(Stefano Galvani – Foto Nizegorodcew)

di Alessandro Nizegorodcew

Stefano Galvani è stato ed è un esempio per molti giovani. Il patavino, così come Alessio Di Mauro, ha dimostrato di saper ripartire da zero e tornare a nei top-100 (numero 99 nell’aprile del 2007). A causa di un incidente autostradale, infatti, Stefano ha rischiato di perdere un occhio e ha dovuto rinunciare al tennis (proprio quando era a ridosso dei top-100) per 13 mesi (da settembre 2003 a ottobre 2004). Ma grazie ad una straordinaria forza di volontà e passione verso questo sport, Galvani ha saputo raggiungere i top-100 3 anni dopo, nel 2007. Una carriera, quella di Stefano, caratterizzata da molti alti e bassi e da qualche occasioni sprecata di troppo. Il tennis dell’azzurro è sempre stato molto spettacolare, arricchito da un timing sulla palla, in particolare col rovescio bimane, di livello altissimo. Oltre all’infortunio, anche l’aspetto mentale ha pesato su una carriera che, seppur positiva, poteva portare Stefano ancora più in alto. Tante comunque le soddisfazioni che Galvani si è potuto togliere in questi lunghi anni nel circuito, tra tornei futures, challenger e Atp. Tanti anche i giocatori di alto livello che hanno lasciato il campo sconfitti con il patavino, come Nadal, Kafelnikov, Bjorkman, Troicki, Novak e altri. Stefano ha deciso di giocare l’ultima stagione di una bella carriera e Spazio Tennis lo ha intervistato.

Iniziamo ovviamente dalla decisione di ritirarti a fine stagione..
“Ho presa questa decisione qualche tempo fa e da allora sono molto più tranquillo. Giocherò tutto il 2011 e, forse, anche qualche mese del 2012. Da quando ho deciso di ritirarmi sto giocando ad un livello altissimo. Nell’ultimo mese, in particolare, mi sento in grande forma. A livello mentale, avendo deciso di ritirarmi, entro in campo molto più sereno e anche il mio gioco, ovviamente, ne risente in positivo.”

Qualche settimana fa hai vinto il futuro di Trento e in questi giorni hai raggiunto i quarti a Caltanissetta. Trovi che il livello medio si sia alzato anche in questi tornei cosiddetti minori?
“Nei futures mancano magari i giocatori di punta, come ad esempio Volandri, che era presente in Sicilia, ma il livello medio si è alzato non tanto ma tantissimo! A Trento ho giocato una settimana praticamente perfetta, servendo bene e accelerando sempre al momento giusto. Ma nonostante ciò ho dovuto sudare le proverbiali sette camicie per vincere il torneo. I giovani, poi, tirano tutti a 200 km/h e ogni punto è difficile da conquistare.”

Hai già pensato a cosa fari una volta interrotta l’attività?
“Ovviamente ci ho pensato, ma non credo che farò l’allenatore, almeno all’inizio. Ho infatti una moglie e una bimba piccola, che hanno accettato di sacrificarsi molto in questi anni, assecondando il mio mestiere. Quindi sicuramente non farò il coach nel futuro prossimo. Dopo, chissà…”


(Stefano Galvani – Foto Nizegorodcew)

C’è un torneo nel quale ti piacerebbe far bene in questo tuo ultimo anno? Magari sull’erba..
“Beh posso dirti che ho già comprato il biglietto aereo per Londra…”

Tu e Di Mauro, entrambi classe 1977, siete due esempi importanti per i giovani. La vostra costanza, così come la vostra passione, sono davvero encomiabili..
“Non credo sia giusto che io parli di me, ma per quanto riguarda Alessio non posso che parlarne bene. E’ stato bravo anche lui a tirarsi fuori da una situazione di classifica molto complicata, a causa delle querelle scommesse, e, migliorandosi anno dopo anno è riuscito a raggiungere una classifica forse insperata. Per quanto mi riguarda, tra tanti alti e bassi, credo di essermi tolto belle soddisfazioni. Posso dire solo questo..”

