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(Alberto Castellani – Foto Nizegorodcew)

Dal 30 settembre al 2 ottobre si è svolto a Perugia, nella splendida cornice del relais San Clemente, il primo corso per coaching della Global Professional Tennis Coach Association, fondata a New York nel settembre 2010. L’obiettivo dichiarato dei quattro co-fondatori del progetto (Alberto Castellani, Toni Nadal, Dirk Hordorf e Rainer Schuettler) è quello di tutelare e aggiornare gli attuali allenatori del circuito Atp, oltre ovviamente a formare nuovi coach.

Durante la tre giorni umbra sono intervenuti, in qualità di insegnanti, personaggi del calibro di Alberto Castellani, Claudio Pistolesi, Raffaella Reggi, Laura Golarsa, Gianluca Rinaldini, Giorgio Di Palermo e tanti altri.

Qui di seguito potrete vedere e ascoltare l’intervista realizzata da Alessandro Nizegorodcew, direttamente da Perugia, ad Alberto Castellani, vero e proprio deus ex machina del corso. Il coach umbro, già allenatore di importanti giocatori quali Karlovic, Alami, Arazi, Ungur, Labadze e Tipsarevic, ha spaziato sul tennis a 360° parlando del corso, dei progetti dell’associazione, ma anche della situazione dei giovani in Italia.

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158 Commenti to “Video-Intervista ad Alberto Castellani”

  • 1.

    Grande Alberto e l’associazione !!! Mi ricordo di un convegno-incontro tenutosi a Genova almeno 10-12 anni con un Castellani in gran spolvero….già allora proiettato a certe affermazioni e mai banale!
    Bravo Alessandro

  • 2.

    Sentendo Castellani di bilateralita’ ..mi viene in mente che potrebbe davvero funzionare laa mitica racchetta a due manici di Brian Battistone!!

  • 3.

    Uno come Alberto da 30 anni fuori dalla federazione…..un delitto.

  • 4.

    Maestro Castellani, anzi Professor Castellani, non ho il piacere di conoscerla personalmente ma le dico che uno come lei è sprecato in qualunque apparato! Lei sa troppo,. argomenta troppo bene quello che sa, ha visto troppo tennis e ha gli strumenti culturali per insegnarlo agli altri almeno a ….un delitto sarebbe metterladentro un pollaio

  • 5.

    bravo…

    anch’io non condivido nulla di quello che fa la federazione…neppure le cose giuste!!

  • 6.

    Quel “non condivido nulla” stona un pò rispetto ad una persona che mi sembra molto interessante ed intelligente.

  • 7.

    assolutamente ineccepibile non condividere nulla con chi non vuole condividere… e la federazione non vuole condividere, questo è chiaro…

  • 8.

    personalmente preferisco le persone più umili e che parlano meno.

  • 9.

    Non condividere nulla perché gli altri non condividono è un discorso troppo elementare… un muro contro muro che non serve a nessuno e dal quale si perdono personaggi che potrebbero essere molto utili per il tennis italiano.

  • 10.

    dipende chi erige il muro…

  • 11.

    quoto pulsatilla,
    problema è se si va da un eccesso ad un altro, mio maestro ad esempio bravo e umile ma a tiragli due parole devo fare domanda in carta bollata un mese prima o trovare escamotage come una colazione offerta.

  • 12.

    Grazie Bogar,
    ma quando ci conosceremo?

  • 13.

    @pulsatilla
    sarò al lemon il 2 gennaio com bimba, :) :) :) come scrissi
    vengo in gita nella capitale con moglie e figli!
    tornando al discorso dei prezzi mi giungono notizie
    da altri circoli sparsi per l’Italia da Nord a Sud
    con aumenti pazzeschi, conosco un tipo di un circolo del sud per
    2,5 ore di tennis e 1,5 di pa per un bimbo del 2006 gli hanno chiesto dal 1 ottobre al 30 maggio 770 euro.
    In un circolo di cagliari 3 ore di tennis e 3 di pa 1000 euro dal 1 ottobre al 30 maggio!
    Con questi prezzi anche genitori facoltosi cominciano a riflettere!

    Il mio problema al momento è rapporto maestro – numeri di allievi a campo, io più di tre non li voglio a prescindere dal prezzo che cmq deve essere adeguato per cui sto pensando che se non viene rispettato formato PIA scendo in campo con mia figlia a 2 euro ora a campo e lascio SAT!

  • 14.

    sono andato un pò off topic per rispondere a pulsatilla, pardon!

  • 15.

    bogar…

    adesso tua figlia è racchetta giallo limone o è già diventata verde militare?

  • 16.

    sta solo attento tra i 7 e gli 8 anni quando passerà racchetta blu fosforescente…

  • 17.

    Questo Castellani invece vorrei proprio conoscerlo….
    è un tipo simpatico ai bimbi?
    mi piacerebbe sapere cone riesce a far divertire un bimbo
    sottolineo bimbo di 10/11 anni e nello stesso tempo crescerlo
    ottimo tecnicamente senza stressarlo in campo o nella partite
    al fine di fare quello che lui esige.
    Vorrei assistere ad una sua lezione ad un under 10/12 perchè quella che gira su Youtube va bene dai 14 in su ma se applicata
    ai più piccoli manca la parte ludica, che vuoi che capisca un bimbo di “esercizi progressivi” “stimoli crescenti” quello vuole giocare e basta!!

  • 18.

    Andrew
    ma hai colto nel segno di quello che stavo scrivendo senza leggere i tuoi post, vedi per una volta che siamo in sintonia?
    In Italia prima dei 13 anni si prende troppo sul serio il tennis.
    La parte ludica prima di tutto!

  • 19.

    bravo continua così… un consiglio: le ragazzine hanno un forte rigetto dai 12 a 13 anni quando si cominciano a profilare le racchette amaranto e poi terra di Siena, specie se stanno per svilupparsi… mi raccomando vigila!!

  • 20.

    andrew
    a 13 anni mia figlia smetterà di giocare perchè a 14 inizierà le scuole superiori in un’altra regione dove funziona che anche se sei brava devi avere conoscenze o sborsare migliaia di euro per farti allenare.
    La mia conclusione è che a prescindere bisogna affrontare questi sei anni con spirito ludico, di un coach come Castellani bravo e sicuramente anche costoso non so che farmene, tanto guarda andrew secondo me fino a 13 anni basta allenarti tanto perchè ti piace il gioco, con buon rapporto numero allievi-campo, dritto, rovescio e servizio e a livello femminile sei hai talento basta per essere tra le prime.
    Poi certo può darsi che anche io come questa estate vada alla ricerca di un guru ma come erano buoni gli strudel a Marlengo da Bertino se mi dovessero vedere a Perugia è anche perchè ci sta l’eurocholate :) :)

  • 21.

    Domandina facile facile: qualcuno conosce per caso il nome di un giocatore che Castellani ha tirato su da bambino fino a diventare professionista?
    A me non sovviene…

  • 22.

    @pulsatilla
    Sono sicuro Castellani ci legge, vedrai che se ha un nome riesce a tirartelo fuori :) :) :)
    Non metto in dubbio le sue capacità ma un conto è avere un giocatore bello e pronto con la testa di un quindicenne da lanciare e un conto è crescerlo dai 6/7 anni, non si possono applicare le stesse metodologie di lavoro, da piccoli prima viene la parte ludica, il divertimento, invece leggo addirittura che qualcuno è andato da lui per preparare campionati giovanili nazionali, forse accetto per l’under 14 ma under 12 vuol dire che si hanno troppe aspettative che poi si ripercuotono per forza di cose sui bimbi che si sentono pressati sentendo l’evento!
    Non sarà la mia strada ma ognuno coi suoi soldi fa quello che vuole, non ci si lamenti però se a 14 anni figli lasciano tennis.

  • 23.

    Ma, guarda, nessuno sta rispondendo alla mia domanda e forse credo di sapere il perchè.

  • 24.

    perché è una domanda del cazzo…

  • 25.

    perchè?

  • 26.

    perchè? :) :) :) Pulsatilla tanto tui sei più anonimo di me, dicci tutto, nessuno ti querela!

  • 27.

    A) Non specifichi che età intendi per bambino.
    B) Quale coach professionista prende un bambino (2, 3, 4 anni, 5, 8, che età?) e ne segue in via esclusiva e continuativa la crescita?

  • 28.

    Giusto Andrew…Solo un coach certificato vaffantennis potrebbe essere in grado di farlo !!!

    Scherzi a parte, il coach è uno specialista…e pertanto il meglio di se lo darà con un giocatore di una certa età e livello ….
    Ad ognuno il suo ambito….

    A meno che il ragazzo…non sia suo figlio…nipote, parente etc…
    In quel caso …si puo’ fare un eccezione !!!!

    Gli stage dei vari coach sono utili e interessanti se fatti con l’ottica si acquisire nozioni e piccoli dettagli poi importanti ad alto livello… ma tutto il resto, cioè il quotidiano, non è che possono risolverlo vedendo un ragazzino una volta ogni morte del papa.
    E’ piu’ marketing che altro….

  • 29.

    @pulsatilla
    Coach che hanno allevato un ragazzo dalle primissime armi sino al gotha del tennis si contano sulle dita di una mano.. Castellani ha preso giocatori dal buon tennis e l’ha fatto esplodere, questo si. O comunque li ha fatti arrivare alle loro massime potenzialità. All’estero è stimatissimo.

    Per il resto sono pochi ad aver scommesse (anche con propri soldi) sulle capacità di un giovanissimo. Mi viene in mente Puci con Golubev.. ma sono casi più unici che rari…

  • 30.

    Alessandro, anche Sartori con Seppi

  • 31.

    andrew non ha gradito la domanda, peccato, mi sembrava pertinente, soprattutto dopo che Bogar aveva prospettato un viaggio a Perugia per far visionare la sua pargola al guru.
    passi per eurocholate, ma per il resto, caro Bogar, mi pare un viaggio sprecato.
    il guru deve la sua fama ad una intuizione (questa sì) geniale, applicare la bioenergetica al tennis. e in questo è stato un precursore e un innovatore. gli è servito a rilanciare giocatori in crisi di risultati (e non è poco…) e ad acquistare fama a livello internazionale.
    ma – c’è un ma,
    Alessandro, mi sembra che c’eri anche tu quando un suo allievo ISEF mentre si parlava di tecnica, gli ha detto: “Professore ma lei ci ha sempre detto che la tecnica nel tennis non serve a niente!” Lui davanti la platea si è trovato molto imbarazzato, ha biascicato quattro parole in difficoltà. Mi pare che c’eri anche tu, no?
    Cosa ti ha fatto pensare questo episodio?
    Io, francamente, quando ho visto il video in cui parla di bambini di due anni, mi sono messo a ridere.

  • 32.

    Con l’occasione volevo anche dire a Pistolesi: “sei un grande!”. Davvero.
    L’imitazione che gli hai fatto è una perla. E il fatto che lo citi sempre come il tuo maestro ti fa doppiamente onore, perchè tu sai che non è così.

  • 33.

    Pulsatilla
    grazie, ricordo quando nicoxia fece alcuni nomi di guru e scrivesti, qualcuno di questi lascialo perdere, mi pare che nel mucchio ci fosse anche questo signore, se due più due fa quattro….
    Adesso Alessandro che mi pare non ti abbia ancora conosciuto si starà grattando le meningi domandandosi ma chi è questo Pulsatilla :)

    A proposito di guru, ho fatto vedere filmino di questa estate a Marlengo da Bertino a un mio amico esperto, dice che esercizi erano della cacate mostruose e non servivano di certo ad una bimba di sette anni ma intanto altra sera mia figlia mi ha chiesto di riportala e starci anzichè una ben due settimane perchè si è divertita tantisismo, al momento da queste esperienze è quello che voglio, tecnica e tutto resto verrà dopo!!

  • 34.

    @pulsatilla
    Per prima cosa.. potevi anche venire a presentarti no? :)
    Seconda cosa no, non ero presente perché probabilmente in diretta radio in quel preciso momento..
    @maurizio
    Si verissimo. Sartori è stato magnifico a dir poco con Seppi.. ha letteralmente costruito un giocatore!

  • 35.

    Credo che ci sia in Italia chi è bravo a tirare su sin dai 3 anni di età dei bei giocatori.

    Poi se non ci sono i mezzi all’interno del circolo è GIUSTO che quando sono più grandicelli vadano in accademie specializzate (Henin, Bollettieri, Evert, Sanchez, ecc.).

    Poi faccio questa domanda ai medici e laureati in Scienze Motorie :

    un bambino con genitori di statura un po’ sotto la media e non alto che tipo di preparazione atletica deve fare per guadagnare qualche centimetro in più ?

    Ed ancora :

    è vero che se un bambino fa troppa preparazione atletica rischia di compromettere la crescita ?

    ringrazio chi mi vorrà rispondere.

  • 36.

    Alessandro,
    forse ho sbagliato nick, mi sembra un po’ ridicolo avvicinarmi a te e dire: “ciao sono pulsatilla”.

    A Andrew volevo dire che essere antiFIT non è sinonimo di qualità.

    A tutti volevo dire che in Italia ci sono, fra i tanti, anche fior di allenatori, ma per lo più sono poco conosciuti perchè lavorano in silenzio, a testa bassa e non sono dei gran parlatori.

