Chi è Butch Buchholz, a cui è intitolato un campo nel Masters 1000 di Miami

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Hard Rock Stadium - Foto Ray Giubilo

Nelle ultime edizioni del Masters 1000 di Miami, i tennisti hanno avuto l’opportunità di giocare alcuni match sul Butch Buchholz Stadium. Il secondo campo per importanza, che può contenere fino a 3.500 spettatori, è stato intitolato a una persona sconosciuta per molti appassionati di tennis, soprattutto per quelli più giovani, ma in realtà fondamentale per la nascita e lo sviluppo dell’evento in Florida. Andiamo quindi a scoprire chi è (è ancora vivo) Butch Buchholz e che ruolo ha avuto nella storia del Miami Open.

Chi è Butch Buchholz

Earl Butch Buchholz, 85 anni, è un ex tennista statunitense. Capace di spingersi fino al numero 5 del mondo nel 1960 (secondo i calcoli del giornalista Lance Tingay, che allora stilava le classifiche), vanta come miglior risultato Slam una semifinale allo US Open proprio in quell’anno. Nel 2005 è stato anche introdotto nella Hall of Fame. Ma soprattutto può essere considerato il padre del Miami Open, originariamente chiamato Lipton International Players Championships.

L’idea di creare un torneo combined gli venne quando era direttore esecutivo dell’ATP, tra il 1981 e il 1982, ma si concretizzò solo nel 1985, quanto stipulò un contratto di 15 anni con i circuiti ATP e WTA. Dopo aver organizzato insieme al fratello minore Cliff un evento a Delray Beach (1985) e uno a Boca West (1986), arrivò in Florida e individuò come location Crandon Park, a Key Biscane.

Buchholz ebbe l’intuizione che organizzare un torneo di tennis maschile e femminile faceva parte del business dell’intrattenimento e nel 1989 costruì una club house di 930 metri quadrati da un milione di dollari. Nonostante i suoi progetti di espansione – voleva costruire uno stadio ottagonale da 20 milioni di dollari – furono ostacolati dalla comunità locale, riuscì a costruire lo Stadium Court (inaugurato nel 1994) e fu un successo.

Oltre a Butch, presidente del torneo per un quarto di secolo – si è dimesso nel marzo 2010, alla soglia dei settant’anni -, hanno lavorato al torneo anche il figlio, la moglie e il fratello Cliff in qualità di direttore fino al 2013. In segno di riconoscimento, oltre a un campo gli è stato intitolato anche il trofeo: il vincitore del Miami Open solleva infatti il Butch Buchholz Trophy.

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