Giulia Gabba: “Ci penso spesso a come sarebbe potuta andare”

di - 17 novembre 2015

gabba

Di Sara Montanelli

È dura, ci penso spesso a come sarebbe potuta andare la mia carriera” così inizia la telefonata con Giulia Gabba, classe 1987 di Casale Monferrato ed ex 183 della classifica Wta (nel 2007), quando le viene chiesto di spiegare quali sono stati i fattori mancanti per una carriera che poteva essere e che non è stata.

Il motivo principale è che purtroppo è morto mio papà e da quel momento ho dovuto fare delle scelte diverse da quelle che avrei voluto. Inoltre poco dopo mi sono fatta male alla schiena, mi è venuta l’ernia al disco, mi sono operata, sono stata ferma un po’” spiega.

Giulia si è trovata costretta a cambiare il suo percorso, certe mancanze non le hanno permesso di proseguire la strada verso il professionismo, ma non ha mai pensato di appendere la racchetta al chiodo; oggi gioca la seria A ad Albinea e da quest’anno fa la maestra a Parma: “Gioco la serie A, ma mi alleno poco, solo una volta alla settimana. Faccio quello che posso. Cerco di difendermi il meglio possibile però è difficile con il livello di gioco che c’è ora. Nonostante questo mi diverto, mi piace molto. Quando gioco la gara a squadra do il 500% di quello che posso dare.”

Riguardo al passaggio da professionista a maestra l’emiliana racconta: “Il percorso è stato abbastanza lungo. Prima di diventare maestra ho fatto cinque anni di università, giocavo poco, facevo qualche torneo in Italia, non è che mi dedicassi unicamente al tennis. Mi sono laureata in scienze motorie, mi sono dedicata completamente agli studi e quando ho finito l’università ho iniziato a lavorare ad Albinea dove sono stata due anni. Adesso lavoro a Parma.”

Le due professioni sono molto diverse e fare la maestra di tennis le porta grandi soddisfazioni: “Quando sei una professionista in campo ci sei solo tu, da sola. La soddisfazione te la crei tu come le cose brutte succedono a te e riguardano solo te. Facendo la maestra ho tantissime soddisfazioni perché vedo crescere i ragazzi, mi affeziono a tutti, mi diverto e spero si divertano anche loro. Vedi che anche i ragazzi si affezionano a te. Ad esempio ora che non sono più ad Albinea ad allenare quando torno per giocare la serie A mi corrono tutti incontro ed è la cosa più bella del mondo.”

Giulia conosce bene il compito dell’educatrice e riguardo ai suoi obiettivi per il futuro racconta: “A me piace tanto lavorare con i bambini piccoli e vedere la loro crescita. Per me l’obiettivo è farli crescere nel modo migliore possibile sia come tennisti ma soprattutto come persone. È vero che questo è anche il compito dei genitori ma anche il maestro ha un ruolo importante.”

Infine ci tiene a precisare che non ha nulla da rimproverarsi per quanto riguardo il suo passato da tennista: “Riguardo la mia intera carriera non ho nessun rimpianto, nessun rimorso. Sono felicissima. Sono soddisfatta di quello che ho fatto e rifarei tutto da capo, anche per fare felice mia mamma, mia sorella, mio papà. Penso che loro siano soddisfatti pur non essendo arrivata in alto.”

Giulia, noi ne siamo convinti. 

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2 commenti

  1. cataflic

    Io onestamente non la conosco, però mi pare che molti l’avessero dipinta come una di quelle che aveva reali possibilità dii farcela.

  2. dario

    insieme alla Verardi – Gatto – Knapp e Errani era la classe 87 che giocava meglio a tennis (l’ordine non è casuale).. credo che qualche rimpianto lo abbia (in fondo qualcosa emerge..tra le righe…) al contrario di quello che ha detto.. auguroni per tutto a questa bravissima ragazza……

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