  • 37.

    grande pulsatilla post 36 :) :) :)

  • 38.

    @pulsatilla
    Sui grandi coach non parlatori sono d’accordo, ma potevi comunque venirti a presentare! O magari già ti conosco e non so che sei tu pulsatilla!
    @giorgio il mitico
    Domande interessanti, che però ti converrebbe postare nella nuovissima seziona sulla preparazione atletica, ovvero qui:
    http://www.spaziotennis.com/2011/10/lorenzo-falco-preparazione-atletica-modello-prestativo/

  • 39.

    Pulsatilla, bogart e altri.
    Mi spiegate cosa intendete per buoni risultati di un coach? Due giocatori nei primi 100? Nei primi 500? Uno o tre? Prendere un bimbo a 4 anni? A 8? A 14?
    L’associazione è dedicata a coloro i quali vogliono diventare coach se non ho capito male, non quelli che vogliono allenare bambini.
    Nel secondo caso mi pare di capire che si vada un po’ a tentoni. Qquesta storia dell’allenamento dei bambini di due anni tramite le fiabe va a sapere che significa. E vorrei anche ricordare che per quanto ci possa essere un’alta percentuale di obesi, il nostro dato è in linea con quello dei paesi sviluppati (sic), anzi, persino migliore (con Svizzera e Romania mi pare) di molti altri paesi europei. Insomma un po’ di circospezione anche da parte di persone “umili” (e vabbè…) non guasterebbe. Insomma hanno fatto una cosa “corporativa” non credo ci sia da trarne particolari indicazioni per la discussione che interessa pulsatilla e bogart

  • 40.

    @muziek
    I grandi risultati di un coach non si possono misurare solamente in base alla classifica raggiunta, poiché su Pistolesi prende me, a 29 anni, che sono 4.4 e mi porta 3.1 in due anni secondo me è un grande coach, se invece porta Bolelli da 130 a 80 non lo è! Quindi dipende dalle potenzialità del giocatore.. sempre e comunque.

    per quanto riguarda il discorso sulle fiabe non si parla ovviamente di allenamento tennistico, ma di motricità, tema molto caro ad un altro importante studioso italiano come Luca Bottazzi..

    Per il resto sono tue opinioni assolutamente rispettabili.. condivisibili o meno

  • 41.

    Alessandro (solo per amore di discussione)
    quale sarebbe l’opinone? Dico tre cose:
    1. Prima di capire se uno è un bravo coach o meno dobbiamo capire in base a quali parametri lo stiamo valutando (guarda che è più o meno quello che dici tu)
    2. Allenare alla motricità (o a qualsiasi altra cosa) i bambini di due anni mi pare – allo stato delle mie conoscenze, magari ci sono studi che non conosco – solo sperimentazioni. Non credo si sappia nulla di “scientificamente valido” sulla questione. Qui i casi sono due: o ho ragione (le prove scientifiche non ci sono) oppure ho torto (le prove scientifiche ci sono e io non le conosco). In entrambi i casi non sto esprimendo un’opinione o sto dicendo una cosa corretta oppure una cosa sbagliata.
    3. L’associazione ha uno scopo “corporativo”. Questa in un blog di tennis effettivamente è un’opinione. Io l’avevo usata in termini “tecnici” (è qualcosa del tipo “persone che fanno lo stesso mestiere e che controllano l’accesso al mestiere”) in quel senso non è un’opinione…

  • 42.

    @muziek
    L’amore per la discussione è un po’ la tua arte :)
    Ho solo spiegato in maniera più dettagliata alcune cose che avevi citato. Per opinione intendevo le tue idee a riguardo, visto che si intuisce che non hai grandissima stima di Castellani e quel “umili” citato pareva piuttosto critico..Io non ho seguito tutto il lavoro di Castellani in passato (nemmeno ero nato) e quindi faccio fatica a dare un giudizio complessivo.. tutto qui.
    E poi ti spiegavo il metodo a mio avviso migliore per capire se un coach è bravo. Ossia in base al materiale umano, tennistico e fisico che ha a disposizione.. e non solo ai risultati. Tutto qui..
    Per la questione della prova scientifica si vedrà.. uscirà un libro sul discorso delle fiabe e vedremo se ci saranno questioni spiegate scientificamente o meno

  • 43.

    sono entrato per caso in questo sito ,perche un mio allievo mi ha spedito una mail . Scopro di essere trattato come un guru e che, chi scrive su di me, in realta non conosce nulla o quasi di me. Questo non e’ grave intendiamoci, non sono granche’ nel mondo del tennis e ancor meno nella vita normale ……. mi dispiace pero essere confuso con qualcuno che non sono io…. la mia identita e’ forte ho impiegato molto a strutturarla e sentirla un po svilita ,mi dispiace ……la vorrei rispettata anche se qualcuno la pensa in maniera diversa…..
    1) ho lavorato 15 anni(forse piu ) come maestro di circolo (chianciano e junior perugia) e ed ho lavorato da sempre con bambini piccolissimi e adolescenti e’ stato l’insegnamento che piu’ mi ha dato soddisfazione e gratificato …. une dei miei 2 corsi all’universita e’ basato sulla psicomotricita che ho sperimentato per anni e che ancora sperimento in corsi gratuiti in alcuni comuni….sta uscendo un libro mio .L’arte di insegnare il tennis attraverso le fiabe per bambini di 3 e 4 anni.
    La sperimetazione fatta con bambini di 2 anni e 2 anni e mezzo e’appunto una sperimentazione e ilcorso e’ basato semplicemente sullo sviluppo degli schemi motori di base e dello schema corporeo . abbiamo registrato con il mio editore 5 lezioni (con 5 bambini insieme) di circa 20-25 minuti l’una che usciranno su internet ….
    2) tutti sanno che ho lavorato con tantissimi ragazzi gratis e lo faccio con chi non se lo puo permettere e con extracomunitari anche ora ; non e’ ne’ un vanto ne falsa modestia e’ la verita. Passare, per uno come me che ha Guevara nel cuore , per chi si suppone prenda tanti soldi e’ deludente. Io sono tuttaltro che ricco.

    3) tutti sanno che molti dei miei allievi al tempo della sat sono arrivati alcuni ai vertici della B e, ancora in regione, a piu di 35 anni suonati sono quelli che vincono di piu cito grasselli ,tarpani sbrascini e della fascia piu alta alcuni, ARRivati da noi appena adolescenti o poco piu, sono arrivati al professionismo .
    Tutti sanno che io ho lavorato molto meglio con giovani che con quelli gia affermati

  • 44.

    3) rispetto alla tecnica moderna e di base …..mi dispiace deluderti ma non ho biascicato nulla!!! non so a quale corso tu ti riferisca… ho le idee ,forse sbagliate, ma molto chiare,, anche su questo ho pubblicato molte cose..ed ho relazionato in alcuni convegni anche intrnazionali …se esci dall anonimato e vuoi confrontarti saro ben lieto di dirti come la penso e soprattutto di ascoltarti e magari anche di cambiare opinione
    4) l’intervista non era preparata e’ stata improvvisata e in realta non volevo fare polemica con la Fit ero felice per come stava andando questo corso ,per te forse non cosi importante ma per me storico!! …..sollecitato.. ho ribadito cio che penso (anche se questo puo darti fastidio) e cioe’ che non sono uno yes man anzi!!!! e che soprattutto ho tutto il diritto di non essere d’accordo su cio che viene deciso dalla FIT anzi a volte,da italiano, mi vergogno della federazione italiana …soprattutto in materia del rispetto della formazione degli altri(UISP PTR etc..) e del rispetto del diritto al lavoro che ognuno dovrebbe avere al di la’ delle sigle. Credo che il rispetto delle opinioni e della diversita sia non solo un diritto costituzionale ma un doverepreciso di ognuno di noi. Il rispetto del lavoro e il dovere di dare cio che si puo in materia di lavoro e’ sancito dall’articolo 5 della costituzione basta leggerlo!! e questo lo dico per chi non sempre lo rispetta . tanto mi sentivo di chiarire ..chi volesse parlare direttamente con me la mia email ce l’hano tutti ….tutti!!! so che qui non si puo pubblicare

  • 45.

    Ci avrei scommesso che in un intervento di Castellani! :) :) :)
    io cmq ho poche cose da scrivere se non quella di ribadire il concetto di Guru dato all’interessato, per me un guru nel tennis è colui che ha allenato giocatori importanti ed in Italia sono pochi, per il resto Pulsatilla pare conocerlo meglio e se vuole approfondire…

  • 46.

    Grazie ad Alberto Castellani per aver commentato su Spazio Tennis.
    In effetti non ti avevo avvertito che la mia intervista, oltre a comparire sul sito di Tennis Italiano, sarebbe apparsa anche sul mio ovvero Spazio Tennis.
    Il tuo intervento è stato esaustivo e credo spieghi nel dettaglio alcune cose che magari in molti non sapevano.
    L’email comunque, se vuoi, la possiamo anche mettere. Fammi sapere in caso

  • 47.

    Mestro Castellani,
    innanzitutto benvenuto in questo blog.
    la tua risposta è stata esaustiva e non penso lasci spazio a dubbi di sorta.
    Però…Grasselli Tarpani Sbrascini chi sono? Perdona l’ignoranza. Non saranno stati mica questi a farti acquisire fama a livello internazionale?
    Secondo punto: alcuni tuoi ex-collaboratori (e ne hai formati tanti…) ti riconoscono senza ombra di dubbio il genio e l’originalità delle tue intuizioni, ma al contempo (nessuno è senza difetti) gettano un’ombra sulla tua capacità di insegnare la tecnica.
    Questo è il momento di smentire le voci che circolano da più parti.
    E’ vero che secondo te il patrimonio tecnico di un giocatore è in larga parte innato?
    E’ vero che secondo te eventualmente quel poco di tecnica che si può imparare la si apprende solo e semplicemente giocando, senza che un maestro stia lì ad insegnarti il movimento giusto?
    Ti ringrazio per tuo intervento e spero che tu partecipi anche più spesso, sennò le tue orecchie avranno un insopportabile acufene.

  • 48.

    @pulsatilla
    Conosco bene la storia di Pistolesi e Castellani e le loro collaborazioni. Claudio mi raccontava che fin dai 14 anni Alberto è stato un punto fermo e che spessissimo passava settimana intere ad allenarsi da lui. Lo hai aiutato sempre, sia dal punto di vista tecnico che soprattutto mentale, facendogli conoscere il prof. Tamorri. Claudio mi ha detto spesso che la vittoria su Wilander a Montecarlo è arrivata anche grazie ad Alberto. Il loro rapporto è stato strettissimo e Claudio lo considera, sotto molti aspetti, un mentore. Soprattutto per la parte mentale, oggi punto di forza di Pistolesi..
    Quindi occhio a dare giudizi quando non si conoscono i dettagli di un rapporto professionale così stretto ed importante.. e che tanto ha fruttato in termini di risultati

  • 49.

    ascolta Pulsatilla io non so nemmeno se tu sia una donna o un uomo se vuoi paralre di tecnica possiamo farlo quando vuoi …i miei allievi non possono averti detto quello che dici peche per anni sono stato un patito di quella che veniva chiamata “LA TECNICA PURA ” quindi smentisco quello9 che dici . SE invece tu volessi dire che io ho un concetto diverso e se mi permetti molto piu scientifico ,di tecnica ,da quello tradizionale allora mi trovi d’accordo . per anni ho insegnato impognature e tenar e ipotenar …poi mi sono rso conto che i diritti dei professionisti si giocano in cento maniere diverse e i piu risultano efficaci .. quindi anche .anche un incompetente avrebbe cambiato idea ……. siccome pero di incompetenti ce ne sono tanti forse qualcuno pensa ancora che il tennis sia quello e che i segreti siano tutti li…..io penso medestamente di no e quando vedo ore di disquisizione su questo …ti confessero che la minimo mi annoio e al massimo mi indispettisco …ora mi dispiace devo riassumerti su cosa e’ basato il mio concetto di TECNICA moderna ……e’ molto scientifico ma cerchero di semplificarlo perche ,ripeto da come parli ,non so se riusciresti a capire…….ci provero’ anche se la tua condizione di anonimo/a mi da un po fastidio e mi suggerirebbe di non risponderti.Questo argomento l’ho relazionato a un paio di convegni internazionali di cui uno alla propatria di milano l’anno in cui si parlo’ di concetto di tecnica moderna .

    un conto e’ un bel gesto ( chiamato impropriamente a mio giudizio tecnica pura) un conto e’ un gesto efficace e prassico . La prassia e’ il massimo del movimento cosi detto utile e non disperdente energia ……. per se3mplificare e’ il m ovimento che da il massimo effetto in relazione all’energia che impieghiamo attraverso i muscoli (quindi massimo effetto con minimo sforzo e’ un concetto biomeccanico e ingegneristico) l’efficacia di un gesto e’ legata all abilita che deve acquisire il giocatore di ottimizzare il suo movimento ..non sideve disperdere energia e questa energia deve essere canalizzata in una direzione quella che assumera’ la palla…… la teoria dei vettori e delle spinte ci insegna che se sviluppiamo una quantita di energia in una direzione che non e’ quella della palla , sulla stessa palla e sulla sua traiettoria va una percentuale di quella energia impiegata ….. e quindi una parte si disperde ……avrei fatto un movimento non prassico al cento per cento…per chi sa di fisica questo e’ un concetto talmente semplice che rischia di divenire banale . allora se si parte da questo si capisce l’importanza delle capacita coordinative e la necessita di svilupparle ed allenarle diventano molto piu importanti del …metti un piede piu avanti o gira un pochino la impugnatura……
    quindi prima esigenza sviluppo delle COORDINATIVE ..tutte .tutte e qui mi fermo… tu pulsatilla le conosci tutte e sai come si allenano ??? ci sono 2 miei DVD che lo spiegano pronto a fornirteli gratis ….ma devi uscire ovviamente dall ‘anonimato.

