
(Elisabetta Cocciaretto, vincitrice del torneo under 10 nel 2011 – Foto Nizegorodcew)
La ventottesima edizione del Lemon Bowl Babolat 2012 sta entrando nel vivo. Dopo le prime giornate dedicate alle pre-qualificazioni (per le categorie under 14-16-18), dal 27 dicembre i campi di New Penta 2000, Madonnetta Fitness Park, Eschilo 2 e Polisportiva Palocco ospiteranno tutti i match dei tabelloni di qualificazione. L’obiettivo è quello di accedere al main draw finale, che andrà in scena dal 2 al 6 gennaio e conquistare l’insalatiera ricolma di limoni!
Fino ad ora i ragazzi in gara sono stati ben 425, ma solamente 8 per categoria hanno raggiunto la fase successiva. A questi si aggiungono i tennisti che, per diritto di classifica, sono stati già inseriti nei tabelloni di qualificazione, ottenendo un totale di 1203 giocatori pronti ad incrociare le racchette per un posto nel main draw.
Il numero totale di iscritti, 1938 ragazzi dagli under 8 sino agli under 18, è assolutamente da record e nella sola giornata del 27 dicembre, primo giorno di qualificazioni, saranno in campo 350 incontri!
Il livello sarà , come sempre, molto alto. Per quanto concerne il torneo under 12 vedremo all’opera tutti i migliori d’Italia, selezionati dal Settore Tecnico Nazionale. Nel femminile da tenere d’occhio le toscane Lisa Piccinetti e Giulia Peoni, oltre a Giulia La Rocca e Costanza Traversi. Grande attesa anche nel maschile, arricchito dalle presenze di Marco Navarra, campione italiano under 11, Edoardo Cecere, Erik De Santis e Riccardo Perin. Da non sottovalutare le presenze dei due vincitori del torneo under 10 dello scorso anno: Marco Furlanetto ed Elisabetta Cocciaretto.

(Rosanna Maffei – Foto Nizegorodcew)
Interessante anche il torneo under 14, che, come lo scorso anno, si disputerà sui campi in cemento dell’Eschilo 2, sposando quindi il Progetto Campi Veloci della Federazione Italiana Tennis. Protagonisti attesi, tra gli altri, Lorenzo Baglietto, finalista nel torneo under 12 del 2011 e Riccardo Balzerani. Nel femminile le grandi favorite saranno Ingrid Di Carlo, Susanna Giovanardi e Rosanna Maffei, trionfatrice dell’under 12 lo scorso anno.
Tra i più grandi da segnalare la presenza nel tabellone under 16 dello spagnolo Berbabè Zapata Miralles, già vincitore dell’under 14 nel 2010. Livello molto buono anche nei tabelloni under 18, che vedranno ai nastri di partenza una ventina di seconda categoria.
Zapata Miralles non sarà però il solo straniero al via. Vedremo all’opera croati, sloveni, maltesi, serbi, russi, e perfino canadesi e statunitensi, nel segno di un Lemon Bowl sempre più internazionale e multiculturale.
Tutte le informazioni, le foto e i commenti delle passate edizioni del torneo sono disponibili sul sito web ufficiale: www.lemonbowl.it
33 Commenti to “Lemon Bowl 2012: Il 27 al via le Quali”
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Gianluca says:
Resta inspiegabile la giornata del 27 dicembre con i doppi turni visto che per una settimana non si è giocato.
Resta un grande successo di partecipazione ma già s’intravedono grosse polemiche…………
Alessandro Nizegorodcew says:
@Gianluca
Non puoi cambiare le date di inizio di un tabellone di qualificazione. C’è gente che viene da tutta Italia e dall’estero sapendo che le quali iniziano il 27.
Se si fossero iniziate le qualificazioni prima di Natale, si sarebbero dovute interrompere il 25 e 26 dicembre (festa). Avresti costretto tutte le famiglie a passare il Natale fuori casa? E soprattutto, avresti costretto le famiglie dei giocatori ancora in gara a pagare due notti in più di albergo?
Attenzione a giudicare e sentenziare troppo presto senza aver preso in considerazione tutte le variabili e componenti di una organizzazione da 2000 iscritti..
bogar67 says:
Qualcuno potrebbe spiegarmi come un’under 12 (la Traversi) abbia classifica 3.5? Non discuto sulla bravura anche perchè mai visto giocare, so solo che ha vinto campionati nazionali under 11 ma sull’avere questa classifica, avrei fatto stessa domanda qualsiasi nome avrei trovato.
Gianluca says:
Caro Alessandro,
grazie per la riflessione, ma essendo la prima volta che si utilizza questa formula (ad esempio negli anni passati si giocava sino al 24 mattina e non si è mai pensato al Natale), mi chiedo se in caso di giornate con pioggia si dovrà ricorrere ai tripli turni per rispettare le date.
