Top&Flop di due settimane in viaggio per WTA

di - 28 Luglio 2015

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di Michele Galoppini (@MikGaloppini) e Giulio Gasparin (@GiulioGasparin)

Dopo due settimane tra Austria e Romania, ci sembra doveroso stilare una lista delle (molte) cose andate per il meglio e quelle che potevano andare diversamente.

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Sono state due settimane intense, tra voli, chilometri in macchina, cambi di clima e di abitudini, ma con un fil rouge: tanto tennis di qualità. Da Bucarest a Bad Gastein le azzurre si sono ben difese e le altre non sono state a guardare, nonostante lo slam su erba appena conclusosi, in molte avevano ancora voglia di rosso e si sono tolte lo sfizio, estasiando il pubblico piuttosto presente in entrambi gli eventi. Noi abbiamo girato, abbiamo guardato, abbiamo vissuto e segnato. Alla fine di questo vero e proprio tour de force abbiamo deciso di stilare questa simpatica classifica.

TOP10 TENNISTICA

10. Il coraggio di Ana Bogdan: è la giocatrice che forse più di Sara Errani ha messo in difficoltà Monica Niculescu nella sua settimana di grazia tennistica. La giovane rumena ha prima ripreso per i capelli un match che sembrava perso, ha poi lottato alla pari contro la terza testa di serie ed infine, sotto forti crampi, non ha voluto cedere e dolorante ha onorato il terzo set di quel match, senza mai mollare fino all’ultimo punto. Il pubblico l’ha osannata e tifata e la Niculescu le ha fatto tanti complimenti. Brava Ana!

9. L’uno-due di Sorana Cirstea: l’amore ed il tifo del pubblico di casa l’ha sicuramente aiutata, ma lei stessa ha dichiarato che sta finalmente tornando al livello che le compete, dopo i grossi problemi alla spalla, che peraltro l’hanno obbligata a modificare il servizio. La sua arma migliore però è un’altra ed è tornata a farsi micidiale proprio a Bucarest: l’uno-due. Le accelerazioni spettacolari sono quelle di una volta ed il ranking sta migliorando. Abbiate tutte paura, Sorana sta tornando!

8. Segnali incoraggianti dalla Vinci: non ha ottenuto le vittorie che forse ci si aspettava, ma il match di Roberta Vinci contro Timea Babos, in quel di Bucarest, è stato davvero da manuale! Anche l’umore sembrava più alto del solito, supportato da un buon servizio, un dritto che fa male ed il solito rovescio che dà fastidio davvero a tante. La stagione è ancora lunga e siamo sicuri che Roberta dirà la sua più di una volta.

7. Darya Kasatkina: classe 1997, la giovane russa è la sorpresa, tra le giovanissime, di queste due settimane. Dotata di un ottimo gioco a tutto campo, ha messo in forte difficoltà la Goerges nel primo turno di Bucarest, pur perdendoci, salvo poi prendersi la netta rivincita qualche giorno dopo a Bad Gastein. Ha poi messo alle strettissime Sara Errani, che ammette di aver giocato contro un gran talento. Attenzione a questa diciottenne, a cui tennisticamente manca poco o nulla…

CK2BZN9WgAAIN4_6. Vogt e Kovinic scrivono un piccolo pezzo di storia: è “solo” un trofeo di doppio di un piccolo International austriaco, ma Vogt e Kovinic sono sempre di più un piccolo faro che guida le sorti tennistiche dei loro piccoli paesi. Stephanie e Danka sono le primissime dei loro paesi a portare in terra natia dei titoli a livello WTA (per la Vogt si tratta del secondo titolo WTA di doppio) e sono le maggiori (e quasi uniche) esponenti del tennis di Liechtenstein e Montenegro. Un augurio di tanta fortuna a piccole eroine di piccoli ma combattivi stati!