    SEcondo, ma non meno importante ……tutto cio che facciamo nel tennis e cio che ti dice in continuazione il giocatore di alto livello non e’ mai (per esempio parlando di diritto) …non ricordo come si fa il diritto o cose simili …il 90 percento dei giocatori ti dicono oggi non senti il diritto …oppure in quest’ultimo perriodo non sento il servizio….. quindi vuol dire che piu di fare un bel gesto ,che comunque e’ importante, bisogna arrivare a fare un gesto SENTITO ……(continua)
    second

  • 50.

    Sentire quello che si fa e sentirlo in “disponibilita variabile” (altro concetto che spero tu conosca) e’ molto difficile e’ questo che fa la differenza maggiore negli atleti di alto o altissimo livello (a mio parere) ……questi ultimi sentono di piu degli altri i gesti tecnici che compiono! allora molto poiu importante del…. metti un piedino piu avanti o cambia un millimetro l’impugnatura…. diventa allenare il giocatore a SENTIRE cio Che fa ……. e come si allena questo???… qui si aprono le finestre degli ANALIZZATORI (cinestesico …stato-dinamico etc..) dei fusi neuromuscolari etc…. della capcita di allenare la parte invisibile del movimento …..che e’ quella che non si vede ma e’ la piu’ importante perche e’ quella della fase della PERCEZIONE e dell’ELABORAZIONE del movimento(che ripeto non si vede ma che in ogni movimento e’ presente) …..allenare questa parte e’ difficile ,qualche volta molto difficile perche non puoi solo fidarti di te come allenatore ma hai bisogno in continuazione del feedback (esterocettivo) del giocatore …lui dve dirti quello che sente …… allenare l ‘ultima parte del movimeto quella della EFFETTUAZIONE e’ piuttosto semplice tutti lo sanno fare … anche il mio povero papa che non sapeva nulla di movimento!!!
    da qui nasce il concetto di TECNICA DEL SENTIRE e della PROPRIOCETTIVITA’ e delle sensazioni cinestesiche …… tutto questo si allena e si possono educare i bambini fin da piccoli a sentire e a sentirsi anzi e’ cio che accomuna nell’allenamento -addestramento un bimbo con federer …..i due devono cercare di sentire piu possibile cio che fanno! ovviamente in relazione ai mezzi di cui dispongono…… sviluppare nel bambino ma anche nell’atleta evoluto “LA CAPACITA DI SENTIRE!!” e’ la base del mio insegnamento sia primario primario che di alto livello con tutto cio che questo comporta …. il metodo primario che uso e’ basato piu su questo che su una tecnica rigida ……. e’ basato piu sul problem Solving che sull’imitazione delcampione (ma c’e’ anche quella!!…. come sai bene un grande italiano in odore di premio Nobel ha scoperto I NEURONI SPECCHIO …spero anche qui che tu sappia di cio che stiamo parlando ) come si allena la cacita di sentire che e’ piu importante per me del modello biomeccanico e della tecnica pura,e’ raccolto in un libro e in un DVD che ti forniro gratuitamente qualora ,come prima ,tu esca dall anonimato.

  • 51.

    Maestro Castellani buongiorno, io anche se non sono Pulsatilla sarei molto interessato al suo libro e al suo DVD.. Anche pagando si intende..

    Cordialmente..

    Massimiliano D’Auria

    P.S. Si conosce già la data del suo prossimo corso?

    Eventualmente la mia mail è:

    dreamtennis chiocciola alice punto it

  • 52.

    @max
    Raccontaci un po’ però.. come stanno andando le cose?

  • 53.

    Una domandina facile per Castellani
    I dei due gemellini che alleno uno è ambidestro e perquesto ho scelto di far giocare il dritto con la sinistra e il rovescio a due mani ( anche se gioca meglio con la destra ) . no ho mai parlato di impugnature ma solo di velocità della palla e direzione in massima scioltezza tu pensi che sia un modo corretto per far crescere un buon giocatore di tennis , che dopo alcuni anni di adattamento abbia dei vantaggi sugli avversari ?

  • 54.

    ps i due gemelli praticano il tennis da due anni e come attività secondaria le arti marziali per lo sviluppo della disciplina e delle capacità coordinative

  • 55.

    x Signor Pulsatilla

    non ho l’onore di conoscerla, partecipo da poco a questo blog, non mi ritengo un esperto di tennis ma solo un appassionato che cerca di imparare da tutti, ma se Lei è un TECNICO PROFONDAMENTE DOCUMENTATO in tal caso forse dovrebbe svelarci almeno il Suo mestiere.

    Io sono laureato in economia aziendale.

    Un saluto a Max D’Auria.

    Qualche volta partecipa a questo blog, altrimenti si rischia la noia.

  • 56.

    Alessandro..

    Noi ci siamo conosciuti e mi sei anche simpatico, devo dirti però(e te l’avevo già detto) che non condivido la tua linea editoriale (e non sto dicendo che sia sbagliata o che io farei diverso, dico solamente che non la condivido perchè le due anime non possono convivere sotto lo stesso tetto.. intendo maestri e genitori… si invece ai grandi coach che hanno dimostrato con i fatti di meritarsi la loro credibilità..)..

    Ma soprattutto trovo inaccettabile che tu abbia permesso impunemente a dei miserabili cialtroni che mai hanno portato qui qualcosa di costruttivo a favore della comunità prima e men che meno l’hanno fatto dopo(tant’è che ora a scrivere sono rimasti quattro gatti e non sono quasi mai loro,) di insultare chi invece al contrario è da anni che porta acqua al mulino, in particolare al tuo..

    Tra l’altro oltre che un’enorme mancanza di rispetto nei miei confronti trovo che tu abbia sbagliato anche nei confronti di altri di cui invece precedentemente avevi svelato pubblicamente l’identita dopo che avevano scritto con altri nick (vedi Archipedro) cosa che poi non hai fatto invece con il nick di Busto Arsizio…. Due pesi e due misure…

    E tutto con la scusa di non voler censurare nessuno (e infatti non dovevi censurare dovevi solo far scrivere liberamente con nome e cognome così uno poi dei suoi scritti se ne assumeva la responsabilità), altrimenti sarebbero diminuiti i posts..

    Intendiamoci questa è casa tua e puoi benissimo fare come ti pare però mi sembra che i post siano diminuiti lo stesso..

    Perchè fortunatamente quello che conta è cosa si ha da dire e chi lo dice….

    Ovviamente la mia stima nei tuoi confronti rimane intatta d anzi quando capiterò a Roma lieto di incontrarti..

    In bocca al lupo per tutto..

  • 57.

    Ciao Giorgio (spero il mese prossimo di venire a trovarvi) e saluti a tutti gli altri.. :)

  • 58.

    Nessuno pensa piu’ ad un gesto tecnico come ad un gesto solo muscolare (tu purtroppo sei ferma/o a questo concetto . il gesto tecnico e’ PSICO-NEURO-MUSCOLARE e per me non c’e’ dubbio che quando chiunque di noi fa un diritto o un rovescio il suo buon esito e’ legato all’emozione che accompagna quel gesto ……quindi l’emozione e’ la base del comportamento anzi influenza e spesso detrmina il comportamento E>>>C sempre!! fare un diritto o un rovescio e’ un comportamento …per questo per me e’ anche importante l’aspetto emozionale del gesto con tutto quello che questo comporta …l’atleta non e’ un ammasso di muscoli e’ soprattutto TESTA ed emozioni .. dunque se si vuol migliorare la tecnica moderna di base si deve anche allenare la testa cioe allenare le capacita mentali che se ben allenate devono divenire ABILITA MENTALI ora non posso dilungarmi piu di tanto a parlare della teoria delle EMOZIONI e di come si allenano le Abilita’ mentali …ci sono consulenze ,pubblicazioni e libri miei su questo ….ho passato mezza vita a studiare questo problema !!ti invito a interessarti di questo almeno per qualche ora altrimenti difficile ci p0ossa essere dialogo …..ci sarebbe solo una lEzione del titpo di quelle che tengo all’universita e non voglio certo io darti lezioni anzi …mi piacerebbe sentire la tua opinione per cambiare la mia.

    Per concludere posso dire che il piu’ bel diritto che ho visto in vita mia e’ stato quello di BERASATEGHI che come tutti sanno colpiva in western talmente esasperata da colpire la palla con la stessa faccia del rovescio(accidenti avevo giurato di non paralre piu di impugnature!!)..e in maniera assolutamente” poco biomeccanica ” (tanto per usare un eufemismo)..questo anche mi ha insegnato a rifletter sui vecchi concetti di tecnica pura dove nella chiusura come in una foto di bella GRAFIA-grafica (scusa il bisticcio di parole )….. la racchetta doveva fermarsi tassativamente DAVANTI ALL’OCCHIO SINISTRO (per un destro ovviamnete!!) ahahahah!!!!…..se vuoi andare a roma ci arrivi anche in carrozza!!!

    nessuno conosce TARPANI E GRASSELLI? E’ vero ma lho citati per dirti che ho fatto tantissimi anni nelle scuole SAT allenando migliaia di ragazzi …MIGLIAIA!!!piccolissimi preadolescenti adolescenti e preagonisti e agonisti di tutte le eta ….lo dico con fierezza ed emozione ho preso bambini picolissimi come i due (o tre) citati che sono arrivati in DRAPPELLO a tutti gradi della seconda e prima categoria ho lavorato con gente come voinea santoro (campione italiano giovanile 2 volte) arazi e tanti altri che ho avuto da adolescenti e che forse conoscerai meglio di Andrea E Roberto che peraltro tutti conoscono in umbria perche ancora a 35 anni.dopo essere stati ai vertici della seconda, sono ancora i piu forti ed hanno anche avuto punti ATP. se vuoi ti fornisco la lista di tutti igiocatori che grazie soprattutto a loro stessi e solo minimamente grazie a me, sono arrivati tra i primi cento …..sono piuttosto numerosi ….grazie soprattutto alla fortuna e alla mia buona stella che da ormai piu di 60 anni e’ attiva .
    Ora pero’ basta. ho impiegato piu di un ora e mezzo a risponderti e ho scritto di getto d’istinto senza correggere , con tutti gli errori di battitura che puoi riscontrare ,non replichero piu a Pulsatilla a meno che non si organizzi una tavola rotonda dove ognuno, a viso scoperto, dica cio che pensa . faccio i complimenti all amico NIZEGOROdcew per il bel sito che ha creato.

  • 59.

    @max
    Libero di pensarla come vuoi, ma qui bisogna mettere i puntini sulle “i”.
    Archipedro ha svelato il suo nome scrivendo degli articoli. Io gli chiesi se voleva inserire anche il vero nome e lui disse di si. Inoltre credo che a comportarsi male sia stato lui ma non voglio riprendere questo argomento.
    Per quanto riguarda la registrazione, sapete che mi sono sempre dichiarato contrario perché conosco questo mondo e so che i commenti sarebbero stati dimezzati se non peggio..
    Quello di Busto Arsizio io non so chi sia, come potevo, anche volendo, rivelare la sua identità?
    Liberissimo di non condividere la linea editoriale. Ci si vede quando ricapiti a Roma.
    I commenti sono diminuiti ma è fisiologico.. è una questione ciclica. Per fortuna le visite sono sempre molto buone e non sono diminuite (anzi) e questo ovviamente è ciò che conta.. (certo non dispiacerebbe qualche commento in più)

  • 60.

    Grazie Alberto, detto da te fa molto piacere.. buon lavoro!

  • 61.

    Ale..

    Bastava dire con quali altri nick scriveva.. :)

  • 62.

    scordavo la mia email .castellania@libero.it e una cosa che avevo dimenticato a pulsantilla ….e’ laprima volta che mi capita che cio che dico o scrivo puo’o potrebbe essere accostato ad un RONZIO ACUFENICO ho avuto casomai critiche esattamente contrarie ….. comunque mi serve per usare una parola che non avevo mai usato in vita mia ti ringrazio!!!

    quello che dice PIstolesi e’ lui che deve spiegarlo….io posso ringraziarlo per cio’ che mi riconosce ben al di la’ dei miei meriti…. personalmente non ho mai detto in nessun contesto …MAI!!!! che ho allenato pistolesi ho invece allenato
    ARAZI VOINEA BASTL ROSSET TIPSAREVIC KARLOVIC MARRACH ALAMI SABAU e mental trainer di rainer SCHUETTLER quando e’ salito top5 e ora EL AMRANI e CHEN TI che spero arrivino anche loro tra i primi….. non cito i tanti rgazzi che hanno vinto titoli italiani e quei giocatori tra i primi cento o duecento che non abbia allenato per almeno un anno e mezzo …sai ho bisogno ogni tanto di rafforzare anch’io la mia identita ‘!! a presto

  • 63.

