Milos Raonic: “Vi spiego la differenza tra Sinner-Alcaraz e i Big 3”

Tommaso Giuliani
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Carlos Alcaraz + Jannik Sinner - Cincinnati 2025 - PSNEWZ_SIPA_IPA

Nelle ultime due stagioni Jannik Sinner e Carlos Alcaraz hanno accumulato un gap invidiabile nei confronti della concorrenza. La domanda sorta spontanea è: quanto è merito loro e quanto è demerito degli altri? Secondo Milos Raonic, intervistato al Changeover Podcast, il divario creatosi negli ultimi anni tra i migliori giocatori del circuito e il resto del gruppo non solo è tornato ad allargarsi in modo netto. Questa volta, il processo è sembrato essere stato persino più rapido rispetto a quanto accaduto nell’era dei Big Three.

Sinner e Alcaraz hanno probabilmente aumentato il gap tra il numero 3 e il numero 20 più velocemente di quanto non sia successo in passato spiega Raonic -. Ai tempi di Federer, all’inizio, c’era solo lui. Poi è arrivato Nadal, inizialmente dominante sulla terra, e in seguito competitivo su tutte le superfici. Poi è arrivato Djokovic. Tutto è successo a fasi, a pezzi”. Una progressione graduale che, col tempo, ha finito per unire quasi tre generazioni diverse di tennisti, creando un blocco dominante che non ha lasciato spazio agli inseguitori. “Alla fine – continua Raonic –. quel gruppo ha costruito un gap enorme con il resto del circuito, senza concedere agli altri nemmeno una reale possibilità di sperare di raggiungerli”. 

Il fardello di chi insegue Sinner e Alcaraz

La riflessione si spinge anche sul confronto generazionale: “Il numero 5 del 2025 batterebbe o perderebbe sempre contro il numero 5 del 2015? Credo che siano giocatori comparabili”. Ma la vera difficoltà, per Raonic, è stata di tipo emotivo e temporale: “Quando stavo crescendo, Federer, Nadal e Djokovic erano più grandi di me. Ti davano l’illusione che, prima o poi, sarebbe arrivato il tuo momento. Invece non è mai successo. Chi c’è adesso invece davanti ha giocatori che hanno davanti tutta la carriera e che sono arrivati insieme. L’unico realmente più giovane di loro è Fonseca“. Una nuova era, dunque, che secondo Raonic rischia di replicare, se non addirittura accentuare, la distanza vista durante il dominio dei Big Three, lasciando ancora una volta il resto del circuito a inseguire.

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