ESCLUSIVA – Romano: “Con Arbino sono cresciuto tanto. Sull’erba? Fare meglio di così era difficile”

Francesco Bruni
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Filippo Romano - Foto Yuri Serafini

Filippo Romano ha rilasciato un’intervista esclusiva sul canale YouTube di Spazio Tennis, raccontando le ultime straordinarie settimane sull’erba, il rapporto con il suo allenatore Gipo Arbino e la crescita che sta vivendo dentro e fuori dal campo.

ALLA SCOPERTA DEL VERDE

Romano arriva dal miglior periodo della sua stagione con la semifinale al Challenger 125 di Ilkley e i quarti al 125 di Birmingham. Due tornei, tutti positivi, culminati poi con l’eliminazione in primo turno di qualificazioni al Challenger 75 di Dublino, dove la stanchezza si è fatta sentire. “Fare meglio di così era difficile, anche solo a pensarci“, ha detto. “Sono contentissimo di come sono andati“. E sulla stanchezza accumulata, ha trovato una lettura tutta sua: “Non è facilissimo e non è scontato che vai avanti. Quindi è estremamente positivo arrivare stanco in quelle situazioni. Alla fine ho fatto più o meno una partita al giorno. L’erba sembra che non ti stanchi così tanto, però ti distrugge. Devi stare sempre basso, non puoi scivolare. Muscolarmente è molto più dispendioso di quanto sembri“.

IL DUO ARBINO-ROMANO

Sul rapporto con Gipo Arbino, Romano è stato particolarmente sincero: “Per prima cosa è una gran persona, ma soprattutto è un appassionato incredibile. Darebbe tutto al tennis. Nonostante la carriera che ha fatto, rimane sempre così vero e così autentico. Non è facile. Da quando sono con lui sono cresciuto tanto come atteggiamento e come mentalità“. Ha anche ammesso un cambiamento che non si sarebbe aspettato: “A me non è mai piaciuto guardare il tennis, anzi ho sempre odiato guardare le partite degli altri. Però mi sto rendendo conto che tutto fa. Sto provando a cambiare dei miei pensieri che prima pensavo fossero giusti e a modellarmi per come è meglio, perché la strada per diventare un gran giocatore secondo me passa anche dal diventare una persona migliore“.

NOLE, L’IDOLO

Il suo idolo è Djokovic, e su di lui Romano ha detto qualcosa che racconta molto del suo modo di guardare al tennis: “Mentalmente è uno dei migliori al mondo, forse il migliore in assoluto, ed è incredibile che a quarant’anni sia ancora lì a giocarsi le proprie carte con i migliori. Spero che vada avanti il più possibile, anche se è il fisico che decide, ma finché regge penso che non smetta, perché il tennis è la sua vita. Secondo me dovrebbe finire in un momento come questo, in cui è ancora competitivo e sta lasciando un segno importante“.

IL DOPPIO COME SOLUZIONE

Romano ha parlato anche del doppio, che per lui non è mai stato solo un’appendice al singolare: “All’inizio era una questione sia di classifica sia economica, perché il doppio porta comunque dei soldi a casa. Ora che sto andando avanti in singolare è diventata soprattutto una questione di allenamento: puoi lavorare sulla risposta, alle volée, sul servizio. Piuttosto che fare una seduta in più, ti giochi il doppio e metti insieme tutto“.

LA CRESCITA DEL TENNIS AZZURRO

Sul momento che sta vivendo il movimento italiano, Romano ha chiuso con una riflessione che va oltre il semplice risultato: “Vedere che siamo tutti vicini mi motiva. Vuol dire che stanno crescendo tanti giocatori forti. Penso che nessuno di noi si insegua davvero, perché sappiamo che ognuno ha il suo percorso. Cerchiamo di sostenerci il più possibile“.

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