamento il giovane siciliano classe ’92 Salvatore Caruso e l’esperto olandese Matwe Middelkoop, classe 83 e numero 318 Atp. Nel primo set il gioco è molto spezzettato e pieno di errori, con entrambi i giocatori molto fallosi da fondo ed un Caruso molto contratto e che difficilmente è riuscito a trovare profondità ed angoli per mettere in difficoltà l’olandese che ha negli spostamenti il tallone d’achille. Nonostante tutto Caruso si è ritrovato in vantaggio per due volte di un break, sempre restituiti immediatamente. Il set si conclude al tie break per 7-4 in favore dell’olandese grazie alla maggiore potenza di colpi e ad ottimi vincenti che hanno lasciato di sasso Caruso che, rivolgendosi al proprio angolo, ha riconosciuto la bravura dell’avversario. Nel secondo set Caruso risente psicologicamente del set perso e l’olandese senza troppa fatica sale sopra di un break, ma è lì che arriva la svolta del match: finalmente Salvatore riesce a giocare meno contratto e a spingere tutti i colpi prendendo le redini del gioco da fondo e sorprendendo l’avversario, molto falloso quest’oggi, con delle ottime giocate anche nei pressi della rete.

Col punteggio di 6-3 e infilando una serie di 5 giochi consecutivi per Caruso si va al terzo set, dove il match segue l’ordine dei servizi fino al settimo gioco dove, complice due errori marchiani di Matwe, Caruso opera il break con una grinta leonina. Salvando nel decimo gioco una pericolosissima palla break con una volée complicatissima di rovescio su un passante molto angolato di un incredulo Middelkoop, Caruso porta a casa il match esternando tutta la sua gioia al termine di un match ricco di tensione e di scambi estenuanti. Il siculo, che ho visto per la prima volta dal vivo e in un intero match, mi ha fatto un’ottima impressione in quanto a grinta, carattere, decisione, anche se indubbiamente è un giocatore molto costruito e non sempre riesce a tenere il ritmo degli scambi molto alto; con molto lavoro e dedizione sono però convinto che questo ragazzo possa costruirsi una buonissima ed onestissima carriera.

Sono quasi le 8 di sera e, con il mio fedele amico Enzo che sto facendo sempre di più appassionare a questo splendido gioco, vado a mangiare al bar del circolo prima di assistere al match fra l’allievo giapponese di Davide Sanguinetti, Go Soeda, numero 1 del torneo, e il pugliese Thomas Fabbiano, che viene da 2 semifinali challenger a dimostrazione dell’ottimo tennis che sta mettendo in mostra. Come immaginavo, Tommy non ha sofferto più di tanto il gioco da fondo campo e molto pulito del nippon che anzi è servito a metterlo ancora più in palla e riempire di vincenti, specie col dritto, un Soeda comunque molto falloso e decisamente non in giornata. Tutti i meriti della vittoria schiacciante in due set col punteggio di 6-3 6-1 vanno comunque ad uno splendido Thomas a dimostrazione del fatto che il suo gioco è molto adatto per questi campi, dove per me i suoi colpi molto puliti e penetranti sono più efficaci rispetto alla terra rossa. Con un passante di rovescio Tommy si assicura i quarti dove affronterà in un derby tutto italiano proprio Salvo Caruso in un match che si prospetta interessante ma che comunque vede in Thomas il logico favorito.

Si sta avvicinando l’ora fatidica, le 21.30, e già si sente qualcosa di speciale nell’aria, qualcosa che non avevo assolutamente avvertito in nessun torneo qua in Italia, nemmeno al tanto amato Foro Italico: sta per scendere in campo il 17enne classe ’96 Gianluigi Quinzi e il palazzetto si riempie in ogni singolo angolo di gente venuta appositamente per fare il tifo, e che tifo, per il nuovo idolo tennistico italiano, per il giocatore che forse aspettiamo da più di 30 anni.

In pratica il buon Flavio Cipolla fin dal riscaldamento ha dovuto accettare l’idea di dover giocare con centinaia di persone contro e che avrebbero esultato per ogni singolo punto del giovane campioncino. Parte subito bene col break Flavio che non vuole dare assolutamente nessun punto di riferimento a Quinzi proponendogli una palla diversa dall’altra con i suoi numerosi back di rovescio e palle alte e cariche di dritto. Arriva però immediata la reazione del sangiorgese che riesce ad entrare subito in partita e controbreakkare il proprio avversario comandando le operazioni da fondo, spingendo a mille ad ogni palla e scendendo moltissime volte a rete per chiudere il punto concedendosi però anche ai passanti millemetrici del romano che in quanto a tocco e sensibilità non è di certo inferiore al suo avversario.

