La luce è tornata, Dolgo illumina il circuito Atp

di - 23 Febbraio 2017
Alexandr Dolgopolov - Foto Ray Giubilo

Alexandr Dolgopolov è senza dubbio uno dei giocatori più estrosi nel panorama tennistico mondiale. Il suo stile di gioco è unico nel circuito ATP; dà come l’impressione di volersi esclusivamente divertire e far divertire il pubblico ogni volta che scende in campo.

Rafael Nadal lo definisce un “giocatore pazzo” proprio per la sua imprevedibilità nel giocare ogni tipo di colpo. Ha un tennis aggressivo sin dal servizio e una velocità e varietà di esecuzione quasi unica nel circuito ATP.

TENNISTA DALLA NASCITA

Nativo di Kiev, Dolgopolov inizia a giocare a tennis prestissimo, alla tenera età di 3 anni seguendo le orme del padre. Tuttavia non é un inizio tutto rose e fiori per Dolgo dato che a soli 12 anni a causa di una malattia nota come Sindrome di Gilbert (patologia benigna del fegato che può produrre gran stanchezza e debolezza), i medici avevano sconsigliato l’attività fisica sportiva.

Nel 2003 inizia a partecipare a tornei internazionali junior ottenendo anche diverse vittorie in singolo e in doppio. A livello giovanile raggiunge nel 2005 anche i quarti di finale al Roland Garros, suo miglior piazzamento in una prova dello Slam. Nel 2006 porta in bacheca ben 5 Futures e dal 2007 al 2010 conquista 5 tornei Challenger. Nel 2011 arriva il suo primo titolo ATP in carriera, a Umago (ATP 250) in Croazia e nel 2012 si aggiudica il torneo di Washington (ATP 500) negli States. A livello di Slam ottiene il suo miglior risultato nel 2011 conquistando i quarti di finale agli Australian Open. Il 2012 è l’anno del suo miglior ranking nella classifica ATP dove raggiunge la 13esima posizione.

GIOIE E DOLORI

Pochi risultati di spicco come altrettante sono le vittorie con top player. Esalta in particolare quella del 2014 sul cemento di Indian Wells dove riesce a battere lo spagnolo Rafael Nadal allora n°1 del mondo. Nel 2015 a Londra sull’erba del Queen’s al primo turno sconfigge 6-3 6-7(6) 6-4 ancora lo spagnolo allora n° 7 del ranking ATP. Grazie a un eccellente servizio e una gran rapidità di esecuzione e movimento, “Dolgo” ha portato a casa una delle vittorie più significative della sua carriera.

Anche l’italiano Fabio Fognini conosce bene la forza di Dolgopolov. Sono ben 4 le vittorie sul tennista azzurro; la più scottante è a Indian Wells nel 2014 dove l’ucraino rifila un perentorio 6-2 6-4. Nel match durato 1h 16m ha messo a segno 28 vincenti e solo 20 errori non forzati. Fognini nel postpartita ha detto di lui: “Dolgopolov gioca a caso. E´ un giocatore che ti fa uscire dagli schemi”.

I suoi punti di forza sono l’imprevedibilità e la rapidità; da quella racchetta può uscire veramente di tutto. Dotato di un ottimo servizio con una preparazione rapidissima è molto difficile intuirne la direzione. Una straordinaria sensibilità di mano gli permette di cercare soluzioni che ad altri sembrano impossibili. Ha un gioco imprevedibile, dritto e rovescio di prima qualità, servizio di grande consistenza e soprattutto è uno dei pochi a possedere per intero la magia del drop shot.

Poche le vittorie, purtroppo non gli infortuni di vario genere che hanno afflito Dolgopolov nel corso degli anni. L’ultimo alla schiena che gli ha precluso la partecipazione al Roland Garros 2016.

QUALE FUTURO PER DOLGO?

Il 2017 è iniziato con il torneo di Brisbane dove si è imbattuto al primo turno in Rafael Nadal perdendo con un passivo di 6-3 6-3 in un match in cui è mancata più la tenuta fisica dovuta al lungo stop. Nel primo Slam dell’anno agli Australian Open perde al secondo turno dal francese Gael Monfils in 4 set mostrando una buona condizione atletica. Sino alla settimana di Buenos Aires, durante la quale la luce è tornata a brillare (e a vincere) e, ai suoi piedi, sono caduti Kei Nishikori, Pablo Carreno Busta e Pablo Cuevas, non esattamente gli ultimi arrivati. Il tutto senza perdere alcun set.

Dolgo ha deciso di affidarsi  a Felix Mantilla che dal 2016 lo segue con la speranza che possa tornare il prima possibile a far divertire con continuità con il suo estro tutti gli appassionati di questo sport. Queste le parole di Mantilla: “Alex è molto tranquillo, è un bravo ragazzo. Con lui è davvero bello e facile lavorare. Si vive in un ambiente perfetto”; e riguardo al gioco: “A mio parere deve rimanere così, diverso dal resto. Se si tenta di farlo diventare ordinario, perderebbe l’essenza del suo gioco”.

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