Sinner: “Alcaraz è un amico, ma anche un rivale. La sospensione per il doping mi ha cambiato”

Tommaso Vitali
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Jannik Sinner - Foto Chine Nouvelle/SIPA

A poche ore dall’esordio a Wimbledon che lo vedrà impegnato contro Miomir Kecmanovic, Jannik Sinner si è raccontato ai microfoni del Telegraph. Dalla sospensione per il doping passando per la rivalità con Carlos Alcaraz fino a un futuro lontano dal tennis, sono tanti i temi toccati dal numero uno al mondo. “Gioco per me stesso, non per i record – le parole di Jannik -. Mi piace essere il migliore, ma l’unica cosa che voglio raggiungere è poter dire, quando finirò questa carriera, di aver fatto tutto il possibile per diventare il miglior tennista per me stesso. Dopo la mia carriera ci sarà un nuovo capitolo. Conoscendomi, non sarà nel tennis. Vorrei fare cose diverse“.

Sulla passione per le auto: “Sono molto attento ai soldi. Le uniche due cose che mi sono comprato e che amo davvero sono le auto. Purtroppo ho solo due posti in garage qui, ma due sono sufficienti. Ho una Ferrari, ma non sono il tipo che va in giro a pavoneggiarsi. Mi piace l’auto perché mi fa sentire al sicuro. Nessuno può parlarmi o toccarmi“.

Sulla rivalità con Alcaraz: “Carlos è un amico, ma anche un rivale. Credo che le rivalità possano anche trasformarsi in belle amicizie. Esistono rivalità sane, credo che la nostra sia una di queste. Prima o poi arriverà anche qualcun altro, so che le cose possono cambiare in fretta. Mi concentro sul fare quello che devo fare e sul controllare ciò che posso controllare“.

Poi, tornando sulla sospensione per doping, Jannik ha ricordato: “Mi ha reso un giocatore migliore. È stato buono allontanarsi un po’ dal tennis. Mi ha fatto capire che allenarsi è importante, ma passare tempo con la mia famiglia lo è anche, perché le cose possono cambiare molto rapidamente“.

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