Diario di Bordo da Cordenons

di - 18 Agosto 2015

Linzer

Foto e articolo di Giulio Gasparin (@giuliogasparin)

Con le mie vacanze terminate ieri nella mattinata e poi protratte ad oggi grazie (o a causa, se preferite) del meteo avverso, segnato da forti temporali che avevano costretto lo spostamento di molti match delle qualificazioni nei campi indoor, oggi è riiniziata la mia avventura a bordo campo, in quello che è per me il torneo di casa: l’ATP Challenger di Cordenons. Proprio qui, un paio di anni addietro, ottenni il mio primo Pass come giornalista e, dopo l’assenza dell’anno passato, tornarci con un bagaglio di esperienze che mai avrei sognato di accumulare quando presi quel primo badge, ha reso ancora più speciale il ritorno a questo evento.

Purtroppo le previsioni e il cielo sopra le montagne che fanno da cornice alla pianura pordenonese non promettevano un pomeriggio privo di pioggia già al mio arrivo i primi tuoni si altra vano al rumore sordo delle palle sulle corde. Nell’attesa dell’inizio del match di uno dei favoriti dal pubblico friulano, Filippo Volandri, ho guardato un paio di giochi tra Gianluca Naso e Nicola Ghedin, dove suo malgrado il qualificato azzurro ha subito la maggior spinta dei colpi di Naso, sicché, almeno in quei frangenti che ho potuto osservare, questa lotta tra Davide e Golia, viste anche le conformazione fisiche di entrambi, non prometteva un colpo di scena di memoria biblica. Arrivata dunque l’ora di Volandri sul centrale, il toscano non ha deluso le aspettative, incantando il discretamente folto pubblico locale con il suo celebre rovescio e le altrettanto famose palle corte. Il primo set contro il serbo Miljan Zekic è stato un one man show, con la settimana testa di serie in pieno controllo ad imporre il divario di esperienza che lo separa dal suo avversario, estremamente in difficoltà soprattutto quando gli scambi venivano decisa colpi di fioretto, dove la potenza del serbo a poco serviva contro la manualità di Volandri. Archiviato il primo set per 6 giochi a 2, l’azzurro ha subito un Zekic più propositivo, soprattutto con i colpi di inizio gioco, che conscio di non poter competere sulla solidità da fondo ha provato a rischiare di più. Il tennis più aggressivo del serbo si è rivelato da subito un’arma a doppio taglio, poiché al maggior numero di vincenti si è subito aggiunto un maggior numero di gratuiti. Volandri stesso ha aumentato il numero di errori, ma ciononostante ha fatto valere la sua maggiore esperienza nei momenti ti chiave e ha chiuso al quarto match Point in poco più di un’ora, 6-2 6-4.

Naso

Con grande sorpresa mia e penso anche del resto del pubblico, senza che una sola goccia d’acqua fosse caduta, le nubi scure e cariche di tempesta hanno scaricato altrove, lasciando spazio ad un piacevole pomeridiano. Con ancora più sorpresa però, sul campo 12, Ghedin aveva messo in piedi una vera e propria battaglia contro Naso, a cui aveva strappato il secondo set, costringendo il match ad un lungo terzo parziale. Contrariamente a quanto visto nelle prime battute, il tennista trevigiano aveva trovato le giuste contromisure per la potenza del siciliano, che però aveva trovato un allungo che sembrava decisivo sul 5-2. Ghedin non si è dato per vinto e con caparbietà si è costruito una rimonta osteggiata dal pubblico amico, esaltato da un paio di recuperi spettacolari. Si è però infranta sul più bello la sua rincorsa, perché recuperato il break di ritardo, Ghedin è andato a servire nuovamente per rimanere nel match, ma è stato abbandonato dal dritto proprio sul più bello, consegnando break ed incontro a Naso.

Incuriosito da uno dei nomi caldi di quest’estate, sono rimasto sullo stesso campo per vedere Michael Linzer in azione contro l’esperto brasiliano Rogerio Dutra Silva, rimanendo poi inchiodato al mio posto per tutto il primo set, carico di grandi punti e anche un pizzico di dramma. Dell’austriaco ho appezzamento fin da subito il gran servizio e la varietà di soluzioni di cui si è ampiamente dimostrato capace, anche se risultato spesso troppo falloso contro la solidità estrema del più quotato brasiliano. Il primo set tra i due è stata una vera e propria battaglia a tutto campo, con il numero 274 del mondo che spingeva da fondo e con il servizio, alternando pregevoli palle corte ed improvvise discese a rete. Di contro, Dutra Silva mostrava grande solidità, concedendo pochi errori e forzando spesso l’austriaco a colpire una o più palle in più di quanto si aspettasse. Ben presto la lotta però è diventata anche di nervi, con il tono dei grunt sempre più alto, specie da parte di Linzer e per cui il brasiliano si è lamentato con il giudice di sedia, che però ha risposto che erano entrambi ad essere rumorosi per cui non c’era alcun motivo di intervenire. Così il brasiliano ha cominciato a fare il verso all’esultanza del suo avversario, per cui questa volta l’arbitro l’ha ripreso, sentendosi dire, in risposta: “non ho più 20 anni, non ci sto a certe cose.”

A quel punto, Linzer ha cominciato ad esultare con rumorosi “Vamos” per cui Dutra Silva si è spazientito, ma, nonostante un austriaco sempre più stanco e madido di sudore, non è riuscito a far valere la sua superiorità di condizione atletica. Una volta al tiebreak, i rischi presi da Linzer hanno pagato, tanto che si è trovato con tre set point consecutivi, chiudendo però solo all’ultimo, il primo sul proprio servizio.

 

Al rientro dopo essersi cambiato dall’abito fradicio di sudore, il tennista di Bad Erlach ha subito un parziale di 3-0, in cui ha anche dato vita ad un altro scambio animato con il brasiliano, colpevole di avergli fatto ancora una volta il verso, ma a cui lui ha risposto in italiano con un vaf… che gli è valso un warning. Da quella situazione di vantaggio però, Dutra Silva ha cominciato ad accusare un problema di schiena e ha completamente perso la solidità con cui aveva affrontato il primo set, commettendo moltissimi più errori di quanto non fatto fino ad allora, subendo un parziale di 6-1, soprattutto per colpe proprie. Ad onor di cronaca, è giusto far notare che le quote in questo match siano cambiate molto in fretta ad inizio match, dando Linzer per favorito, nonostante il ranking.

Sul campo affianco, intanto, si è giocata un’intrigante sfida tra due azzurri: Matteo Viola e la giovane Wild Card Andrea Pellegrino, classe 1997 e che oggi ha destato ottime impressioni. Pellegrino ha dimostrato di essere capace di un tennis di qualità, aiutato da uno stupendo gioco di piedi, tanto da essere arrivato ad un passo da portare a casa una vittoria stupenda, in rimonta, sul più esperto e quotato Viola. Ma proprio l’esperienza ha aiutato il numero 208 del mondo, che non ha concesso errori una volta trovatosi sotto di un break nel terzo set, con il giovane Pellegrino al servizio per chiudere l’incontro: il braccio ha tremato al diciottenne, che non ha più ritrovato la prima di servizio, finendo per perdere i quattro giochi successivi che gli sono costati l’incontro. 6-4 3-6 7-5 il risultato in favore di Viola.

Tutto molto facile invece per Paolo Lorenzi, seconda testa di serie del tabellone friulano, che ha addirittura rifilato un doppio 6-0 a Padja Kristin, numero 280 del mondo, nel match serale sul campo centrale, mentre si rifacevano sentire cupi i tuoni in lontananza.

© riproduzione riservata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *