Alcaraz suona la carica dopo Tokyo: “Voglio essere in un buon stato di forma nel 1000 di Shanghai”

Matteo Cubadda
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Carlos Alcaraz - Foto Guerin Charles/ABACA/ipa-agency.net

Dopo il titolo conquistato a Tokyo, Carlos Alcaraz è pronto a debuttare al Masters 1000 di Shanghai. Lo spagnolo ha parlato in conferenza stampa dell’entusiasmo per il ritorno davanti al pubblico cinese, del rientro nel circuito dell’amico Holger Rune e della voglia di terminare nel migliore dei modi la sua stagione.

Il ritorno a Shanghai e l’entusiasmo dei tifosi

Dopo il successo ottenuto a Tokyo, Carlos Alcaraz è pronto a scendere in campo anche al 1000 di Shanghai. Il torneo cinese rappresenta per lo spagnolo un ritorno atteso, dopo l’assenza per infortunio dell’anno precedente. Alcaraz ha raccontato con entusiasmo l’accoglienza ricevuta già durante il primo allenamento: “È emozionante. Sono passati due anni dall’ultima volta che sono venuto qui a Shanghai. Mi è piaciuto molto il caloroso benvenuto che mi hanno dato durante l’allenamento di oggi. È stato un piacere rivederli e sono felice di essere tornato al Masters di Shanghai”.

Il numero tre del mondo ha poi sottolineato quanto il pubblico cinese riesca a trasmettere energia ai giocatori, soprattutto in una fase della stagione nella quale le energie fisiche e mentali iniziano inevitabilmente a diminuire. “I tifosi sono super appassionati di qualsiasi sport e penso che sia fantastico per la comunità”, ha spiegato Alcaraz. “Ogni volta che vengo qui mi piace, perché penso che apprezzino il buon tennis e le partite. Sono davvero coinvolti”. Un entusiasmo che, secondo lo spagnolo, può diventare un fattore importante anche per i giocatori: “Siamo alla fine della stagione e a volte i giocatori possono arrivare qui un po’ stanchi, mentalmente e fisicamente. Ma grazie alle persone e ai tifosi troviamo l’energia per affrontare bene le partite e gli allenamenti”.

Alcaraz sul ritorno di Rune

Tra gli argomenti affrontati in conferenza stampa anche il ritorno nel circuito di Holger Rune, fermo per diversi mesi e nuovamente impegnato nel tour. Alcaraz ha parlato della situazione del danese con particolare attenzione. “È un processo lento”, ha spiegato il murciano. “L’infortunio che ha avuto è davvero complicato perché il movimento nel tennis è quasi tutto. Il suo stile si basa sul movimento, sul muoversi bene in campo e sul coprire più spazio possibile”. Per Alcaraz, quindi, le sconfitte che Rune sta raccogliendo in questa fase non devono essere considerate come un segnale definitivo. Il danese deve semplicemente ritrovare progressivamente il ritmo della competizione. “Può perdere alcune partite in questo momento, ma personalmente sono davvero felice di vederlo di nuovo in campo. È venuto a Murcia per allenarsi con me per una settimana e l’ho visto giocare bene. Si tratta di entrare nelle partite e ritrovare il ritmo della competizione, che è davvero importante”. E proprio per questo Alcaraz invita il danese alla pazienza: “Deve essere paziente perché sarà un processo lento, ma arriverà al punto in cui vuole arrivare”.

Stagione

Alcaraz ha poi analizzato l’andamento di una stagione nella quale gli equilibri sono cambiati rapidamente ai vertici del tennis. Dall’inizio dell’anno dominato da alcuni giocatori fino ai risultati arrivati nella seconda parte della stagione, lo spagnolo non si è detto sorpreso. “Non sono per niente stupito. Conosco il tennis: è una montagna russa. Un giocatore può iniziare l’anno molto bene, vincendo due, tre, quattro tornei, qualunque sia il numero. Poi può cambiare tutto e un altro giocatore può dominare il circuito sulla terra, sull’erba o vincere ogni torneo”. Per Alcaraz, la lunga durata della stagione lascia infatti spazio a continui cambiamenti: “Un anno può essere davvero lungo. Giochiamo tante partite e tanti tornei. Abbiamo molto tempo per adattare il nostro gioco nel miglior modo possibile per il resto della stagione”. Una delle caratteristiche che rendono il tennis così imprevedibile, secondo Alcaraz, è proprio la continua lotta ai vertici: “È la bellezza del tennis: avere tanti giocatori che lottano per la stessa cosa e vedere la classifica cambiare continuamente. Non sono affatto sorpreso”.

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