Nei giorni scorsi Moise Kouame ha conquistato la sua prima vittoria a livello Challenger. A Lille, il classe 2009 ha superato Matej Dodig con il punteggio di 6-4 6-2, accedendo al secondo turno, dove affronterà l’austriaco Schwaerzler, e scrivendo un’altra pagina precoce della sua carriera.
Con questo successo, il francese è diventato il primo nato nel 2009 a vincere un match nel circuito Challenger, dopo essere già stato il primo della sua generazione a imporsi a livello ATP nelle settimane precedenti. Un talento che aveva fatto parlare di sé anche all’ATP 250 di Montpellier, dove superò le qualificazioni battendo Elias Ymer e Clement Chidekh, prima di strappare un set al top 80 Aleksandar Kovacevic nel main draw. Intervistato da L’Équipe, Kouamé ha raccontato le sue sensazioni dopo questo nuovo traguardo:
LA PRIMA VITTORIA NEL CIRCUITO CHALLENGER
Il classe 2009 francese ha definito così questo periodo di grande forma per lui e di primo approccio al livello più alto: “È un grande passo, sono contento del livello che sto esprimendo. In questo momento ho davvero tanta voglia di tornare in campo e divertirmi. Non è mai facile. Non conoscevo il mio avversario, ma siamo stati bravi a mettere in campo la giusta tattica”.
L’ATTITUDE DI KOUAME
La maturità sorprende quanto il talento. Alla domanda su cosa preferisca, se attaccare o difendere, il francese non sceglie: “Direi 50 e 50. Ci sono momenti in cui colpisco la palla molto forte e la sento benissimo, mi piace tantissimo. Ma ci sono anche momenti in cui mi piace difendere, lavorare lo scambio. Credo che in questo momento stia difendendo bene. Però la cosa più importante è divertirsi e sorridere, essere felici di fare quello che amiamo”.
GLI OBIETTIVI
Per un 16enne che già frequenta stabilmente il tennis professionistico, la risposta al tema dei sogni può sembrare semplice ma evidenzia tutta la passione che un ragazzo cosi giovane prova per questo sport : “Ho tanti sogni nel tennis. Il principale è crescere come tennista e divertirmi in campo, sorridere e godermi il viaggio. Poi con il mio team fissiamo obiettivi giorno dopo giorno, ma a livello personale il più grande è vincere tante partite senza perdere il divertimento”.
I PUNTI DI RIFERIMENTO
Kouamé non nasconde i riferimenti importanti, ma rivendica con forza la propria identità con ironia: “C’è un po’ di Gaël in me, un po’ di Djokovic, un po’ di Sinner, un po’ di Alcaraz, ma soprattutto c’è tanto di me stesso”, dice sorridendo. “Mi piace costruire la mia identità. Prendo spunto dagli altri, ma voglio creare il mio gioco. Se tra 10-20 anni qualcuno potrà dire di ispirarsi a Moise, sarebbe bellissimo. Per ora voglio divertirmi, crescere e continuare a sorridere in campo”.