    @ Redazione

    Dall’ombra del suo antro e dalla sicurezza del suo anonimato, Pulsatilla farà scappare anche Castellani !
    Ha sempre detto che rimanendo anonimo così avrebbe difeso suo figlio… mi sa che così gli sta già bruciando il terreno intorno…

    @ Alberto
    come sai benissimo, il mondo è bello perchè…. ci sono(anche)i Pulsatilla !!

  • 64.

    conosco il ”compagno Alberto” da qualche anno,uomo di cultuta davvero invidiabile al quale volevo chiedere una cosa: fino a quanti anni è allenabile la ….testa di un giocatore? si fa bene o si male a rimarcare allo stesso gli episodi negativi dei tornei precedenti o è meglio assecondarlo rendendogli cosi la vita diciamo più…facile? e ancora esista la paura di essere considerati forti dai più (addetti ai lavori) e quindi sovraccaricarsi di aspettative e pressioni?
    grazie
    fulvio f.

  • 65.

    …opssss uomo di cultura…volevo scrivere

  • 66.

    a francesco dei due gemellini dico che nulla e’ vietato puoi fare cio che vuoi e soprattutto adattati al carattere e alla personalita dei due gemellini…….puoi o parlare poco di tecnica e lasciarLI prima risolvere da soli il problema di tirare dentro e bene (problem solving) oppure usare un metodo un po piu tecnico con gia consigli sulle impugnature e altro …… l’importante che tu EDUCHI al movimento e non imponi e non metti dentro …educare vuol dire, dal latino e-duco , tirar fuori quindi tira fuori piu possibile e metti dentro lo stretto necessario …… invece cio che io farei molto spesso e’ di chiedere loro dopo un colpo ogni tanto “”" che hai sentito nel colpire ””” ERI TESO? ERI SCIOLTO?? CHE FACEVANO LE TUE GAMNBINE?? INSEGNARE LORO IMMEDIATAMENTE IL CONCETTO DI TESO E DECONTRATTO IO USO L ESEMPIO DEL BACALA E DEL PINGUINO PER FAR VIVERE LORO IL VISSUTO DELLA TENSIONE E CONTRAZIONE E INVECE QUELLO DELLA SCIMMIA PER IL VISSUTO DELLA DECONTYRAZIONE , certo dietro, essendo piccoli, ci deve essere un’ educazione diversa dalla normale …quella che metta in contaTTO I PICOLINI CON LE PROPRIE SENSAZIONI E QUESTO COME PUOI CAPIRE E’ DIFFICILISSIMO PERCHE TUTTE LE FORME EDUCATIVE (SCUOLA FAMIGLIA ETC..) SONO INDUTTIVE METTONO DENTRO E NON TIRANO FUORI ….SE COMINCI A FARLO TI ACCORGERAI DEI RISULTATI SORPRENDENTI CHE TI DARA QUESTO METODO

    LA COSA PIU IMPORTANTE A ETA’ MOLTO GIOVANE E’ LA QUANTITA E MOLTO MOLTO MENO LA QUALITA …….FALLI GIOCARE PIU POSSIBILE E UN GRANDE NUMERO DI PALLE FINO A CHE OVVIAMENTE SI DIVERTONO E PRENDANO IL TUTTO COME UN GIOCO …… FALLI SENTIRE RISPETTATI E AMATI QUESTA E’ LA MISCELA CHE LI PORTA PRESTO A GIOCARE BENE …..DESTRA O SINISTRA E’ POCO IMPORTANTE TU VEDRAI COME E’ MEGLIO FARE E SOPRATTUTTO SCIEGLI CON IL LORO AIUTO E CON LE LORO SENSAZIONI. SCRIVIMI C’E’ LA MIA EMAIL SOPRA
    I MIEI DVD SI TROVANO IN QUALCHE LIBRERIA OPPURE PUOI SCRIVERMI E TI AIUTO A TROVARLI A PRESTO ALBERTO…HO SCRITTO IN FRETTA

  • 67.

    Paolo Benelli,
    tutti sanno della tua gran passione per il tennis e che sei un valido professionista.
    Io ho anche molto interesse per le tecniche posturali (che sono tante come tu saprai) e per la panca fit.
    Ma se continuerai a dire che con la panca fit si può prevenire l’artrosi dell’anca io ti bacchetterò come si fa con un bambino, esattamente come è già successo.

  • 68.

    Non più andrai, farfallone amoroso,

    Notte e giorno d’intorno girando,

    Delle belle turbando il riposo,

    Narcisetto, Adoncino d’amor.


    assecondando la sensibilità per le cose belle, al di là del tennis ,si può comporre un rovescio assieme al tuo allievo…
    grazie coach.
    a presto.
    E scusa l’anonimo messaggio!

  • 69.

    Alberto Castellani,
    ho già i tuoi DVD e anche il tuo libro più rappresentativo dunque posso restare nell’anonimato, ma ti ringrazio lo stesso.
    Il secondo ringraziamento, stavolta più sentito, è per aver scritto quello che hai scritto, che secondo me è più significativo di cento libri, DVD o interviste manieristiche. In questo blog è emersa prepotente la tua personalità e il tuo genio, caratteristiche che hanno fatto di te un capo carismatico dell’insegnamento del tennis a livello mondiale.

    Il gesto atletico non è semplicemente una sequenza biomeccanica, come una sinfonia non può essere una semplice successione di note. E’ qualcosa di più ed è esattamente la “parte invisibile” (come l’hai brillantemente definita) ad essere la più misteriosa e indecifrabile.
    A tal proposito qualche anno fa (eh come passa il tempo…) mi capitò fra le mani un libricino di poche pagine “lo zen e il tiro con l’arco” di Herrigel, che di sicuro avrai già letto.
    Per raggiungere il flow a cosa bisogna rinunciare oltre alla tecnica, anche alle emozioni e al desiderio di vincere?

  • 70.

    Pulsatilla,
    se sei interessato allo studio teorico degli stati di flow o zona nello sport, leggiti direttamente “flow” di Mihaly Csikszentmihalyi e gli studi succcessivi di Suzan Jackson. Vi troverai le risposte a tutte le tue domande.

  • 71.

    … in sintesi estrema (con tutti i limiti delle sintesi estreme) il vero giocatore è quello che gioca anche con il CUORE.

  • 72.

    per tutti
    per castellani

    castellani è uomo di cultura e la cultura serve sempre.

    ma a volte l’eccesso di cultura produce distacco dalla realtà, in molti campi.

    castellani è uno dei molti (non in senso negativo) con le sue esperienze e le sue teorie.

    molto più vicino alla realtà dei professionisti come coach che all’insegnamento di base.
    ma quando dice “meglio la quantità (da piccoli) che la qualità” esprime un concetto che alla scuola maestri angelo bartoni ripeteva ad ogni piè sospinto 35 anni fà….!

    dico 35.

    non che sia sbagliato, è solo una teoria che tra l’altro lascia molti ma molti dubbi.

    tra l’altro nell’ultimo post del 9 ottobre sembra sentire CROZZA quando caricatura VELTRONI….anche…oppure…ma anche….

    insomma da un tecnico ci si aspetta una teoria dell’insegnamento un poco più delineata…..
    a meno che le teorie non siano fatte proprio per essere smentite….
    e anche questa è una teoria.
    infine, capisco la fretta, ma la punteggiatura, gli accenti, insomma la lingua italiana merita rispetto….

    comunque capisco che il blog non aiuti una discussione completa, spero che castellani partecipi a qualche convegno con altri esperti (anche fit) e si possa partecipare.

    prof

  • 73.

    ma Pipolo non scrive?

  • 74.

    Ho letto, come al solito ci ho capito poco, siete tutti scienziati del tennis :) intanto un top 10 ci manca dai tempi di Panatta e Barazzutti!!!!!
    l’unica cosa che terra terra leggendovi ho assimilato, da piccoli, giocare tanto e giocare con il cuore, con la passione, senza lo stress dei genitori o dell’imposizione forzata del gesto tecnico, è quello che sto facendo, questa settimana tra muri, pittini, lezioni di gruppo (3) con maestro, lezione individuale con maestra, due tiri con papà siamo arrivati a 17 ore!!!
    Buona settimana!!

  • 75.

    Riprendo il post 72 non per spirito polemico, ma per continuare una discussione che potrebbe essere utile a tutti.
    La linea di Castellani è chiara, fin da bambini il problem solving è un procedimento assolutamente personale, al maestro non serve insegnare impugnatura, appoggi etc…, ma stimolare a risolvere da soli il problema del gesto atletico affinchè acquisisca col tempo la funzionalità maggiore col minimo dispendio energetico. E questo fin da piccoli.
    E’ giusto?
    E’ sbagliato?
    Non so dare una risposta. Una cosa è certa, è un pensiero in netta controtendenza rispetto alle scuole che attualmente sfornano la maggior parte di top 100, ad es. la Spagna. Non per questo voglio dire che gli altri hanno ragione e noi torto. Sarebbe interessante sentire l’opinione al riguardo di Max e di Ivano.
    Io ho la sensazione (ma è solo una sensazione) che si viaggia in mare aperto, che non esistono regole universali valide per tutti.

  • 76.

    @pulsatilla
    “….fin da bambini il problem solving è un procedimento assolutamente personale, al maestro non serve insegnare impugnatura, appoggi etc…, ma stimolare a risolvere da soli il problema del gesto atletico affinchè acquisisca col tempo la funzionalità maggiore col minimo dispendio energetico….”
    non entro nello specifico perchè non possiedo le conoscenze per un intervento mirato, però mi salta all’occhio il fatto che un bambino sia alto 1 metro e la racchetta 70 cm, mentre a crescita avvenuta dovrebbe essere alto 1,85…magari il gesto tecnico funzionale a 9 anni è diverso dai 14 in poi…

  • 77.

    Mi è sempre piaciuta il motto “ volendo, tutte le strade portano a Roma”…. Una massima che sembra lasciare aperti i sogni di ognuno..

    La maggior parte dei ragazzini che giocano a tennis a Roma deve andarci a piedi…a passi lenti e poco distesi….Quei pochi che corricchiano discretamente si notano subito… di quelli che conosco io, tutti derivano da un percorso “differenziato”…

    Senza entrare nel merito della biomeccanica… mi limito a segnalare che in questo sport è ormai fondamentale e prioritario muoversi per tempo…d’accordo la quantità, ma solo se abbinata alla qualità.

    Non credo, almeno negli ultimi 15 anni, che ci sia stato un giocatore professionista (top 100) cresciuto senza che, alle sue spalle, ci fosse qualcuno (famiglia in primis) che non avesse usato, fin dall’inizio, una forte, direi fortissima personalizzazione e focalizzazione .

  • 78.

    Cataflic
    tu vuoi dire che il gesto atletico muta con il mutare dell’altezza e della muscolazione. Ok. E’ un’opinione.
    Ma ti chiedo: impugnature, spostamenti e appoggi non devono essere sempre gli stessi?

  • 79.

    Ivano e Max, forza…
    non fatevi pregare!
    vogliamo sentire il vostro pensiero.

  • 80.

    Senza competenze specifiche mi permetto di dire qualcosa anche io e di associarmi alla richeista di prof.: un minimo di rispetto per la lingua italiana da uno che insegna all’università, – a proposito, quale? magari mi guardo il programma – si può pretendere?
    Detto questo se sono riuscito ad orientarmi in mezzo a tutti quei punti mi pare che la teoria sia quella esplicita su da pulsatilla: si va dal bimbo e gli si “insegna” ad “ascoltarsi”. Devo dire che fa molto new age, ma Castellani porta a sostegno non meglio identificati (da me, che sono incompetente) testi. Posso sapere meglio quali sono? Perché mi è venuta la curiosità sull’approccio scientifico e siccome un minimo di metodologia della ricerca la conosco mi piacerebbe verificare come sono stati condotti questi studi. Castellani mi sembra molto sicuro (ma magari mi sbaglio, insisto: non dovrebbe sottovalutare il “modo” di scrivere se davveero vuole comunicare qualcosa) nel dire delle cose che sono almeno “controintuitive”. Parla di un dvd (suvvia…) e di un libro di cui su internet non trovo traccia. Si potrebbe avere almeno il titolo?

  • 81.

    Il libro si chiama: tennis training.

  • 82.

    @pulsatilla
    mah…forse per gli appoggi e gli spostamenti, che si adeguano al “passo” , ma l’impugnatura considerando l’altezza media della palla rispetto alla spalla mi pare che dovrebbe venire naturalmente diversa e comunque non mi metterò certo a contestare chicchessia, è solo una considerazione a pelle !

  • 83.

    Io penso che i top 100 o 200 la parte tecnica la conoscono gia’(altrimenti non sarebbero a quel livello) e quindi sia molto piu’ importante la parte mentale.
    Pero’ ad un bambino che vuole imparare a giocare a tennis sia molto importante insegnare le impugnature i movimenti e gli appoggi.

  • 84.

