Mirra Andreeva: “Non presto più attenzione a ciò che dice la gente”

Daniele Testai
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W&S Open Cincinnati 2024 Mirra Andreeva (RUS) Photo © Ray Giubilo

A soli 18 anni, Mirra Andreeva (n.9 WTA) ha già vissuto più pressioni di molte colleghe con una carriera ben più lunga alle spalle. La tennista russa ha aperto il 2026 con una vittoria al WTA di Brisbane, ma soprattutto con una nuova consapevolezza: imparare a convivere con le aspettative è diventato parte fondamentale del suo percorso.

Dopo l’exploit al Mutua Madrid Open 2023, quando aveva appena 16 anni, Andreeva è entrata rapidamente nell’élite del tennis mondiale. I successi non sono mancati: due titoli WTA 1000 nel 2025 (Dubai e Indian Wells), la semifinale al Roland Garros 2024, l’ingresso nella top 5 e vittorie contro campionesse come Sabalenka, Swiatek e Rybakina. Ma proprio quell’ascesa fulminea ha portato con sé un peso difficile da gestire.

Nel suo debutto stagionale a Brisbane, la russa ha dovuto rimontare contro l’australiana Olivia Gadecki (N.204 WTA) con il punteggio di 4-6 6-1-6-2, dimostrando carattere e solidità mentale.

L’esordio stagionale

In conferenza stampa, Andreeva ha raccontato le difficoltà dell’esordio: Non è mai facile iniziare la stagione. Non è stata una partita semplice contro Olivia, è un’avversaria complicata. All’inizio sentivo che lei era più sicura, giocava in modo molto aggressivo e mi metteva sotto pressione. Io non giocavo da tempo e mi è costato entrare in partita. Ho cercato di restare calma, di giocare punto a punto e alla fine le cose hanno iniziato a girare a mio favore, sono contenta di aver vinto e di aver cominciato l’anno nel modo giusto”.

La pressione e le aspettative

Il tema centrale resta però la pressione mediatica e le aspettative esterne, diventate quasi schiaccianti dopo i trionfi di Dubai e Indian Wells: “Sentivo la pressione di molte persone, la gente si aspettava che vincessi a Miami, poi a Madrid e a Roma questo non è stato facile. Pensavo che questo fosse praticamente impossibile, ma l’anno passato ho imparato molto su come gestire la pressione e non prestare attenzione a quello che dice la gente”.

Il paragone con Sharapova

Un tema che ritorna anche quando si parla dei paragoni ingombranti con le leggende del tennis. Alla domanda sulle continue comparazioni – con Maria Sharapova per lei e con Ashleigh Barty per la giovane Emerson Jones – Andreeva è stata chiara: Non bisogna concentrarsi su quello che dice la gente. Ti diranno che sarai la prossima Sharapova o la prossima Barty, ma ognuno deve seguire il proprio percorso. Io sono Mirra Andreeva. Lei è Emerson Jones. Ognuna deve costruirsi la sua carriera“.

Le ispirazioni

Infine, uno sguardo ai modelli che l’hanno ispirata: Ho sempre voluto essere come Roger Federer, Serena Williams e Rafa Nadal. Li ammiro perché sono stati i migliori. A volte mi metto pressione da sola, ma ora ho capito che devo solo dare il massimo e godermi il momento. Non devo pensare che per avere successo debba per forza vincere uno Slam“.

Parole mature, pronunciate da una diciottenne che ha già conosciuto il vertice e le sue ombre. Il 2026 si apre così per Mirra Andreeva: con due vittorie, sì, ma soprattutto con una nuova consapevolezza. Perché, come dimostra la sua storia, il talento può portarti lontano, ma è la gestione della pressione a decidere quanto a lungo riuscirai a restarci.

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