ESCLUSIVA-Claudio Pistolesi: “Il super potere di Sinner è non scendere mai di livello, in questo è simile a Djokovic”

Francesco Petrucci
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Jannik Sinner - Foto Chryslene Caillaud/Psnewz/ipa-agency.net

Claudio Pistolesi, ex tennista top 100 e allenatore a livello ATP da diversi anni, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Spazio Tennis, raccontando delle ultime vicende londinesi, dai motivi del trionfo di Sinner alle qualità che lo rendono un campione, fino ad un analisi sul movimento tennistico italiano, in piena salute. Il periodo piuttosto ridotto che intercorre tra i due tornei dello Slam, Roland Garros e Wimbledon, è da sempre una questione spinosa. La problematica principale è l’adattamento da parte dei giocatori sul manto erboso: “Fra Parigi e Wimbledon non c’è molto tempo. Bisogna non avere fretta e provare ad arrivare al secondo Major nelle migliori condizioni possibili. Per il romano, la prima partita del torneo londinese, terminata in favore del numero uno del mondo al quinto set contro Miomir Kecmanovic, è stata una buona possibilità per prendere confidenza con la superficie: “Anche lo staff di Sinner sarà stato contento dei cinque set all’esordio contro Kecmanovic, un ottimo allenamento per il proseguo del torneo. Anche soffrendo un po’, non c’è mai stata la possibilità che potesse uscire“. Le qualità di Sinner sono ben note, ma ciò che lo differenzia da tutti gli altri tennisti, secondo Pistolesi, è la sua prontezza e continuità nei punti che contano maggiormente: “Il suo super potere è la capacità di sapere in che momento si trova e non scendere mai di livello. Zverev nel primo set ha giocato molto bene, ma poi ha pian piano rallentato e Sinner, invece, ha mantenuto lo stesso ritmo. In questo è simile a Djokovic, nei momenti decisivi non abbassa la sua qualità, anzi, semmai la eleva“.

Tema del servizio

Un evidente miglioramento del due volte campione di Wimbledon negli ultimi mesi è stato il servizio. A testimonianza della crescita in questo fondamentale, sono stati 128 gli ace nell’intero torneo, con una continuità invidiabile che ha permesso a Sinner, tra le altre cose, di vincere nuovamente lo Slam londinese: “Il servizio è l’unico colpo nel tennis che non dipende dall’altro. A livello di fiducia può dare molto se funziona e mette pressione sull’avversario, che sa di non avere tante chance, sull’erba in particolare“. I cambiamenti ,secondo l’allenatore, non sono ancora terminati con l’azzurro che sta cercando di perfezionare il servizio, trovando nuove dinamiche per mettere in difficoltà i propri sfidanti: “Sta ancora cambiando il servizio, è evidente da dove atterra con il piede dopo il movimento. Usa lo spostamento del proprio corpo per dare potenza e controllare meglio la palla. Riesce a far leggere tardi al proprio avversario quale sarà la sua mossa. Non è solo una questione di velocità , ma anche di imprevedibilità. Non sai dove andare ed è una sorta di calcio di rigore“.

Le migliorie di Sinner in battuta, sono in controtendenza con quanto fatto da alcuni gran campioni del passato (e presente), che, invece, sono maturati in questo senso solo verso la fine delle proprie carriere: “Rispetto al passato dove ad esempio Djokovic e Nadal non avevano nel servizio il loro punto di forza agli inizi delle proprie carriere, anche se poi sono migliorati enormemente, lui sta già servendo molto bene. Lo ha fatto alla grande e in poco tempo. Anche Alcaraz ha fatto lo stesso“.

Team Sinner

I meriti per il successo a Wimbledon, ma non solo, non sono tutti da riferire all’altoatesino ma anche a chi lo pone nelle migliori condizioni per esprimersi al meglio e crescere costantemente. In questo Simone Vagnozzi e Darren Cahill stanno procedendo alla grande: “Simone Vagnozzi è un tecnico eccezionale, dopo aver migliorato di molto il rovescio di Cecchinato, ha fatto lo stesso con il servizio di Sinner. É stato scelto per una ragione da Sinner: perchè è molto bravo. Con Darren abbiamo condiviso lo stesso coach in passato e ci siamo affrontati diverse volte. É una persona onesta e trasparente, molto corretta“.

Movimento azzurro

A far splendere il tennis italiano non c’è solo Sinner, ma anche Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e molti altri. In particolare su Cobolli si è espresso Pistolesi, ritenendo incredibili i risultati raggiunti dallo stesso nell’ultimo periodo, consigliando di non ascoltare i commenti negativi, emersi a seguito della sua sconfitta nei quarti di finale di Wimbledon con Arthur Fery. Nella maggior parte dei casi si tratta di ‘ignoranza tennistica‘: “Flavio ha giocato i quarti di finale a Wimbledon per il secondo anno consecutivo. I commenti sono stati troppo duri dopo la sconfitta con Fery. Nel tennis non c’è solo la vittoria, conta anche il percorso, ma spesso viene dimenticato. Non è così grave la sua sconfitta, c’è grande ignoranza tennistica e Flavio la deve ignorare, è un campione. C’è da essere orgogliosi del suo cammino“. Infine, l’ex tennista romano si è dichiarato positivo riguardo un ulteriore crescita del movimento, sperando di poter ritrovare un elemento di grande valore come Lorenzo Musetti: “Abbiamo molte frecce al nostro arco. Nel maschile siamo dominanti quindi viviamoci al meglio questo momento e godiamocelo. Possiamo fare ancora di più e dobbiamo supportare tutti. Speriamo che Musetti si riprenda, è giovanissimo e ha tutto il tempo per recuperare, speriamo torni presto“.

 

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