5. La combattività di Sara Errani: non era al meglio delle proprie forze tennistiche e fisiche e più di una volta ha rischiato la sconfitta contro una giocatrice nettamente inferiore a lei su terra. Lei stessa si lamentava del suo gioco, eppure sono arrivate una finale a Bucarest e una semifinale a Bad Gastein, mostrando le unghie (ad avversarie, Lozano e pubblico) nei momenti decisivi ed una forza mentale seconda a quella di poche. Non si vince solo con la racchetta e Sarita lo sa benissimo!

4. Il dritto di Karin Knapp: tra gli elementi che hanno permesso all’azzurra di ottenere un così ottimo risultato a Bad Gastein, oltre ad una forza di carattere ed una combattività davvero ineccepibili, non si può non nominare il dritto. Solidissimo ma sempre potente, profondo, alla ricerca, con buoni risultati, di tutti gli angoli del campo. Anche in risposta ha fatto malissimo e se a Baku Karin saprà sfruttarlo come in terra austriaca, è facile pensare ad un altro gran torneo per lei.

3. Il kick di Sam Stosur: vincitrice del torneo di Bad Gastein, secondo dell’anno, Sam deve molto delle sue vittorie settimanali al suo proverbiale servizio in kick. Per sua stessa ammissioni le condizioni di gioco si addicevano tantissimo al suo gioco ed al suo servizio e le avversarie se ne sono sempre accorte, obbligate a colpire sopra la spalla praticamente sempre. Aiutata da questa terra e dall’altura, la Stosur ha battuto tutte e sfruttato una Knapp poco efficace nei momenti chiave della finale. Brava Samantha, che gioca meglio in Austria che in Australia…

2. Il rovescio di Anna Karolina Schmiedlova: è l’arma che le ha permesso di distruggere tutte le avversarie di Bucarest e di mettere in grosse difficoltà quelle di Bad Gastein. Da ogni altezza, è il colpo che permette alla slovacca di vincere i suoi match. Lo sa “tirar su” dal basso e schiacciare dall’alto, accelera in diagonale ed anche in lungo linea, sbaglia poco ed è imprendibile. Perde solo da una Stosur molto ispirata, anche a causa di un campo molto scivoloso, ma ha posto le basi per una repentina salita del ranking molto a breve.

niculescu autografi1. Slice, dropshot, lob e ‘Haide!’ della Niculescu: lo dice lei stessa che gioca strano e quando le si dice che è unica, lei piacevolmente approva. Ha mostrato tutte le variazioni possibili nel torneo di Bucarest e con risultati incredibili. Monica Niculescu entra a pieno titolo tra le più tecniche e tattiche giocatrici del circuito, sebbene con una tecnica tutta sua. Dimostra assoluta intelligenza e capacità critica, sfodera dropshot perfetti ed imprendibili, lob millimetrici, volée complicate e colpi in slice da far paura. Haide Monica! Come quegli ‘haide’ che urla lei con note acutissime nei momenti clou.

TOP10 NON TENNISTICA

10. La Dacia Logan, che è tutte le macchine, non importa il modello e consuma poco: in Romania, per girare la Transilvania, ci siamo dotati di un’auto a noleggio. Ci hanno dato una Dacia Logan, la cui unica pecca era non avere la benché minima potenza o ripresa. Ma amen, ha consumato talmente poco che, dopo un migliaio di chilometri, su e giù per monti e valli, aveva ancora 1/4 di serbatoio a disposizione. Una piacevole sorpresa per le nostre tasche! Solo un dubbio: abbiamo incrociato migliaia di Dacia Logan, ma non abbiamo ancora ben compreso perché spesso fossero diverse dalla nostra e diverse tra loro, passando dal modello utilitaria al furgoncino. Mistero!