    @Muziek

    Che tristezza leggere questi post… Max fai bene a non scrivere piu’, non perdere tempo prezioso e grazie per tutto quello che hai scritto…

  • 85.

    Qualche volta leggendo alcuni commenti rimango veramente basito!!!!
    Disquisizioni di tecnica, tattica, atletica e mentale come se fossero dei compartimenti stagni, fini a se stessi. Oh mamma mia ancora quanto lavoro c’è da fare!!!!!!! Cervello e corpo sono indivisibili ed hanno un funzionamento integrato ed uno sviluppo parallelo (anche se a volte può essere leggermente asincrono). Come pretendete di separare le due cose? Avete mai sentito parlare di approccio “olistico” all’insegnamento? Se non c’è un solo cervello al mondo uguale ad un altro che senso ha standardizzare i metodi di insegnamento? Pensate che il modo di reagire agli stimoli di insegnamento sia uguale per tutti? E’ il metodo che fa il giocatore o è il giocatore a determinare il metodo?

  • 86.

    Scusa Lib, qual è il problema? Se qualcuno scrive “cervello e corpo sono indivisibili ed hanno un funzionamento integrato e uno sviluppo parallelo” posso chiedere dove poter approfondire un concetto che (a prima vista e con le mie competenze ridotte) non mi convince? Da quel (ripeto: poco) che so la questione è quanto meno controversa. Guarda che la ricerca procede così, non per “principi d’autorità” (è vero perché lo ha detto X). Se ti riferisci alle implicite critiche di stile non so bene cosa farci, secondo me così non si scrive, ho fatto molto fatica ad orientarmi e a qualcuno che mi dicono colto e con corsi all’università non mi sembra aver fatto una richiesta offensiva. Fra l’altro se qualcuno di voi mi dicesse qual è il posto (anche il programma del corso universitario sarebbe sufficiente, poi magari me la cavo da solo) dove trovare queste cose eviterei volentieri di dar fastidio a chicchessia. Quindi Lib, mi spieghi cos’è che ti ha messo tristezza?

  • 87.

    Muziek,io continuo a ribadire che secondo me siete la stessa persona ,o comunque avete lo stesso modo di porvi per chi crede in voi,se uno ha bisogno di informazioni non scrive in quel modo facendo scappare qualsiasi interlocutore ma questo tu o voi lo sai o lo sapete bene.

  • 88.

    Nicoxia
    La stessa persona? Sarebbe? Frequento questo blog da un paio di mesi, ho letto alcune delle vostre cose prima di rispondere a te ho cercato quale mai potrebbe essere questa persona a cui mi accomuni (cosa che ferisce il mio ego, pensavo si capisse che sono unico…) ma non saprei di chi parli. Detto questo continuo a non capire cosa “saprei bene”. E’ evidente che io conosco meno di quanto credessi il mondo del tennis in cambio mi permetto di dirvi che molti di voi (non tutti ovvio) dovrebbero imparare a interagire non dico con chi critica ma anche con chi pone delle semplici domande. In consessi – sia detto con tutto il rispetto possibile – più “colti” (sto parlando di aule universitarie e seminari scientifici non “convegni” tanto per dirne una. Le virgolette le metto perché a volte sono meno colte di un blog) le mie domande sono acqua di rose. Qui non capisco cosa diavolo ci sia di offensivo, se qualcuno me lo spiega evitando misteriosi riferimenti del tipo “tu lo sai bene” e considerando che io non sono un “iniziato” al vostro modo di comunicare mi fate una cortesia. Se non me la fate pazienza, tirerò avanti lo stesso. Ma almeno una risposta alle domande potrò averla?

  • 89.

    Muziek,tu non hai capito bene,tu non hai diritto a nessuna risposta quì non sei, appunto, in un università, ci si risponde per cortesia se appunto la domanda è fatta con cortesia e rispetto.
    IO non so scrivere ,conosco le vie di Milano ma se tu me ne chiedi una come hai fatto con Castellani ti ci mando nella via.

  • 90.

    E’ vero, non ho capito bene. E sto perdendo tempo.

  • 91.

    E come d’incanto Muziek e il proff scompaiono chissa quale sarà il prossimo nick.

  • 92.

    No, fino ad ora come di incanto le risposte non ci sono. Per il futuro vedremo. E a questo punto permettimi un consiglio: fai il tuo mestiere e fornisci indicazioni per le vie non fare deduzioni troppo complicate per te. Questo è brusco, non le domande a Castellani.

  • 93.

    come si fa a comprare i DVD di Castellani ed il libro “tennis ok” sulla preparazione fisica? se c’e’ un sito dove è possibile ordinarli o altro sarebbe cosa gradita indicarmelo.Grazie

  • 94.

    Muziek quanto sei disposto a pagarle le risposte,perchè a uno come te gratis non si dovrebbe dare neanche l’aria.

  • 95.

    Tex
    Ho letto il libro di D’Aprile e Castellani “Tennis Ok” tanti anno fa. Ricordo di averlo dovuto fotocopiare perchè l’originale era introvabile. Spero che l’abbiano ristampato e/o sia più commercializzato.

  • 96.

    @nicoxia
    possibile che ormai ogni 3d finisca con te che affermi che pinco è pallino e viceversa?
    premesso che potrei anche essere l’unico stolto che scrive da esterno su un blog compilato tutto dalla stessa persona sotto vari nick(ma sarebbe roba da neuro) non capisco bene perchè girare a vuoto su questi argomenti.

  • 97.

    Federico, “Tennis Ok” è solo di D’Aprile, non di Castellani, il libro scritto da loro due insieme a Tamorri è “Tennis Training” che contiene anche tutte le nozioni di “Tennis Ok”. Un libro chè è una vera miniera di informazioni e cultura fisico-mentale-tattico e tecnico applicata al tennis.
    Sulla tecnica pura i migliori libri che ho letto sono di Van
    der meer e Sartori (Iniziamo con la tecnica).

  • 98.

    Posso dire anch’io la stessa cosa di cataflic? Certe volte in questo blog si cominciano discussioni interessanti, in cui si entra in merito a qualcosa, al di là di chi lo dice e al di là del fatto che si firmi o no, e subito dopo nasce un cortocircuito di accuse e controaccuse che non fanno altro che interrrompere la discussione.

    In questo caso non mi pare che muziek abbia detto neinte di offensivo. Ha posto delle questioni. Si può rispondere entrando nel merito o non rispondere. Ma rispondere facendo dietrologie e lanciando strali fini a se stessi e secondo me poco interessanti non fa altro che spsotare l’interesse.
    Io potessi dire qualcosa di costruttivo riguardo l’argomento lo direi ma non ho le conoscenze per farlo.

  • 99.

    Grazie Maurizio post97. A questo punto approfitto con due domande.
    Nel libro “tennis training” si trova tutto quello che c’e’ in “tennis OK”? E inoltre potresti dirmi quali sono questi due libri sulla tecnica? (Sartori e Van der Meer)? Grazie e …sono d’accordo…iniziamo con la tecnica!

  • 100.

    Tex, si su Tennis training c’è tutto, “Iniziamo con la tecnica” è il titolo del libro di Sartori. Il libri di Van Der Meer è molto vecchio ma molto interessante, l’ho prestato e non è ritornato alla base, non mi ricordo il titolo, forse Andrew ci può aiutare.

  • 101.

    Ciao Maurizio,
    ho letto il libro tanto tempo fa e sicuramente avrai ragione nel dire che l’ha scritto il solo D’Aprile. Ricordo che era una dei pochissimi libri allora disponibili in italiano in cui si poteva leggere di preparazione atletica apllicata al tennis ed era anche molto ben fatto.

  • 102.

    @Maurizio
    è il Munchkin tennis Prezzo: €25,00 (incluso 20 % I.V.A.), quello che hai prestato a me? io ricordo di avertelo ridato indietro, adesso mi stai facendo venire i dubbi!! è quello?

  • 103.

    Fatto telefonata, non è quello, io ridato!

  • 104.

    Muziek,
    non stai perdendo tempo. Uno come te è molto utile al blog.
    Il tuo modo di procedere è quello scientifico, razionale, tu chiedi riscontri oggettivi e che siano statisticamente significativi. E’ così, giusto?
    Però, pur essendo personalmente pieno di riserve sul metodo Castellani (si può stimare una persona anche se non si è d’accordo sul metodo?), io mi permetto di farti una domanda.
    Si può, in mezzo all’estrema variabilità del fisico, della mente e della destrezza, usare una metodo rigorosamente scientifico per lo studio di una teoria e pratica di insegnamento del tennis?

  • 105.

    Agatone e cataflic Castellani cosi come molti altri compreso Max hanno smesso di scrivere, perchè come voi in anonimato si pongono e offendono probabilmente senza accorgersene per un loro modo d’essere ma la discussione si interrompe perchè quelli come voi non hanno le palle per parlare a viso aperto e si nascondono dietro un nick.

  • 106.

    E’ indubbio che le colonne portanti del blog erano Stefano Grazia e Max, ricordo le loro prime discussioni con nostalgia. Il primo ha dichiarato che scriverà meno perchè il figlio ha smesso di giocare. Max, dopo essere stato protagonista di uno scontro all’arma bianca con Ivano sul tema della PA si è autoeliso. Ora ha scritto di un certo fastidio per un troll che lo ha preso ripetutamente in giro, penso a STEF il friulano che vive in Lombardia.
    Gli scontri verbali più accesi, dove sono volate parole grosse, se ci fai caso, sono sempre state a causa di gente che si firmava con nome e cognome.
    Ad esempio non ricordo una sola parola offensiva detta da Muziek.
    Francamente inizio a pensare che stai remando contro questo blog.

  • 107.

    Ah dimenticavo, Nicoxia

    Castellani ha scritto in questo blog grazie alla mia provocazione e penso di non essere stato offensivo.
    Ora se lui deciderà di non scrivere più è una sua scelta e va rispettata anche quella.
    Se viceversa vorrà continuare a discutere con noi, per noi sarà uno stimolo ad aumentare la nostra conoscenza del tennis.
    Le ombre purtroppo permangono.

  • 108.

    Pulsatilla,
    se tu fossi un tipo come Castellani, che vive di tennis e fa del tennis il suo lavoro. Un tipo che conosce il tennis professionistico in Italia come pochi e che ha esperienza di prima mano con i giocatori nel tennis a livello ATP. Una persona che passa la maggior parte del suo tempo a lavorare in giro per il mondo all’interno circuito preofessionistico. Mettiamo che tu fossi una persona del genere, dimmi un po, che interesse avresti e cosa ti importerebbe di rispondere alle curiosità irriverenti di qualcuno che comunica su di un blog attraverso un nick name?

  • 109.

    Sono d’accordo, infatti c’era solo un modo per farlo intervenire attivamente, punzecchiarlo sul vivo del suo ego, che è straripante.

  • 110.

    Bogar il libro che ti ho prestato non era di VDM e comunque ti confermo che lo avevi restituito.

  • 111.

    x alcuni poveri di spirito nel senso cristiano del termine:

    forse alcuni non partecipano più a questo blog in quanto hanno deciso di metter in pratica un antico proverbio siciliano che così recita : “SE AD OGNI CANE CHE ABBAIA SI DOVESSE TIRARE UNA PIETRA NON BASTEREBBE UNA CAVA”.

  • 112.

    Pulsatilla tu offendi senza accorgertene perchè è un tuo modo d’essere,ma il problema e tuo.

  • 113.

    Nicoxia,
    se stai attraversando un brutto periodo, noi siamo qui anche per questo, per ascoltarti e per aiutarti.

  • 114.

    Pulsatilla hai ragione,infatti insieme a Molino le bimbe hanno perso nello spareggio del doppio il titolo Italiano del campionato under 12 femminile a squadre sono solo vicecampioni d’Italia e questo mi ha creato una depressione.

  • 115.

