Roland Garros 2026, Cinà: “Poche energie. Il ranking? Se lavori bene diventa una conseguenza”

Francesco Bruni
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Federico Cinà - Foto Mathias Schulz/ipa-agency.net

Nonostante la sconfitta al secondo turno del Roland Garros 2026 contro Jesper De Jong, Federico Cinà lascia Parigi con sensazioni positive e con la consapevolezza di aver compiuto un altro passo importante nel proprio percorso di crescita. Il giovane azzurro, infatti, ha centrato quattro vittorie complessive tra qualificazioni e tabellone principale, risultato mai raggiunto prima in uno Slam.

POCHE ENERGIE IN SECONDO TURNO

In generale è stato un torneo molto buono”, ha spiegato Cinà in zona mista. “Non mi era mai successo di vincere quattro partite in uno Slam, quindi sono felice di questo”. Il siciliano ha però ammesso di non essere arrivato al match con le migliori energie:Oggi sono entrato in campo senza tante energie. È brutto sentirsi così già al secondo turno e c’era anche un po’ di frustrazione perché avevo queste sensazioni. Però questo è il tennis. Rimango contento del torneo che ho fatto e spero di poterne fare altri così”.

GESTIRE LE ASPETTATIVE

Negli ultimi anni, il nome di Cinà è stato spesso accompagnato da aspettative molto elevate, soprattutto dopo i risultati ottenuti a livello junior. Un tema che il classe 2007 sembra però gestire con grande lucidità: “Cerco sempre di pensare a me stesso e di seguire il mio percorso. Non penso tanto agli altri quando mi alleno e quando gioco. Le aspettative arrivano quando fai qualche buon risultato, ma le ho sempre gestite abbastanza bene”.

Cinà ha poi parlato anche del particolare momento vissuto dal tennis italiano, oggi pieno di giocatori stabilmente ai vertici del circuito: “In Italia ci sono tanti giocatori fortissimi e quindi ci si aspetta sempre che tutti possano raggiungere quei livelli. Io lavorerò per arrivarci, ma non è scontato riuscirci. Posso solo cercare di fare il massimo ogni giorno in allenamento”.

RANKING COME CONSEGUENZA

Il diciannovenne azzurro ha affrontato anche il tema del ranking ATP, spesso utilizzato come metro assoluto di giudizio: “È normale che un giocatore venga presentato con il suo ranking, perché rappresenta quello che fai durante l’anno. Ci sono momenti in cui puoi valere più della tua classifica e altri meno, ma non è quello l’importante. Se fai le cose bene in allenamento e lavori con costanza, il ranking diventa una conseguenza. Io cerco di concentrarmi soprattutto su questo”.

IL PROGRAMMA DI CINÀ

Per quanto riguarda la programmazione delle prossime settimane, Cinà ha spiegato di voler continuare a costruire il proprio percorso senza forzare troppo il passaggio all’erba: “In teoria farò una settimana di recupero, poi una di allenamento, quindi due Challenger sulla terra battuta e successivamente andrò direttamente alle qualificazioni di Wimbledon senza tornei di preparazione sull’erba”.

ALLENARSI CON CAMPIONI

Infine, il giovane italiano ha raccontato quanto sia importante per lui confrontarsi quotidianamente con giocatori già affermati del circuito ATP: “Quando ci alleniamo prima dei tornei facciamo spesso punti con altri giocatori forti, italiani e stranieri. Ho sempre pensato di avere il livello per stare con loro e questo ovviamente mi dà fiducia. Se senti di poter reggere il ritmo di giocatori con classifica molto alta, è qualcosa che ti aiuta tanto mentalmente”.

 

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