9. In entrambi i tornei eravamo gli unici giornalisti internazionali: non ci aspettavamo di trovare la stampa internazionale al completo in due piccoli tornei WTA sul rosso post Wimbledon. Ma di certo non ci aspettavamo di essere, in entrambi i casi, gli unici due giornalisti che non facessero parte della (comunque poco numerosa) stampa locale! Tanto meglio per noi ci vien da dire, poiché abbiamo potuto sempre intervistare e parlare con ogni giocatrice che volessimo, che per un giornalista è la cosa più importante…

10408023_10206338230187524_6251893155496795384_n8. Il passaggio in macchina sotto il diluvio: un piccolo intoppo derivante le lacune di Google Maps (di cui leggerete poi) ha fatto in modo che il primo giorno in Austria fossimo al circolo a piedi. Manco a dirlo, la sera è sceso il diluvio universale su di noi, e tutta la transportation era occupata o non a disposizione. Ringraziamo mille volte la gentilezza dell’addetto WTA in loco, che ci ha dato un preziosissimo passaggio fino all’hotel, preoccupandosi senza doverlo necessariamente fare della nostra salute. Siamo arrivati zuppi alla macchina, 50 metri distante da noi. Immaginate come saremmo arrivati all’hotel, a chilometri di distanza… un ‘Auf gehts’ per Matthias!

7. Le chiacchierate con Errani e Vinci fuori dal campo: le giocatrici le vedi sempre in campo, concentrate all’inverosimile, serie, a volte arrabbiate, a volte furenti. Poi hai l’occasione di parlarci fuori dal campo, in hotel, casualmente nel circolo mentre fanno quattro passi, e si trasformano. Tra tutte, la simpatia e la gentilezza di Sara Errani e Roberta Vinci ci hanno piacevolmente accompagnato in questi piccoli viaggi. A Roberta Vinci bisogna stare attenti a fare domande, le risposte sono talmente inaspettate e divertenti che poi non si possono condividere col resto del mondo. Sara Errani invece ti ferma nei corridoi, prendendoti in giro bonariamente quanto ti vede parlare da solo in giardino mentre registri podcast, o fa commenti sorpresi sulle sessioni di allenamento tutt’altro che semplici del Gasparin. Siamo certi che, avesse potuto, sarebbe venuta anche lei a farsi un giro al lago di Raibl, tre punti più sotto, del quale ha curiosamente chiesto informazioni.

6. Foreste e valli austriache: ti lasciano senza fiato. Alte montagne, ma gentili nei colori e nella folta vegetazioni di conifere (ed io, Michele, dico conifere restando sul generico, per evitare nuovamente di essere sgridato per le mie lacune botaniche dal collega-montanaro), strette piccole valli ricche di prati verdissimi e colorati fiori, o gigantesche valli come quella di Bad Gastein, che, viste dall’alto, ti fan capire il perché sono gioiellini turistici. Se volete pace, tranquillità e relax dalle caotiche città, ci sono rari posti migliori di questi. E pure il cibo non scherza!

5. Suite gigantesca con vasca idromassaggio e vista città vecchia: siamo a Brasov ed arriviamo in hotel dopo alcune peripezie stradali. Per una molto modica cifra, abbiamo una suite per due. La camera è di circa 40 metri quadrati, il bagno non meno della metà, tutto di lusso, perfettamente arredato ed in locale mansardato. Bella tv a schermo piatto (dove al nostro arrivo mostrano Errani-Büyükakçay), un comodo divano a tre posti, tutto molto pulito, bella moquette, e… gigantesca vasca idromassaggio. Bagno e camera hanno vista dall’alto sulla città vecchia. E chi se ne va più da qui! PS Brasov ha il circolo di tennis più bello del mondo, incastrato tra le mura medioevali, con una club house in stile castello e un antico monastero a fare da contorno.

4. Il lago di Raibl: piccola pausa dal tennis e dalla calura cittadina di quei giorni. Siamo fermi a Tarvisio, presso la casa di montagna di Giulio (o la ‘tenuta’ di montagna, come ormai sembra esser chiamata). E per uccidere del tutto la calura, ci dedichiamo, dopo una gara golfistica con risultati pessimi, ad un pomeriggio sul lago di Raibl (o Predil): acqua cristallina, fresca, in cui ricarichiamo tutte le dovute energie. C’è tempo anche per dei tuffi e per una pedicure a cura di simpatici pesciolini sul fondo del lago. Che goduria!