    Allora, liquido la questione polemica per poi passare a rispondere alla domanda di pulsatilla.
    Comprendo bene che ad Alessandro faccia piacere avere esponenti di rilievo del mondo del tennis che scrivono nel suo blog e che si dispiaccia se questi abbandonano. Io non sono il proprietario del blog e sono interessato ad averli a condizione di ricavarci qualcosa. Del resto, come potete capire, me ne frega il giusto: niente. Se quindi arriva Federer nel blog e mi dice “a due anni con le fiabe intrattengo le gemelline ed educo il rapporto corpo mente” non ci capisco una parola e gli chiedo di essere più preciso. Se Federer si scoccia e abbandona il blog tornerò a vederlo giocare. Se poi Federer nell’intervento tocca temi in maniera un po’ generica e poi sparisce penso che avrebbe fatto meglio a giocare a tennis piuttosto che farmi perdere tempo a interpretare quello che sta dicendo. Se mi metto a scrivere da qualche parte in genere lo faccio perché mi preme, ho qualche interesse a raccontare delle cose. Se invece sono il figo che gira per il mondo del professionismo ci vediamo un’altra volta. Sono questioni generali che non riguardano Castellani (al quale al massimo potrei imputare una non-risposta ma magari non ha letto e comunque se non ne ha voglia non ne ha voglia, ognuino si tenga la propria opinione) ma gli strani “difensori” (ricordo che non ho attaccato nessuno, quindi cosa diavolo state difendendo?) che ha trovato sul blog. Tristezza per tristezza le loro opinioni sono talmente balorde che solo il rispetto che nutro per le persone mi induce a commentarle. Per fortuna non sono permaloso quindi tranquilli, va bene cane e tutto il resto. Ah la questione nik. Io posso anche firmarmi Michele Morelli o Federico Campia, ma questo rimane un nik. Come quello di Giorgio il Mitico di nicoxia e di non so chi altri.
    E andiamo alla questione che mi preme di più quella di pulsatilla. E si, chiedo esattamente questo. Da dove diavolo arrivano le convinzioni espresse da Castellani? Ho detto in tutti i miei interventi che non sono un esperto del tema specifico ma sono in grado di riconoscere se un’argomentazione è scientificamente valida o meno. Cioè se mi trovo di fronte ad un’opinione (più o meno qualificata; in questo caso più) o se l’opinione è qualcosa di più. L’affermazione “l’importante che tu EDUCHI al movimento e non imponi e non metti dentro” da dove arriva? Ha un panel che gli ha mostrato che a parità di condizione le persone “educate” (nel senso che intende Castellani) hanno raggiunto risultati migliori? Con indici di correlazione statisticamente significativi? Queste persone come sono state selezionate? Si è considerata la possibilità di un bias? E questo è solo l’inizio, cose che qualsiasi studente di primo anno di una qualsiasi università (persino Scienze politiche) può verificare.
    Questo in qualche modo risponde alla seconda domanda di pulsatilla?
    (Si può, in mezzo all’estrema variabilità del fisico, della mente e della destrezza, usare una metodo rigorosamente scientifico per lo studio di una teoria e pratica di insegnamento del tennis?)
    La domanda non è chairissima provo a darne un’interpretazione ma chuedo a pulsatilla di correggermi se invece voleva dire qualcos’altro. Le “teorie” sono del tutto indipendenti per quanto ne so (non proprio pochissimo) da fisico, mente e destrezza. Ovviamente tutti possono apprendere qualsiasi teoria. Ma immagino che la cosa che ti interessa davvero è qualcosa del tipo all’individuo X, con altezza Y, capacità mentali Z, destrezza D ha si deve applicare una pratica di insegnamento differente da un individuo X1 (quindi con caratteristiche Y1, Z1, D1)? Ed esistono prove “scientifiche” che dimostrano come effettivamente la teoria XYZD si adatta pefettamente all’individuo XYZD?
    La prima questione è capire cosa intendiamo per “scientifica”. Il tema è infinito e controverso ne faccio una semplificazione da blog. tra le varie teorie quella che a me convince maggiormente riguarda la correlazioni tra variabili. Poco tempo fa qui si era sviluppata una discussione che riguardava la relazione tra la buona classifica juniores ed il piazzamento tra i primi 50 nell’atp. “Scientificamente” credo di poter dire che è plausibile da una prima occhiata stabilire che NON C’E’ correlazione. Cioè ti posso tranquillamente dire che se sei nei primi posti della classifica juniores non significa che lo sarai in quella atp. Ora, questa affermazione non significa ovviamente il contrario. Cioè che se sei nei primi posti della classifica juniores non sarai nei primi posti dell’ATP. Significa soltanto che non è quella la variabile che spiega il tuo successo nell’ATP. Se sei fortissimo dipende da tantissime cose ma SICURAMENTE non dipende dal fatto che eri nella classifica juniores (preciso che faccio queste considerazione abbastanza al volo, uno studio più approfondito potrebbe far variare l’”intensità” delle affermazioni, non credo possa far cambiare il segno, ma non si sa mai). Ora, questo è praticamente il massimo che “scientificamente” si può affermare. Le correlazioni procedono in un modo curioso. Cioè non mostrano il legame tra due variabili (cioè non ti dicono che A dipende B) ma ti mostrano che è non possono essere indipendenti (cioè ti dicono che osservando A e B se fossero del tutto indipendenti i risultati osservati sarebbero altri. Siccome non sono quelli che noi osserveremmo nel caso fossero indipendenti allora dovrebbe esserci un qualche rapporto).
    Come capisci se tutto quanto detto fino ad ora è vero “prove scientifiche” non esistono. Pensa che persino nelle scienze forti (fisica, chimica, biologia) si va avanti più o meno in questo modo (naturalmente con “indici di significatività” ben maggiori). E forse ti stupirà sapere che persino i medici vanno avanti così: somministrano un farmaco e due gruppi più o meno omogenei e vedono le variazioni nelle condizioni dei due gruppi. Se uno reagisce a l’altro no vengono a sapere qualcosa sul farmaco. Come capisci diventa fondamentale che i due gruppi siano il più omogenei possibili, ma trovare l’accordo su “omogenei” non è semplicissimo. Figurati dunque quanto c’è da essere circospetti quando si tratta di teorie che non hanno ancora avuto un’applicazione empirica, che non siano stati sperimentati. Il che ci riporta alla questione di partenza. Si può saperne di più di questa benedetta idea di mettere “i piccolini a contatto con le proprie sensazioni”? Per esempio dal punto di vista scientifico nella più o meno innocente affermazione di Castellani “INSEGNARE LORO IMMEDIATAMENTE IL CONCETTO DI TESO E DECONTRATTO certo dietro, essendo piccoli, ci deve essere un’ educazione diversa dalla normale …quella che metta in contaTTO I PICOLINI CON LE PROPRIE SENSAZIONI” c’è proprio un errore concettuale (che magari scompare nel suo testo, se riesco a trovarlo vedremo) perché i casi sono due: o il metodo è valido per tutti (e quindi non serve il riferimento all’educazione diversa dalla normale) oppure è valido “a determinate condizioni” (e allroa bisogna comprendere quali siano queste condizioni che rendono valide il metodo). Nel secondo caso il problema si ampia fino a mettere in discussione la variabile X (insegnare il concetto di teso e decontratto) perché magari è più rilevante proprio la variabile Y (l’educazione diversa dalla normale).
    Poi l’affermazione che segue “TUTTE LE FORME EDUCATIVE (SCUOLA FAMIGLIA ETC..) SONO INDUTTIVE METTONO DENTRO E NON TIRANO FUORI”
    è quanto di più lontano dalla scientificità puoi pensare (ma siamo in un blog sicuramente sarebbe in grado di spiegarla meglio e l’obiettivo non era certo quello di una conferenza).
    Castellani prosegue con un impegnativo “SE COMINCI A FARLO TI ACCORGERAI DEI RISULTATI SORPRENDENTI CHE TI DARA QUESTO METODO”. Come fa a dirlo? La mia sensazione è che si basi su “impressioni”. Se si basa su “impressioni” per carità, magari ha ragione ecc. ecc. Ma la scienza non c’entra niente.
    Quindi, chiudo, allo stato delle mie conoscenze NON ESISTE una pratica che ti può garantire che la pratica X va bene per il giocatore Y. Però, come continuo a dire dall’inizio, magari mi sbaglio. Per quello avevo cheisto delucidazioni.

  • 116.

    Comunue Pulsatilla io apprezzo i tuoi interventi,ma non mi capacito come non ci si renda conto che se uno esordisce con prima di tutto rispetto per l’Italiano e poi fa una domanda il modo di porsi è sbagliato per un dialogo continuativo, o con altre insinuazioni per mettere in difficoltà l’interlocutore,non siamo in un tribunale se la domanda è posta in maniera civile gli utenti potranno fare una loro valutazione che in assenza di risposta resta impossibile.
    Poi non mi spiego perchè io non ho avuto difficoltà a comprendere,tu mi dirai che per me è più facile visto il mio modo di scrivere e potresti anche avere ragione ma la mia apertura mentale sorvola su certe cose per crescere la tua interrompe la comunicazione.

  • 117.

    Muziek vedi per te è la stessa cosa se questo tuo ottimo post fosse stato impostato per un confronto e quindi aperto senza accuse dirette il dialogo sarebbe stato una crescita se si vuole chiedere qualcosa a qualcuno con l’intenzione di confrontarsi non si può esordire prima di tutto lavati perchè puzzi.

  • 118.

    Nicoxia non mi servono le scuse, tranquillo. E sono sicuro che persino tu sai leggere uno stile un po’ meno involuto di quello di Castellani:
    sai che vuol dire “esordio” vero? Perché le mie prime parole sono state “Senza competenze specifiche mi permetto di dire qualcosa”. Proprio maleducato eh?

  • 119.

    Muziek…fantastico!
    Secondo me uno come te in questo blog ci voleva proprio!
    Premetto che anch’io non c’entro niente col mondo del tennis, ma, costretto dagli eventi, sono stato costretto ad occuparmene. Il mio approccio, grossomodo, è simile al tuo, però ben presto mi sono dovuto rendere conto che di scientifico in questo mondo non c’è assolutamente niente – ripeto – niente.
    Ti dirò di più. Da mesi mi sto occupando di preparazione atletica leggendo tutto ciò che mi è possibile. Anche questo settore è colmo di personaggi che si riempono la bocca con la parola “scientifico”, ma di scientifico, intendo di rigore scientifico come tu ben sai, non c’è quasi niente.
    Esistono pratiche, metodologie basate sull’empirismo, intorno alle quali si scatenano fazioni di sostenitori e detrattori. Punto.
    Castellani ha un vissuto estremamente importante da analizzare, perchè è il nostro coach internazionale più conosciuto e più anziano. Se al culmine della sua esperienza abbandona (come da lui affermato) l’insegnamento della tecnica di base (impugnature, appoggi, movimenti nel campo etc…) per affidarsi ad un metodo cosiddetto “educativo”, cioè far giocare i bambini quanto più possibile aspettando che risolvano da soli il problema di tirare forte e dentro il campo, un po’ di curiosità mi sembra legittima, no?

    Muziek,
    non sono riuscito a farti dire una cosa, però: che sempre per il problema dell’omogeneità non sono temi che si possono studiare scientificamente.

  • 120.

    E che ne è della mia domanda: è il metodo che fa l’atleta o l’alteta a fare il metodo?

  • 121.

    Pulsatilla non sono sicuro se non me l’hai fatta dire. Dipende da cosa intendi per “studiare scientificamente”. Io credo si possa fare tutto (quasi tutto, se prendo l’affermazione sul serio dovrei scrivere un altro tomo…) ma la domanda deve essere chiara, se la lasci ambigua (nel senso di “non chiara”) la risposta è impossibile. Chessò la domanda “esiste un metodo buono per tutti”? va prima trasformata in “il metodo X è buono per tutti?”; il metodo Y? E così via. E l’unica cosa “scientifica” che puoi dire è “fino ad ora non l’abbiamo trovato” (ma questo non lo so, magari esiste). Poi puoi dire delle cose più parziali: il metodo X è buono per TUTTI i ragazzini con le caratteristiche Y? Anche a questa domanda si può rispondere con discreta approssimazione scientifica. Poi sul punto c’è un’altra polemica di cui non importa discutere qui (io ho l’impressione che una cosa che valga “a determinate condizioni” dal punto di vista duro e puro equivale a dire che non vale ma la questione è controversa) ma una qualche rispsota è possibile.
    Per il resto sono d’accordissimo, l’esperienza personale di Castellani è interessante. Ma la questione non è il racconto di Castellani (interessante di per sè) ma capire se sia o meno il frutto di riflessioni sistematiche. Purtroppo (lo dico per nicoxia e tutti i risentiti) in queste cose si procede con lo “scetticismo metodologico” (e qualcosa che funziona al contrario del principio di innocenza…) non ti credo fino a prova contraria. Da qui forse l’equivoco. Se sapessi di più del cursus studiorum di Castellani magari… Purtroppo su internet non trovo nulla, appena mi procuro i testi di cui hanno parlato altri nel blog provo a capirne di più.

  • 122.

    Federico
    Se è l’atleta che fa il metodo il metodo non esiste. Credo che uno dei problemi col tennis è che i numeri sono troppo piccoli per tirarne fuori qualcosa di particolarmente significativo. Per questo mi fanno decisamente ridere quelli che criticano la Federazione “perché non tira fuori un top ten da circa 30 anni”. Fermo restando che la Federazione va criticata per tantissimi motivi e per (almeno) una porcheria che dovrebbe far dimettere l’intero gruppo dirigente.

  • 123.

    @Federico Di Carlo
    il metodo…seleziona l’atleta, mentre l’atleta fa il metodo.
    Cioè il primo è un filtro prestazionale, basato su dinamiche a obiettivo pregresse che seleziona solo da una larga base ad un vertice ottimizzato, mentre un altleta può controvertire il metodo qualora dimostri che una dinamica personale risulta più efficacie e porta a migliori risultati o con minor sforzo.
    Et voilà!

  • 124.

    muziek fantastico leggerti!

  • 125.

    Mi sento inferiore a tutti quelli che non hanno commentato o che al limite come Lib post 84 giusto un inciso.

  • 126.

    Muziek il concetto che tu non hai capito e che in questo blog ci sono principalmente genitori alla ricerca di dritte da mettere in pratica per allenare meglio i propri pargoli
    Le tue teorie universatarie e le tue critiche sul usare bene la lingua le puoi usare in qualche altro blog di raffinati cultori linguistici e teorici sulla esistenza di Dio
    I tuoi interventi non servono a nulla per il nostro fine anzi hanno provocato la scomparsa dal blog di uno dei massimi conoscitori al mondo di questo sport
    Complimeti bel risulato

  • 127.