In conclusione, come giudichi la tua carriera? Qualche rimpianto?
“A tennis ho sempre giocato bene e credo di essermi espresso molto spesso a buoni livelli. Il mio difetto è stato caratteriale e mentale. Da questo punto di vista non sono mai stati forte come altri giocatori e l’ho pagato nei momenti decisivi di alcuni match; tante volte mi sono trovato avanti di un set e di un break, finendo poi per perdere la partita. Sono migliorato molto in questi ultimi anni, anche se è cominciato a mancare un po’ il fisico, causa l’età. Ma ho sempre dato il massimo, impegnandomi molto e non ho, sinceramente, grandi rimpianti. Adesso sono molto concentrato su questo ultimo anno, alla fine del quale spero di aver migliorato il mio best ranking. Perché non provarci?”

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12 Commenti to “Stefano Galvani: “A fine anno mi ritiro””

  • 1.

    Chapeau!

  • 2.

    quindi a 34 anni suonati ha come obbiettivo questanno di rientrare nei 100? o sono io che ho capito male o Galvani ha fumato qualcosa di forte durante l’intervista :)

  • 3.

    E’ proprio così che ha detto Stefano, intervistato giovedì scorso in trasmissione radio..

    Certo, sarà difficile, ai limiti dell’impossibile, ma forse porsi obiettivi importanti, per alcuni, è importante per riuscire a dare il meglio sempre.. E’ un’ipotesi ovviamente..

  • 4.

    ehehhehehe l’unica cosa è che se riesce davvero nell’impresa di migliorare il best ranking,poi come fa a ritirarsi :D ;p?

    Comunque l’anno scorso dopo i buoni primi sei mesi di stagione pensavo potesse rientrare quantomeno nei 200 ma poi durante l’estate si è perso…visto che anche quest’anno sta facendo bene nei primi mesi dell’anno,magari un posto tra i 150 e i 200 potrebbe raggiungerlo di nuovo davvero,glielo auguro

  • 5.

    Uno che i colpi ce li aveva davvero per stare nei cento.

  • 6.

    533 – 167 punti ATP = 366 punti ATP di differenza attualmente fra Galvani e Dimitrov (ATP 100). 80 x 5 = 400. Di conseguenza basta che Galvani vinca circa 5 Challengers entro fine anno, una cosa “facilissima”.
    Auguri!! Anch’io spero entro quest’anno di vincere al superenalotto.

  • 7.

    @Luca
    Ovvio che sia difficilissimo, così come è ovvio che non devi contare solo challenger per un discorso del genere, quanto piuttosto una qualificazione con due turni superati o una semi atp partendo dalle quali, insomma 2-3 exploit pazzeschi.. lascia perdere i challenger per un conto del genere.. Rimane il fatto che l’impresa sia difficilissima se non quasi impossibile!

  • 8.

    Ecco:

    un consiglio ai giovani: decidete subito di ritirarvi così giocate più tranquilli…

  • 9.

    sai andrew che stavolta nella tua ironia forse ci hai preso?

  • 10.

    Arma di Taggia Herald, 29/03/2011:

    “Fabio Fognini annuncia il ritiro”

    E’ un Fabio tranquillo quello che abbiamo incontrato mentre toglieva i pelucchi dal divano di velluto di casa. Sdraiato sotto il sontuoso dipinto di Monet (un pittore veneto leggermente stronzo), il campione ligure si è aperto ai nostri microfoni e, visibilmente rilassato, ha parlato della decisione di ritirarsi definitivamente dal tennis. “Ho 24 anni e non credo di avere ancora più di 6 o 7 anni di gare davanti a me. Preferisco ritirarmi per potermele giocare più tranquillo. L’idea di gareggiare essendo ancora in attività mi irrigidiva eccessivamente.”

    Pare questa una tendenza destinata a diffondersi nel mondo del tennis italiano. La grande promessa Quinzi ha infatti recentemente dichiarato di non voler assolutamente prendere parte al circuito professionistico nonostante abbia intenzione di iscriversi e partecipare a tutti i tornei ATP da qui al 2030.

  • 11.

    :) :) :) :) e ci stanno pensando anche i figli di bogar e nunziovobis……oltre a quello del doctor che come al solito ci ha anticipato tutti

  • 12.

    annuncio il ritiro di mia figlia

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