La tattica di GQ è comunque molto chiara: non dare per niente respiro al gioco vario di Flavio aggredendolo su ogni palla e cercando di chiudere il punto in pochi scambi, cosa che però non gli è riuscita quasi mai perché in difesa quest’oggi Cipo è stato a dir poco mostruoso non sbagliando neanche una palla e facendo dei recuperi al limite dell’incredibile. Nel primo set Flavio riesce a dare la zampata decisiva proprio al decimo gioco che si aggiudica con molta esperienza e caparbietà al terzo set point. Il secondo set inizia con un break di Gianluigi che continua e spingere da fondo e anzi aumenta il ritmo e la portata dei colpi con un rovescio piatto magnifico giocato sempre in spinta e quasi sempre in salto per l’entusiasmo della folla presente. Flavio continua a non regalare assolutamente niente e a commettere pochissimi errori gratuiti e riesce a recuperare il break che però cederà nuovamente nel game successivo. Il marchigiano per conquistare ogni singolo punto deve sudare le proverbiali sette camicie ma nonostante tutto continua a generare una quantità industriale di vincenti, soprattutto nei giochi al servizio, dimostrando di avere sempre in mano le redini del gioco. Secondo set che finisce con lo stesso identico punteggio del primo, 6-4, ma stavolta in favore del più giovane giocatore in campo che, a fine set, riceve il trattamento del fisioterapista a quanto pare per una contrattura alla coscia destra.

L’ultima frazione di gioco vede un Quinzi in mancanza di ossigeno e sfiancato dai continui back di Flavio, il quale riesce a portarsi con non troppa fatica avanti per 4-1. Quinzi sembra essere ormai senza forze, ma è qui che avviene l’ immancabile reazione del marchigiano che, sotto per 5-2 e match point contro, riesce a ritrovar colpi vincenti come nei primi due set e ad operare il contro break a Flavio al nono gioco, complice un errore di dritto a campo aperto di Cips sul 30-30. Sembra essere girato un’altra volta il match con Gianluigi che si porta sul *4-5 40-15, ma qui Flavio dimostra di essere un giocatore vero e, non mollando di testa neanche un secondo, sulla seconda palla game, riesce a recuperare una palla di dritto a fondocampo e a mandarla negli ultimi centimetri di riga per poi chiudere il punto con una palla corta di rovescio favolosa. Ed è qui che si conclude il match e dal 40 pari Flavio si aggiudica gli ultimi due punti dell’incontro, tra cui un favoloso passante in corsa di rovescio incrociato sul match point che ha lasciato di stucco Quinzi e tutto il pubblico presente. 6-4 4-6 6-4 in favore di un Flavio che esprime tutta la sua gioia a fine match con una calorosa esultanza, abbracciando il suo giovane contendente e facendogli tutti i suoi complimenti.

D’altro canto, GQ ha giocato un match pari comandando il gioco per quasi tutta la durata del match contro il numero 150 al mondo dimostrando di avere un livello tale da giocarsela anche a questi livelli. Ovviamente ci sono delle cose da migliorare come il servizio che, seppur migliorato esponenzialmente nell’ultimo anno e mezzo, potrebbe essere ancora più incisivo; GQ ha servito molte prime intorno ai 200 chilometri all’ora ma quasi tutte centrali e non difficili da controbattere da parte di Flavio. Dovrebbe inoltre sfruttare molto di più la velenosa curva sinistra da mancina che ancora utilizza molto poco ma che avrà tempo di migliorare, come è giusto che sia per un diciassettenne. La cosa che personalmente mi preoccupa, e non poco, è la gobba di Gianluigi che dal vivo è ancora più evidente: non sono un medico, ma so per certo che questo difetto deve essere assolutamente corretto o perlomeno migliorato per far sì che col passare del tempo il nostro beniamino non sia soggetto a seri infortuni, ma sono sicuro che il suo staff si sia già interessato alla cosa. Sono invece molto tranquillo e sicuro nel dire che non avevo mai visto un italiano giocare come Quinzi: così giocatore, così mentalmente preparato, che non molla una palla, ha una carica infinita con cui riesce ad affrontare tutti i problemi che incontra durante il match, uscendone quasi sempre con grande classe e con vincenti da fare paura. Insomma in casa abbiamo potenzialmente un campione che speriamo non perda mai di vista i suoi obiettivi e che si faccia consigliare solo dal suo staff e da chi gli sta intorno. Onore e merito anche a Cips che oggi ho visto a livelli molto alti, perché ha dovuto giocare il suo miglior tennis per battere la foga agonistica del suo avversario: sono sicuro che in breve tempo si metterà il suo momento negativo alle spalle scalando il ranking.

Stanco dopo più di 6 ore di tennis, me ne torno a casa sperando di non vedere giocare più dalle mie parti GQ, perché significherà che è entrato nei primi 100 ed è lanciato verso una gloriosa carriera.

Le fasi finali del match nel video montato dagli amici e colleghi di Livetennis.it


Cipolla vs Quinzi – Challenger Recanati 2013… di livetennisit

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