    Cataflic
    il metodo seleziona l’atleta? Che strano, io ho sempre pensato che se c’è qualcosa a definire la storia di un atleta eventualmente, siano le prestazioni e forse anche i risultati. Così come intendi tu la parola “metodo” mi sa tanto di imposto, preconcetto, autoritario. Secondo il tuo metodo, un McEnroe della situazione avrebbe mai calcato un campo da tennis?

  • 128.

    Cataflic,
    se è l’atleta a fare il metodo, quale è il ruolo e le competenze che si richiedono ad un allenatore?

  • 129.

    Francesco,
    mi sembra di capire che tu alleni i tuoi gemelli, stai ripercorrendo un po’ le tappe di Max.
    Col tempo capirai che è un percorso davvero molto difficile, perchè il tennis è popolato da gente che crede di sapere tutto. i soloni del tennis cercano di convincerti sempre che il loro metodo è quello giusto perchè “scientificamente” provato.
    Se Castellani non scrive più non è certo per colpa di qualcuno di noi, semmai è vero il contrario e cioè che ha scritto in un blog di cui non conosceva l’esistenza grazie a qualcuno di noi che ha scritto di lui.
    Se cerchi davvero delle dritte per i tuoi pargoli devi avere gli strumenti conoscitivi per saper distinguere ciò che può essere vero da ciò che è palesemente falso.
    E’ per questo che devi ringraziare Muziek.

  • 130.

    Francesco è inutile tanto non ci arrivano,non ti reputano in grado di valutare da solo e si credono paladini.

  • 131.

    Naturalmente Pulsatilla dall’alto della sua conoscenza ed essendo in grado solo lui di capire, avrà sicuramente creato di suo figlio un campione.

  • 132.

    x tutti

    Questo Castellani ha scatenato un putiferio ! Finalmente un po’ di vivacità, battutacce, critiche feroci, colpi sotto la cintura, evviva !

    La fondatezza di quanto sostiene Castellani : se ritiene di essere in buona fede e nel giusto, perchè deve raccontare tutto fin nei minimi particolari il suo metodo ?

    Questo metodo gli passa da mangiare, che anche gli altri si mettessero a STUDIARE SERIAMENTE e poi si vedrà !

    Questo è il messaggio che io da persona che “sa di non sapere” (Socrate), ho recepito !

    Quindi studiare, studiare ed ancora studiare, cari bloggers !

  • 133.

    Volevo solo chiarire perchè alleno i miei gemelli
    Sono insegnante di ef fisica e diplomato prep fisico federazione tennis nel 1984 quindi nel campo ci lavoro
    Lo faccio per passione e ho disponibilità sia di tempo che di soldi
    Marco uno dei due è altamente allenabile visto che fà tutto con metodo e ripete le cose all’infinito fino a che non ci riesce l’altro è più dotato ma pigro
    La passione per uno sport a questa età nasce sempre dai genitori per poi essere trasferita a figli essi sono ancora troppo influensabili per avere delle scelte autonome
    Infine quello che mi interessa è il viaggio da fare insieme il traguardo è solo un’illusione l’omportante è aver fatto tutto nel migliore modi possibile in mdo da non avere rimpianti
    .

  • 134.

    Muziek ho letto anch’io con piacere e anche un po’ di sconforto la tua lunga mail. Alla fine mi pare che un metodo scientifico sia impossibile da trovare, non solo applicato al tennis, forse. E cosa rimane? L’esperienza, l’intuizione, le proprie convinzioni, i propri desideri, che in fondo sono le cose che ha espresso Castellani nei suoi interventi. Mi pare ci siano lì più che delle formule per giocare meglio a tennis, una summa delle esperienze della sua vita, dove l’hanno portato queste esperienze e qual è la sua visione della vita. Ed è partendo da questo punto di vista che secondo me si dovrebbero leggere i suoi interventi.

  • 135.

    Il metodo scientifico ? se mai ci fosse, francamente non l’ho mai visto in questi anni…
    Solo persone piu’ o meno preparate e piu’ o meno motivate…come in qualsiasi altro campo.
    Di solito se l’allievo è un figlio e/o un parente, la motivazione diventa altissima….e così anche la voglia di documentarsi e imparare.
    Ottiene piu’ risultati un maestro motivato rispetto ad uno preparato…..because tennis every body has….

    Se un genitore usasse un metodo scientifico per valutare il tennis come sport agonistico per suo figlio….staremmo fritti.
    E’ proprio quello il bello…quando ti accorgi di come girano le cose.. sei già impantanato fino al collo.

    Avanti gente.. c’è posto per tutti.
    Studiate studiate… che poi vi interrogano….

  • 136.

    @Federico Di Carlo
    “Cataflic,
    se è l’atleta a fare il metodo, quale è il ruolo e le competenze che si richiedono ad un allenatore?”

    ti sei autorisposto con l’intervento precedente in cui dici “Secondo il tuo metodo, un McEnroe della situazione avrebbe mai calcato un campo da tennis?”

    un McEnroe non segue il metodo, ma al massimo ne crea uno nuovo….
    un Ferrer o un Djokovic sono il metodo!
    solo che per fare un Ferrer servono 10.000 aspiranti tali, mentre un McEnroe spunta da terra come un porcino, viene raccolto per caso e per caso finisce in tavola….alla faccia dei prataioli concimati!

  • 137.

    Cataflic,
    se Ferrer e Djokovic sono il metodo (secondo quali criteri?)e per farne uscire uno servono 10.000 aspiranti, mi vengono in mente due obiezioni: a) non vale la pena sprecare il proprio tempo per risultati così esigui; 2) la percentuale di riuscita è così bassa che anche la riuscita di 1/10000 presta il fianco alla casualità ed imponderabilità degli eventi.

  • 138.

    Tutta la lunga discussione è iniziata da Bogar (sempre colpa sua) che aveva espresso il desiderio di portare sua figlia da Castellani. Io l’avevo sconsigliato, perchè più voci lo indicavano come un coach per professionisti affermati, un precursore della bioenergetica applicata al tennis e del mental training, capace di risollevare le sorti di atleti in crisi di fiducia. Con i bambini (e lui con il suo intervento lo ha confermato) usa un metodo un po’ anarchico, li fa giocare a lungo spingendoli a cercare da soli il movimento giusto, senza perdere tempo ad insegnare impugnatura, appoggi e altro. E allora perchè portare i bambini da lui? Basta avere un campo, qualche sparring di pari livello e il gioco è fatto. I bambini imparano alla lunga da soli.
    Voi siete convinti di questo?
    Mi aspettavo più risposte in merito.

  • 139.

    x tutti

    x 135

    Forza Atti !

    Però se Castellani organizza un corso a Perugia per coach ed interviene Tony Nadal, cosa si deve pensare ? Di sicuro è uno di quelli di spessore e che conta sul serio.

    Il gioco, l’aspetto ludico usato per creare bravi giocatori di tennis
    nell’età infantile ? Penso che possa andare bene se STRETTAMENTE coniugato con una correzione costante dei difetti tecnici che emergono nell’esecuzione dei gesti tennistici.

    In fondo un bimbo di 5 – 6 anni dice :”Vado a GIOCARE a tennis”, non pensa neanche da lontano al professionismo ed all’agonismo di alto livello, invece un ragazzo di 15 – 16 anni dice agli amici: “Oggi ho l’ ALLENAMENTO”.

    Le mentalità sono diverse, sono verità semplici ma in molti se le dimenticano esperti compresi, troppi pensano solo a quanto si incassa a fine mese.

    E’ naturale che imparare in modo spensierato e senza troppe pressioni SEGNA in modo positivo le menti degli allievi che poi resteranno più facilmente nel mondo del tennis, un proverbio dice : “Chi ben comincia è a metà dll’opera”.

    Se gli allievi sono psicologicamente ben disposti imparano prima.

    Sono cose così ovvie che quasi mi vergogno di scriverle.

  • 140.

    Ragazzi….!
    Pura illusione cercare un metodo scientifico nel tennis, come pura illusione ricercarlo nel campo formativo-educativo dove

    NULLA E’ GARANTITO!

    E’ più semplice chiedersi: FUNZIONA?
    Dopo aver provato potrai dire se funziona oppure no, ma sarà sempre limitato al tuo ambito, ovviamente, non a quello degli altri.

    Quello che è piaciuto a noi, per nostro figlio potrebbe essere… veleno.
    Quindi anche con vostro figlio dovrete passare attraverso l’esperienza diretta, e state sicuri che quello che funziona, per esempio, per un francescocoachgemello, NON FUNZIONA per l’altro… francescocoachgemello

    Empiricate gente, empiricate !

  • 141.

    @Pulsatilla e tutti

    Io però scrivevo anche di eurochocolate :) :) e poi negli altri interventi sottolineavo il fatto che forse portare un bimbo troppo piccolo o cmq un under 12 da un coach come Castellani era una esagerazione, prima aspetto ludico e poi tutto il resto.
    Non capisco solo come Castellani come scrivi tu Pulsatilla usi un metodo un po’ anarchico, li fa giocare a lungo spingendoli a cercare da soli il movimento giusto, senza perdere tempo ad insegnare impugnatura, appoggi e altro mentre mi pare in un’intervento su ubitennis scrive di aver preparato il maggiore dei fratellini sardi ai campionati nazionali, quello che non scrive è se trattasi di campionati under 12 o 14, distinzione per me importante.
    Vorrei sapere infatti qual è l’età giusta per passare il confine tra aspetto ludico e aspetto più serioso, cioè la ricerca della perfezione del gesto tecnico se esiste e la mentalità da inculcare sia nel giovane agonista più portata al sacrificio.
    In un famoso post riportato in un altro sito e che ha scatenato un putiferio con querele :) :) infatti criticavo un genitore per un eccessiva severità nel seguire le gare di un under 10, cioè mancava a mio avviso la parte ludica dando troppa importanza alla parte tecnica.

    Qui sul blog mi pare che ci stava altra gente che accompagnava figli dai vari Piatti, Sartori etc con bimbe ancora under 10, hanno fatto bene o hanno fatto male? E’ stato utile?

  • 142.

    Bogar,
    La perfezione del gesto tecnico non esiste, il gesto è personale, ognuno ha il suo. Però in questo estrema variabilità del gesto ci sono posizioni e movimenti che devono essere rispettati. Direi che c’è una base del gesto tecnico che deve essere insegnata. I bambini talentuosi sono quelli che eseguono alla perfezione senza insegnamento.

    Sulla mentalità da inculcare ho molte riserve. Il tennis devi averlo dentro di te come una malattia. Se non ce l’hai, prima o poi i nodi vengono al pettine.

    Si è fatta confusione sul significato di metodo scientifico, ma ci penserà Muziek a spiegarlo. Il metodo scientifico serve a guidarci nel labirinto mutevole delle impressioni personali, che, in quanto personali, possono essere fallaci.

  • 143.

    Ehi ehi non esageriamo adesso… Il “metodo scientifico” ha alle spalle secoli di discussioni e intere biblioteche e la “versione da blog” è necessariamente superficiale. Al massimo – con tempi e risorse troppo ridotte – si può dire cosa sicuramente “non è” scientifico. Ma io per primo darei la giusta importanza a queste questioni, cioè non molta. Vorrei soltanto che preparatori, mental coach, maestri e company non usassero la propria reputazione per dire a speranzosi papà che il loro metodo è “scientifico” e che darà buoni risultati sicuramente.
    L’altra cosa che si può fare – per chi ha tempo, voglia e soprattutto qualche soldo – è andare maggiormente in profondità di alcune questioni. Impostare il problema in modo corretto si può fare per migliaia di cose, secondo me tutte. L’impostazione del problema è il massimo a cui si possa aspirare in un settore come questo, ma già sarebbe tantissimo. Solo per fare esempi. Da un’altra parte si parla delle “prospettive di Fognini”. Bene, con un po’ di tempo si può arrivare a risposte abbastanza ragionevoli su queste “prospettive”. Per prima cosa però bisogna capire cosa si intende per “prospettive”. Può diventare tra i primi venti? C’è una probabilità X%. Può vincere il Roland Garros? Y% E così via.
    Da un’altra parte c’è il discorso tra Quinzi e Donati. Anche qui se si guardano solo i risultati da juniores non si arriva da nessuna parte. Se hai un numero maggiori di informazioni puoi stimare la probabilità di uno e dell’altro.
    Altra cosa che puoi fare è controllare meglio i risultati dei coach. Spesso si usano i giocatori arrivati a dei risultati per dire “quello è bravo”. Bene, si usano a casaccio, si può fare meglio.

  • 144.

    Ho dimenticato quello che secondo me è l’aspetto più importante di un metodo meno approssimativo e cioè la definizione degli obiettivi. Se io papà vado da un coach cosa mi aspetto per mio figlio? Che finisca nei primi 10? Che si diverta? Che impari a stare con gli altri? Spessissimo (sempre?) i genitori hanno le idee confuse su questo. E’ solo a partire da questo lavoro preliminare che puoi cominciare una discussione sui risultati.

  • 145.

