Kontaveit sorprende agli Us Open

di - 4 Settembre 2015

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Di Daniele Sforza

Era il 2012 quando una ragazzina estone cominciava a frequentare assiduamente il circuito juniores, vincendo partite su partite. Tra gli ottimi risultati, il migliore era quello della finale agli Us Open, persa in due set contro una delle tante promesse americane, Samantha Crawford. Forse era quindi destino che, una volta arrivata nel circuito Pro, la prima partita vinta in un tabellone principale di uno Slam arrivasse proprio in America, a Flushing Meadows.

Stiamo parlando di Anett Kontaveit, 19enne di Tallinn nata praticamente con la racchetta in mano. “ Mia madre era un’allenatrice quindi già all’età di 3-4 anni avevo una piccola racchetta che portavo sempre con me” – racconta l’estone.

E questa racchetta le sta dando tantissime gioie, soprattutto in questa stagione. Dopo aver conquistato la promozione con il suo team di Fed Cup, insieme all’ottima amica Kaia Kanepi, a cui si avvicina anche il suo stile di gioco, si è anche tolta la soddisfazione di vincere il suo primo titolo Pro da 50.000 sull’erba di Eastbourne, senza neanche perdere un set. Inoltre, con i risultati ottenuti negli altri Itf su questa superficie (semi e quarti) si è anche conquistata la Wc a Wimbledon dove però, il sorteggio non è stato di certo benevolo, vedendola opposta alla bielorussa Victoria Azarenka, suo idolo insieme a Roger Federer, che però le ha lasciato solo le briciole. Sempre a Wimbledon aveva partecipato l’anno prima per la prima volta ad uno Slam, uscendo sconfitta in rimonta, con tanti rimpianti, da un lungo match con Casey Dellacqua (3-6 7-6 6-3). Sì, Casey Dellacqua, che quasi per uno scherzo del destino è stata sorteggiata nuovamente in questo tabellone degli Us Open contro l’estone, qualificatisi grazie alle vittorie su Vogt, Torro Flor e Broady, quest’ultima sconfitta per 6-4 nel terzo e decisivo set. Questa volta il match è stato diverso e Anett ha potuto festeggiare il suo primo match vinto in un tabellone Slam, sempre con il sorriso, chiudendo con il punteggio di 7-5 6-2.

Punteggio simile a quello che sembrava prospettarsi contro Anastasia Pavlyuchenkova, top 35 che di certo non poteva che partire con i favori del pronostico. Anett parte molto bene, sale 2-0 con palla del 3-0 ma pecca d’inesperienza, perdendo quel break di vantaggio con un paio di rischi evitabili. Ciò nonostante sale 4-2, giocando perfettamente (si possono già contare 8-10 vincenti anche se la Pavlyuchenkova sembra scarica). Un calo improvviso dell’estone rimette in gioco la russa e così si arriva sul 5-5 quando Anett gioca un game al servizio favoloso, il migliore del match(sullo 0-15 crea un dritto lungo linea a velocità supersonica) e mette pressione all’avversaria che sul 6-5, dopo aver annullato due palle set e aver mancato diverse palle game per demeriti propri, cede con un doppio fallo il set all’avversaria. Il secondo set segue l’andamento del primo, Anett parte forte ma si ritrova sotto 3*-2. Qui, solitamente una tennista poco abituata a questi livelli cederebbe di schianto, cosa che invece non accade, anzi. L’estone risale giocando divinamente, in modo potente e anche tatticamente non gioca male. Anastasia sbaglia ancora nel decimo gioco del secondo set e regala il match all’avversaria, quasi incredula. Il distacco tra vincenti ed errori è nullo, sono infatti 29 i vincenti e 29 gli errori per l’estone che dimostra di avere un dritto pauroso (la maggior parte dei vincenti sono con questo fondamentale), oltre che una buona mano al servizio e con il rovescio.

Sicuramente è la vittoria più importante in carriera, anche se ad esempio al primo turno di Bastad, lo scorso anno, aveva battuto la francese Cornet prima di arrendersi alla slovacca Jana Cepelova. Per una giocatrice del genere si potrebbero avere dei dubbi sulla sua resa sulla terra ma, anche lì, tanti sono stati i buoni risultati raggiunti anche perché lei non la disdegna. “la mia superficie preferita è quella dove gioco: se gioco sulla terra quella è la mia preferita. Quando gioco su erba penso lo stesso e ho la stessa sensazione quando gioco su cemento… non saprei scegliere”.

Con il risultato di oggi supera la compagna Kaia Kanepi nel ranking WTA, con cui ha raddoppiato per la prima volta il numero di giocatrici estoni al secondo turno di uno Slam, e si porta anche al n.113, superando il best ranking che la vedeva ferma al n.132, e avvicinandosi sempre più alla top 100, obiettivo prefissato per questa stagione. Obiettivo che già potrebbe raggiungere in caso di vittoria nel prossimo match, quello con Madison Brengle, che ha eliminato nel derby statunitense Anna Tatishvili. Sicuramente non partirà battuta, vedremo se riuscirà a compiere questa terza (o sesta, se preferite) impresa…

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8 commenti

  1. bogar67

    Anche questa ragazza che si trova in classifica da under nei pochi eta fatti risultati scarsi, la sua svolta a 14 anni. Nella sua carriera evidenzio una sconfitta a Helisinki in u 14 con la nostra Debora Chiesa di un anno più piccola.

  2. Giorgio il mitico

    x lib

    “embè”….dov’è ora la nostra ? Tornimamo al vecchio discorso, cosa succede alle nostre dopo i 15-16-17 anni ?

    Perchè ?

  3. Bogar 67

    Lib
    Cosa è successo dopo a Debora Chiesa che di un anno più piccola batteva questa ragazza che è a ridosso dei cento?

  4. Nikolik

    Ma che c’entra?
    Anche il mio amico Marco aveva tutti 8 al liceo mentre io arrancavo, e io mi sono laureato e lui no.
    E allora?
    Sono cose normalissime.
    Quindi alla domanda che succede alle nostre si può rispondere: nulla, assolutamente nulla, sono cose normalissime che accadono sempre.
    Quell’anno la kontaveit avrá perso 30 partite, immagino, e nessuno si chiede che fine hanno fatto le altre 29.
    Cose normalissime, ognuno ha la sua vita e la sua carriera.
    In ogni campo, non solo nel tennis.
    Marco fa l’otttico, ad esempio.
    Ognuno trova la sua strada e mettersi in classifica con gli altri é la cosa più sbagliata che si possa fare.

  5. Bogar 67

    Nikolik
    Veramente hai sempre affermato che se non eri forte da piccola poi le speranze erano zero. Secondo il tuo concetto molto federale talento è vincere a 9/10 12 anni poi se ti chiami Cecchinato e a quell’etá perdi da Cammarata da Terzo e Campo non hai speranze di diventare un pro. Nikoliik giri sempre il discorso a tua convenienza comunque in questo caso sono d’accordo.

  6. lib

    embe’ la 96 ha gia’ dato il suo verdetto come annata : Paolini e Brescia, il resto pare lontano anni luce per provarci…. 2 players per annata gia’ sarebbero tanto o no?

  7. cataflic

    lib
    2 per annata sono troppe, magari! Mi sa che sia più una ogni 2 anni….le altre a lottare ai primi turni dei 25k nel 2020.
    Comunque, se ne hanno la possibilità economica e lavorano tanto e bene, anche tra queste magari ne spunta fuori una o due a tarda maturazione.
    Rendiamoci conto che in 10 anni solo Camila è arrivata.

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