Ambo secco: 3 e 14

di - 10 Febbraio 2014

di Sergio Pastena

Nessuno aveva osato dirlo. Nessuno aveva osato perché, in fondo, la scaramanzia è roba italica, ma prima della finale di Vina del Mar erano stati in tanti a pensare che giocarsi un Atp 250 contro Leonardo Mayer, con tutto il rispetto per il tennista argentino, non era certo il peggio che potesse capitare.

E Fabio Fognini l’occasione l’ha colta eccome, dominando l’argentino dall’inizio alla fine: il conto delle palle break basta a rendere l’idea della sua supremazia: nemmeno una per l’avversario, ben tredici per il ligure, che ne ha convertite tre. Una vittoria bella e, soprattutto, meritata dopo la battaglia in semifinale contro Nicolas Almagro: i titoli in carriera per Fabio passano a tre e il best ranking viene ulteriormente ritoccato, visto che ora l’italiano è il numero 14 del mondo.

A proposito di ranking, questa vittoria è preziosissima non solo per la posizione ma anche per il solco scavato nei confronti del numero 17 delle classifiche, attualmente Tommy Robredo: 300 punti che consentono di guardare con meno paura ai cambi aloni in scadenza da qua ad aprile, ovvero i 360 punti di Montecarlo e i 180 di Acapulco (90 effettivi considerando che subentrerebbe Valencia). Aggiungiamo alcune buone occasioni come Indian Wells e Miami, dove Fognini difende poco, e la possibilità di arrivare agli Slam primavera/estate nei primi 16 diventa consistente.

Per ciò che riguarda gli altri tornei della settimana, a Montpellier e Zagabria erano di fronte favoriti e risorti e hanno vinto questi ultimi. In Francia, come prevedibile, finale tutta bleus con Gael Monfils che ha regolato Gasquet con un doppio 6-4, mentre in terra croata Marin Cilic ha superato l’eterno Tommy Haas per 6-3 6-4 confermando il titolo del 2013.

Questa settimana vede in programma un Atp 500 e due Atp 250. Vediamoli.

Ammucchiata olandese

A Rotterdam sono presenti diversi nomi di spicco, tra i quali una cinquina di Top Ten niente male: a guidare la truppa è il bombardero Juan Martin del Potro, che nonostante l’eliminazione prematura a Melbourne ha scavalcato in classifica Andy Murray, numero due del seeding.

A seguire troviamo Tomas Berdych e poi l’accoppiata francese Gasquet-Tsonga. Il tabellone, ad ogni modo, è ricco di spunti per via della presenza di numerosi outsider: si va dalla colonia tedesca, con Kohlschreiber e Mayer che accompagnano la testa di serie Haas, passando per quella francese con Gilles Simon e Gael Monfils, fresco di titolo così come Marin Cilic. Tutto senza dimenticare tipini come Jerzy Janowicz ed Ernests Gulbis. E l’Italia? A rappresentarla c’è Andreas Seppi, che però non ha certo pescato bene: subito Berdych per lui.

Gira bene per noi?

Passando ai 250, è obbligatorio citare la seconda tappa della Gira sudamericana, la Copa Claro di Buenos Aires. Qui, infatti, il nostro Fognini (per lui esordio contro Reister) proverà a ripetersi, anche se la prima testa di serie stavolta tocca a David Ferrer, a capo di una compatta delegazione ispanica che contra, tra gli altri, Robredo e Almagro.

Magre le speranze argentine: tra le teste di serie c’è Juan Monaco, che però non è ancora in condizione, quindi i sogni di exploit devono essere affidati gioco-forza agli outsider, come Delbonis, Berlocq, Pella e il finalista di Vina del Mar Mayer. Oppure a uno Zeballos che però incrocia subito Almagro. A rappresentare il tricolore anche Filippo Volandri, che al primo turno avrà un qualificato. A proposito di qualificazioni, poche soddisfazioni per noi: Giannessi e Bracciali vengono fermati al primo turno, Starace cade contro Haider-Maurer al secondo.

Il visconte dimezzato

Infine Memphis, ovvero l’Atp 500 declassato (giustamente) a 250 a rappresentare l’America che si lancia verso gli Atp 1000 di marzo. A guidare il draw, però, non è un americano bensì Kei Nishikori, che punta a riprendersi il ruolo di “giapponese della settimana” dopo che nell’ultima ha sorpreso Taro Daniel facendo i quarti in Cile.

Il tabellone, ad essere onesti, non è di quelli destinati ad entrare nella storia (non che lo fosse quando il torneo valeva il doppio dei punti): Feliciano Lopez, Hewitt e Lu le principali alternative per un torneo decisamente aperto nei pronostici, con Querrey a fare da mina vagante e tante attese per i giovani come Kyrgios ed Harrison e i meno giovani come Baghdatis e Bjorn “a volte ritornano” Phau. Qualificazioni al turno decisivo senza grossi sussulti, con Goffin e Kudla che potrebbero aggiungere un po’ di pepe al tabellone.

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