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3. Conferenze stampa ed interviste alla Niculescu: Monica, tennista assolutamente atipica ed unica, era già nei nostri cuori di ammiratori del suo tennis particolare. Ma dopo aver parlato con lei, sia in conferenza stampa che in intervista one-to-one, non c’è più paragone. Dolcissima, simpaticissima e davvero divertente appena gliene si dà l’occasione. Un occhiolino, i ‘dropshot perfetti’, gli autografi alla Cirstea ed i racconti dei match con Serena sono in cima alla lista, ma potremmo non smettere più se non avessimo spazio limitato e poi a breve uscirà la nostra intervista con lei, da non perdere!

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2. Castello di Dracula e la Transilvania tutta: sbalorditi ed infinitamente sorpresi siamo stati dai paesaggi della Romania, dai suoi tanti castelli, dai monti e dalle valli. E la Transilvania è uno spettacolo per gli occhi e la consigliamo a chiunque voglia una vacanza alternativa alle spiagge ed al mare. Perfino una semplice strada, la Transfăgărăşan, tra le più belle al mondo, ti lascia a bocca aperta dal primo al novantesimo chilometro. Ed il castello di Dracula è un gioiellino perfettamente conservato, che noi abbiamo peraltro visitato, dopo una clamorosa gufata di Michele, con un minaccioso temporale e pioggia torrenziale. Un meteo perfetto per l’occasione, no? Come perfette erano le altezze dei soffitti e le larghezze dei corridoi…

11695715_10206917213510313_8940312113031426147_n1. Caru Cu Bere e tutto il cibo rumeno: lasciamo da parte la questione prezzi, bassissimi e perfettamente alla portata di tutti, ma il cibo rumeno è stata la più grande sorpresa dei nostri viaggi di lavoro. In dosi gigantesche, tanta carne, tanti spezzatini e stufati ottimamente cucinati e dai piacevoli sapori, polenta e formaggi, dolci spettacolari ed anche le birre, su parere di Giulio, sono ottime. E la serata nel ristorante forse più famoso di Romania, il Caru Cu Bere, è stata l’apoteosi del gusto. Ambientazioni ottocentesche, affreschi, scale a chiocciola in legno, vetrate colorate, valzer in sottofondo e tantissimo altro, per una cena abbondantissima e perfettamente cucinata. Una delizia!

FLOP10

10. Passare per Tarvisio durante il concerto di Anastacia e non fermarsi: era tardi e tornavamo dall’Austria, ma Tarvisio era proprio lì a due passi. Ed a Tarvisio cantava in piazza Anastacia, mica pizza e fichi! Ma noi, perfettamente inconsci della cosa, nonostante fossimo stati a Tarvisio quattro giorni prima e probabilmente fossimo passati davanti a duecento poster a riguardo, abbiamo tirato dritto. ‘Not that kind’ da parte nostra. Perdono! (no, non siamo andati da Tiziano Ferro nel frattempo…)

9. Solo panini con farcitura invisibile in press room Bucarest: tanto di positivo c’è onestamente da dire della press room del torneo rumeno, l’ottima organizzazione di interviste e conferenze stampa e l’ottima gestione delle tempistiche in generale fan passare in secondo piano un paio di pecche. Le temperature polari a causa di aria condizionata a livelli antartici ma soprattutto il pranzo/merenda/cena: panini, panini e panini… avessero almeno avuto una farcitura più pesante di 2 nanogrammi…

10501800_10206900202085038_3754693048017545055_n8. Abbiamo sempre chiuso la sala stampa: vero, eravamo in entrambi i tornei gli unici due giornalisti internazionali. Ma anche la stampa locale appena poteva levava le tende. Ogni sera, tarda sera, eravamo sempre noi gli ultimi a salutare la press room. E la prima sera siamo stati addirittura invitati ad andarcene… stiamo solo lavorando per voi dopotutto!