    @muziek
    Sai cosa muziek. Il giocatore lo vedi in campo, dal vivo o in tv, e hai termini di paragone. Per giudicare un coach dovresti vederlo all’opera giornalmente, in allenamento. E non è semplice. Per questo ci si basa sui risultati.. risultati giudicati a seconda delle potenzialità del giocatore. Uno come Tellini per esempio che ha portato in pochi anni Riccardo Ghedin da 3.3 a giocare nel main draw di Wimbledon, ha per forza di cose una buona reputazione. Michele Tellini è poi uno di quelli che conosco meglio, anche dal punto di vista del lavoro in campo e sotto l’aspetto mentale e posso quindi giudicarlo in maniera molto positiva. Ma tutti gli altri?

  • 146.

    muziek
    io vado a gradoni, cosa mi aspetto da un maestro, coach o istruttore che sia? adesso come adesso solo delle buone basi e tanto divertimento, ci sta una bella intervista a pagine 7 del corriere dello sport all’allenatore del Palermo, un ragazzo di soli 37 anni, domanda cosa ti aspetti dai tuoi giocatori risposta che giochino con FELICITA’, cosa insegli loro? cerco di fare meno danni possibili. In realtà è uno che se non rendi diventa severo, bastone e carota.

    E’ un concetto che fino a 13/14 anni mi sta bene nel tennis, è quello che pretendo alla persona che pago, fare giocare con felicità e fare tecnicamente meno danni possibili, sui risultati se ci sta talento per quel che contono verranno di conseguenza. Da piccoli secondo me solo carota.

    Tra i 13 e i 14 anni invece dove si comincia ad essere adulti pretendo più severità, ho visto all’opera un coach internazionale, uno che ha allenato una top 30/40 wta allenare mia figlia che ha 7 anni con una delicatezza ed un sorriso impressionante al punto tale da renderla felicissima di giocare, lo stesso coach un’ora prima l’avevo visto letteralmente urlare e scagliare palline addosso ad un under 14 reo di non seguire quello che lui impartiva tecnicamente tanto da farmi preoccupare, ecco vedi queste potrebbero essere le differenze che un genitore potrebbe e dovrebbe per me accettare, da piccoli privelegiare il divertimento, la parte ludica e dai 13/14 anni pretendere qualcosa d’altro come impegno sia mentale che tecnico fermo restando che the passion deve esserci sia prima che dopo.

  • 147.

    Pulsatilla scrive, sottolineo e condivido al 1000 per mille ed è quello che stavo cercando anche di spiegare sopra.

    “”sulla mentalità da inculcare ho molte riserve. Il tennis devi averlo dentro di te come una malattia. Se non ce l’hai, prima o poi i nodi vengono al pettine”"

  • 148.

    Alessandro
    Mi riferivo solo ai risultati infatti, sono stato un po’ tranchant ma mi sto preoccupando del fatto che pure egli esempi finiscono con l’essere visti in modo un po’ polemico (non dico a te, dico un po’ in generale, la permalosità degli utenti mi pare persino peggiore della mia…). Preciso un po’ meglio.
    Coach A allena 10 giocatori. Uno è nei primi 20, 3 nei primi 100, 4 nei primi 300 due persi nelle retrovie.
    Coach B allena 10 giocatori. Tutti nei primi 100.
    Coach C ne allena sempre 10, tutti tra il 200 e il 500. Chi è il migliore? Così sembra che il migliore sia Coach A.
    Torniamo a coach A quindi. Scopriamo che i 10 giocatori li ha presi quando erano 1 nei primi 15, 3 nei primi 50 e 4 nei primi 100. Coach B Li ha presi quando solo due di loro erano tra i primi 100, gli altri chissà dove. E coach C li aveva sott’occhio quando erano fuori dai mille. Forse è meglio Coach C…
    Ancora. Andiamo a vedere i giocatori e raffrontiamoli con quelli che erano più o meno nelle stesse condizioni (età, valore in classifica ecc.) nel momento in cui il Coach li ha presi. Dove sono adesso quelli con un altro coach? Facendo sempre il raffronto con A magari quello che era nei primi 15 adesso è top ten e 3 sono nei primi venti…
    E poi c’è il caso che ricordi tu. Fra l’altro nell’esempio io uso numeri che mi sembrano già alti, seguire il percorso di un coach non è poi così complicato (dal punto di vista dei risultati, insisto). A condizione di osservarli correttamente. Anche nell’esempio che ricordi tu si può fare almeno un’altra cosa. I giocatori che erano allo stesso livello di Ghedin (3.3, età e magari proviamo a pensare altre variabili comparabili) “pochi anni fa” dove sono adesso? Ce ne sono di più avanti (do per scontato che ce ne sono di più indietro). Come mai sono più avanti se ci sono? (non è detto che c’entri il coach ovviamente). Sono solo esempi, perché poi giustamente uno conosce Tellini (io non lo conosco, dico per dire) e guarda come lavora sul campo e valuta anche altri aspetti. Insomma sempre a tentoni nel buio ci si muove – del resto l’ho detto che al massimo puoi impostare correttamente il problema – ma un po’ più di luce si può fare.

  • 149.

    Questa volta non sono d’accordo con Pulsatilla, tanto meno con Bogar, ma quest’ultima non è una novità, quando afferma:
    “Il tennis devi averlo dentro di te come una malattia. Se non ce l’hai, prima o poi i nodi vengono al pettine””
    Nabaldian per esempio, ha sempre affermato che del tennis non è mai stato innamorato e che gli sarebbe piaciuto fare il pilota di auto da corsa e che giocava a tennis perchè sapeva farlo bene e gli dave da vivere con agiatezza.
    Aggiungo poi che la passione vera può arrivare in seguto come può perdersi strada facendo.
    Quello poi che dice l’allenatore del Palermo, ovvero di giocare con felicità, è una buffala pazzesca, puoi essere felice dopo una partita di calcio, mai durante, quando giochi sei preoccupato di far bene, sei concentrato non hai tempo ne voglia di essere felice, magari lo sprazzo di tempo di un gol, ma poi di nuovo a essere concentrato e pensare come a fare al meglio quello che ti hanno chiesto, chiunque ha giocato a calcio sa queste cose. Sono propenso a credere che neanche lui creda a quella frase ma sia detta solo a uso e consumo dei giornalisti.

  • 150.

    @muziek
    Come in ogni cosa spesso è la capacità relazionale, più che quella tecnica a mettere in luce un coach invece di un altro.E’ parzialmente importante anche che queste capacità possano servire nella comunicazione efficace con il tennista seguito.
    Quasi sempre un eccesso di capacità in questo senso porta ad una totale autoreferenzialità, che succhia dal basso verso l’alto invece che il contrario e questo atteggiamento si attua con una grande capacità di selezione più che di portata crescita.
    Cioè un coach così sarà più bravo a catturare un prospetto migliore o ad attuare metodi per selezionarlo dalla moltitudine, mentre un coach diverso sarà più bravo a valorizzare quello che ha a disposizione…
    Teoremi e statistiche sono difficilmente applicabili.

  • 151.

    @Maurizio
    sono solo d’accordo che la passione per il tennis si può perdere strada facendo, per il resto fino adesso si è sempre affermato (non solo io e Pulsatilla ma mi pare anche Ivano, Monet, Giorgio Errani, etc) che devi averlo dentro il fuoco per giocare ed emergere in questo sport. Si può al massimo verificare che un maschio da ragazzino faccia calcio e tennis ed arrivato a 12/13 anni decida che il tennis possa essere il suo futuro ma fino a quell’età deve piacere sia uno che l’altro e non solo uno.

  • 152.

    x allenatori e tecnici

    in una scuola tennis inserita nel PIA si è stabilito quale è il numero massimo di allievi in campo contemporaneamente con il maestro ?

    Supponiamo che ci sia un gruppetto di ragazzi e ragazze di circa 12-13-14-15-16 anni, attualmente quarta categoria e con ambizioni tennistiche di lungo periodo limitate al raggiungimento della 2° o 3° categoria.

    L’allenamento dura circa 2/2,5 ore col maestro (la preparazione atletica è a parte)

    La Federazione ha pensato di indicare il numero OTTIMALE di allievi in campo nelle varie situazioni di insegnamento che si possono presentare ?

    Ringrazio.

  • 153.

    P.S.

    senza una indicazione precisa in merito al numero dei presenti in campo tutto il progetto PIA rischia di essere un’anatra zoppa.

    Infatti un conto sono i servizi e le strutture disponibili un conto è la QUALITA’.

  • 154.

    Cataflic
    “Difficile” non vuol dire “impossibile”. Io facevo il caso di coach che allenavano giocatori già avanti. Nel caso dei ragazzini dovrebbe mutare la domanda di partenza. Se fai bene la domanda vedrai che potrai avere delle risposte che ti aiutano ad orientarti. Però, vi chiedo di non “polarizzare” la discussione. Non c’è chi dice “guardate che se studiate avrete le risposte a tutto” ma qualcuno che dice “se studiate ci saranno ancora baratri di ignoranza, ma alcune questioni potranno essere affrontate meglio”. Facciamo il solito esempio balordo. Fognini guarda l’articolo di Alessandro e dice “accidenti perché non sono tra i primi venti? Magari con un allenatore diverso…” E cerca l’allenatore. A prescindere dalle discussioni sull’allenatore (che però anche queste ti aiutano) fai una ricerca e provi a capire quanti tennisti a quali condizioni (età, tipo di gioco, avversari contemporanei ecc. ecc.) hanno fatto un salto di 20 posizioni in classifica. Puoi avere tre risposte (dopo un lavoro di un paio di mesi): a. non c’è riuscito nessuno (o due su mille o insomma un numero decisamente basso); b. ci sono riusciti mediamente uno su due (o uno su tre o insomma un numero decisamente interessante); c. ci sono riusciti tutti (o la maggior parte ecc. ecc.). E’ chiaro che questo indirizza come meglio come muoverti. Se scopri il caso 1 magari rivedi l’obiettivo; se scopri il caso 3 magari prendi il primo coach che capita; se scopri il caso 2 cerchi di capire meglio quali altri condizioni sono necessarie (e fai l’approfondimento sul coach).
    Per quanto riguarda i ragazzini è la stessa cosa. Ci si chiede cosa si vuol fare prima di tutto e poi si guarda il coach. Uno come quello ricordato da bogar pensiamo tutti noi che sia l’ideale. Ma magari tu non sei tanto interessato a far divertire tuo figlio e quindi quello non lo è (vado per assurdo) perché scopri che i ragazzini che ha avuto non sono mai arrivati da nessuna parte. Ecc. ecc. Non dico che è semplice e non sono neanche sicuro che sia del tutto conveniente (ma di nuovo il discorso si allunga) dico che a certe condizioni non ha molto senso andare “a naso”.
    Per il resto io tendenzialmente sarei d’accordo con Maurizio ma non sono sicuro che i casi che ricordiamo (Hamrin trovava assurdo che lo pagassero per una cosa così stupida come dare calci ad un pallone) siano significativi. Nel senso che potrebbero anche queste essere delle eccezioni. Da quel poco che si capisce da fuori non sembra che Nadal avesse il sacro fuoco. Djokovic arrivava a 7 anni al campo tutto serio e con la borsa a tracollo. La sensazione è che riescono meglio quelli come Djokovic piuttosto che quelli come Nalbandian.
    Mentre invece sono più incerto sulla felicità dei giocatori di calcio. C’è sicuramente la concentrazione, la preoccupazione ecc. ecc. Però pochi giorni fa Guardiola diceva che se non giocassero al Camp Nou i suoi giocatori sarebbero ai giardinetti a giocare a pallone. Come lo siamo ancora molti di noi. L’allenatore del Palermo sta provando a sdrammatizzare tutto quanto, mi pare una buona idea, speriamo che duri (e che Miccoli segni un paio di gol stasera!)

  • 155.

    x Giorgio il mitico.

    a questo link a pagina 15, trovi le informazioni che cerchi.

    http://www.federtennis.it/PDF/PRESENTAZIONE_PIA_2011-2012_DEFINITIVO.pdf

  • 156.

    x Andrea

    grazie

  • 157.

    149 Maurizio

    se mi rileggi noterai che ho usato il termine malattia e non passione, parlavo del tennis come malattia e non come passione. Se parli con under o pro che come minimo giocano 4 o 5 ore al giorno, ti sentirai dire (se sono sinceri) questa frase: odio il tennis ma non posso farne a meno. invariabilmente.
    ripetere palleggi lungo la stessa diagonale per due ore o fare esercizi di cesto sfiancanti per ore tutti i sacrosanti giorni non susciteranno mai nessuna passione. parlo di gente che si allena sul serio, non di ragazzini che fanno un’ora o un’ora e mezzo al giorno naturalmente.
    Se leggi la biografia di Agassi è illuminante sul tema: lui odiava il tennis, era costretto a giocare dal padre fin da bambino, ma…non riusciva a smettere.
    E’ un caso di tennis che ti entra dentro come una malattia.
    Ribadisco: se il tennis non ti entra dentro come una malattia, a prescindere dal fatto che lo si ami o si odi, non si va da nessuna parte, è uno sport troppo totalizzante.

  • 158.

    In effetti ho travisato, pensavo che con malattia volessi dire passione.

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