Tennis Nations Story – Bahamas

di - 20 Maggio 2019
Mark Knowles
Mark Knowles - foto Tennis.life

A metà strada tra la Florida e Cuba, l’arcipelago delle Bahamas è uno dei tanti paradisi tropicali in cui il tennis viene giocato in maggior parte dai turisti che alloggiano nelle centinaia di resort di queste settecento e passa isole bagnate da un mare cristallino. E allora, verrebbe da chiedersi, cosa lega Bahamas alle tre precedenti nazioni che abbiamo analizzato in questa rubrica? In apparenza nulla. Ma, si sa, spesso l’apparenza inganna. A venirci in aiuto è il comune denominatore che abbiamo adottato per scegliere gli stati del tennis: ovvero le vittorie nei major. Sì perché qui, nell’isola di New Providence – che nel secondo decennio del 1700 era il regno di Edward Teach, meglio noto come il pirata Barbanera – e più precisamente a Nassau, il 4 settembre 1971 è nato Mark Knowles. Ma la nostra storia inizia prima.

IL PASSATO – Bahamas ha esordito in Coppa Davis nel 1989 e il primo tennista di un certo spessore è stato Roger Smith. Nato a Freeport, ha avuto un best-ranking di n°96, raggiunto l’1 agosto del 1988 dopo aver giocato a Stratton Mountain il torneo della vita. In quella occasione, Smith sconfisse al secondo turno il n°1 del mondo Ivan Lendl per 6-2/6-3 dopo essere stato addirittura 5-0 nel secondo e aver fallito cinque match-point. Sbagliando i conteggi, il quotidiano americano “Stars and Stripes Pacific” arrivò addirittura a decretare la fine del regno di Lendl – che guidava la classifica ATP da 150 settimane consecutive e inseguiva il record di Connors, fermo a 160 – scrivendo che il lunedì successivo gli sarebbe succeduto Stefan Edberg. Purtroppo per Ivan, l’errore si trasformò in cattivo presagio perché un mese e mezzo più tardi fu effettivamente costretto a cedere lo scettro a uno scandinavo, ma a Mats Wilander che lo sconfisse nella finale degli US Open.

Tornando a Smith, quando i cronisti gli chiesero quale fosse stato il segreto della sua vittoria, dichiarò che il suggerimento del suo coach, John Lloyd, fu: “Non sbagliare”. In realtà “ho pensato a servire bene e l’ho sorpreso giocando molti scambi da fondo campo” aggiunse il bahamense. Smith vinse appena due challenger (entrambi a Bossonnens, in Svizzera) e tre titoli ATP in doppio ma fece parte del team di Davis che, nel 1993, ebbe l’opportunità di entrare nel World Group per l’unica volta nella storia di Bahamas. Dopo le vittorie su Cile e Uruguay, Smith e compagni vennero però sonoramente battuti a Charlotte dagli Stati Uniti per 5-0. Il suo miglior risultato negli slam fu il terzo turno agli US Open 1994, ottenuto dopo aver superato le qualificazioni e battuto Nargiso e Holm (al quinto set) nel main-draw per poi strappare un set anche a Sampras, che aveva appena vinto a Wimbledon. Tuttavia, indimenticabile sia pur triste fu la sconfitta patita da Smith al primo turno degli Australian Open 1988 contro Yannick Noah; il francese recuperò due set e vinse 6-7/5-7/6-4/6-2/16-14 in quella che rimase a lungo la partita più lunga del major australiano (in termini di giochi) da quando era stato introdotto il tie-break nei primi quattro set.

Pur non essendo parente con Durward Knowles, ovvero colui che portò a Bahamas la prima di sei medaglie d’oro olimpiche vincendo la gara di vela della classe Star a Tokyo nel 1960, Mark Knowles è senza dubbio il più famoso tennista bahamense. Pur vantando una finale nel circuito (Shanghai 1996) e un best-ranking, sia pur di poco, da Top-100 (fu 96 prima di Wimbledon, sempre lo stesso anno), non è per le sue performance in singolare che Knowles passerà alla storia, anche in virtù del fatto che non ha mai affrontato in carriera uno dei primi dieci giocatori del mondo.