Una ulteriore analisi mi porterebbe a dire che probabilmente il regolamento fit non lo consentirebbe, ma tanto siamo a Natale e siamo tutti più buoni, poi sono ragazzi cosa vuoi che ne sappiano di giocare tutti alle stesse condizioni, vuoi mettere giocare un secondo turno con avversario fresco e riposato e magari anche di classifica superiore (che non vuol dire più forte) e l’altro magari una maratona di 3 set finito al tie break del terzo………….
Comunque hai ragione avremo passato un buon natale in famiglia.
un saluto
Gianluca
nunziovobis says:
A noi genitori patologici interessa solo una cosa: quando gioca la figlia di Bogart, tifiamo tutti per lei, vogliamo data ora e avversario, forza genitori superdotatiiiiii. Comunque si è concluso il torneo di Natale di Bari, non ho trovato nessun commento riguardo questo torneo e direi che le sorprese non sono mancate
Pinot says:
Nunziovobis
l’under12 M, vinto da Ruocco del teamsbrescia contro Perin sempre del teamsbrescia.
Semifinali tra 4 napoletani, a conferma di una certa superiorità di quella regione, in questa fase.
Navarra non ha praticamente giocato (influenza?) e Desantis ha perso agli ottavi da Di Nocera.
Mancavano i migliori del nord ma il test era serio per il tempo e le condizioni di gioco in generale.
A questo livello no sorprese. C’è un gruppetto di una decina di bambini di prima fascia e gli altri dietro. Ognuno continua a lavorare secondo la propria programmazione. Magari non tutti seguono G&F da tempo. Ahah
@Stefano
Anche l’anno scorso!
Forza…
bogar67 says:
Grazie Pinot,
vedi di allargare tramite amicizie nel settore la conoscenza dell’intero movimento nazionale giovanile se no sembra un sito prettamente regionale. A me sardo visto che la tua regione è nella mia macroarea ancora ancora interessa ma al siciliano interessa anche leggere della Truden, della La Rocca, di Andaloro, Vitale, Liga etc come al campano interessa qualche notizia sui quei 4 ragazzini che hanno fatto bene a Bari, etc tutta gente che si sta facendo valere e che merita la ribalta anche su questo sito.
@alessandro
vedi, a Bari 4 semifinalisti campani, nomi nuovi, tu mi pare che ti stia soffermando nel blog con le ultime interviste un pò troppo sugli atleti del raccordo anulare,
andrew says:
i Vanzina, in crisi di creatività per il cinepanettone di Natale, possono venire qui a trarre ispirazione per i prossimi episodi della saga:
Vacanze a Bari (2012)
Vacanze al Lemon Bowl (2013)
Scuregge e italianità garantite al 100%
Carlo says:
Andrew sicuramente saresti il protagonista…………
Alessandro Nizegorodcew says:
@bogar
Se mi trovi 3-4 ragazzi che hanno voglia di lavorare e scrivere e soprattutto preparare interviste lo faccio molto volentieri. Io sto sfruttando il lavoro che faccio anche per il CR Lazio in alcune settimane e metto gli articoli anche qui. So bene che bisognerebbe allargare il giro degli/delle intervistati/e ma mi servirebbe una bella mano! I collaboratori di Spazio Tennis non sono avvezzi (per questioni professionali e di tempo) alle interviste.. A parte il grande Maiga, che però si occupa di interviste di ben altro spessore e rilevanza..
pulsatilla says:
Arrivati a Roma.
Alessandro
in che circolo stai di solito?
Mario Polidori says:
Buon Natale
Alessandro Nizegorodcew says:
@pulsatilla
Sarò quasi sempre al New Penta 2000, sede centrale, dove ho la postazione con il computer…
pulsatilla says:
ok
Alessandro Nizegorodcew says:
@andrew
Collaboro con una produzione esterna di Super Tennis (Lumiere di Francesco Mupo) da ormai più di due anni. Curo tutti i servizi della trasmissione “La Voce delle Regioni” riguardanti il Lazio.
Il mio lavoro comunque è un altro, ed è quello di giornalista a Radio Manà Manà Sport e collaboratore di Tennis Italiano..
Ma tu parla di quello che ti pare.. Tanto sei qui, non stimi nessuno se non te stesso, e sai solo mettere in difficoltà gli altri denigrandoli..
bogar67 says:
Alessandro Nizegorodcew
Mi spiace ma non sono ancora dentro nell’ambiente e credo che ne uscirò presto, sinceramente sono in un momento di forte delusione e ho avuto conferma di quello che vado scrivendo da 4 anni in questo sito, in Sardegna le condizioni per diventare forti a livello nazionale non si sono, si parte estremamente svantaggiati anche ad avere l’immediato predisposto, vengo al lemonbowl solo perchè ho già prenotato tutto ma sto già studiando le cartine per visitare Roma. Oramai finisco stagione agonistica e da settembre ho un centro danza qui di fronte, meno costoso e meno sacrificante per le mie tasche,vedremo…tennis non è sport ne per mia figlia ne per me come genitore.
