Scofield’s Corner – L’Opinione di Congy (9)

di - 24 Settembre 2009

Roger Federer
(Roger Federer – Foto Fabio Colangelo)

Nella consueta rubrica settimanale, Fabio Colangelo ha analizzato la Coppa Davis, soffermandosi su Federer, sul nostro doppio e sul sorteggio che ci vedrà sfidare la Bielorussia. Inoltre Congy ci ha raccontato le sue impressioni su Andrea Arnaboldi, uno degli azzurri più in forma del circuito challenger.

di Fabio Colangelo

Federer regale..
Non vedevo Federer dal vivo da quando vinse Milano e devo ammettere che, rispetto alla televisione, Roger è tutta un’altra cosa. Oltretutto, vederlo sulla terra, in un match in cui è padrone del campo, secondo me è ancora meglio, perché a Genova ha messo in mostra tutto il repertorio. Palleggi lunghi e alti, chiusi con improvvise accelerazioni, smorzate, serve & volley, passanti pazzeschi, di nuovo il colpo sotto le gambe; un piacere per gli occhi per chi ama questo sport. Oltre al suo servizio sempre preciso, vario e soprattutto risolutivo (ogni volta che ne ha bisogno), mi ha colpito tantissimo una cosa che secondo me viene poco sottolineata quando si parla di lui. Federer si muove in un modo straordinario. E’ leggerissimo e molto rapido, ed è grazie a questo che si può permettere dei colpi e delle soluzioni che, se non arrivasse bene e in equilibrio sulla palla, non potrebbe permettersi.

Italia da Serie A
Per quanto riguarda i nostri posso dirti che Poto e Bole quando hanno giocato con Federer non mi sono dispiaciuti. A tratti sono riusciti a mantenere un livello di poco inferiore allo svizzero e hanno mostrato anche buone soluzioni. E’ ovvio che contro un cosi buon Federer non c’era oggettivamente chance di vincere.
In doppio sono stati molto solidi e concreti (soprattutto Starace). Sapevano di “dover” vincere e lo hanno fatto senza mai dare agli altri la possibilità di rientrare in partita. Non mi sento di giudicare Seppi, visto che stava chiaramente male e contro un avversario come Wawrinka avrebbe dovuto essere al 100% per avere chance di vittoria. Ammetto che mi sarebbe piaciuto vedere cosa sarebbe stato capace di fare Fabio Fognini domenica contro Federer, visto che si giocava anche vicino casa sua, ma onestamente dopo il doppio era normale che giocasse Potito. Sarò di parte, ma rimango convinto che questa squadra vale la serie A.

Doppio.. sul veloce Bracciali indispendabile..
Starace e Bolelli hanno dimostrato che sulla terra possono essere una coppia di tutto rispetto. Servono tutti e 2 molto bene, sono solidi e potenti da fondocampo e a rete pur non essendo dei fenomeni se la cavano abbastanza bene! Sarebbe opportuno vederli impegnati insieme qualche volta anche nel tour, visto che il capitano sembra intenzionato a puntare su di loro; soprattutto perchè, giocando spesso insieme, si migliora molto l’intesa e il livello di gioco. Se la nazionale dovesse giocare sul veloce però, ecco che secondo me la presenza di Bracciali diventerebbe fondamentale. Nessuno dei nostri 4 singolaristi infatti gioca un doppio classico, e se è vero che sulla terra oramai si possono vincere anche i Grande Slam giocando cosi (vedi Cuevas-Horna RG2008), sul veloce per vincere doppi di un certo livello è necessario puntare alla rete il più possibile. Ecco quindi che Bracciali diventerebbe indispensabile, per la sua attitudine al doppio e per il suo modo di giocare aggressivo. Personalmente io gli affiancherei Bolelli, che dei nostri 4 singolaristi mi sembra quello più adatto a giocare un certo tipo di doppio. E visto che dopo la Bielorussia (non prendo neanche in considerazione la possibilità di perdere in casa), affronteremo l’Olanda in trasferta sul veloce, credo sia opportuno iniziare a pensare anche a costruire un buon doppio “da veloce”.

Bielorussia e poi.. Olanda
Sempre rimanendo in tema Davis, oggi è stato effettuato l’attesissimo sorteggio per il 2010. Al primo turno direi che l’Italia non poteva chiedere di meglio. La Bielorussia non è più quella che 5 anni fa raggiunse una storica semifinale (Voltchkov si è ritirato e Mirnyi in singolare non è più competitivo), e oltretutto il fattore campo ci “salva” da qualsiasi rischio sorprese (dicevano che il campo di Minsk era talmente rapido da essere ai limiti del regolamento). Il giocatore più importante che hanno, oltre al grandissimo doppista Mirnyi, é Ignatik (370 ATP) che però sta faticando un pò a emergere dopo ottime annate da Junior. Il secondo turno però potrebbe diventare un bel problema per noi. Giocheremo a maggio, in Olanda su campi rapidi indoor o addirittura sull’erba, e non mi stupirei di trovare una nazionale con De Bakker (che ha battuto Monfils nel recente week end di Davis) a ridosso dei top 50 e con Haase ristabilito dopo quasi un anno di stop per guai fisici. Se l’Olanda fosse questa, sarebbe un incontro molto equilibrato, nel quale dovremmo cercare di far valere l’esperienza (Haase è 87 e De Bakker 88) e dove il doppio diverrebbe ancora una volta decisivo!
Come detto, dipenderà molto dai progressi da qui a maggio dell’uno e dalla salute dell’altro, e nonostante ciò credo che saremmo comunque leggermente favoriti nonostante il fattore campo.

Arna e la sua voglia di emergere..
Arnaboldi in estate aveva avuto, dopo un ottimo inizio di stagione, il classico calo di forma che è fisiologico in ogni atleta e ancor di più in un tennista che non può essere al 100% per 10 mesi l’anno. Nelle ultime due settimane però sembra aver ritrovato la forma di inizio stagione e con due ottimi tornei si è portato al best ranking, vicinissimo ai top 200. Conosco Andrea da quando ha 10 anni e di lui ho sempre ammirato la determinazione, la costanza e la voglia di emergere. Quando a soli 18-19 anni si è accorto che in Italia non c’erano le condizioni per lui ottimali per allenarsi e migliorare si è trasferito a Valencia in Spagna …CHAPEU… Ed è stato ancora più bravo a non andarsene e a continuare il lavoro che stava facendo quando i risultati non erano sicuramente quelli che si aspettava. Come giocatore “Arna” mi ricorda molto Alessio Di Mauro e non mi stupirei se riuscisse ad emulare la carriera del siciliano o addirittura a fare meglio! Innanzitutto sono entrambi mancini, vantaggio non da poco nel tennis attuale! Poi nessuno dei due è dotato di un talento cristallino o di un fisico “bestiale”, ma riescono a sopperire a queste “mancanze” grazie alla rapidità negli spostamenti, alla bravura nella fase difensiva, e a una grossissima intelligenza tennistica. Di Mauro serve sicuramente meglio di Andrea, che però a mio parere ha più “mano” e un back di rovescio molto insidioso che Alessio non ha. Ora perde parecchi punti, ma se dovesse continuare sui ritmi delle ultime due settimane potrebbe anche chiudere l’anno nei primi 200.

Fabio Colangelo 
(Fabio Colangelo)

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