Infatti, se Bahamas può vantarsi di avere appuntato la propria bandierina in ciascuno dei quattro slam, lo deve esclusivamente alla spiccata attitudine da doppista di Knowles, che è stato anche leader del ranking di specialità per ben 65 settimane complessive. Anche se il primo titolo (peraltro importante, l’Open del Canada) è arrivato in coppia nientemeno che con Jim Courier, il partner con cui Knowles ha ottenuto maggiori risultati è stato Daniel Nestor. Iniziato nel 2002, il sodalizio con il mancino canadese ha portato in dote 29 titoli tra cui tre slam (Australian Open 2002, US Open 2004, Roland Garros 2007), una Masters Cup (2007) e dieci 1000 (con il prestigioso Double Sunshine, ovvero la doppietta Indian Wells-Miami, del 2002). Quello che è stato soltanto sfiorato in doppio (una sola finale, persa contro Bjorkman/Woodbridge nel 2002) è arrivato nel misto, ovvero il tanto sospirato titolo ai Championships di Wimbledon; nel 2009, insieme alla tedesca Anna-Lena Groenefeld, Knowles ha chiuso il cerchio di una carriera straordinaria.

Il terzo e ultimo tennista bahamense di un certo livello è stato Mark Merklein, anch’egli soprattutto grazie al doppio, specialità nella quale ha disputato sette finali nel circuito maggiore vincendone quattro. Ha vinto invece un torneo in singolare (Houston) Ryan Sweeting, nato a Nassau ma diventato cittadino statunitense nel 2006 quando aveva 19 anni e aveva già vinto il titolo juniores agli US Open.

Anche se la nazionale femminile di Bahamas occupa un posto nel ranking di Fed Cup (46esimo posto) assai migliore rispetto a quella maschile in Davis (appena 77esima), nessuna giocatrice caraibica è mai stata oltre la posizione n°900 del ranking WTA.

IL PRESENTE, IL FUTURO E I TORNEI – È un momento particolarmente difficile per il tennis di Bahamas. Tra circa un mese, dal 17 al 22 giugno, la squadra di Davis Cup si giocherà in Costa Rica la possibilità di salire dal Gruppo 3 al Gruppo 2. Capitanata dall’esperto Marvin Rolle, la compagine bahamense un anno fa vinse il suo raggruppamento battendo le stesse nazionali che dovrà affrontare in questa occasione e quindi ci sono buone speranze di salire di categoria, anche se nessuno dei componenti il team giallo-nero è attualmente provvisto di ranking ATP.

Pressoché identica la situazione in campo femminile. Dal 17 al 20 aprile scorso la squadra di Fed Cup, capitanata da Kerrie Cartwright (che è anche scesa in campo), ha perso a Lima contro le padrone di casa del Perù la finale del round-robin americano di Gruppo II.

Se il presente è grigio scuro, il futuro di Bahamas nel tennis è praticamente nero in quanto non vi sono giocatori o giocatrici nei primi 250 posti dei rispettivi ranking ITF juniores.

Nella stagione in corso, non sono in programma tornei a Bahamas per quanto riguarda i circuiti principali. In passato però il tennis che conta ha fatto tappa nell’arcipelago. Nel 1975, infatti, a Nassau si giocò la prima e unica edizione del Bahamas International che vide il successo di Jimmy Connors in finale sul tedesco Karl Meiler. Quest’ultimo, nel suo cammino, si impose tra gli altri agli statunitensi Vitas Gerulaitis e Gene Mayer ma nell’atto conclusivo raccolse appena due giochi contro Jimbo.

Più recentemente invece, l’ITF ha organizzato per due anni consecutivi nel mese di marzo il Bahamas Women’s Open, un 100.000$ che non ha mancato di attirare anche giocatrici di un certo livello. Nel 2011 la testa di serie n°1 fu nientemeno che Petra Kvitova; eliminata al primo turno dalla tedesca Kristina Barrois, la ceca avrebbe poi vinto due mesi dopo il Premier Mandatory di Madrid e in luglio il suo primo Wimbledon. Quell’anno il torneo lo vinse la bielorussa Anastasia Yakimova, che sconfisse in finale la futura numero 1 del mondo Angelique Kerber. Nel 2012 invece vinse la canadese Alexandra Wozniak in finale su Alize Cornet.

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