Alexander Zverev è partito con una vittoria, ma non senza soffrire. Sul Centre Court di Wimbledon 2026 il tedesco ha superato il giovane belga Alexander Blockx, conquistando il passaggio al secondo turno dopo una battaglia durata quasi quattro ore.
IL CONFRONTO CON IL 2025
“È stata una partita molto simile a quella dell’anno scorso, ma con un risultato migliore per me”, ha spiegato il numero tre del mondo in conferenza stampa. “Ovviamente sono felice di essere al secondo turno e di essere ancora nel torneo“.
LE INSIDIE SU ERBA
Con Ben Shelton già eliminato e Jack Draper costretto al ritiro, la parte di draw occupata dal tedesco sembra essersi alleggerita sensibilmente. Zverev, tuttavia, non vuole sentir parlare di strada spianata. “Per me Wimbledon è molto diverso dal Roland Garros. Il tabellone non conta davvero, perché qui ho affrontato un top 10 soltanto una volta in carriera, Milos Raonic nel 2017. Tutti gli altri anni ho perso contro giocatori fuori dai primi dieci“.
MATCH DOPO MATCH
Un’ammissione lucida, che racconta perfettamente il rapporto complicato del tedesco con lo Slam londinese, l’unico Major in cui non è mai riuscito a raggiungere una finale. “Per me conta soltanto superare le partite che ho davanti. Certo, i nomi di Jannik, Novak e degli altri sono dall’altra parte del tabellone, ma questo non cambia molto, perché storicamente non sono mai arrivato ad affrontarli qui. Devo concentrarmi sui match che ho davanti per guadagnarmi l’opportunità di sfidarli“.
LA PARTITA PIÙ IMPORTANTE
Nel corso della conferenza non è mancato anche un curioso siparietto. A Zverev è stato chiesto quale superficie sceglierebbe per disputare la partita più importante della sua vita. Dopo aver insistito più volte per conoscere l’identità dell’avversario, il tedesco ha inizialmente optato per il cemento veloce, salvo poi riconsiderare la risposta pensando ai migliori giocatori del circuito. “Contro i migliori dei migliori, quindi Carlos e Jannik, è difficile scegliere. Se fosse Carlos, sicuramente un campo duro veloce. Se fosse Jannik, forse la terra battuta, anche se mi ha battuto due volte quest’anno“.