Le 10 perle azzurre agli Australian Open

di - 8 Gennaio 2015

Flavio Cipolla AO 2009

di Andrea Martina

Tra pochi giorni i cancelli del Melbourne Park verranno aperti e inizierà il primo Slam della stagione, l’Australian Open, un piatto sicuramente prelibato dopo due mesi di dura astinenza tennistica.

Tra i quattro tornei in calendario del circuito Slam l’AO è, forse, quello più difficile da pronosticare e ricco di sorprese. Siamo ad inizio stagione, i big arriveranno con pochi match nelle gambe e per alcuni, addirittura, questo torneo sarà il debutto stagionale. Dall’altra parte della rete gli outsider sono molto più affamati perché fiutano il colpo grosso e per molti il duro lavoro invernale di preparazione potrebbe essere l’arma decisiva per fare strada nel torneo. Le edizioni passate ci hanno insegnato che proprio dall’Australia possono nascere nuovi campioni, oppure meteore capaci di fare un torneo strabiliante per poi perdersi nelle periferie del circuito.

Come arriva il movimento italiano a questo torneo? Di certo ci sono stati momenti di gran lunga peggiori, dato che ipotizzare oggi l’arrivo di un nostro rappresentante almeno agli ottavi non è più un’assurdità come qualche anno prima. Inoltre la storia ci offre un bel numero di imprese azzurre messe a segno proprio su questi campi, sperando che questa selezione di 10 match possa essere aggiornata con qualche fiammata targata 2015. Per stilare la classifica sono stati presi in rassegna gli ultimi 25 anni (l’età di chi scrive) di tornei maschili e femminili.

10. Edizione 2009, primo turno – Cipolla (q) b. Tursunov (29) 4/6 6/2 7/6(7) 7/5

E’ la pima affermazione di Cipolla nel tabellone principale degli AO. Ci arriva dalle qualificazioni, dominandole senza concedere neanche un set in tre match. Con il più quotato Tursunov riesce a fare uno dei suoi piccoli miracoli, soprattutto con la strepitosa rimonta del terzo set dove si era trovato più volte a rincorrere.

9. Edizione 2013, terzo turno – Seppi (21) b. Cilic (12) 6/7(2) 6/3 2/6 6/4 6/2

Dopo 17 anni un azzurro si qualifica agli ottavi nel torneo maschile, l’ultimo era stato Furlan. Porta a casa una delle sue rimonte più belle nei tornei dello Slam, arricchita anche dalla precedente impresa nel secondo turno contro Istomin (6/2 al quinto dopo essere stato ripetutamente ad un passo dalla sconfitta).

8. Edizione 2004, terzo turno – Santangelo (q) b. Danilidou (19) 6/4 5/7 6/3

È il risultato più importante di Mara Santangelo in un torneo Slam. Il cammino che la porta agli ottavi di finale è esaltante: partita dalle qualificazioni elimina al primo turno Magui Serna (testa di serie 16) in tre set, successivamente batte 6/3 al terzo anche la Schett e piazza l’ultimo colpo contro la Daniilidou. Si regala un ottavo di finale con la numero 1, Justine Henin, che affronta dopo 15 set giocati complessivamente. Il risultato con cui abbandona il torneo è comunque onorevole: 6/1 7/6.

7. Edizione 1991, terzo turno – Becker (2) b. Camporese 7/6(5) 7/6(4) 0/6 4/6 14/12

Per oltre 5 ore tutti avevano sognato nell’impresa di Camporese. Un’impresa che si era conclusa in un quinto set schizofrenico dove l’azzurro si era trovato prima a due punti dal match e poi costretto ad annullare tre match point di fila.

Una giornata eroica e da ricordare, nonostante l’amara sconfitta, soprattutto se pensiamo che quello era uno dei migliori momenti di Becker, dato che dopo quel match andò a vincere il torneo in finale su Lendl, nonostante un grande Camporese.

6. Edizione 2002, terzo turno – Adr. Serra Zanetti b. Farina Elia (11) 6/2 4/6 6/4

PIù che un derby di terzo turno, è tutta l’edizione femminile del 2002 che trova spazio in questa posizione. C’è l’ottimo torneo di Rita Grande che si arrende solo agli ottavi lottando con la numero 1 Jennifer Capriati (6-3 7-6) e, anche grazie al derby con Farina Elia, Adriana Serra Zanetti firma il risultato più significativo della sua carriera arrivando fino ai quarti di finale del tabellone principale dove trova Martina Hingis. Ma il suo torneo lo aveva già vinto.

5. Edizione 1996, terzo turno – Furlan b. Ivanisevic (10) 6/2 3/6 6/4 6/2

Non nuovo ad eliminare nomi eccellenti, Furlan annulla Ivanisevic nella prima settimana del torneo. Nel primo turno fatica con Draper, 9/7 al quinto, e nel match successivo batte Albert Costa in quattro set. Con il croato, prossimo vincitore di Wimbledon, comanda sempre il match approfittando del servizio ballerino dell’avversario. Cede il passo ad Enqvist, ma lascia una bella firma.

4. Edizione 2014, ottavi di finale – Pennetta (29) b. Kerber (9) 6/1 4/6 7/5

Per la prima volta ai quarti di finale degli Australian Open, il risultato che segnerà il primo importante tassello di un 2014 splendido. Il primo set di Flavia è, forse, il più bello che abbia mai giocato e, nonostante un piccolo passaggio a vuoto nel secondo set, riprende in mano la situazione e porta a casa un grande risultato, reso ancora più difficile dalle diverse occasioni sprecate per chiudere prima. Si arrende poi a Na Li, che andrà a vincere il torneo.

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3. Edizione 1991, ottavi di finale – Caratti b. Krajcek 6/3 6/4 6/7(4) 3/6 6/4

Molti ricorderanno l’edizione del 1991 per la mancata impresa di Camporese su Becker, ma dimenticano che l’Italia andò ad un passo dall’avere un proprio rappresentante tra i quattro semifinalisti del torneo maschile. Caratti sfrutta un buco nel suo tabellone e batte Santoro, Endel, il lucky loser Layendecker, fino ad arrivare al vittorioso ottavo di finale con Krajcek. Non trova neanche ai quarti di finale una testa di serie, il suo avversario è Patrick McEnroe, fratello di John. Il risultato è 7/6 6/3 4/6 4/6 6/2. Miracolo sfiorato.

2. Edizione 2013, finale – Errani/Vinci (1) b. Barty/Dall’Acqua (wc) 6/2 3/6 6/2

La prima vera affermazione di un’azzurra nel palmares degli Australian Open era arrivata con Flavia Pennetta, vincitrice con Gisela Dulko del torneo di doppio del 2011. Due anni dopo è una coppia tutta italiana ad alzare quel trofeo. Per aggiudicarsi la finale battono le sorelle Williams ai quarti e la temibile coppia russa Makarova/Vesnina in semifinale. Successo che viene ancora di più amplificato dal bis che concedono nel 2014.

1. Edizione 2011, ottavi di finale – Schiavone (6) b. Kuznetsova (23) 6/4 3/6 16/14

Uno degli ultimi veri ruggiti della “Leonessa”. Record di durata per un torneo dello Slam femminile: la partita dura 4 ore e 46 minuti. Francesca annulla 6 match point, tre consecutivi, in uno dei match più emozionanti della sua carriera. Nel quarto di finale contro la Wozniacki (numero 1 in quel periodo) si va ancora una volta al terzo set, ma le ferite del precedente capolavoro sono ancora troppo fresche. Epica.

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