Lettera aperta dei doppisti: “Il tennis non è solo business, ATP non ci lasci indietro”

Luca Innocenti
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Andrea Vavassori - Foto Marta Magni | MEF tennis events

Il mondo dei doppisti, rappresentato da 20 federazioni nazionali, 33 ex doppisti e 137 giocatori attuali ha pubblicato una lettera aperta indirizzata ai vertici ATP. Il mondo degli specialisti, tramite il documento intitolato “Deciding Point. ATP’S Choice” (“Punto decisivo. Scelta dell’ATP”), si è schierato contro la riforma che vorrebbe fortemente ridimensionare spazio e risorse a partire dal 2028. Nella lettera, firmata anche da Andrea Vavassori, si legge:  “L’ATP esiste per servire tutti i giocatori professionisti, il tennis è più che un business. Siamo sinceramente preoccupati dal progetto di riduzione dei tabelloni di doppio”. Il documento non vuole opporsi totalmente ai cambiamenti, come si evince dal seguente passaggio: “Siamo a favore del progresso, capiamo la necessità di far crescere lo sport, rafforzare i tornei e aumentare il valore commerciale, ma la riforma proposta si spinge troppo oltre“. 

Le ragioni dei doppisti

“Il progetto toglierebbe circa 20 milioni di dollari statunitensi spostandoli dal doppio al singolare. Questo taglierebbe un numero significativo di opportunità professionali per gli specialisti del doppio – prosegue il comunicato, esponendo le ragioni degli specialisti -. Uno sport in piena salute non può affidarsi solo da una ristretta élite, ha bisogno di un percorso che consenta ai giocatori di crescere, competere e guadagnarsi da vivere”. 

Federazioni e doppisti sottolineano l’importanza sportiva e sociale della loro specialità: “Il doppio è la disciplina che giocano più persone in giro per il mondo, è il modo più inclusivo per giocare e molte persone si approcciano al tennis proprio giocando con amici, famigliari e colleghi”. 

La lettera aperta continua dunque con un richiamo alle responsabilità indirizzato ai vertici del tennis mondiale: “L’ATP deve trovare un bilanciamento tra interessi commerciali e responsabilità nei confronti dei giocatori. Anziché tagliare, dovrebbe proteggere i tabelloni di doppio più significativi e sviluppare un piano a lungo termine per promuovere il doppio e renderlo più attraente per i fan”. 

La chiosa finale è esplicativa di una posizione ferma, ma aperta al dialogo: “Non ci opponiamo alla riforma, vogliamo però esserne parte. Ogni cambiamento dovrebbe rafforzare lo sport nel suo complesso, non indebolirne una parte essenziale. Concedeteci di far crescere il tennis, senza lasciare indietro il doppio“.

 

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