Nikolik says:
Bogar67,
non facciamo discorsi, per favore.
In Sardegna ci sono condizioni migliori che in Bielorussia.
Stai tranquillo che Cagliari è meglio di Minsk.
E se ce l’ha fatta la Azarenka, ce la puoi fare anche tu, o, meglio, tua figlia.
Siamo già a questi discorsi?
Di solito, questi sono i discorsi che fanno quelli che perdono…
Iniziano a dire che è colpa della Federazione, dei circoli, della Sardegna…
Sia già a questi punti, ancor prima di cominiciare?
Iniziamo già con le scuse?
challenger says:
Bogar,
mi pare che prima di andare al Lemon Bowl andavi in Sicilia per far confrontare tua figlia con bambine diverse da quelle con cui si confronta abitualmente e per vedere a che livello stava. Per caso, tua figlia ha perso?
nunziovobis says:
In biellorussia stanno peggio che in sardegna, ma ne siamo proprio sicuri? bisogna capire cosa è il peggio: se per te stare meglio significa avere un bel circolo con televisione, un bel bar per farci la partitina a carte, pagare un campo 10 euro se ti va bene, allora credo che sia meglio la Biellorussia (hai scelto proprio il paese dell’elettricista, che tutti sappiamo chi è). La delusione di Bogart io la capisco, forse tra un anno mi troverò anche io nella stessa situazione, purtroppo se non sei figlio di maestro questo sport costa troppo e quindi sei costretto a vedere risultati nell’immediato, magari la figlia di Bogart è un fenomeno, ora come ora ci sta a perdere qualche partita magari da bimba piu motivata, ma il costo non permette le attese che alla fine possono essere anche vane
Nikolik says:
Ho capito, nunziovobis.
Quindi, se non ho capito male, la danza è più facile, si raggiunge il successo più facilmente in sardegna, e costa meno, rispetto al tennis?
Se dice che la porta a danza, devo ritenere che sia più facile avere successo, in sardegna, nella danza, e che deve costare meno.
Mi sbaglio?
Ma ne siamo proprio sicuri che sia più facile e costi meno?
Oppure per fare danza in un certo modo bisogna comunque andare in un’accademia di danza del nord, o in un teatro del nord, lo stesso?
Ma mi domando: se vuoi diventare generale dei carabinieri, puoi rimanere in Sardegna, a casa tua? O devi fare l’accademia a Modena? O devi spostarti e viaggiare continuamente? E quindi spendere e investire?
Ma mi domando: se vuoi fare il giornalista ed avere successo, puoi rimanere in Sardegna, a casa tua? Oppure devi andare nelle grandi redazioni dei grandi giornali milanesi e romani?
Ma mi domando: se vuoi fare il medico, ed avere successo, puoi rimanere in Sardegna, a casa tua? Oppure devi andare nelle grandi e prestigiose università del nord e cliniche del nord, se non d’Europa?
Ma mi domando: per chi abita in provincia, nel nostro paese, non è sempre così? Non devi in ogni cosa, per avere successo, spendere, investire, viaggiare, spostarti?
Alessandro Nizegorodcew says:
@bogar
E se a tua figlia piacesse il tennis e volesse giocare, non per diventare campionessa, ancora qualche anno? Non è che se non diventa top-100 allora non può giocare poverina.. Comunque ci vediamo presto, ormai sono curioso di vederla giocare..
bogar67 says:
challenger
no mia figlia non ha perso, togliti dalla testa perchè sono sicuro che è quello che stai pensando che io guardo al risultato, a me interessa livello di gioco, che perdi o vinci ci può stare ma dipende da come giochi, da come perdi e come vinci.
Ieri che mia figlia non ha giocato cmq ero di cattivo umore, oggi già vedo la vita in maniera diversa.
Nikolik
sul crescere tennisticamente in sardegna io sono solo realista, i numeri sono numeri, a parte Anna Floris che per diventare una professionista è andata a Viterbo, mi dici l’ultimo sardo quarto finalista alla lamberteghi?
