Li, Zheng, Tauson: un trio da monitorare

di Adriano Albanesi (Coach Wta e direttore tecnico Circolo Antico Tiro a Volo)

Adriano Albanesi - Foto Nizegorodcew
Adriano Albanesi – Foto Nizegorodcew

Tre nomi di ragazze emergenti e non ancora affermate a livelli altissimi nel circuito WTA. Ann Li, Qinwen Zheng e Clara Tauson: cosa le rende diverse dalle altre? Cos’hanno invece in comune? Quale caratteristica ha catturato maggiormente l’attenzione del coach italiano?

ANN LI (classe 2000, N°56 WTA)

Questa ragazza statunitense di origini asiatiche parla da sola. Le ho puntato gli occhi già più di un anno fa in Australia e devo ammettere che riesce ad esprimere un ottimo tennis con più alti che bassi. Essendo ancora giovane perde in determinati momenti della partita un po’ l’andatura del passo ma è a dir poco impressionante. A mio modo di vedere ha ingranato un’altra marcia dal torneo di Tenerife dello scorso anno. Ha vinto il titolo battendo senatrici più che giocatrici come Alize Cornet e Irina-Camelia Begu senza poi tremare in finale con Maria Camila Osorio Serrano, altra emergente che non menziono perché la forbice è ampia e dovevo fare una scelta mirata. Ogni partita non è scontata, questa è un’espressione che utilizzerò spesso. Ann debutterà a Melbourne contro Wang Xinyu, la mia preferita. Non l’ho menzionata in questo articolo perché l’ho ribadito in così tante interviste che ho preferito spostare l’attenzione su altre giovani emergenti. È un primo turno tra mie elette, questo lo posso dire.

QINWEN ZHENG (classe 2002, N°108 WTA)

La cinese ha catturato la mia attenzione immediatamente, oserei dire a prima vista. L’anno scorso l’ho seguita bene e malgrado fosse in ascesa non vi nascondo che in due match indoor non avevo avuto l’impressione che si fosse più di tanto evoluta nel proprio gioco. Chiariamoci subito: la giocatrice vinceva le partite, ma non mi faceva impazzire perché non la vedevo smart all’interno della partita. Con l’inizio dei primi tornei in Australia di quest’anno mi ha smentito immediatamente con vittorie come quelle su Bernarda Pera e Mai Hontama, un nome che inizia a circolare più insistentemente. Ottima velocità di crociera, palla pesante e ottimo fisico. Fari puntati anche su di lei.

CLARA TAUSON (classe 2002, N°39 WTA)

Sarà l’erede della Wozniacki? Non si può ancora dire. Sono due anni che lavora con Olivier Jeunehomme, l’ex coach di Dayana Yastremska, e credo che insieme rappresentino un connubio vincente. Ha superato nella scorsa stagione giocatrici del calibro di Vondrousova, Alexandrova, Ostapenko e ci metto ovviamente anche Samsonova che è una grande giocatrice. Ha iniziato bene l’anno e sono curioso di vedere come lo chiuderà. È quasi sempre centrata, magari si intravede qualche sbavatura ma non si disunisce facilmente.

Tutte e tre queste ragazze hanno in comune una cosa: sono fredde nei momenti chiave (e non solo) e hanno un ottimo atteggiamento all’interno della partita a prescindere dalla situazione di punteggio. Hanno uno standard di prestazione alto: la forbice di up and down è strettissima e ciò permette loro di rimanere centrate e di avere un rendimento medio/alto costante nel corso di tutta la partita.

Un piccolo pensiero sul futuro del tennis azzurro menzionando due nostre emergenti. Assieme a Jasmine Paolini, credo che l’Italia potrà fare affidamento su due buonissime giocatrici come Elisabetta Cocciaretto e Lucia Bronzetti. Bisogna fare i complimenti ai loro rispettivi coach. La marchigiana sono convinto che si riprenderà e anche bene dopo l’infortunio patito lo scorso anno, mentre la scalata di Lucia è stata a dir poco incredibile. È il frutto di ore e ore di lavoro e di tanta intensità negli allenamenti.

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