Alla vigilia dell’ATP 250 di Santiago de Chile, Luciano Darderi è stato intervistato dal quotidiano cileno La Tercera. Il numero 21 del ranking ha parlato del suo rapporto con il Sud America, con l’Italia e con la Coppa Davis. Inoltre, ha detto la sua anche sull’importanza di avere questi tornei su terra in Sud America prima del cemento americano.
Com’è noto Darderi ha origini italo-argentine e, a tal proposito, gli è stato chiesto se sia ancora sicuro di giocare per l’Italia, nonostante non abbia ancora esordito in Davis con la maglia azzurra. Dal canto suo, l’italiano non ha avuto dubbi: “Davis per l’Argentina? Quando il ranking migliora, inevitabilmente aumenta la visibilità, ma per ora gioco per l’Italia e l’idea non è cambiata: anche se sono nato in Argentina, ho giocato tutta la carriera per l’Italia, per me è una cosa normale”. Su un eventuale contatto con Javier Frana (capitano argentino di Davis) ha ammesso: “Non ho parlato con Frana della possibilità di giocare per l’Argentina, credo ne abbia parlato con mio padre, ma per me la priorità è concentrarmi sulla mia carriera”.
Lo swing sudamericano
Riguardo al Sud America, però, Darderi ha difeso la presenza in calendario dei tornei argentini, cileni e brasiliani: “Secondo me il Sud America ha bisogno di questi tornei, più del 10% del ranking è sudamericano non vedo perché non dovrebbero meritarseli – ha detto –. Santiago, Buenos Aires e Rio sono tutti tornei prestigiosi da cui sono passati giocatori importanti”. L’italiano, inoltre, ha detto che lascerebbe questa parte di calendario così com’è: “Passare al cemento? Io terrei la terra, mi piace come superfice. I giocatori sudamericani hanno il loro punto di forza nella terra battuta e non vedo perché togliere questa parte del tour”.
Il rapporto con il Cile
Ad una domanda precisa sul Cile e i suoi giocatori, il vincitore di 4 titoli ATP ha risposto: “Il Cile oggi ha un ottimo livello: Nico Jarry, Alejandro Tabilo, Cristian Garin, Tomas Barrios Vera. Ho giocato con tutti e sono ottimi giocatori, tre di loro sono stati in Top 20, Barrios è stato in Top 100”. Poi ha aggiunto: “Non è banale avere quattro giocatori a questo livello, anche per la Davis non è da sottovalutare”.
Infine, il classe 2002 ha parlato del suo rapporto con l’ATP 250 cileno: “Santiago de Chile è un torneo particolare per me: è stato uno dei primi tornei che ho giocato dopo aver vinto Cordoba due anni fa”. Quest’anno Darderi spera di fare bene dove non ha mai ottenuto grandi risultati: “Non ho mai fatto molto bene qui, anche perché non è semplice adattarsi all’altitudine. Questa volta però sono un po’ più riposato perché sono uscito subito a Rio e ho avuto più tempo per abituarmi”.