Juan Carlos Ferrero: “Alcaraz può diventare il più grande”

Francesco Bruni
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Juan Carlos Ferrero - Foto PSNEWZ/SIPA

Golf, tennis e vita fuori dallo sport. In un’intervista a Marca, Juan Carlos Ferrero ha parlato dei suoi ultimi mesi e di come la separazione dal suo pupillo Carlos Alcaraz lo abbia portato a cambiare sport, almeno per il momento, diventando il mental coach di Angel Ayora, giovane golfista spagnolo.

Tuttavia, l’ex tennista spagnolo, pur essendo concentrato sulla pallina bianca fossettata, non ha smesso del tutto di seguire quella gialla: “Non ho visto molto”, specifica Ferrero. “Degli Australian Open ho guardato i risultati delle partite di Carlos, ho visto un po’ di quella di Tommy Paul, un po’ di quella di Zverev e un po’ di più della finale, ma non i match completi”.

IL RAPPORTO CON IL TENNIS

Lontano dal tennis da tre mesi, l’ex coach di Alcaraz frequenta comunque lo sport che l’ha forgiato, ma non ne sente la mancanza: “A volte, dopo una decisione del genere, è necessaria una breve pausa. Sto bene, mi rilasso all’accademia, dove ci sono tornei ogni due settimane. Vivo lì e vedo i ragazzi tutti i giorni: questo significa che non sono troppo isolato”, dice Ferrero. “Ad ogni modo, non mi manca il tennis. Non adesso. Ho bisogno di questa pausa per capire quando si ripresenterà, in modo più naturale, l’occasione per tornare”.

Ferrero non chiude la porta a un suo ritorno, ma non ha fretta: “Sono arrivate delle offerte ma, per il momento, non sento quella spinta, quell’entusiasmo e quel desiderio che mi farebbero riprendere ad allenare. Sono tranquillo con questo nuovo progetto e non ho fretta di tornare. Il momento arriverà”.

Inoltre, tra le diverse offerte, ne ha ricevute anche alcune da giocatrici del circuito WTA: “Alla fine, ci si ritrova a vivere le stesse situazioni sia nel circuito maschile che in quello femminile”, osserva Ferrero. “Quello che le tenniste desiderano è migliorare e avere un allenatore esperto che possa guidarle in determinati aspetti. Ma io non sono ancora pronto”.

 IL CAREER GRAND SLAM DI ALCARAZ

Parlando di Alcaraz e del suo titolo in Australia, ha anche lodato il lavoro del team: “Mi sono congratulato con tutti loro e con Carlos, sia prima sia dopo aver fatto la storia”, dice lo spagnolo, sottolineando quanto fosse importante per il suo ex allievo riuscire in quest’impresa. “Era un obiettivo molto chiaro che Carlos si era prefissato negli ultimi anni e il fatto che sia stato il più giovane di sempre a raggiungerlo mi rende molto orgoglioso”. Poi aggiunge: “Suppongo di aver dato anche io un piccolo contributo in tutto questo tempo”.

Chiudendo su Alcaraz, crede che abbia tutte le carte in regola per superare Djokovic: “Carlos può diventare il migliore di sempre. Quello che deve fare è mantenere alta la motivazione. Deve restare motivato quando raggiunge tutti gli obiettivi che si è prefissato e, quando la motivazione cala, deve subentrare la disciplina professionale. Credo che Carlos rimarrà motivato, perché sa di avere davanti a sé giocatori molto importanti, giocatori che hanno ottenuto grandi successi, e lui vuole essere uno di loro”.

SINNER ALL’AUSTRALIAN OPEN

Riguardo al più grande rivale di Alcaraz, Jannik Sinner, Ferrero si è detto sorpreso: “Sono rimasto sorpreso dalla sua sconfitta contro Djokovic, soprattutto perché lo aveva battuto nettamente nelle ultime partite. Ero un po’ preoccupato per la sua condizione fisica, visto che aveva avuto problemi già all’inizio del torneo”, spiega il coach, che però non sminuisce il serbo. “È anche vero che Novak è Novak e, quando gioca al 100%, è sempre molto difficile da battere. Era successo anche a Carlos un anno prima”.

“SINCARAZ”

Riguardo al duopolio dei “Sincaraz”, non crede che il divario con gli altri giocatori sia così ampio: “C’è una leggera differenza, ma non così grande”, rivela Ferrero, che fa anche qualche nome tra i possibili outsider. “Alla fine, Zverev ha dimostrato di essere vicino, proprio come un Fritz in forma, e Djokovic è sempre una forza da non sottovalutare. Sono giocatori che possono mettere in difficoltà Carlos e Jannik. È vero che, se entrambi sono al massimo della forma, sono superiori a tutti gli altri, ma ci sono rivali che possono seriamente sfidarli”.

 

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