Maurizio says:
Bogar, ti rispondo io, è stato Maurizio Spiga, ma non è stato quartofinalista, ha vinto il torneo, ma da allora non vinse più nulla di importante.
bogar67 says:
Maurizio
e in che anno questo Maurizio Spiga ha vinto la Lamberteghi? ci è riuscita anche la Caregaro e anche la Albano che è fissa a Tirrenia, faranno la stessa fine?
bogar67 says:
Maurizio
e poi dai che anche tu non ti fidi dei maestri sardi e non sei soddisfatto se no che ci porteresti tua figlia in giro coach coach guru guru spendendo denari a farle insegnare la tecnica.
challenger says:
Bogar,
in effetti vincere o perdere fino a 12 anni conta niente. Conta molto di più il livello di gioco e soprattutto il fisico che un bambino/a ha. Ho visto una “sbandata” da parte tua. Fai giocare tua figlia senza preoccuparti se sei in Sardegna o in LOmbardia o in Lazio. Sono pochissimi i fortunati che hanno le strutture di livello a pochi km da casa. Come dice NIkolik in qualunque campo se vuoi emergere devi spostarti e investire sul futuro. E’ presto cominciare a pensarci a 8 anni. MIo figlio ne ha appena fatti 8, comincia ora i tornei U10. Fino adesso ha giocato solo tornei promozionali e qualche amichevole con bambini di 1-2 anni più grandi battendo tutti con una facilità ed una tranquilità disarmante. Non mi preoccupo ora di dove arriverà . Per ora mi diverto un mondo a vederlo giocare e battere bambini più grandi di lui. Se ci sarà da investire ne parleremo più avanti.
In bocca al lupo alla tua bambina.
bogar67 says:
Maurizio mi prendi in giro?
:;)
1969 Vincitore Coppa Lambertenghi Maurizio Spiga
sono passati 42 anni
bogar67 says:
grazie challenger,
ripeto a me interessa livello di gioco, che perdi e vinci fino a 12/13 anni ci può stare, ma devi vedere come? a me interessa che mia figlia attacchi gli spazi e cerchi il vincente appena può costruendosi il punto, fino a 13 anni le partite le puoi vincere benissimo ed alla grande, basta avere delle buone gambe ed alzare pallonetti con palle arrotate e impugnatura estrema, con palle mid è difficilissimo tirare vincenti o fare ace su servizio, se hai figlio preparato fisicamente riesci a prendere tutto ed a far andare fuori giri l’avversario. Mia figlia ho già capito che ha tante difficoltà con questo tipo di giocatrice, ma deve vincere e perdere sempre tirando, mai alzando pallonetti, quindi la strada che è quella che ho visto oggi con palle forti e tese e non ieri motivo per cui ero di cattivo umore è quella giusta.
Federico Di Carlo says:
Bogar,
se non vuoi essere su di umore per te stesso, fallo almeno per tua figlia. In questo momento in cui lei affronta un’esperienza nuova e potenzialmente stressante, tu sei uno dei suoi fari. I bambini si accorgono immediatamente dell’umore dei genitori. Può darsi che si rivelerà una brutta esperienza tennistica (e mi auguro di no) ma fai in modo che sia una delle sue più belle esperienze di vita che un giorno potrà raccontare: quando è andata a giocare al Lemon Bawl a Roma insieme al suo papà .
bogar67 says:
Federico è forse è proprio li l’errore che ho fatto ieri come genitore, gli ho detto che altra bimba era forte e non solo non ci ha voluto giocare ma era impietrita mentre oggi tutta altra musica. Federico non posso camminare con mental trainer dietro, (per me
) ti dico solo che oggi sia mia figlia che l’altra bimba ci hanno mandato letteralmente a cacare ( a me a all’altro papà ) e siamo dovuti andare via dal campo
a dimostrazione che in questo sport le più brave hanno carattere da vendere, bimbi e biombe ammaestrate fanno poca strada.
nunziovobis says:
Bogart la mia è ammaestrata bene
Federico Di Carlo says:
Bogar,
non ti premurare di instillare complessi di inferiorità a tua figlia. Se non sei tu il suo primo tifoso, difficilmente cercherà appiglio e sostegno in te quando ne avrà bisogno. Eventualmente lo cercherà da qualche altra parte o si lascerà scoraggiare da sola.
Non è questione di avere carattere; è questione che a quell’età i bambini preferiscono viversi e godersi in santa pace l’esperienza del gioco piuttosto che avere due genitori ansiosi a bordo campo. ……
Davide says:
Post 33 e 36 di Federico da incorniciare, soprattutto quando dice “non è questione di avere carattere; è questione che a quell’età i bambini preferiscono viversi e godersi in santa pace l’esperienza del gioco”. Abbattiamo il mito: i bambini hanno voglia di competere (non tutti…), preferiscono vincere che perdere (tutti…), nessuno mette la vittoria al primo posto (in caso contrario di chi è la colpa?). Un bambino sano, quando perde, è dispiaciuto, ma dopo 15 minuti deve sorridere come prima e avere voglia di giocare come se avesse vinto.
Scusa Challenger…cosa intendi con “in effetti vincere o perdere fino a 12 anni conta niente”? Che succede a 13 anni? Posso capire che il tennis femminile sia più precoce (e anche di livello più basso) del tennis maschile, ma per le sentenze definitive mi sembra un pò presto…