Il 2026 verrà probabilmente ricordato come l’anno che ha veramente consacrato Alexander Zverev nell’Olimpo del tennis, fugando i dubbi sul suo reale valore anche ai suoi più feroci detrattori. L’attuale numero 2 del mondo si è tolto la soddisfazione di vincere il suo primo agognato titolo Slam al Roland Garros e ha sempre mostrato una costanza arrivando almeno in semifinale in 10 dei 14 tornei disputati dall’Australian Open allo US Open. Inoltre, è riuscito a raggiungere almeno il penultimo atto in tutti gli Slam: a Melbourne si è arreso a Carlos Alcaraz al quinto set della semifinale, dopo aver servito per il match; a Parigi ha trionfato; a Londra ha messo in seria difficoltà Jannik Sinner in finale e a New York ha superato le difficoltà dei primi due turni senza concedere ulteriori chances nei successivi tre incontri.
I precedenti
Il dato non è banale. Difatti, in tutta l’Era Open soltanto altri otto tennisti si sono qualificati per le semifinali di ogni Slam nell’arco della stessa stagione. Gli unici capaci di ripetersi sono stati i Big Three con Novak Djokovic che ci è riuscito ben 7 volte (2011-2013, 2015, 2021, 2023 e 2025), Roger Federer 5 (ininterrottamente dal 2005 al 2009) e Rafa Nadal sia nel 2008 che nel 2019. Gli altri quattro tennisti protagonisti di una stagione altrettanto solida sono stati Tony Roche e Rod Laver nel 1969, Ivan Lendl nel 1987, Andy Murray nel 2011 e Jannik Sinner nel 2025.
Indubbiamente il tedesco è stato bravo a sfruttare la stagione non lineare di Sinner e Alcaraz, ma bisogna pur sempre mettersi nelle condizioni migliori possibili per cogliere ogni chance e Zverev lo ha fatto. In attesa che Flushing Meadows scelga il quarto campione Slam dell’anno, il classe ’97 ha messo a frutto la propria costanza e il proprio talento scrivendo definitivamente il suo nome nell’albo d’oro tennistico.