7. Fare gasolio nel distributore “dopo”, che costa 20cent in più: “Meglio se facciamo benzina in Austria, che costa molto meno”. Vero, anzi verissimo, peccato che il self service sia questo sistema troppo avanzato per le menti dei benzinai austriaci. E così, il primo ed unico distributore utilizzabile si trova a 1 chilometro dal confine, con diesel che costa decisamente più del previsto, più di quello del distributore appena superato e chiuso. Vabbè, a piedi non potevamo restare.

6. Nuove frontiere della velocità del WiFi austriaco: i sospetti che qualcosa non andrà al meglio ci sono già a priori, sapendo che la press room non è vicinissima ai campi e che quindi non ci sarà il WiFi nemmeno sul centrale. Ma purtroppo, ci fosse stato come avrebbe dovuto in sala stampa, questo non sarebbe un flop. Due connessioni a disposizione, una veloce quanto un 56k, l’altra stabile come la nitroglicerina. Ottimo connubio quando bisogna condividere pezzi, idee, foto e video praticamente live!

11755139_10206349298184217_3157037227726765375_n5. L’instabilità dell’estate di Bad Gastein e relative temperature: c’è il sole, fa caldissimo. No aspetta, sta diluviando e che freddo che fa! Oh guarda, ora c’è la nebbia e fa di nuovo caldissimo. Potrebbe essere una conversazione di un lasso temporale di 10 minuti. Non si capisce mai che tempo fa a Bad Gastein! Sicuramente non dimentichiamo gli 11°C di una serata di pioggia…

4. I “mille” comfort dell’appartamento di Bucarest e la posizione dell’hotel di Bad Gastein: Romania, Bucarest, a 100 metri dal centro storico. Fin qua tutto bene, ma poi che il ciel ci aiuti: ascensore da film horror, cucina senza fornelli, lavello inutilizzabile senza allagare la cucina, bagno pulito ma in equilibrio instabile… fortuna il letto era comodo! E tutto invece è perfetto in Austria, peccato che Google Maps indichi le distanze ma non le altitudini: hotel a 1500 metri dal circolo, ma 250 metri più in alto, strada con pendenze del 25% e non percorribili con le auto, completamente nel bosco. Fortuna avevamo la macchina, con cui dovevamo purtroppo girare per la valle prima di raggiungere il circolo.

3. Orari chiusura negozi/ristoranti austriaci: ci eravamo abituati benissimo in Romania, dove mangiare prima delle 23 sembrava contro la legge e c’era un supermercato aperto 24/7 in ogni via. Arrivati in Austria, alle 20 già il timore di non trovare la cena nei ristoranti si faceva sentire e, citando il Gasparin, “dalle 17 del Sabato, auguri a trovare segni di vita”. Siamo sopravvissuti, ma se non avessimo avuto scorte di benzina, non saremmo tornati a casa.

2. Una taverna ed un disastro di cena: gufata apocalittica parte 1. Appena lodati tutto il cibo e le cene impeccabili della vampiresca terra, ci appropinquiamo all’ultimo pasto locale. Una bella taverna che ben promette, ma non mantiene: abbiamo fin problemi ad ordinare l’acqua, poiché la pronuncia impeccabilmente londinese di Giulio lascia interdetto il cameriere sulla parola “water”, attendiamo più di un’ora per toccare cibo, che su quattro piatti ordinati è corretto solo in un caso, ci fa andare a dormire alle 2 passate con sveglia settata alle 4. Che disastro!

1. Controllo valigie WizzAir: gufata apocalittica parte 2. Appena stupiti del fatto che nessun viaggio o trasferta abbia avuto intoppi, come capita sempre (ma sempre davvero), ci dirigiamo in aeroporto, per un volo alle 6 del mattino. Tutto va liscio, ma le valigie che all’andata erano di dimensione perfette e che anche al banco del check-in erano perfette, diventano improvvisamente non perfette al gate. WizzAir controlla mille volte, ma su loro stessa ammissione può essere che alcuni controlli vengano fatti male. Grandioso, come i €40 a testa spesi per mezzo centimetro in eccesso di valigia.

Ed in conclusione, anche un piccolo video-documentario, sulla trasferta austriaca, con montaggio a cura di Giulio Gasparin

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