La ‘mia’ Bordighera, Jannik Sinner e Riccardo Piatti

di Alessandro D’Itri (Maestro Nazionale FIT – Piatti Tennis Center)

Sono arrivato a Bordighera nell’estate del 2020. I due mesi di prova si sono presto trasformati in una collaborazione stabile e sono ormai quasi due anni che vivo e lavoro in Liguria. Sono rimasto subito molto colpito da quanto il Piatti Tennis Center viaggi veloce: professionisti che arrivano da Montecarlo, atleti fissi che si allenano giornalmente, stage e tanto altro. È un centro in continuo movimento, da cui, stando al passo, si può imparare davvero tantissimo.

Il metodo studiato e portato avanti da Riccardo Piatti è di altissimo livello, ma è soprattutto basato su un linguaggio simile e organizzato, che consente sia ai coach che ai tennisti di comunicare rapidamente e in maniera semplice. Facile da insegnare, facile da capire. Bio-meccanica, tattica, tecnica, tutti i tecnici portano avanti un metodo univoco; e non pensiate sia così semplice trovare in giro un linguaggio comune ‘parlato’ da tutto lo staff. Aggiungo la professionalità e la continua ricerca del dettaglio. Tutto ciò mi ha convinto di essere arrivato nel luogo giusto nel momento giusto per crescere, migliorare come maestro e acquisire nuove e importanti conoscenze.

La vita extra tennis? Devo ammettere che, arrivando da Roma, un luogo di mare vissuto in inverno all’inizio è un po’ traumatico, ma in estate è davvero molto bello e, complessivamente, si sta veramente bene.

Jannik, Jannik, Jannik… Tanto lo so che volete leggere qualcosa su Jannik Sinner. È una grande fortuna poter ammirare Jannik in allenamento, è un esempio di atleta giovane, con sani valori, un agonista nato, una bellissima e importante immagine per lo sport italiano. Un super agonista sano e pulito, che anche quando si gioca a calcetto o a padel vuole sempre, sempre, sempre vincere. È educato, umile, predisposto al lavoro e all’ascolto. Riccardo Piatti e la famiglia sono stati importantissimi in questa crescita, umana ancor prima che tennistica. Stargli vicino è una super fortuna. Posso raccontarvi che ho potuto seguire i lunghi allenamenti all’Isola d’Elba in cui Riccardo modificava il servizio di Sinner; all’inizio Jannik ha fatto fatica, ma giorno dopo giorno si poteva notare come migliorasse sensibilmente. Ascolta tutti, mette in pratica i dettami con una mentalità aperta al cambiamento, non banale in un giocatore già così forte. In cosa altro è migliorato? Nella maniera in cui si avvicina in risposta e in come gioca la risposta, nel modo in cui si applica tatticamente e tecnicamente dentro al campo, capendo sempre di più quando attaccare verso la rete.

Alessandro D'Itri e Lorenzo Carboni - Foto Piatti Tennis Center
Alessandro D’Itri e Lorenzo Carboni – Foto Piatti Tennis Center

Jannik è una fortuna per noi, ma ovviamente anche per i tanti ragazzi che si allenano qui e che sognano di diventare dei tennisti professionisti.

Riccardo Piatti? I suoi grandi punti di forza sono essenzialmente due. Il primo è la curiosità: vuole conoscere il pensiero di tutti noi, ascolta e, se il ragionamento lo convince, è anche propenso a modificare il proprio. All’inizio pensavo: ‘sei Piatti, potresti non ascoltare nessuno’. E invece Riccardo è in continua evoluzione, si mette in gioco sempre. Il secondo punto di forza è la passione, che si nota nel lavoro con Jannik ma soprattutto negli stage con i principianti, che è solito fare all’Elba; vuole provare ad arricchire il tennis di tutti. Solo chi ha tantissima passione può farlo.

Per quanto mi riguarda, ancora oggi faccio fatica a non sorprendermi nel girarmi e trovare, all’improvviso, Bolelli o Gulbis che si allenano e raccontano aneddoti e aneddoti sul circuito. Qualche tempo fa sono stato con Dalibor Sirola (preparatore fisico; ndr) e Jannik a Montecarlo, dove ci sono stati allenamenti con Goffin, Zverev e Berrettini. Ritrovarmi lì con Matteo, contro cui avevo anche giocato in passato, è stato molto emozionante. Allenamenti che credo non dimenticherò mai.

Il mio ruolo oggi al Piatti Tennis Center è anche di coach itinerante. Ho la fortuna di affiancare Andrea Volpini e Cristian Brandi al seguito di ragazzi molto interessanti delle annate 2006, 2007 e 2008. Siamo partiti lo scorso anno con tornei Tennis Europe under 16 e Itf under 18 grado 4 e 5, in questa stagione stiamo affrontando Itf junior di livello più alto e nel 2022 tenteremo l’approdo ai $15.000.

Nel mio futuro vedo oggi il lavoro da coach itinerante. Non faccio fatica a viaggiare tanto, anzi mi piace molto. Amo poter seguire la crescita dei ragazzi dai 10 ai 19 anni, seguirne l’evoluzione nei minimi dettagli. Ma anche conoscere persone di altri paesi, come accade qui, per confrontarmi con mentalità diverse. Voglio imparare a tirare fuori il massimo da ogni singolo giocatore. Ci vorrà tempo ed esperienza, ma credo sia l’obiettivo primario di ogni insegnante. In qualsiasi campo.

 

 

Alessandro D’Itri, nato a Frosinone 29 anni fa, è dall’estate 2020 uno dei tecnici del Piatti Tennis Center di Bordighera. Dopo una breve carriera giovanile tra Sora e Napoli, si è laureato in Scienze Motorie a Roma e a conseguito la qualifica di Maestro Nazionale FIT nel 2018. Ha lavorato a Frosinone, Roma e Madrid per poi trasferirsi a Bordighera, dove è oggi uno degli head coach dell’accademia

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