Starace da urlo: sfiorato il titolo a Umago

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di Sergio Pastena
Italiani da applausi. Fa davvero piacere poterlo dire per la seconda settimana di fila dopo gli ottimi risultati di Amburgo, e fa ancora più piacere il fatto che i nostri siano andati ancora più avanti, anche se in un torneo 250 come quello di Umago. Potito Starace in finale (nessun italiano ci riusciva dal 2008), Andreas Seppi in semifinale e poco conta che alla fine non sia arrivata la vittoria.
L’irpino ha giocato un gran torneo, aggiungendo un altro risultato di prestigio ad una stagione sulla terra ormai finita a livello Atp, ma che gli ha regalato soddisfazioni che non arrivavano dal 2007, con le finali a Kitzbuhel e Valencia. Superato in tre set Stakhovsky, Potito ha battuto nello stesso giorno Phau e, soprattutto, Ljubicic, dimostrando una grande maturità nella gestione della partita. Stesso copione in semifinale quando, una volta perso il primo set con Chela, Starace non si è scomposto portando a casa gli altri due con autorità. In finale, però, poco ha potuto contro un Juan Carlos Ferrero ingiocabile: Mosquito non ha permesso al nostro giocatore di variare il gioco, mettendo in campo prime non devastanti ma solide e sfruttando lo schema servizio-diritto. L’ex numero uno del mondo trovava molto spesso gli angoli e non ha concesso neanche una palla break, così gli è bastato strappare il servizio all’avversario una volta per set per chiudere vittoriosamente. Starace comunque sale al numero 51 del ranking e torna ad essere il primo in classifica tra gli italiani. Anche Seppi gioca un torneo notevole, in particolare per la stupenda prestazione nei quarti di finale contro Melzer, che solo una settimana fa l’aveva battuto nettamente. Stavolta la musica è cambiata, con Andreas a comandare gli scambi e a dare l’impressione di poter breakkare l’avversario ogni volta che serviva. In semifinale il caldarese si è fermato, anche lui contro Ferrero, ma ha onorato la cambiale di 90 punti del 2009 ed ora può guardare al resto della stagione con animo sgombro da preoccupazioni di classifica.
Si giocava anche a Gstaad e Los Angeles. In Svizzera è arrivato il secondo trionfo di fila per Nicolas Almagro: un trionfo lottato (lo spagnolo ha rischiato grosso persino al primo turno contro Lammer) ma meritato. Contro di lui in finale non c’era Misha Youzhny, fermato a sorpresa da Schukin (i kazaki d’importazione ultimamente vanno forte), ma Richard Gasquet, insolitamente solido in semifinale contro Montanes. Non c’è stata storia, ma il francese può comunque accontentarsi. A Los Angeles, invece, era in programma il “Farmers Classic”, che ha avuto uno svolgimento secondo le previsioni quasi fino alla fine. In semifinale, infatti, l’unico intruso era Janko Tipsarevic, che pure ha avuto un match-point contro Sam Querrey: l’americano, in finale, ha battuto a sorpresa Andy Murray dopo avere annullato anche in questo caso una palla match. Torneo strano, quello del picchiatore di San Francisco, che ha vinto tutte le partite in tre set. Per il britannico, invece, ennesima delusione di un 2010 abulico nonostante la finale agli Australian Open e la semifinale a Wimbledon. Murray ancora deve vincere un torneo, mentre l’anno scorso di questi tempi ne aveva già vinti quattro e si apprestava a trionfare in Canada e a raggiungere la seconda posizione in classifica. Ora è quarto e il suo gioco, nonostante la finale, non è affatto convincente, anche se la sua fortuna è di avere pochi punti da difendere fino a novembre.
Per ciò che riguarda gli altri italiani discreta performance di Bolelli, che dopo essersi qualificato ad Umago supera al primo turno la wild card locale Veic e al secondo impegna Juan Ignacio Chela crollando solo nel parziale decisivo. Decisamente deludenti Fognini, fuori subito per mano di Phau e Volandri, spazzato via al primo turno da Skugor, croato poco conosciuto ma che ha una mano mica da ridere. Vagnozzi perde da Cuevas dopo aver passato le qualificazioni, ma tra gli sconfitti al primo turno gli applausi vanno a Lorenzi, capace di impegnare duramente Dolgopolov, vittorioso solo al termine di tre tiratissimi set.
Dopo due settimane altamente positive, per gli italiani è ora il momento di tirare il fiato: questo settimana si gioca solo il “Legg Mason Tennis Classic” a Washington e dei nostri connazionali non c’è traccia. Hanno preferito tutti prolungare la stagione sulla terra passando ai Challenger e distribuendosi tra Kitzbuhel e San Marino. A proposito del torneo di Washington (un Atp 500), c’è da dire che il livello medio dei partecipanti comincia ad alzarsi in vista degli Us Open: presenti tre top ten (Berdych, Roddick e Verdasco) ma anche wild card di ottimo livello come Nalbandian, Gasquet e Blake (che a Los Angeles ha mostrato finalmente qualche segnale di ripresa). Le ultime due edizioni del torneo le ha vinte Juan Martin del Potro, che non potrà difendere il titolo: l’anno scorso ebbe la meglio, sudando sette camicie, su Andy Roddick. Era un altro Roddick rispetto a quello di ora, ma chissà che il profumo dello slam americano non possa rivitalizzarlo.

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