Wimbledon 2026, Evans dà l’addio al tennis: “È strano, ma sono contento che sia finita”

Francesco Bruni
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Daniel Evans ha chiuso la sua carriera a Wimbledon 2026, uscendo nel doppio insieme a Henry Searle contro Nys/Roger-Vasselin perdendo 6-2 6-4. In conferenza stampa, il britannico ha parlato senza filtri lasciando emergere gratitudine, soddisfazione e qualche amarezza nei confronti della federazione.

Sul ritiro e sulle emozioni vissute in campo, Evans è stato disarmante: “Ho avuto tutto il tempo per sapere che stava arrivando. È strano, ma sono contento che sia finita. Una porta si chiude e un altro capitolo inizia“. Sul campo assegnato — il Court 15, lontano dai palcoscenici principali — ha sorpreso tutti con una risposta inaspettata: “Ho mandato un messaggio a qualcuno poco fa dicendo che era abbastanza bello che fosse il Court 15. Non ci ero mai stato. È stato tutto abbastanza adatto a com’è andata l’ultimo mese per me. È stato bello che i possessori del biglietto ground potessero entrare, ho apprezzato ogni minuto“.

Il tema caldo, però, è stato quello della wild card negata per il tabellone principale del singolare e del silenzio della federazione: “Nessuno ha avuto il coraggio di venire da me e darmi una spiegazione. Non ho un grande problema con la wild card in sé. Avrei amato giocare il singolare, è stato tutto un po’ una presa in giro. Nessuno è venuto a parlarmi questa settimana. Nessuno mi ha fatto i complimenti per la carriera questa settimana“.

Sulla Coppa Davis vinta nel 2015, che ha definito la cosa più bella della sua carriera: “Mi sono goduto ogni singola sfida. La cosa migliore è che conosci nuove persone e impari da loro. È lì che ho iniziato a sentirmi un vero professionista. La Davis deve tornare con un formato forte. Penso che dovremmo spingere affinché i giocatori vadano a rappresentare il proprio paese, è importante“.

Sulla serata di festeggiamenti, Evans ha chiuso con la stessa ironia con cui ha attraversato tutta la conferenza: “Domani mattina mi sveglierò con i postumi della sbornia. E voglio solo dire grazie a tutti voi [giornalisti, ndr]. Dovreste essere estremamente orgogliosi di ciò che avete scritto di me, nel bene e nel male“.

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